| Scrive
David C. Fragale di se stesso: Da sempre estimatore del soprasensibile,
cantore del male e delle tenebre (ma la tenebra è solo
una pulsione verso la luce, ossia il tentativo di raggiungere
uno stato che non è mai appartenuto all'uomo, un tentativo
di emulare la Caduta). Mi pongo nei confronti del mondo come un
illustratore in cerca di tracce occulte, messaggi sincronici,
anteponendo la verità aionica del tempo a quella lineare,
vecchia e stantia che la scienza ancora oggi ci propina. Per il
resto mi considero un ignorante, perchè solo l'ignoranza
ammessa conduce a una forma di verità, o allo svelamento
di nuove, seducenti domande. L'arte non è che una delle
strade da me intraprese per rispondere agli enigmi che affollano
una testa troppo piccola, ma laddove il cervello fallirà,
ho la presunzione di pensare che qualcosa erediteranno le mie
mani, la mia pelle, ogni cellula dei miei tessuti, sì che
il sapere viva in me senza coscienza, e mi tramuti nell'archetipo
che da sempre sogno di diventare.
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