Tapirelax
24.11.2008
VICINI DI CASA - 1
La lanterna di Born
Autore: UfJ

'La lanterna di Born' è una delle numerose riviste culturali piene di idee che operano sottoterra, senza soldi, senza visibilità e con un piccolo pubblico di accaniti lettori faticosamente conquistato col passaparola.
La rivista si occupa principalmente di cinema e di letteratura: recensioni, saggi, racconti e, come ogni giornale che si rispetti, l’insostituibile rubrica di ‘lettere al direttore’. Gli articoli, sempre professionali ma mai accademici, sono scritti, cosa sempre più rara tra chi fa cultura, da gente che dimostra di amare ciò che racconta.
Non aggiungo altro: ho scambiato due chiacchiere con Matteo Fontana, il direttore della rivista. Vorrei che fosse lui a raccontare la sua creatura.
Per contatti: lanternadiborn@libero.it.


Tapirulan: Ti va di raccontarci nascita e germinazione de ‘La lanterna di Born’? In che cosa consiste il vostro progetto? A che pubblico vi rivolgete?

LdB: Un paio d’anni fa inviai curriculum e alcuni articoli di presentazione, su cinema e letteratura (che sono le materie in cui, per passione per formazione, sono più ferrato), ad alcune riviste di settore. Erano articoli e saggi brevi che giudicavo interessanti, e per i quali mi sarebbe piaciuto, quantomeno, avere un feedback. Non pretendevo una vantaggiosa offerta lavorativa (che pur non sarebbe stata sgradita, intendiamoci!), ma soltanto quel minimo d’attenzione e magari di interesse che credevo i testi meritassero. Non mi rispose nessuno. Fu allora che, un po’ per rabbia e un po’ per presunzione, decisi di… fare per conto mio! Al diavolo le riviste esistenti, per la maggior parte sperticatamente commerciali e piacione, con articoli la cui profondità e ambizione sono pari a quelle che potrebbe raggiungere nei suoi temini la mia cuginetta di otto anni. Al diavolo il “sistema chiuso” dell’editoria e del giornalismo culturale! Nel suo piccolo, la Lanterna nasceva come voce a sé stante, orgogliosamente a sé stante, anzi! Piccola, gratuita, realizzata sacrificando il famoso tempo libero, ma aperta ad ogni argomento che giudicassimo interessante, io e i pochi che hanno avuto la voglia e la pazienza di… assecondarmi nell’impresa! Essenzialmente, l’idea era di rivolgerci, indistintamente, a tutti coloro che non si accontentano delle banalità spesso snocciolate da testate “importanti”, ma cercano, au contraire, l’inedito e l’inatteso, insomma il “sommerso”! Una “rivista del sottosuolo”, ecco cosa siamo, per citare nientemeno che Dostoevskij!            


Tapirulan: Come viene realizzata concretamente la rivista? Come vengono prese le decisioni in redazione? Che tipo di visibilità avete?

LdB: La realizzazione di ogni numero è piuttosto lunga e macchinosa, perché siamo soltanto in tre ad occuparci di tutti gli aspetti, dalla scelta dei temi alla stesura dei pezzi sino all’impaginazione. Ogni tanto, per fortuna, ci vengono incontro collaboratori occasionali o autori di racconti o di poesie che accettano di farsi pubblicare sulle nostre pagine. Di solito consulto sempre i collaboratori stretti per pianificare i temi-base del numero da approntare (se non riusciamo ad incontrarci fisicamente, come purtroppo spesso accade per via degli impegni lavorativi inconciliabili, ci serviamo di quella prodigiosa invenzione che è l’e-mail per scambiarci pezzi e opinioni). Una volta stabilito il sommario e scritti (o commissionati) i pezzi, resta solo da accorparli nel numero e “vestirli” con immagini e illustrazioni il più possibile adatte. Attualmente procediamo all’invio via e-mail della rivista (gratuita, ovviamente) ad un indirizzario che conta circa 4000 nominativi. Ma in un futuro molto prossimo contiamo di aprire un sito internet tutto nostro, per facilitare tanto la distribuzione dei numeri a chi è interessato, quanto il “botta e risposta” tra lettori e redattori, che per riviste di questo tipo è fondamentale, per creare partecipazione e arricchire la discussione sui temi trattati.


Tapirulan: C’era davvero bisogno di un’altra rivista letteraria? Voglio dire: che rapporto avete con la critica ‘di accademia’? Vi ponete come punto di rottura? Se sì, in che modo?

LdB: Mah, non lo so se ce n’era davvero bisogno… Ti rispondo egoisticamente: ne avevo bisogno io! E speravo che la mia necessità fosse condivisa da un ragionevole numero di persone. Quella che proponiamo non è né critica “di rottura” né critica “alternativa”: è, molto più semplicemente, critica “pura”, un modo di scrivere e di affrontare i testi che si prenda il suo tempo e che conceda altresì al lettore il tempo per far decantare le idee e le riflessioni. Per questo, più che per saggi o articoli monolitici, preferiamo procedere per spunti, per piccole ma insistenti provocazioni intellettuali.       


Tapirulan: Perché cinema e letteratura? E’ forse una scelta programmatica oppure si tratta semplicemente delle forme artistiche che più vi piacciono, diciamo, che meglio indossate?

