visita il nuovo sito di Tapirulan
Tapirelax
03.08.2006
I CONFLITTI MODERNI DI CHI IN PACE
Autore: French

E' molto pi facile essere
un eroe che un galantuomo.
Eroi si pu essere ogni tanto,
galantuomini sempre
Luigi Pirandello




La cosa pi difficile capire.
Quello che succede, quello che ci dicono, capire le persone.

La seconda cosa pi difficile sforzarsi di capire.
Ora, proprio ora, io compir questo sforzo, senza la garanzia di giungere alla meta: il capire. Sperando, nel contempo, di non procurare eccessivi travagli ad un cervello, il mio, ben poco uso, al pari di molti altri, a tali iniziative.

Mi sforzo di capire il significato di un Mondiale di Calcio.

"In fondo solo un gioco", spesso si sente dire, "ventidue uomini in mutande che rincorrono una palla". Eppure questo gioco diverso dagli altri, esercita un'attrattiva che nessun altro sfiora nemmeno lontanamente. Roba da sociologi? Alla vigilia della partita Stati Uniti-Italia, un giocatore statunitense dichiar, pi o meno, che quella partita sarebbe stata una guerra. La stampa italiana ne mont quasi un caso: come? uno sport una guerra? Un'affermazione perniciosa.

A prescindere dal fatto che:
probabilmente, quel giocatore non intendeva metterla su quel piano;
la diplomazia non , e non richiesto che sia, un attributo di un calciatore;
spesso gli "azzurri" vengono definiti "gladiatori", "eroi", "guerrieri, tutte categorie normalmente impegnate in azioni belliche", proprio dalla stampa;
dicevo, a prescindere da tutto ci, forse le partite di calcio dei Mondiali "sono una guerra". Non solo, e non tanto, la guerra di chi in campo, ma di chi li sostiene e li incita. Noi. Tutti, anche chi prova o simula indifferenza. L'indifferenza del singolo fagogitata dall'interesse della collettivit.

Durante i Mondiali, le rivalit tra i popoli si acuiscono, diventano incandescenti. Soprattutto le rivalit storiche. Ricordo che, da bambino, quando sui libri di storia studiavo le guerre, rimanevo esterrefatto nell'apprendere di tanti lutti e distruzioni, spesso non capivo nemmeno il vero oggetto del contendere dei conflitti. Ingenuamente, non mi capacitavo di come nessuno avesse pensato di far scontrare solo il pi forte dell'uno e dell'altro popolo, se proprio questo "oggetto del contendere" esisteva. Risparmiando vittime e tempo. Oggi, le guerre paiono fortunatamente lontane, ovviamente solo per chi vive nei paesi "ricchi", e in tutti quelli che hanno la propria squadra di calcio ai Mondiali, ma la voglia di guerra c' ancora, esiste ancora questo impalpabile "oggetto del contendere". Tra chi? Per cosa? La battaglia affidata, come nelle migliori prospettive puerili, nelle mani non gi del pi forte, ma degli undici pi forti. Raramente ho visto nel volto degli italiani una gioia paragonabile a quella generata dalla vittoria contro la Germania e la Francia, i nemici su cui si sono riversate antipatie vecchie e nuove, luoghi comuni triti e ritriti. Forse sono guerre anche pi democratiche, perch i mandanti sono pi numerosi dei mandati (alle armi), diversamente dalle "guerre vere" dove vero l'esatto opposto.

Che quelle partite siano una guerra lo dimostra anche il completo affossamento del celebre e, per l'occasione, inutile motto decoubertiniano. Che l'importante sia vincere e non partecipare una verit valida in tutti gli sport professionistici, si dir. Certo, per chi gioca. Ma per un popolo intero? Quanti significati si attribuiscono ad una vittoria ai Mondiali, significati che esulano completamente dallo sport? Politici, sociali, economici. Si dice che, grazie alla vittoria al Mondiale, il prodotto interno lordo italiano crescer di un punto. Gli utili dei quotidiani sportivi certamente molto di pi. Sono preoccupato per il PIL francese, probabilmente subir un ingente danno: milioni di persone, il giorno successivo alla finale, saranno state incapaci di lavorare produttivamente, troppo amareggiate per la sconfitta. Quanto costa un giorno di collettiva inefficienza lavorativa?

Il calcio, quello dei Campionati Nazionali, si suole dire, rappresenta la met di quello che Giovenale, definiva "panem et circenses"; al massimo poi, un po' di becera e ridicola rivalit di campanile.

Il calcio, quello dei Campionati del Mondo, un fenomeno assai pi complesso. Milioni di persone hanno accolto il carosello, anzi, il trionfo dei "combattenti azzurri", cos come nell'antica Roma sfilava il corteo delle truppe vittoriose, con alla testa il duce triumphator, che entrava in Roma attraverso la Porta Triumphalis, oggi arriva il pullman che, attraverso il casello autostradale, giunge al Circo Massimo, con alla testa dei nuovi guerrieri il generale/allenatore.

