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Tapirelax
06.04.2009
I MIEI PRIMI TRENT'ANNI - 6
Le regole di Babbo Natale
Autore: French

Le regole sono regole. E vanno rispettate. Ecco: voi siete un punto. Un misterioso compasso traccia un cerchio intorno a questo punto. Bene, le regole vi hanno circondato. Poi viene innalzata una barriera di vetro la cui circonferenza è quella del cerchio tracciato. Quello è il “rispetto” che vi impedisce di trasgredire le regole. Avvicinatevi pure alla barriera di vetro, ma non rompetela per superarla o sarete puniti. Quanto è grande la circonferenza? Chi lo decide quanto è grande? Ma soprattutto: chi l’ha tracciata? Si tratta forse di quel tizio che intravedete oltre il vetro? Sì, è lui, è lui il responsabile. E ovviamente non è circondato da alcuna campana di vetro. Chi è? Dio? Un politico? Il direttore? Il presidente? Le regole sono regole. E vanno accettate. Come i regali indesiderati.

Ma cosa faccio? Mi metto a fare filosofia da bar? Ci starebbe anche: sono al bar... E che ci fai al bar alle undici di mattina? Faccio colazione. Colazione? Non pensi che dovresti svegliarti prima? No, non penso. Perché? Così risparmio sul caffè: se mi svegliassi prima, mettiamo alle sette,  dovrei bere due caffè, uno appena sveglio e l’altro a metà mattina. Invece, svegliandomi a metà mattina, bevo direttamente il caffè di metà mattina. In un anno sono 365 caffè in meno, ovvero un risparmio di 365 euro. Dopo vent’anni, con gli incentivi sulla rottamazione e i contributi statali, sarei in grado di comprarmi una macchina nuova. E con la crisi di questo periodo non è poco.

Tentiamo di galleggiare in un mondo dove tutto appare, è immagine, è finzione. Tuttavia, ci raccomandano, dobbiamo rimanere “noi stessi”. In tal modo saremo persone “vere”, verremo apprezzati per ciò che realmente siamo. Convinciamoci di tutto ciò, adottiamo questi principi, e il nostro precario stato di galleggiamento avrà breve durata. Essere se stessi è l’attitudine più malsana che ci possa colpire. Così come dire sempre ciò che si pensa è un vero e proprio suicidio. Non mancano certo esempi nella storia... La falsità è una caratteristica inevitabile, persino auspicabile, dell’essere umano: è stato calcolato che un inglese dice venti bugie al giorno. Mediamente. Non so chi l’abbia calcolato e nemmeno come e perché. Io non sono riuscito a calcolare nemmeno le mie, ma ci credo a quel calcolo lì. La vita è dura solo perché è difficile recitare bene la propria parte, far credere a tutti di essere ciò che non si è, questa è la sfida della sopravvivenza. Bisogna gettare fumo negli occhi. Essere se stessi è estremamente seccante e infruttuoso: non si piace alle donne, si trovano meno amici, cala il successo nel lavoro... Le persone simpatiche, gentili e generose non esistono, ci sono persone che sanno fare egregiamente i simpatici, i gentili e i generosi.

E va be’, adesso questo pessimismo frullato al qualunquismo da dove l’hai tirato fuori? Per esempio: questo caffè fa schifo, giusto? Sì. Allora che faccio, glielo dico alla barista? Estrinseco la mia impetuosa sincerità? Ma dài... Sul serio: glielo dico? E le dico anche che ha due tette pazzesche? Eh già, saresti certamente il primo a farglielo notare... Dài, paga il caffè e muoviti ad andare in ufficio. Come si fa a gestire un bar e fare male il caffè? Dico, devi fare bene una sola cosa: il caffè... Ora non cominciare con la tua solita filippica contro chi non sa fare il proprio mestiere: pizzaioli che non sanno fare la pizza, meccanici che non sanno aggiustare la macchina, dentisti che non sanno otturare un dente... che loro almeno a quest’ora sono a lavorare.

