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Tapirelax
14.01.2008
ECHI DI CELLULOIDE - 2
'Lezioni di cioccolato' secondo il Porkettaro
Autore: Porkettaro

Se qualcuno di Voi fosse stato presente nella sala del noto… multisala di Cremona durante la proiezione di “Lezioni di cioccolato”, la sera in cui c’ero anche io, avrebbe sentito distintamente queste parole: “Questo attore è un CANE!!”.
Avrebbe sentito codesta frase perché la urlai più volte. Kiesa e Iddio (che poi sono più affini di quanto si possa pensare), mi saranno da testimonio. Kiesa, di certo, era presente.

I primi minuti del film, infatti, sono disarmanti. La recitazione di Luca Argentero potrebbe essere usata per infliggere la pena di morte negli Stati in cui è ancora provvidamente in uso.
A volte i Reality Show donano allo Star System gemme di rara bravura (come la cantante Anastacia), altre volte delle sòle clamorose. Ecco. Luca è una sòla.
Non me ne vogliano le sue ammiratrici, per carità. Sarà anche un gran figone, ma sono stato tentato di abbandonare la comoda poltrona del cinema sentendo la sua voce stridula e garrula. Era come sentire di avere un tasso rabbioso che mi saliva per le viscere. Era peggio del pepe bianco sotto le unghie. Era come una sanguinaria seduta di trapanazione dal dentista.
Non fatemi più pensare a quella brutta cosa che è Luca Argentero.

Grazie al cielo, la pellicola si salva quando sale in cattedra Hassani Shapi, attore istrionico egiziano che prende in mano le redini del film ed elargisce perle di comicità del tutto inaspettate e sagaci. Senza questo simpatico marpione “Lezioni di cioccolato” sarebbe NIENTE. Con lui è un simpatico filmino senza tante pretese che merita anche una recensione.
Del resto, se noi prendiamo i Doors e gli leviamo Jim… che cosa rimane??!!
Perciò cerchiamo di essere tolleranti come ci vuole insegnare questa bella storia sul buonismo. Buonismo di cioccolato (e qui il cerchio già si chiude).

Infatti “LdC” non è altro che il percorso catartico di redenzione e pentimento di uno stronzo (guarda caso Luca) che trova il modo di scoprire quanto sia… stronzo e si ravvede operosamente. Da maneggione truffaldino cinico e disilluso, il nostro buon amico diventa un ragazzo (o forse un uomo) che riesce a dare alle cose il giusto valore e peso, un po’ come si fa con la cioccolata. Occorre, infatti, passione e dedizione per sformare (o sfornare?) quelle piccole gocce di delizia nera che tanto fanno bene ai nostri brufolazzi. Serve ricerca del dettaglio, precisione e attenzione, un po’ come quando ci si relaziona con una persona. Quando si vuole bene a una persona non ci si può risparmiare, in nessun senso. Né in senso fisico, né in senso affettivo e intellettivo.
Così come il dolce “Setteveli” della pasticceria Cavour di Padova (che è un orgasmo papillare gustativo) necessita dei migliori ingredienti per essere così delizioso, anche una storia d’amore deve prendere il meglio di ognuno degli innamorati per funzionare; perché se ci si limita  a dare il minimo, il risultato è una cioféca (sia in campo cioccolataio, sia in campo amoroso).
E l’ingrediente basilare per ogni storia che si rispetti è la sincerità.
SINCERITÀ SINCERITÀ SINCERITÀ SINCERITÀ SINCERITÀ SINCERITÀ SINCERITÀ.
Ciò che manca del tutto al protagonista del film il quale, di riffa o di raffa, si trova a dover mentire per tutta la sua durata.
Non volendo svelare alcunché della insipida trama, dico solo che per salvarsi dalla galera, il malandrino si finge un povero immigrato (prende il posto di Cassani in un concorso di cioccolatai) e conosce una bella figliola.