LdB: Trovo che cinema e letteratura siano strettamente intrecciati, volenti o nolenti! Da una parte, c’è il cinema più esplicitamente “letterario” (Visconti, Truffaut, Reitz…), dall’altra, il cinema squisitamente visivo (Kubrick, Lynch, Hitchcock…). Non faccio preferenze, sia chiaro, ma trovo che esistano interessantissimi punti di contatto anche fra temi (e autori) di letteratura e temi (e registi) di cinema anti-letterario! Può sembrare un paradosso, ma quando si individuano precisi echi di Kafka e Musil in Stanley Kubrick, giusto per fare un esempio, non si può non avere voglia di scrivere un articolo per accendere la discussione in merito! Ciò detto, posto che il nostro sottotitolo è “rivista di cultura umanistica”, cercheremo di spaziare il più possibile sconfinando anche in materie come la storia, la geografia, la geo-politica… Diciamo che cinema e letteratura sono i due cardini attorno ai quali ruota quella ideale porta verso il mondo delle idee e della cultura che vuol essere la Lanterna di Born! Cosa troveremo dietro la porta? L’idea è di scoprirlo numero per numero, articolo per articolo…      


Tapirulan: ‘La lanterna di Born’. Perché questo nome strambo? Leggo (su Wikipedia) la seguente citazione da Bertran de Born: “Baroni, date a pegno castelli, borgate e città, piuttosto che cessar di guerreggiare l'un l'altro”. Che significato attribuisci oggigiorno a queste parole?

LdB: Beh, prima di discettare (brevemente, promesso!) sulla citazione che argutamente mi sottoponi, vorrei specificare che il titolo della rivista viene da un passo dantesco, “Divina Commedia”, Inferno, canto XXVIII: “E il capo tronco tenea per le chiome / pesol con una mano, a guisa di lanterna / e quel mirava noi, e dicea: ‘O me!’ / Di sé faceva a sé stesso lucerna, / ed eran due in uno, e uno in due: / com’esser può, Quei sa che sì  governa.”
Quello che tiene in mano la sua stessa testa a mo’ di lanterna è proprio il poeta trovatore Bertran de Born, che Dante colloca tra i seminatori di discordia. Un’immagine eccezionale, grandguignolesca, inquietante! Il contrappasso dantesco agisce su Bertran de Born – che in vita causò scissioni e liti – scindendo il suo stesso corpo tra tronco e testa. E la testa portata avanti come una lanterna ci è parsa un’immagine a suo modo inquietante e bizzarra della voglia di conoscere e di vedere ad ogni costo, un’immagine non stereotipata, insomma! Perché anche la “Lanterna di Born” vuole essere causa di discussioni e “discordie”, se possibile! Vogliamo far cozzare le idee e le passioni, e vedere cosa ne esce. Quanto alla citazione che mi proponi, direi che, interpretata in senso lato, essa può esprimere quello stato di “guerra continua” che caratterizza il mondo degli uomini non tanto in senso storico, quanto piuttosto in senso caratteriale. Ovvero, come avrebbe detto Sam Peckinpah, la guerra e la violenza non sono là fuori da qualche parte, ma sono dentro di noi, fanno parte del nostro essere, e ciclicamente torneranno a saltar fuori, sia su ampia che su piccola scala. Ebbene sì, in fondo sono un po’ fatalista…!      


Tapirulan: Stasera non credo che uscirò. Che film mi consigli di noleggiare?

LdB: “Le vite degli altri” di Florian Henckel von Donnersmarck oppure “Il petroliere” di Paul Thomas Anderson. E buona visione!  

UFJ [ufj@tapirulan.it]

 

Scrivi un commento | Torna all'inizio | Archivio articoli

Commenti [1 commento]

Sarebbe bello se Tapirelax diventasse, nei tempi dovuti, un giornale online dove discutere delle tematiche del sito. Vedremo che cosa riusciremo a fare nei prossimi mesi.

La rubrica 'Vicini di casa' vuole essere, nel suo piccolo, un primo passo in questa direzione.
Le associazioni culturali in Italia sono tantissime e quasi tutte lavorano nell'ombra. In molti casi si tratta di realtà interessanti e fulgide di idee. Ma, spesso, finiscono col procedere diritto per la propria strada, senza guardarsi intorno.

Questa rubrica, il cui titolo è chiaramente autoesplicativo, intende essere una mano tesa di saluto a chi, come noi, in un modo o nell'altro si occupa di promuovere cultura. Associazioni eventualmente interessate a comparire nella rubrica sono le benvenute e possono scrivere a racconti@tapirulan.it.

Redazione Tapirelax | 24.11.2008  10:13 

Scrivi un commento | Torna all'inizio | Archivio articoli
 
In evidenza
tapirulan ciaoo
Tapirelax | Articoli recenti
22.07.2013
Echi di celluloide - 23: "Dexter"
[Autore: Matteo Fontana]
30.04.2013
Io come te sono
[Autore: Zumba]
08.04.2013
Echi di celluloide - 22: ''The closer'', gliallo slapstick
[Autore: Matteo Fontana]
02.04.2013
La seconda linea
[Autore: A.marti]
25.03.2013
Music corner - 51: La band pi? media del mondo
[Autore: UfJ]
11.03.2013
Cin cin
[Autore: Mr. Orpo]
01.03.2013
Music corner - 50: Famosa rock band italiana. Tre lettere
[Autore: UfJ]
25.02.2013
Echi di celluloide - 21: ''The mentalist'', il fascino dei prestigiatori
[Autore: Matteo Fontana]
05.02.2013
La citt? degli angeli
[Autore: A.marti]
Archivio articoli
 

Associazione Culturale Tapirulan
C.F. 90006350194
P.I. 01521680197

Sede legale
Via Platina 21
26034 Piadena (CR)



Sede operativa
Corso XX Settembre 22
26100 Cremona



Webmaster
French+Coma

Contatti
info@tapirulan.it

Tapirulan su Facebook
Tapirulan su Twitter
Blog.Tapirulan.it

Privacy Policy
Area Privata