L’amore... Cos’è l’amore? è...

Fermo! Adesso basta, ne ho abbastanza dei tuoi discorsi assurdi. Volevo solo dire che l’amore è un anestetico contro le sofferenze della vita. Sì, e la vita è una lunga operazione chirurgica... No, la vita è... BASTA! La vita è... 60, i fianchi 90, il seno... 100, forse 120, madonna mia, che tette ‘sta barista! Sei un coglione! Sì, sono un coglione. Vado a lavorare. Vengo anch’io.

FRENCH [french@tapirulan.it]

 

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Commenti [11 commenti]

Non ci avevo pensato...
Quasi quasi inizio anch'io a svegliarmi dopo pranzo. Sempre nel nome del risparmio...

French | 14.05.2009  22:00 

Alzarsi presto la mattina è una vera ingiustizia e mi spiace per tutti quelli che lo devono fare...
per quanto mi riguarda io risparmi anche sul secondo caffè della mattina perchè all'ora in cui mi sveglio passo direttamente a quello del dopo pranzo :P

Anna | 14.05.2009  16:57 

ma e' il bar in via d'azeglio? nn mi ricordo che la tipa avesse ste due tette enormi!!
ma ormnai i 30 li hai passati no?
pero' dai dovresti riternerti fortunato: puoi ancora far colazione tardi la mattina e con i soldi risparmiati dei caffe' potrsti comprarti un biglietto per il canada e venirmi a trovare!!
erika

erika | 09.04.2009  00:29 

E' certo: ve lo vengo a dire a voi dov'è questo bar... così da domani vi trovo tutti lì alle 11 a farmi compagnia... Ma io a colazione preferisco stare solo e meditare. Comunque, ho deciso che la mia missione in questo mondo è quella di sconfiggere l'ingiustizia che colpisce milioni di esseri umani costretti ad alzarsi ad orari inauditi e pertanto a bere due caffè, rinunciando così al sacrosanto diritto alla macchina a 4 ruote.

French | 08.04.2009  15:15 

bè... non c'è male... una tettona riempie la giornata... non c'è dubbio... scommetto che domattina sei convinto che il caffè sarà più buono... magari ci fai mettere uno schizzo di latte, la latteria non manca! E mentre lo sorseggi (diciamo in una ventina di minuti, è il tempo minimo per circumnavigare con gli occhi quell'isolotte...) puoi sempre pensare che domani sarà meglio.
A parte tutto... davvero: dov'è sto bar o sei un contapalle?

fogliazza | 08.04.2009  14:28 

Ciao Pirla, ottimo scritto...stiamo diventando vecchi eh? Però se questo è il prezzo della sagezza ci può stare. Se non siamo stati utili a noi, speriamo di esserlo a qualcun'altro.
Un abbraccio e buona Speranza

Dan | 08.04.2009  14:04 

Oh, ma dov'è questo bar con la barista tettona?

zino | 08.04.2009  14:01 

il problema non secondario è di chi si sveglia alle undici e beve anche il caffè delle sette, buttando alle ortiche la possibilità di comperare una macchina. Forse è per questo che io non sono mai andato oltre le due ruote.

robirobi | 08.04.2009  13:33 

...letta tutta d'un fiato!:-)
...mi piacciono i tuoi pensieri liberi!...anche se non tutto è per me condivisibile...ma il bello sta proprio in questo!
un bacio, marta
p.s. quando vieni a Belluno...te lo faccio io il caffè!!!!

MARTA FARINA | 08.04.2009  10:16 

sei un grande!
la cosa di alzarsi alle 11 per risparmiare sul caffè la condivido in pieno!

serena | 07.04.2009  17:54 

Bravo French.
Adesso iscriviti al D.E. S.I.C.A. 4 e trasforma questo racconto in un cortometraggio.

Mi fa piacere che tu mi abbia incluso dei destinatari!

Rock'n'roll!

McA | Homepage | 07.04.2009  17:33 

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