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Tapirelax
25.12.2007
MUSIC CORNER - 10
Lost in Sesto Fiorentino
Autore: Gual

Villa Solaria, Sesto Fiorentino, 25/6/2007 - concerto di Alice Cooper

Sono ancora sul lettino del mio analista, sono cinque giorni che ripeto questo rituale con costanza, sono stanco e ormai anche lui non ne può più di me. Da parte mia però non v’è la minima ombra di miglioramento, non riesco ancora a capacitarmi del perché fosse lunedì…

Lunedì! Il giorno che più di ogni altro ti fa incazzare, perché di lunedì incominci a lavorare, perché il lunedì è sempre troppo lontano dal venerdì, perché è lunedì e basta! Allora io mi chiedo perché Alice Cooper  ha suonato un lunedì sera a Sesto Fiorentino?... Sì, sì! Avete capito bene, lunedì sera a Sesto Fiorentino... E' come se Lou Reed avesse suonato a Bucinasco un martedì pomeriggio, o Iggy Pop alle 14,52 nel cortile dell’oratorio di Paderno Dugnano, oppure, oppure… Lo psicologo mi invita a stare calmo, mi accorgo di essermi alzato nel concitato racconto, mi torno a sdraiare, distendo le gambe, una scorreggia propiziatoria libera le mie meningi dalle strane idee gerarchiche dei giorni della settimana, il lunedì torna a riappropriarsi della sua dignità settimanale, il dottore accende lo stereo, Poison suona e dall’apice dell’universo arriva profugo e mai domo il divino geronte del Hard Rock.

Il sig. Cooper in carne, ossa e eyeliner. Si tramuta sul palco con lo storico bastone alla mano che continua ad usare (non dico a far cosa) come fosse Chuck Norris. Ha ancora la voce!

French - mio compagno di avventure - è già sparito, telecomandato come al solito da quattro mutande troppo corte per trattenere le voglie, lo vedo che con una mano incomincia a proporre simboli metallari al cielo e con l’altra, come fosse una talpa sbadatamente cieca, ad insinuarsi tra galloni femminei troppo aperti per essere stanchi e a strappare loro le ultime mutande rimaste. Sembrava Mr. Fantastic, suscitando tutta l’invidia nell’onirico istrione sul palco. Alice canta Lost in America e si ristabiliscono i ranghi, lui è l’eroe della serata, e French Aramis è spettatore (…e che spettatore!) e torna a limonare nell’angolo perdendosi metà concerto.

Lo Zombie del Rock ce l’ho ad un palmo dal naso, è vent’anni che vedo sue foto su album, giornali, cartoline, siti e ha sempre la stessa faccia, ha fatto un patto con il diavolo, ma molto più facilmente è il diavolo ad aver venduto il culo ad Alice Cooper e sicuramente ci ha rimesso. I quattro musicisti che si porta appresso fanno fatica a reggere l’instancabile “matusalemetallaro”.

Aramis ha ripreso a guardare il concerto… non per molto, da buon birdwatcher  ha gia avvistato dei passeriformi, le punta, ammicca, loro cadono nella trappola lui le prende, ormai sono sue, ma sul più bello tira fuori una scusa pazzesca dicendo che il lunedì per lui è vegetariano, nascondendo così la verità alle donzelle. Il nostro eroe aveva visto le mani delle passerine e le loro unghiette smangucchiate suscitavano il giusto ribrezzo al nostro “pirleroe”, il suo dardo non sarebbe mai finito tra le loro falangi.

Alice chiama all’attenzione il manista invitandolo ad abbassare la voce perché in fondo nessuno sentiva No more Mr. Nice guy, allora Alessandro “Urlich” Roth, e Paola Shenker i due infermieri del metal pronti ad evitare scene di delirio, vestono con la camicia di forza Aramis.

L’apice della vendetta dell’essere umano verso se stesso giunge quando dal palco, adirato a dismisura Mr Cooper strappa la camicia al nostro French, la indossa e si fa impiccare nel gran finale della soirée.
Capolavoro dell’assurdo vortice di immagini e illusioni, di divertimento e  passione, fondotinta e mascara, mancava solo Robert Smith al gran carnevale, ma forse lui era troppo sobrio.

Una tempesta di emozioni funestata da un tiraculo che ha improvvisato una rissa sulle note dell’ultima canzone, proponendo pugni al vento come fosse la polvere dei Kansas, pretendendo di aver ragione sul dibattimento in corso (quale non so) e aveva ragione solo quando diceva di non possedere abbastanza intelligenza per capire che non ne aveva.

Sono ancora sul lettino, l’analista dorme con una bolla al naso da far invidia al dirigibile Goodyears, mi alzo lo saluto, lo pago, nelle cuffie suona già Ozzy Osburne. Mi sono seduto che era lunedì, mi alzo che è gia sabato, è passata una settimana senza fare un cazzo.

GUAL [agualan@libero.it]

 

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Commenti [2 commenti]

Per essere coerenti dovreste fare gli auguri di Buon Natale a Giugno... eh!!
;-)

Porkettaro | 26.12.2007  14:42 

Un articolo di qualche mesetto fa, penalizzato dalla sovrabbondanza di 'music corners' pubblicati a quel tempo, epperò mai dimenticato dall'Attenta e Scrupolosa Redazione di Tapirelax. Poco natalizio, è vero, ma pur sempre divertente.
Buon Natale a tutti.

redazione tapirelax | 25.12.2007  20:59 

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