Tapirelax
05.01.2009
MUSIC CORNER - 17
Una specie di unplugged
Autore: UfJ

Jean-Michel Jarre 6/11/2008 – Milano, Teatro degli Arcimboldi

Perlomeno l’altra volta c’erano raggi laser, luci stroboscopiche, ologrammi e faretti colorati di ogni genere e specie. Rumori, borborigmi, campionamenti, fuochi d’artificio. Fiamme che uscivano dalle tastiere. Perlomeno c’era stato del casino sul palco. Perlomeno per due orette buone, il Nostro, aveva ripercorso le tappe di una carriera lunga e a modo suo luminosa. Perlomeno il biglietto era costato soltanto trentamila lire, effettivamente tante, allora, per le mie tasche smunte, ma tutto sommato oneste.
Perlomeno.

Alle nove e cinque minuti, mentre prendo posto nell’ultimo seggiolino dell’ultima fila dell’Arcimboldi, su in piccionaia, le luci si spengono e Jean-Michel Jarre fa il suo trionfale ingresso sul palco. Capelli lunghi, tinti, un po’ unti – o sarà il riflessante? – cappotto nero e una forma invero invidiabile per i suoi sessant’anni.
Prende un microfono.
Uh? Ma che ci fa Jarre con un microfono in mano?
Che ci fa? Ecco: chiacchiera.
Dice che questa sarà una serata speciale, che farà un concerto speciale per un posto davvero speciale. Guardate, e fa un ampio gesto col braccio, guardate: nessun computer sul palco, niente effettacci luminosi. Un concerto, diciamo, ‘intimista’. A modo suo, una specie di unplugged. Questa sera JMJ suonerà soltanto strumenti originali, esattamente gli stessi coi quali incise ‘Oxygène’ qualcosa come trenta e passa anni addietro.
Un fragore di applausi.
«Questi strumenti sono delicati e bizzosi come vecchie signore. Devo fare attenzione con loro – sorride – dovrò sfiorarli in punta di dita».
Attorno a lui, in cerchio, una decina di sintetizzatori di ogni tipo. Begli attrezzi, non c’è che dire. Ce ne sono almeno un paio che sembrano trafugati dal set di ‘Spazio: 1999’. JMJ li accende uno dopo l’altro e li prova con grande prosopopea, ottenendo applausi a ogni strumento. Poi esegue per intero l’album ‘Oxygène’. Poi esegue due estratti da ‘Oxygène 7-13’ – il dignitoso sequel uscito nel 1997. Poi se ne va. Un’ora e cinque minuti, compreso il solito andirivieni pre-bis. Quarantacinque Euro. Settanta centesimi al minuto. Grosso modo, il prezzo di una telefonata intercontinentale. «Halo? Oui? Je parle avec Jean-Michel Jarre? Oui? Bien. VA-FAN-CU’» . Clic.

Ché per tutto il tempo, quello, non ha fatto altro che ruotare in tondo come un faro per navi, plin-plin-plin, schiacciando un tasto qua e uno là, annuendo, alzando i pugni e spargendo forfora intorno.
Sfiorando in punta di dita le sue vecchie bizzose elettrobaldracche.
Cielo, a vederlo sembra proprio che stia facendo tutto lui.
Poi, a un certo punto, abbandona la postazione e si piazza davanti al theremin. Ah, che figata il theremin. Io l’ho suonato, sapete? L’ho suonato una sera che ero al Calamita per vedere i Dwomo. Apriva il concerto la band di un mio amico. Lui era il cantante e tastierista. Alla fine dell’esibizione quello fa al tecnico: “Spegni tutto”. Ma no! Balzo sul palco e urlo verso il mixer: “Non t’azzardare!”, e prima che qualcuno possa dire qualcosa o fare alcunché io sono lì davanti, sul palco, che mi sbraccio davanti al theremin di Rivara come assalito da uno sciame di api. Ueeeeouw mmweoouww wowowow wooooauh. Che figata, il theremin. Dovreste provare.
Beh, insomma, JMJ ha abbandonato le elettrobaldracche al loro elettrodestino è se ne sta lì davanti a fare il farfallone col theremin. Moriranno di dolore, penso, le e-baldracche, senza il loro stronz-ex-machina. E invece no. I suoni sintetici vanno avanti esattamente come prima. E allora mi viene da domandarmi: che cosa faceva, di preciso, JMJ, fino a pochi istanti fa?
Ecco che cosa faceva: non faceva niente. Perché, signori, il concerto è unplugged per davvero. I fili sono tutti staccati, le vecchie tastiere sono spente e anche se le carcasse giacciono indecorosamente ammonticchiate su un palco, le loro anime sonore fluttuano da qualche parte all’interno di un paradisiaco cosmo elettromagnetico. JMJ schiaccia salme di tasti e muove cadaveri di rotelle, ma i suoni sono tutti generati dai tre figuri supercomputerizzati e circumtastierizzati ammassati al buio in fondo al palco.
Sono incazzatissimo.
Certo, da un concerto di musica elettronica non potevo aspettarmi sangue&sudore, strumenti sfasciati e reggiseni sul palco. No. Per questo ci sono i Mötley crue. Diciamo che mi sarei forse accontentato di sentire qualche suono, qualcuno soltanto, che fosse generato sul palco per davvero. Chiedevo troppo?
Sapete, alle volte penso che con l’età sto diventando, mio malgrado, un fottuto vecchio perbenista del cazzo.

Setlist
Oxygène 1
Oxygène 2
Oxygène 3
Oxygène 4
Oxygène 5
Oxygène 6
Oxygène 7
Oxygène 13 (bis)

UFJ [ufj@tapirulan.it]

 

Scrivi un commento | Torna all'inizio | Archivio articoli

Commenti [2 commenti]

pensavo che una trafficona di parole come te disdegnasse la musica strumentale...
pensavo de andré, dylan, nick drake, insomma...
d'altronde persino umberto eco sostiene di andare pazzo per il quiz delle scatole di pupo su raiuno...

UfJ | 21.01.2009  16:08 

potevi invitarmi!

Lorena | 05.01.2009  16:30 

Scrivi un commento | Torna all'inizio | Archivio articoli
 
In evidenza
tapirulan ciaoo
Tapirelax | Articoli recenti
22.07.2013
Echi di celluloide - 23: "Dexter"
[Autore: Matteo Fontana]
30.04.2013
Io come te sono
[Autore: Zumba]
08.04.2013
Echi di celluloide - 22: ''The closer'', gliallo slapstick
[Autore: Matteo Fontana]
02.04.2013
La seconda linea
[Autore: A.marti]
25.03.2013
Music corner - 51: La band pi? media del mondo
[Autore: UfJ]
11.03.2013
Cin cin
[Autore: Mr. Orpo]
01.03.2013
Music corner - 50: Famosa rock band italiana. Tre lettere
[Autore: UfJ]
25.02.2013
Echi di celluloide - 21: ''The mentalist'', il fascino dei prestigiatori
[Autore: Matteo Fontana]
05.02.2013
La citt? degli angeli
[Autore: A.marti]
Archivio articoli
 

Associazione Culturale Tapirulan
C.F. 90006350194
P.I. 01521680197

Sede legale
Via Platina 21
26034 Piadena (CR)



Sede operativa
Corso XX Settembre 22
26100 Cremona



Webmaster
French+Coma

Contatti
info@tapirulan.it

Tapirulan su Facebook
Tapirulan su Twitter
Blog.Tapirulan.it

Privacy Policy
Area Privata