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Tapirelax
13.09.2006
IL CRITICATUTTO - 3
La quarta et
Autore: Pigi

Più provocatorio di Marco Materazzi, più beffardo di una sentenza della CAF e più irritante di un tanga tra le natiche, il criticone criticatutto è nuovamente sulle pagine di Tapirulan, pronto per fare della Rete uno spezzatino.
Se non temete il futuro o fate uso di creme antirughe, andate pure avanti a leggere, gli altri è meglio che diano un colpo di telefono a Wanna Marchi.

La Quarta Età

Ve ne rendete conto?
La medicina negli ultimi decenni ha fatto passi da gigante, portando a progressi incredibili, inimmaginabili.
Se solo qualche generazione fa, bastava a volte un banale raffreddore per schiattare, ora ce ne vuole prima di abbandonare questa valle di lacrime, tanto che sul nostro adorato suolo italico, al giorno d'oggi, i sessantenni superano in numero gli adolescenti!
Bene, direte voi, miei inconsapevoli lettori. Ma gli effetti di questo progresso stanno tornando indietro come un boomerang, ritorcendosi contro lo Stato, e quindi contro di noi, sottoforma di spesa pensionistica fuori controllo, perché purtroppo, oramai, il rapporto pensionati-lavoratori volge sempre più a favore di chi si sta godendo la Terza Età, generando una spesa insostenibile per le casse dello Stato, che ora, per cercare di limitarla, ha solo una possibilità: innalzare l'età pensionabile.
Insomma, l'avete già capito da soli, se da un lato il progresso scientifico ci sta dando una mano a godere della nostra vita, molto più di quanto fosse lecito attendersi un tempo, dall'altro lo Stato ha già trovato il modo di riempire quelle giornate in più che la medicina ci ha così cortesemente concesso.
Ieri mi trovavo alla macchinetta del caffé con alcuni colleghi, quando uno di questi mi domandò quanti anni avessi.
"Trenta!", risposi senza capire.
"Sessantacinque meno trenta" si mise a calcolare lui, strascicando le parole.
".Minchia", sbottò di colpo.
"Hai ancora trentacinque anni di lavoro prima di andare in pensione!".
Lì per lì, mi misi a ridere. E allora? Chissenefrega!
Ma ora, a pensarci meglio, non c'è proprio niente da ridere! Soprattutto dopo che il presidentissimo di Bank Italy, Mario Draghi, ha dichiarato che bisognerebbe innalzare ulteriormente l'età pensionabile. Va bene la scienza - dico io - ma qui stiamo sfiorando la fantascienza!
Già me lo immagino. Brillanti giovani, freschi di università, verranno assunti per affiancare impiegati settantenni, non certamente per apprenderne il mestiere, ma solo per farli deambulare fino al proprio ufficio o ritrovarne la dentiera, che la demenza senile avrà fatto smarrire alla macchinetta del caffé o in sala mensa.
In azienda, poi, alcuni ruoli chiave andranno necessariamente aggiornati, basti pensare all'esperto informatico, che oltre a formattare PC e cambiare toner alle stampanti, dovrà anche sostituire i cateteri dei suoi colleghi.
Così come evolveranno i vantaggi offerti dalle aziende ai dipendenti più meritevoli: non solo il telefonino, il computer portatile e l'auto aziendale rientreranno tra i benefit aziendali, ma anche la camera iperbarica e l'elettrocardiogramma da viaggio.
E gli uffici? Anche quelli subiranno delle trasformazioni con questa riforma.
Certamente si risparmierà sulla tappezzeria perché, con la memoria concia peggio di un gruviera svizzero, ogni centimetro quadrato delle pareti sarà occupato da post-it, nel vano tentativo di ricordare ciò che, nel giro di qualche attimo, inevitabilmente si cancellerà da quei pochi neuroni superstiti.
Ma si spenderà di più per schermi e tastiere perché neanche a indossare le lenti dell'Hubble, sarà facile distinguere le lettere sulle attuali tastiere e schermi a 15" e 17", e serviranno gioco forza tasti e monitor dimensionati sulla ridicola vista di quelle anziane talpe di impiegati.
Per non parlare di come i mouse saranno fastidiosi per l'artrite, dove ogni click equivarrà ad una stilettata nelle falangi.
E che risate, quando le pietanze disponibili in sala mensa saranno inevitabilmente solo zuppe, minestre e minestrine, perché ormai la masticazione sarà solo un ricordo lontano.
Insomma, qui si rischia che le aziende si trasformino in ospizi e lazzaretti!
Per concludere, miei ingenui amici, se un tempo la Terza Età, tra acciacchi vari, voleva comunque dire godersi la pensione e i nipotini, fra qualche anno, chi alla Terza Età riuscirà ad arrivare, si troverà costretto a finire i propri giorni in ufficio.
Altro che Silvio Pellico e "Le mie prigioni", qui ci condannano ai lavori forzati!
E così, non ci resta che confidare ancora una volta nella scienza, nell'attesa che riesca ad allungare la vita sino alla Quarta Età, sperando che, almeno quella, non ce la tocchino!

PIGI [pigi@tapirulan.it]

 

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Commenti [5 commenti]

Il riposo non è mai noioso. E comunque non pensare alla propria pensione è difficile dopo aver visto un qualsivoglia tiggì.

P.S.: Stè, non sei più solo un pazzo cotesista surfista, ora sei anche vecchio! Auguri!!!

pigi | 10.10.2006  10:14 

Certo pensare alla pensione a trent'anni fa un certo effetto... eppure io sono circondato da colleghi il cui primo pensiero giornaliero è che 8 ore dopo mancherà un giorno in meno all'agoniato, e forse noioso, riposo. Lo diceva Bertrand Russell (e lo ha codificato effecacemente il film "Fantozzi va in pensione"), la nostra società non ci prepara adeguatamente all'età pensionistica, trovarsi improvvisamente con così tante ore libere, ci mette in estrema difficoltà.

French | 28.09.2006  13:28 

Bravo Pigi, un pezzo piacevole il tuo. Ma che pessimista!

Stè | Homepage | 16.09.2006  19:16 

Fra un po' inventeranno anche la quinta età...

fratearrigo | 14.09.2006  07:17 

un tapirulan gerontofiliaco ultimamente tra pigi e robirobi. ricambio la stima di pigi, il tuo "pensavi fosse amore..." è tra i miei preferiti... e non soltanto per restituire virtualmente la birra. in effetti, se posso permettermi, ti preferisco così: predatore scornato che criticatutto. soltanto la mia umilissima opinione, eh

UfJ | 13.09.2006  17:40 

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