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Tapirelax
14.04.2009
12 APRILE
Autore: Andrea

Uh, che mal di testa! Che ore sono? Silvia non è più accanto a me, dev'essersi già alzata. “Silvia, dove sei? Che ore sono?”. La stanza è perfettamente illuminata, è sicuramente giorno inoltrato. Se sto in silenzio mi sembra di sentire gli altri ospiti dell’hotel che passeggiano nel giardino di sotto e parlano a gran voce. Possibile che la sveglia non abbia suonato? Un momento, forse l’avevo spenta… “Silvia!” “Cosa c’è?” “Che ore sono? Da quanto tempo sei sveglia?” “E’ mezzogiorno, ormai, è ora che ti alzi. Non puoi continuare a restare a letto” “Non mi sono ancora ripreso, ho ancora quel fischio fastidioso nelle orecchie” “Dovevi bere di meno, te l’avevo detto. Forza che tra poco dovremo scendere per pranzo. Oggi è una bella giornata, ho visto che stanno apparecchiando sulla terrazza. Potremo mangiare fuori, non vorrai ordinare in camera!?” “E va bene mi alzo, faccio una doccia veloce e sono pronto” Era un pezzo che non facevo una vacanza così faticosa. Tutte le sere è cena più discoteca, mi sa che sto esagerando. Certo che Silvia non perde il ritmo. Ma come fa a essere così fresca ogni volta? Mah. “Silvia, hanno portato il giornale anche oggi?” “Sì, è arrivato lo sto guardando proprio ora, ti serve?” “No, fai pure. Dicono niente per quella scossa di ieri?” “Sì, ne parlano proprio in prima pagina. Sembra che l’epicentro fosse qui vicino, però non ha creato molti danni, soltanto un po’ di panico nel centro storico” “Ci sono stati feriti?” “No, anche i palazzi sono a posto. Sembra invece che sia caduta parte della copertura del tempio” “Davvero?” “Sì, però dicono che era già pericolante e che necessitava di un restauro” “Eppure l’abbiamo visitato la settimana scorsa e sembrava a posto. Se era pericolante, perché permettevano le visite guidate?” “Non saprei, forse non lo era così tanto ma chiaramente un terremoto può accelerarne il degrado. E tieni presente anche il temporale di ieri. C’era un bel vento e credo che abbia influito pure quello. Allora, sei pronto?” “Sì ci sono, andiamo pure”. Scendiamo e ci avviciniamo alla terrazza. Il nostro tavolo è preparato proprio vicino alla balaustra e da lì si vedono le colline e la vallata circostante. Un paesaggio desertico, spoglio ma molto suggestivo. Di sotto, lungo la strada, si vedono alcuni ragazzi con i megafoni che urlano qualcosa di incomprensibile. Provo a chiedere al cameriere: “Scusi, cosa stanno dicendo i manifestanti qui sotto?” “Protestano per la condanna di un criminale” “Quella persona che è stata presa l’altro giorno?” “Sì, esatto, proprio lui” “Ma di che condanna si tratta?” “Pena capitale. Inizialmente sembrava che il governatore fosse intenzionato a concedergli la grazia invece non è stato così. Posso portarvi del vino nel frattempo?” “Certo, molte grazie”. Il cameriere si allontana verso la cucina. Silvia fa un sorriso amaro e mi dice: “Non si può certo dire che la giustizia sia inefficiente qui. Hanno arrestato quella persona pochi giorni fa e sono già stati effettuati processo ed esecuzione” “Dopotutto era già scritta, lo cercavano da parecchio tempo. Avevo letto sul giornale che è stato grazie a un pentito che l’hanno rintracciato.” “Veramente mi sembra che facesse vita pubblica…” “E’ vero, e infatti aspettavano solo di coglierlo in flagrante”. “Sembrava più un attivista politico, alcuni ne parlano come di un pacifista” “Un terrorista, vorrai dire. Quando l’hanno arrestato era riunito con i suoi compagni nelle campagne qui vicino, sembra che stessero preparando un attentato. Inoltre erano già sospettati di numerosi disordini accaduti negli ultimi anni” “Sarà come dici comunque mi sembra siano stati un po’ avventati” “Non saprei, l’altra sera durante il blitz della polizia che ha portato all’arresto ci sono stati degli scontri duri. Pare infatti che fossero armati e un poliziotto è anche rimasto ferito. Ho sentito al telegiornale che erano circa una decina ma sembra