Violante Placido.
Ecco… di certo, i di lei genitori non hanno risparmiato nulla quando l’hanno fatta.
La ragazza appare molto dolce e cordiale, ma assolutamente fuori di melone. Ha sbalzi d’umore, è irrazionale e incoerente ecc. “E’ una ragazza…”, direte Voi. Certo, lo è… ma è anche sbarellata alla grande!
Le ragioni del di lei malessere interiore sono ravvisabili nella sua storia passata. La poverina, infatti, racconta di aver passato la propria vita sballottata fra uomini, ragazzi e maschi in genere che non hanno fatto altro che mentirle (dopo aver goduto delle sue grazie, ovviamente…). Tutti questi traumi più o meno irrisolti hanno costruito attorno a lei una fortezza che le impedisce di relazionarsi normalmente con un essere del sesso opposto al suo.
Ad ogni modo, quando incontra il bel Luca, la scintilla scatta e divampa in un amore tanto grande da spaventarla ogni volta che si sta per arrivare al dunque (non so se ci siamo capiti…). Poi, per fortuna delle coronarie di lui, il dunque arriva e sembra che sia il coronamento di una bellissima storia di amore.
Ma alla fine i nodi vengono sempre al pettine (ahi noi).
Le bugie sono svelate e allora “APRITI CIELO!”… pianti greci e vesti stracciate. 
Purtroppo il mentitore non poteva materialmente svelarsi per quello che era (pena la galera) e si trovava nella non invidiabile condizione di chi viene creduto per ogni sua bugia, ma non potrebbe mai essere creduto se dice il vero. Credo che il 99% di Voi si riconosca in questa miserrima descrizione.
“Bon, allora finisce che lei lo molla perché è un bugiardo, no?”, direte Voi?!
Beh… io non voglio rovinare la visione del film a nessuno, ma Vi chiedo: “Secondo Voi… se una incontra l’uomo della sua vita (che è pure figo), non potrebbe soprassedere rispetto ad alcune innocenti  bugie che non sono altro se non… rappresentazioni soggettive della realtà??!!”.
Di fatto, la bella Violante è una ragazzotta che, per propria natura soffrirà (e s’offrirà) per tutta la sua esistenza. Indi ragion per cui, quale motivo la tratterrebbe dal dare un’altra chance al bellissimo Luca?! “Si può crescere e cambiare e continuare a navigare” (cantava Branduardi), no?
Ma lascio a chi ha visto o vedrà “Lezioni di cioccolato” ogni eventuale commento.
Aggiungo che il film contiene alcune chicche pralinate, come Neri Marcoré versione maitre chocolatier (anche se volutamente sotto tono), la sempre piacente Monica Scattini e l’attore che dà la voce a George Clooney nel film “The PeaceMaker”.
La pellicola vorrebbe trasmettere anche un messaggio di tolleranza razziale e religiosa, ma non penso che tale messaggio possa attecchire nel cuore di alcuno di Voi… no?

Ho scritto quello che dovevo scrivere.
Anche se non lo vedete questo film non muore nessuno… GuardateVi Konchalovsky, se volete un bel film, che è meglio!

PORKETTARO [porkettaro@gmail.com]

 

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Commenti [6 commenti]

A noi maschi, invece, la Placido non ci ha deluso: insomma ha mostrato quel che doveva mostrare.

KIESA | 18.01.2008  12:16 

A me non è dispiaciuto invece...vabbè che faccio parte di quel gruppo di persone che vedeva ripagato il biglietto solo dal fatto di aver visto Argentero....cmq non l'ho trovato così male a recitare come dici te. Mi ha deluso di più la Placido, che ormai dovrebbe essere attrice affermata ma che in quel film qua proprio era penosa!

Betty | 18.01.2008  09:47 

Mi rifiuto di leggere quest'infame articolo (che è come una pugnalata alla schiena) ma approfitto di quest'alcova di artisti per chiedere aiuto. Sul condominio56.it abbiamo bisogno di un logo condominiale... C'è qualche artista che per amor dell'arte e disprezzando il vil denaro ha tempo/voglia di fare una bozza di un logo semplice semplice da riprodurre su magliette, spille et similari? Verrà ricompensato con la Nostra Sempiterna gratitudine. Ossequi.

LVI | Homepage | 16.01.2008  17:33 

Non mi dispiacque, ma non potei dargli più di 1 stella e mezza.

kiesa | 14.01.2008  16:43 

A me tutto sommato piacque.
A te?
Dammi una soddisfazione una volta tanto... lo sai xhe devo essere rassicurato costantemente!

Porkettaro | Homepage | 14.01.2008  15:33 

L'antefatto è che il film è stato commissionato dalla Perugina per festeggiare un anniversario (credo i 150 anni).Per cui han preso il primo regista scalzacane, alcuni volti glamour (orrenda espressione)ma l'importane è che risaltasse il cioccolato e il marchio.

Kiesa | 14.01.2008  11:09 

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