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Tapirelax
25.06.2007
FIORI D'ARANCIO
Autore: Andrea

Cammino velocemente lungo il viale. La mia immagine si riflette sulle vetrine dei negozi e subito scivola via mentre le commesse scrutano i passanti ed anche l'orologio nell'attesa di tornarsene presto a casa. E' tutto il giorno che mi affretto avanti ed indietro per la città eppure non ho ancora terminato. Per fortuna il tempo è stato mite anche se non durerà ancora molto. Il cielo, infatti, è nuvoloso e sta per piovere, proprio come quella sera. Di nuovo il suo pensiero affiora nella mia mente come troppe volte in questi giorni. Certo nemmeno tu l'hai dimenticata. Allora non era la fretta che mi spingeva a correre ma l'impazienza ed il desiderio.

Ti passai a prendere per andare in discoteca. Non era una serata qualunque, credo fosse la prima volta che incontrassi i miei amici e sicuramente fu la prima volta che vedendoti scendere dalla macchina, davanti al locale, provai paura. Paura per quella tua bellezza così delicata e terrificante che mi sapeva paralizzare e che non sapevo come giustificare agli occhi di tutta quella gente che ci guardava e ti guardava.

Quella sera piovve molto forte ma lo scrosciare dell'acqua sull'asfalto e sui tetti non m'impedì di sentire e rispondere a quella telefonata e poi correre via all'improvviso lasciandoti con quelle tue vecchie amiche della scuola, prima a parlare e poi ad aspettare per ore il mio ritorno, che da repentino divenne sempre meno probabile. Quella notte ti abbandonai senza una scusa, lontana da casa, con la pioggia che infuriava e fu fortuna che potesti passare la notte a casa sua.

Da allora sono passati anni ed il tempo, si sa, ha la capacità di cancellare ogni cosa. Se vuoi saperlo, però, i giorni li ho contati e seppure non sono pochi, molte più furono le lacrime che versai cercando di scusarmi, di spiegarti, di capire. Ancora oggi mentre cammino schivando i passanti e le prime gocce di pioggia non posso fare a meno di pensarci. Molte sono le domande ed ad esse non so dare una risposta ma ecco, per fortuna la gioielleria è ancora aperta: "Buonasera, sono venuto a ritirare due fedi". Queste d'oro che osservo ora nella mia mano non sono poi molto diverse da quelle che disegnavamo al mare sulla spiaggia. Due anelli incrociati scavati sul bagnasciuga e noi che osservavamo le onde che continuamente s'infrangevano su di loro. Nonostante il flusso dell'acqua scavasse ed insistesse, quei semplici cerchi sembravano resistere e non cancellarsi mai. Così il nostro amore era in grado di sfidare tutte le intemperie, dalle onde del mare alla pioggia di quella sera e mentre ricordo il tuo volto squilla il telefono, sei tu. "Pronto? Dimmi... sì gli anelli li ho già ritirati, sono molto belli. Anche il mio vestito è già pronto, ho telefonato all'ora di pranzo. Ora passo a prenderlo e poi arrivo. Ci vediamo tra poco, ciao".
Accelero di nuovo il passo per fare il più in fretta possibile. Con tutte queste faccende da sbrigare saranno già due giorni che non ci vediamo ed ormai non sono più abituato ad una tale assenza. Ci sentiamo spesso ma non mi basta. Ora come mai sento il bisogno di averti vicina, di osservare il tuo sguardo così pieno di gioia e sentire il tuo battito che aumenta all'impazzata nel pensare al 23. Non ti ho mai vista così radiosa come in questo periodo. La vita ti ha sorriso ed ha voluto che ora fossimo qui ed affrontassimo questo passo insieme infondendoci coraggio come un tempo, come sempre. Dopotutto noi siamo uguali e non esiste nessuno che sappia leggere nei miei pensieri come sai fare tu, senza dover pronunciare una parola. Tutto questo non l'ho trovato in nessun'altra e potervi contare mi rende felice. Ma allora perché continuo a pensare al passato? Perché quest'insicurezza non se ne vuole andare dalla mia mente? Perché continuo a chiedermi "se...", se le cose fossero andate diversamente? Forse è ingiusto nei tuoi confronti che io pensi a queste cose, perché ciò che ora stringi forte tra le mani non può essere solo il frutto del destino o di un capriccio. Alla vita hai sempre creduto e quello che hai ottenuto l'hai voluto intensamente. So che ti sembrerà sciocco ma tempo fa sono tornato di nuovo su quella spiaggia e così come quella volta ho disegnato due cerchi sulla sabbia e li ho lasciati in balìa delle onde che regolarmente si abbattevano su di loro. Confesso che dopo pochi minuti non ero più in grado di scorgere le loro sagome ma non è questo il momento di lasciarsi prendere da strani pensieri o semplicemente dal timore del futuro e dell'ignoto. Entrambi abbiamo incontrato molte difficoltà e non è certo un caso se siamo giunti a questo punto.

Per questo non ci penserò più e sarò come tu mi vuoi. Ci fotograferanno insieme ed io avrò quel sorriso che ti ha sempre donato il buonumore e tu quello sguardo che mi ha tenuto sveglio tante notti. Indosserò il mio bell'abito scuro e sarò impeccabile, gentile ed elegante. Tutto sarà perfetto com'è stato programmato ed a tavola farò anche un bel discorso. Dopotutto è questo che ci si aspetta da un bravo testimone.

ANDREA [arivieri@yahoo.it]

 

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Commenti [2 commenti]

Ormai sei uno specialista di lovestory con sorpresa finale. Sempre piacevoli ma sempre più amare...

French | 25.06.2007  15:53 

°
°
°
° ( <-- lacrimucce)

i miei sinceri complimenti: raccontino davvero carino. andrea cresce storia dopo storia, ma il finale assomiglia un po' a san valentino, nevvero?

UfJ | 25.06.2007  13:02 

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