che gli altri siano riusciti a fuggire.” Nel frattempo cominciano a servire gli antipasti. Anche la coppia tedesca, che ci contende il titolo di ritardatari cronici sta prendendo posto a sedere. Sembra incredibile come il sole oggi splenda così vivacemente. Il nubifragio di ieri non lasciava assolutamente ben sperare, soprattutto tenendo conto che il cielo era scuro all’inverosimile. Non che mi sia preoccupato più di tanto, ormai ho visto parecchi luoghi e so come il clima possa variare improvvisamente. Resta comunque affascinante questo alternarsi e forse in maniera infantile ne resto sempre sorpreso e piacevolmente colpito. Anche il volto di Silvia manifesta gli stessi mutamenti decisi. Un attimo è presa dal fervore della discussione con occhi fieri e tenacia inaudita ed un secondo dopo armeggia con vistoso impaccio cercando di succhiare un’ostrica. “Perché mi guardi? Sono così buffa?” “Sì, non posso fare a meno di sorridere mentre ti osservo. Ma non badare a me, continua pure” “Ti diverti a prendermi in giro ma guarda che non la passerai liscia” “Non è vero. Lo sai anche tu. E’ che mi piace questo tuo modo di comportarti e in fondo lo sai. Ora stai solo facendo i capricci perché vuoi sentirtelo dire. Te lo leggo in viso, non nasconderlo” “Ma cosa vuoi sapere!” dice lei e riprende ad armeggiare. Sorridendo.
Il pranzo fila liscio e non appena terminato scendiamo in città. Per le strade è sempre un subbuglio. Gente che compra, che vende, niente prezzi fissi ma una continua trattativa su tutto. Svoltiamo per la parte vecchia. Di tutti i barboni e supposti invalidi che fino al giorno prima se ne stavano seduti a chiedere l’elemosina nemmeno una traccia. Decisamente strano vedere tutto deserto. Di fronte a noi due poliziotti stanno bussando con insistenza ad una porta. Nessuno sembra essere in casa. Ci vedono e si avvicinano: “Turisti?” “Sì, è successo qualcosa?” “Per ora no ma vi sconsigliamo di aggirarvi da soli. Dopo gli avvenimenti di questi giorni bisogna tenere gli occhi aperti” “Abbiamo sentito anche noi dell’arresto ma ora dovrebbe essere tutto finito, no?” “Sì, ma i fuggitivi che sono riusciti a dileguarsi l’altra notte potrebbero rifarsi vivi. E’ ormai una settimana che preannunciano qualcosa di grosso e temiamo sia imminente”. “Suvvia, che volete che facciano?” irrompe Silvia “sono solo povera gente che tutt’al più manifesta e protesta in modo del tutto innocuo e legittimo” “Signorina, ci lasci fare il nostro dovere, che è quello di avvisarvi e continuare le indagini. Quelli di cui parla lei sono rivoltosi che minano la stabilità sociale della città, illudendo la povera gente con vane promesse cercando di sostituirsi alle istituzioni riconosciute. Dei fuorilegge, per dirla in parole povere. Comunque vi auguriamo una buona passeggiata, arrivederci”.
“Silvia, perché devi sempre finire per litigare?” “Non ti ci mettere anche tu! Mi fanno una rabbia… è evidente come si è comportato il governo in questa situazione. Linea dura e controllo dell’informazione. Possibile che non ti accorgi anche tu che quello che scrivono sui giornali è tutto a senso unico? Ho una voglia matta di scendere in piazza con i manifestanti a protestare” “Ma dai, che dici? Lascia perdere. Ora ti sembra tanto assurdo ma vedrai che tra qualche giorno cambierai idea. Io ho fiducia nelle istituzioni e presto tutto sarà risolto. Quanto ai giornali non fanno che cavalcare la notizia come sempre. Presto anche loro avranno una nuova storia e di questa nessuno si ricorderà più. Piuttosto pensiamo a divertirci, non vedi che bella giornata?”

ANDREA [arivieri@yahoo.it]

 

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Commenti [1 commento]

L'autore ci tiene a precisare che il racconto non intende fare riferimento alcuno al recente disastro sismico accaduto nei giorni scorsi in abruzzo. in effetti, il racconto รจ stato scritto parecchio prima di quel nefasto evento.

Redazione Tapirelax | 14.04.2009  10:23 

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