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Tapirelax
16.07.2007
MUSIC CORNER - 8
Gods of 'flop' metal
Autore: Gual

Milano - Idroscalo - 30.06.2007

Il clima arrideva ai nostri eroi, stranamente puntuali, comodamente polleggiati per vivere una intensa giornata di metal e degenero, tutto stava andando per il verso giusto. Aramis come al solito aveva già dilapidato il suo portafogli alla ricerca di inutili quanto immortali gadgets. Un'allegra combriccola di quindicimila metallari, groopies e altri arlecchini variopinti facevano da cornice a questa splendida giornata. Il Gods of Metal poteva incominciare.

La parola passa ai protagonisti e finalmente si vedono sul palco i famigerati Type O Negative con il loro angosciato sound gotico e... e qualcos'altro, viene proprio da dire che se stavano a casa loro forse si poteva risparmiare sul biglietto, il fonico era riuscito a fare una miscellanea di suoni troppo alti per gli alti e troppo basso per i bassi e troppo stupido per gli stupidi. Consigliamo i corsi di recupero.

La giornata sembra migliorare quando i Black Label Society incominciano il loro turno e qui si intravede il protagonista vero dell'evento che si è portato sul groppone tutto il Gods of... Mr. Zakk Wilde regna. Che piaccia oppure no, che faccia troppe note oppure no e toccato a lui a più riprese trascinare la baracca. Dominatore.

Tra le mutande un sordo bisogno colloca l'importanza dell'evento ai cessi pubblici, vado a pisciare pensando di godermi uno spettacolo d'ora in avanti maiuscolo... 'sti cazzi! Mi libero della fila troppo alla svelta per "godermi " il sig. Mustaine, pardon! Il "Megadeth" che proponendo alcune canzoni del nuovo album United Abomination prova ad aggiungere qualità allo show, ma il buon Wilde rimane sempre saldo in testa alla classifica, un qualche doveroso brano della mitologica storia del gruppo fanno raggiungere allo statunitense la sufficienza. Sei più.

L'interrogativo permane e continuo a chiedermi perché 63 euro di biglietto, ma andiamo avanti. I Korn malapena li considero, ai pre-headliner tocca l'onere di traghettarci all'Ozz-moment (purtroppo) tengono bene il palco fanno divertire, infiammano la platea con One dei monumentali Metallica... ma è troppo facile farsi belli con la storia degli altri.

Si sopravvive alla noia e per farla passare meglio il dinamico trio Aramis, Porthos e Guallarmè passano in rassegna tutti i culi del bivacco ma soprattutto la quantità di tette, troppo grosse per vincere la gravità, si passava così da elementi da encomio e cose che non sarebbero bastate due dita in gola per lo sdegno, ma in quei momenti si sopporta tutto... o quasi. I 63 euro di biglietto non trovavano ancora la loro collocazione.

Ormai devastata dalla noia, l'allegra brigata punta al palco fiduciosa, anche se i moniti di Porthos, dell'Amica di Porthos e del ghigno satanico di Undertaker non ci facevano marciare tranquilli alla meta, il ritornello era:"Farà CAGARE"... ma io, Aramis, Marion e LivingBoy eravamo distrattamente fiduciosi. Guardiamo in terra e tra rifiuti e pezzi umani scorgiamo un volantino che pubblicizza un gran concerto al Transilvania: Living Colour Alive!! Mezz'oretta di pianto tra me, Marion e LivingBoy consapevoli del fatto che non riusciremo a presenziare, rincuorati però dal buon Porthos che sapevamo non sarebbe mancato... quello sì! Un grande spettacolo! Ma la fine ci stava attendendo... 63 euro!

"Are you Crazy?!"... una voce si imponeva e ancora le tenebre non erano calate. Sì, eravamo impazziti per aver speso quell'inumana cifra per 'sto popò di cazzata. Mr. Osburne attaca con la prima canzone dell'ultimo album, sembra quasi sano, poi incomincia a steccare, a far vedere il culo, a spruzzare acqua ovunque scordandosi irrimediabilmente che lui è un cantante e ci ha fatto spendere 63 euro. Ad un certo punto si assenta dal palco, lasciando il pluricitato Zakk a concepire un assolo tanto interminabile quanto stancante (gli stessi Dream Theater avrebbero detto che loro così tante note non le hanno mai cagate da un manico di una chitarra) ed è panico! Esce Ozzy e un aereo sorvola il palco del Gods mentre il chitarrista si esibisce, si pensa subito all'inculata simpsoniana modello sindaco Quimby... poi purtroppo l'Iron Man torna fuori a perseverare sull'osceno, si esibisce poco e male. La brigata Brancaleone si allontana dal stage con le tasche prive di 63 euro e con un cellulare in meno. Ozzy Osburne non classificato, si rispetta il passato, non si tollera il presente, si spera nel futuro che stia fermo.

Un abbraccio alla compagnia del Tortello Aramis, Porthos, l'Amica di Porthos, Undertaker, Marion, LivingBoy, Stima e rispetto UEREVER.

GUAL [agualan@libero.it]

 

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Commenti [4 commenti]

un'occhiata veloce su ticketone prima di spegnere il pc.
helloween + gamma ray a novembre; incredibile!
...e i king diamond!
nel frattempo, se trovo adepti, c'è john paul jones il 30/7 a forlì...

UfJ | 24.07.2007  18:23 

argh! anch'io ero stato allarmato da ufj e undertaker sulla qualità dello show di ozzy (ricordo l'episodio della scoreggia mal riuscita, ehm....). che dire?

io ho già il biglietto per il 2 settembre, sto cercando di rimediare degli accrediti.
speriamo!

fucking saluti!

Topus | 18.07.2007  10:29 

Diciamo anche che mettersi a vedere dei concerti sotto il sole cocente non è proprio il massimo della vita... Io ci ho provato ma dopo dieci minuti mi passava la poesia. Ozzy lo pensavo messo peggio, il suo show tuttavia è del tutto ordinario. La compagnia era comunque superlativa...

French | 16.07.2007  13:31 

Naturalmente d'accordo sulle sensazioni della giornata: pollice verso ai magmatici typeOneg, un doveroso plauso anche soltanto in virtù dell'impegno profuso alla neandertaliana ottusità di zakkW, fanculo al megadeth e ai kornetti, i qui-quo-qua degeneri e dubbiotalentuosi dei living colour (approposito: grandi, grandi, grandi nient'altro che GRANDI) e rispettosa pietà per ozzy. Tiriamo il fiato, ora, ma non a lungo: il 2 settembre, a bologna, NIN e tool. Comperatevi i tappi per le orecchie.
Reclamo a gran voce la photogallery, possibilmente inclusiva degli scatti di Guallarmé, senz'ombra di dubbio il più ispirato fotografo del gruppo.

UfJ | 16.07.2007  10:30 

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