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Tapirelax
09.05.2007
SERVIZIO LAVAGGIO
Autore: Robirobi

Gli ho consegnato le chiavi, gli ho spiegato di nuovo le ultime cose, gli ho ripetuto di telefonami, in caso di bisogno.
Non è facile cominciare un’attività, e non è facile chiudere con il lavoro.
Io oggi ho chiuso, era il mio ultimo giorno.
Mi è venuto in tasca un bel gruzzolo, se questo può consolarmi.
E’ solo che domani, cosa sarà di me domani?
Sarò sciolto da ogni obbligo. Dalla sveglia, dal pensiero della fatica, dalla fatica che porta via i pensieri.
E questo fino a che morte non mi separi dalla libertà.  
I miei clienti sono anche più abbattuti di me, io sono uno di quelli che si fermano volentieri a scambiare due chiacchiere, a volte mi giravo e c’era la coda, tre quattro che aspettavano. Magari avevano già anche tolto la camicia e la maglietta intima, ma non davano quasi mai segno di impazienza. Sapevano come ero fatto, e quelli che non lo sapevano, beh, ci si abituavano. Si godevano il sole a torso nudo e tiravano dentro le pance, a volte scherzavano fra loro.
Ho un’aiutante, Spitz. Dicono che in piscina sia un fenomeno, però non sa nuotare. Si tuffa con i braccioli e allora tutti giù a tuffarsi.
Il lavaggio delle ascelle non è un lavoro così brutto come possa sembrare. Non devi stare attaccato al cliente: ti cerchi un posto all’ombra, fai alzare le braccia al cielo, prendi la mira con la lancia e trovi anche da divertirti.  D’estate ai miei amici  lavavo anche i vestiti ed essi protestavano e io mi divertivo un mondo, ed è importante avere un lavoro divertente.  
Chiedete pure, se c’è un posto più bello del mio nel raggio di trenta chilometri. Si spende poco, e posso farvi di tutto. Andiamo dal lavaggio con acqua e sapone alla depilazione ascellare, che il venerdì è gratuita, poi c’è il trattamento con balsamo, e posso anche tingervi i peli. Una volta uno ha voluto in verde le sue iniziali, e quando alzava le braccia gli leggevi “io”. Vi asciugo le ascelle con il phon, se volete, e poi posso metterci certe cremine talmente potenti che anche sudando per una settimana senza lavarvi sarete la brezza di un campo di lavanda Non stupitevi della varietà che si ferma al lavaggio. Rimani sbalordito i primi giorni, poi ci fai il callo, e se uno ti chiede di mettergli i peli in un sacchetto e poi se li porta via, o di fargli le treccine, fai del tuo meglio senza domande. Io ero diventato bravo anche a fare la permanente, e se uno voleva il riporto o la riga in mezzo, eccolo accontentato.
Sotto un bel padiglione a righe bianche e azzurre, invaso dal glicine, ecco il bar. L’ho fatto costruire negli ultimi anni di lavoro, per offrire un servizio migliore, e poi perché è bello di tanto in tanto entrare, riposarsi al fresco, in penombra, e bere qualcosa. L’ho riempito di specchi, perché ho scoperto che i clienti ci tengono molto a vedersi riflessi, soprattutto dopo la depilazione. Si guardano, alcuni fanno le smorfie e sorridono, altri scrutano le ascelle glabre ed esclamano: “Bello!”. Sono uomini e donne tutti nuovi, e soprattutto felici. Bevono il loro caffè o lo sciroppo di menta e parlano delle ascelle dei bei tempi andati. Sembra proprio che non sentano più di appartenere al mondo di fuori, peloso e colmo di sentori, di clacson, di sgommate, di intonaci che al primo alito di vento crollano sui marciapiedi, di raggi solari invadenti e meschini, di piogge acide dispettose che finiscono quando trovi un riparo. Parlano di cose futili e impossibili, di oggetti a volte inesistenti, iniziano a parlare dalla fine e risalgono piano, con il piacere del ricordo. Le voci non sono mai troppo alte, né gli apprezzamenti pesanti sulle signore di passaggio. Poi danno un’occhiata all’orario, sospirano come se si trovassero nella sala d’attesa della stazione, ad attendere il treno che li porterà al fronte.  “E’ ora” dicono sempre. Sentono che qualcuno ha concesso loro quella parentesi, sentono che è necessario andare. Pagano, si alzano e quando sono davanti alla porta danno un’occhiata in giro, scrutano il cielo, non sono convinti ma si deve, e un sudario di tristezza li avvolge.
Devi stare attento a camminare, una volta fuori. C’è shampoo dappertutto, a volte dà più l’impressione di un party in piscina. In piena estate non è raro vedere arrivare qualche bella ragazza in costume, e questa è una delle cose piacevoli, se non c’è Spitz fra i piedi. Solitamente le femmine si fanno lavare da lei, ma a volte Spitz è in bagno, o in ufficio, o in ferie. Insaponi le ascelle, guardi gli occhi luminosi, l’incavo del seno, sciacqui, sorridi, e anche loro ti guardano e sorridono, e il loro sorriso è una delle tante belle cose del lavaggio, insieme al bar e alle robinie che a maggio profumano come l’entrata del paradiso.
Anche Spitz si diverte, gli uomini vogliono insaponare lei e lei ride sempre, e per un giro intero di orologio senti la sua risata, sia quando con gli occhi mezzi chiusi del mattino cattivo sta sorseggiando un caffè nel bicchierino di carta, sia quando a sera le gambe le cedono per la fatica. Ride e nella tasca destra si infila i soldi e nella sinistra i numeri di telefono che le passano i clienti. Si trovano sempre tutti in piscina.
Mi accorgo che sto parlando come se domani fossi ancora là, nel cortile, con la lancia in mano. Non è facile dimenticare, per un po’ penserò come se facessi ancora parte del gioco. E’ normale, dopo tanti anni. Chissà, magari qualche volta andrò a dare una mano. Però ho anche un sacco di progetti, voglio partire, vedere tutto quello che non ho mai potuto vedere. Io ero uno che lavorava, tornava a casa, poi ancora al lavoro. Tutto così. Chissà se ne è valsa la pena.
Qualche volta voglio togliermi lo sfizio, vado da Spitz e mi faccio lavare le ascelle, e poi magari ci diamo appuntamento in piscina. No le ho mai chiesto un appuntamento, ma ora sono un uomo libero. Andrò in piscina quando c’è lei. Dicono sia un fenomeno.  
 

ROBIROBI [cpkpst@tin.it]

 

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Commenti [5 commenti]

io l'ho conosciuto di persona

Del | 10.05.2007  18:37 

ci vediamo alla presentazione di "Cyclette", promesso.

robirobi | 10.05.2007  17:49 

Mi accodo... sono quasi due anni che scrive su tapirelax e nessuno l'ha mai conosciuto di persona. Speriamo che venga alla presentazione di Cyclette, dove c'è pubblicato anche un suo racconto.

French | 10.05.2007  12:06 

anch'io sarei ansioso di conoscere robirobi
...ma un po' ho anche paura...
e complimenti per la storiella...

UfJ | 10.05.2007  11:23 

Un giorno io e te dobbiamo vederci!!

Porkettaro | 09.05.2007  21:52 

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