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Tapirelax
14.02.2007
FINALMENTE SAN VALENTINO
Autore: Andrea

La incontrai per la prima volta a scuola, stessa classe ma quella convivenza forzata, decisa dal caso e dall'alfabeto, non mi permise di comprendere subito la realtà né come sarebbe stata.

Al termine del liceo le diverse scelte di vita ci portarono sempre più lontano finché per uno strano gioco del destino non ci siamo incontrati nuovamente, in un'altra città, proiettati verso un nuovo futuro, nuovi orizzonti, insomma verso la ricerca di una nuova vita. Sono scelte impegnative che sanno metterti alla prova e che sicuramente è difficile poter portare avanti da soli. Ritrovare una persona nota, nelle stesse condizioni, non può che aiutarti a superare le avversità che all'inizio s'incontrano. Il passato comune e i vecchi ricordi facilitano l'avvicinarsi ed il formarsi di un'amicizia che può sfidare tutti gli imprevisti e le difficoltà, ma il continuo tempo trascorso assieme, le cene frequenti e le uscite serali per raccontarsi la giornata, gli sfoghi sulle cattiverie del capoufficio o le gioie della promozione e la continua condivisione delle emozioni non lasciano indifferenti.

Asciugare le sue lacrime non è più solo un gesto d'amicizia ed il sorriso che ne segue non è visto come semplice riconoscenza. Lo squillo del telefono non provoca più semplice curiosità ma batticuore e sapere dove è stata la sera prima e perché è rientrata così tardi non è solo preoccupazione. Il cambiamento è stato talmente lento che non me ne sono reso conto subito ma così inesorabile che non era possibile sottrarsi ad esso. Ti cresce lentamente attorno e poi dentro fino a non essere più in grado di contenerlo, quando scatti in piedi per un apprezzamento sul quel tale lasciandola con lo sguardo stranito di chi crede che ti è saltata una rotella o quando ti scopre andare in palestra per scolpire il fisico senza avergliene mai parlato.

Il tuo look diventa pian piano sempre più ricercato e la tua crociata contro il consumismo sempre più flebile. Non c'è più giorno che non ti ripeta che le sembri strano o buffo e che c'è qualcosa di diverso in te che non riesce a capire. Cerca di interrogarti, preoccupata, dicendoti che puoi fidarti di lei e raccontargli tutto ciò che provi perché sicuramente potrà aiutarti e che ne avete passate tante insieme ma appoggiandovi sempre uno sull'altra ne siete sempre usciti alla grande.

Perché tutto questo è dovuto esplodere proprio ora? Perché oggi, che è il giorno di San Valentino, ho dovuto chiamare l'ufficio fingendo d'essere malato e sto vagando per la città cercando un vestito decente, magari un profumo un po' ricercato e giustamente un mazzo di fiori, senza dimenticare un regalo non troppo vistoso o impegnativo ma comunque importante, non banale e poi... insomma, credo che schiatterò prima di sera se continuo così.

Sto cercando di calcolare tutto, dalla mia presentazione alla prenotazione del ristorante più "in" con tanto di saletta privata ed orchestra rimediata in extremis a scapito dei risparmi per le vacanze dei prossimi due anni. Tutte cose a tratti sdolcinate che non credevo nemmeno mi appartenessero ma che contro tutti i miei principi ed il mio passato ho deciso di seguire con ostinazione. Questa grande favola che sto costruendo tra poche ore avrà compimento con la parte più difficile perché si tratta di andare da lei, che è la mia migliore amica, e dirle tutto. Da lei che in questi giorni ho evitato meschinamente con vane scuse per cercare di non parlare prima del tempo, di non mostrare ciò che oramai non posso più nascondere, ciò che lei ancora non sa e neppure io so con quali parole potrò renderlo palese.

L'ora dedicata è arrivata. Lei è appena tornata dal lavoro sicuramente stanca, con la testa ancora avvolta da tanti pensieri e la volontà di disfarsene in fretta. Mi presento sotto casa con l'auto lucida nemmeno fosse nuova, l'abito di taglia perfetta e persino il farfallino. In mano un mazzo di fiori scelto con molta sofferenza ed indecisione dopo aver consultato libri e libri sui significati reconditi delle piante.

Suono il campanello con quella serie di squilli che mi contraddistingue. Lei mi apre con la vestaglia ricamata che le regalai al suo ultimo compleanno e le pantofole ad orsacchiotto che vinsi alla fiera dopo aver prosciugato tutte le mie finanze al tiro a segno. Mi guarda con occhi sbarrati ed increduli come vedesse una persona nuova.

"Ciao, Chiara, sono venuto per..."
"Perché sei così elegante?"
"Perché oggi è San Valentino e volevo dirti che..."
Lei mi abbraccia forte ed io, zittito, ricambio cercando di non sciupare troppo i fiori.
"Andrea, è bellissimo! Avrei dovuto capirlo... tuttiquei silenzi, quelle cose nuove che hai inserito nella tua vita, quel tuo essere assente in questo ultimo periodo".

Mi sto sforzando ma credo di stare per piangere.Non avrei mai pensato di ottenere un simile risultato nemmeno con il mio discorso scritto ed imparato faticosamente a memoria. Ora tutto è più semplice, ci ricomponiamo un attimo e guardandola negli occhi commossi le chiedo:
"Allora, che mi dici?"
e lei: "Non sono mai stata così felice, Andrea, non avrei mai sperato che proprio oggi tu venissi qua per dirmi questo, che anche tu hai trovato una ragazza, proprio oggi che anche Marco ha finalmente deciso di farsi coraggio e dirmi che mi ama".

ANDREA [arivieri@yahoo.it]

 

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Commenti [6 commenti]

D'accordo con l'anonimo. Ti ha fregato il farfallino.

Del | 15.02.2007  18:32 

Visto l'epilogo negativo della storia, per tirarsi un pò su di morale, consiglio la visione del film "L'amore non va in vacanza"...L'ho visto ieri e secondo me è carino...

Betty | 15.02.2007  12:22 

Non si può certo dire che Andrea goda di buona sorte con le ragazze... Invidiabile la sua visione d'insieme di come dovrebbe essere una perfetta serata romantica, dovrebbe insegnare a molti uomini come comportarsi. Sperando, ovviamente, che i risultati siano più confortanti...

French | 14.02.2007  12:39 

...il farfallino andrea...ti ha fregato....è roba di altri tempi!!!

Anonimo | 14.02.2007  11:29 

Ma uffa!!??!! Adesso il lieto fine non c'è più nemmeno nei racconti?? :'(

Betty | 14.02.2007  10:16 

sì, sì... fai tanto l'innamorato di questa chiara... eppure io mi ricordo bene che in quel RISTORANTE IN, non più di qualche mese fa, cercasti di portarci nientemeno che una russa appena arrivata in italia...
questi uomini... tutti uguali.
storiella amara, carina.

UfJ | 14.02.2007  09:43 

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