La metamorfosi, da atleta a guerriero, forse non imposta, sicuramente caldeggiata dal popolo in trepidante attesa della vittoria sul nemico, non sull'avversario. Poco importa se un guerriero non eccede in eleganza, cultura, eloquenza, o se, come "uomo", non integerrimo e virtuoso, l'importante che sia vincente. Le sue eventuali scorrettezze (insulti, sputi, gomitate, testate, colpetti assortiti) sono deprecate perch irregolari e quindi di ostacolo alla vittoria finale. Il bottino non una semplice statuetta di metallo, se vera solo la met la storia del PIL (e pare proprio che lo sia), 90 minuti sull'erba hanno prodotto pi risultati di 5 anni di trincea sul fronte occidentale.

FRENCH [french@tapirulan.it]

 

Scrivi un commento | Torna all'inizio | Archivio articoli

Commenti [7 commenti]

È insita nella natura animale la competizione per la supremazia, per il cibo, la patata e in generale la conservazione della specie. Quindi quello che accade in occasione di una finale mondiale è semplicemente più grosso, perché più grosso è l'evento, ma perfettamente equi-naturale rispetto ad una rissa per una ragazza davanti a una discoteca. Solo, si vorrebbe che uno degli animali più intelligenti della terra (direi il terzo), l'uomo, riuscisse a superare questa fase evolutiva. Però poi mi dico che sì, potrebbe superarla, ma solo se vivesse in riflessione e contemplazione (chissà se i monaci buddhisti tibetani hanno guardato i mondiali). Perché al contrario, sottoposto a quotidiane piccole vessazioni, l'animale uomo, incapace di trovare la via della rivolta, tende a diventare irascibile, turbolento, facinoroso. Ecco allora il vero, prezioso ammortizzatore sociale: se tu non puoi prenderti una rivincita ci pensa Materazzi/Gattuso/Maradona a farlo per te, e puoi festeggiare con gran giubilo per le strade del tuo paese (come io ho fatto).

Del | 22.08.2006  12:07 

I soldi che prendono i giocatori di calcio... vecchia storia. Un'ingiustizia, tuonano in molti. Forse non è giusto, ma equo.

French | 21.08.2006  16:10 

Amareggiato? Non ti credere che in Francia fosse diverso il clima! poco ci manca che Chirac si metta a piangere e zizou si butti sotto al pullman.... mi associo al commento di Betty...l'articolo è stato scritto da uno che il mondiale non l'ha vinto.. ma dall'altra parte molte cose sono vere.. non dimentichiamoci che questi uomini che rincorrono la palla oltre ad essere in mutande sono miliardari....ne vale poi così la pena di prenderserla così tanto?

ERIKA | 21.08.2006  10:54 

A proposito, mi ero dimenticata...COMPLIMENTI anche per la citazione di Pirandello. Hai scelto proprio una bella frase ;).

Betty | 11.08.2006  12:27 

Ringrazio Betty per i complimenti, l'articolo l'ho scritto il giorno dopo la finale (anche se è stato pubblicato solo ora) e può darsi che abbia risentito del mio umore di quel momento...

French | 05.08.2006  20:04 

Allora: io quest'anno ho tifato Italia e la nostra vittoria mi ha inorgoglito.
Però non ho cambiato idea sul calcio.
Lo abolirei...

fratearrigo | 04.08.2006  07:29 

Si vede che questo articolo è stato scritto da uno che il mondiale quest'anno non l'ha vinto ;). Ad ogni modo mi è piaciuto molto, bravo French! Ci manca solo una foto Lippi-Dux che entrano in Roma e poi è perfetto!!!

Betty | 03.08.2006  15:10 

Scrivi un commento | Torna all'inizio | Archivio articoli
 
Tapirelax | Articoli recenti
22.07.2013
Echi di celluloide - 23: "Dexter"
[Autore: Matteo Fontana]
30.04.2013
Io come te sono
[Autore: Zumba]
08.04.2013
Echi di celluloide - 22: ''The closer'', gliallo slapstick
[Autore: Matteo Fontana]
02.04.2013
La seconda linea
[Autore: A.marti]
25.03.2013
Music corner - 51: La band pi media del mondo
[Autore: UfJ]
11.03.2013
Cin cin
[Autore: Mr. Orpo]
01.03.2013
Music corner - 50: Famosa rock band italiana. Tre lettere
[Autore: UfJ]
25.02.2013
Echi di celluloide - 21: ''The mentalist'', il fascino dei prestigiatori
[Autore: Matteo Fontana]
05.02.2013
La citt degli angeli
[Autore: A.marti]
Archivio articoli
 
 

Associazione Culturale Tapirulan
C.F. 90006350194
P.I. 01521680197

Sede legale
Via Platina 21
26034 Piadena (CR)



Sede operativa
Corso XX Settembre 22
26100 Cremona



Webmaster
French+Coma

Contatti
info@tapirulan.it

Tapirulan su Facebook
Tapirulan su Twitter
Blog.Tapirulan.it

Privacy Policy
Area Privata