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Tapirelax
25.09.2007
NON HO SONNO!
Autore: Pigi

Non ho sonno! Non ho sonno!
La tua prima serata con Chiara, costruita con pazienza e abnegazione in settimane di messaggi, telefonate e aperitivi vari. Prima una passeggiata sul lago al tramonto, quell’intimità crescente, l’istante in cui lei ti ha abbracciato e detto “è bello trascorrere il tempo con te”. E poi la cenetta tête-a-tête al ristorante, consumata su un incantevole terrazzino vista lago. Una cena deliziosa, memorabile. Peccato soltanto per quella piccola crepa insinuata dal destino in una serata impeccabile: l’incontro con Riccardo, il suo ex, che in quel ristorante ci lavora. Ma s’è trattato di un singolo istante di imbarazzo, dopodiché soltanto sorrisi di circostanza e ‘come stai’ ‘bene’ ‘ti trovo in forma’ ‘anche tu’. Per il resto della serata il servizio di Riccardo al vostro tavolo è stato impeccabile.
Non ho sonno! Non ho sonno!

Parcheggi l’auto e spegni il motore.
S’è fatto tardi, tardissimo. La serata è stata tanto piacevole quanto impegnativa. La tensione continua, per la necessità di trovare in ogni istante qualcosa di carino da dire, in modo che la conversazione non stagnasse mai, ti ha fiaccato più di quanto potessi immaginare. Forse non hai più il fisico per certe cose, o forse è davvero da troppo tempo che non esci più con una ragazza. Però le palpebre, ora, sono pesanti come tegole. E se lei non fosse qui, appoggeresti volentieri la testa sul volante, giusto un paio di minuti, il tempo sufficiente per recuperare il cervello dall’oblio in cui sta precipitando.
Non ho sonno! Non ho sonno!

Guardi avanti pensieroso. Sulla strada non c’è niente e nessuno, a parte una fila di auto senza conducente che si perde nell’oscurità della notte.
- Eccoti arrivata, sana e salva
Lo dici annegando uno sbadiglio dietro un sorriso.
Un sorriso per la tua prima serata trascorsa con Chiara, ma soprattutto perché tra poco riassaporerai la morbidezza delle tue coperte e il rassicurante abbraccio del cuscino. Ora tutto sta per finire. Uscite dall’auto; ancora un saluto, un bacino su guancia destra, guancia sinistra e ancora destra, e poi via, a letto.
Non ho sonno! Non ho sonno!

- I miei non sono in casa. Dai, perché non entri un attimo?
Chiara te lo domanda così. Inaspettatamente, come fosse la domanda più semplice cui rispondere.
E lo fa con quella sua voce fresca e leggera, che ti ricorda la brezza che si insinua dalle finestre aperte per rendere piacevole il riposo nelle notti d’estate.
Ma non è estate e certamente non è per riposare che Chiara ti ha chiesto di entrare con lei.
Dovresti saltare di gioia, gridare la tua felicità, fare piroette e capriole per questa inattesa evoluzione del vostro primo appuntamento, eppure le tue labbra non si muovono da quella indecifrabile linea rossa dietro la quale rimane asserragliato il più assurdo e martellante dei pensieri.
Non ho sonno! Non ho sonno!

Te lo dici alla nausea.
Maledizione! Almeno lo stoico non fa male di Rocky Balboa aveva una certa epicità nell’esprimere la voglia irriducibile di non spezzarsi sotto la gragnola di pugni di Ivan Drago, che round dopo round gli gonfiava la faccia come una zampogna.
Ma la tua litania non ha proprio niente di eroico, e la tua resistenza al bisogno primario di cadere in letargo, più che strenua, è ridicola; e quando il torpore ti scioglie definitivamente le ginocchia, risucchiandoti le gambe al suolo come se la gravità in quel angolo di marciapiede fosse improvvisamente triplicata, eviti lo schianto (e la figura di merda) solo perché Chiara è sulla traiettoria di caduta: ti aggrappi a lei, la abbracci, con le stesse movenze di un pugile suonato.
Non ho sonno! Non ho sonno!

Si dice che i gesti a volte sono più importanti delle parole, e quel tuo abbraccio così insistente, così prolungato, è la risposta che Chiara attendeva.
- No…non qui…
Ti sussurra con malizia all’orecchio, prima di liberarsi dalla tua stretta e prenderti per mano, probabilmente diretta verso quella verandina di cui ti ha parlato, e all’interno della quale hai dato sfogo alle tue fantasie più lubriche.
Potresti dire qualcosa. Dovresti dire qualcosa. Una cosa qualunque, anche la verità:
- Non ce la faccio…meglio che vada a dormire….è stata una giornata pesante….
Non ho sonno! Non ho sonno!

Invece resisti e non dici niente, la guardi e basta, cercando di ricambiare la sua crescente eccitazione con uno sguardo altrettanto carico di passione, ma che ora, irrimediabilmente ispessito dal sonno, assomiglia sempre più a quello del branzino al sale con cui avete cenato una manciata di ore prima.
Non ho sonno! Non ho sonno!

Te lo ripeti all’infinito.
Non ho sonno! Non ho sonno!

E poi l’epifania: l’ultimo pensiero di senso compiuto che ti attraversa il cervello, prima di venire inghiottito dal vuoto, prima di perdere i sensi proprio davanti alla verandina.
Lexotan. Ecco cos’era quel sapore strano nel caffè. Maledetto stronzo d’un cameriere!

Della vostra prima (e ultima) serata insieme, Chiara ricorderà soltanto il rumore profondo del tuo russare.

PIGI [pigi@tapirulan.it]

 

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Commenti [5 commenti]

Il tocco di UFJ è riconoscibile come il gentile olezzo di 'buono' che sale dai pitàli di in un orinatoio.
;-)
La parola 'ONORE' per Lui non basta.

*Pork*

Porkettaro | Homepage | 03.10.2007  17:07 

E' vero, quella del lassativo la ricordo anch'io... Bravo Pigi, mi hai fatto divertire.

French | 01.10.2007  15:58 

di niente, di niente, è stato un piacere. magari un giorno o l'altro mi ricambierai la 'spintarella'. ma non ora. ora siamo NEMICI, ricordi?

UfJ | 01.10.2007  15:42 

Se ricordo bene c'era un ex che al posto del sonnifero aveva preferito il lassativo. A conti fatti ti è andata meglio (o peggio...?)

Andrea | 29.09.2007  18:41 

Anche se vedete la mia firma come autore del raccontino qui sopra, dovete sapere che senza il provvidenziale aiuto di UfJ non sarei mai riuscito a terminarlo.
"Non ho sonno", assieme a qualche altra storia, è uno dei casi, che per un motivo o per un altro, ha qualcosa che non funziona e che l'autore non è in grado di sistemare. Meno male che ci sono ottimi artigiani come UfJ, che hanno il dono dell'inventiva e dell'improvvisazione e che sono in grado di mettere in moto anche pezzi come quello che avete letto.
Grazie ancora, UfJ!

pigi | 17.09.2007  20:37 

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