visita il nuovo sito di Tapirulan
Tapirelax
11.08.2009
MUSIC CORNER - 20
A occhi chiusi
Autore: UfJ

Patti Smith 7/7/2009 – Parma, Giardino della Pilotta

Non mi ascoltate, eh, stavolta. Non mi state a sentire.
Perché sono inviperito.
Dico, faccio la coda in quel cazzo di chiosco strabordante fighettine abbronzate e, sapete?, la birra viene sei Euro la bottiglietta.
Sei Euro? Valà.
“Evabene – tiro fuori un biglietto dal venti e intanto sbircio nella scollatura della cassiera – che birre ci sono? Ce l’hai la Moretti?”, faccio.
“No, c’è solo la Tourtel”.
“Cosa?”
“La Tourtel” e mi agita davanti la bottiglietta.
La Tourtel? Dico, ma siamo matti? SOLO LA TOURTEL? Sei Euro una boccetta da trentatre di piscio gassato perdipiù analcolico?
Inaudito.
Ricordo che l’unica altra volta che m’era successa una roba del genere ero al palasport di Modena, nel quale precauzionalmente non ho più messo piede, in occasione del concerto degli Skunk anansie. Ma quella volta posso anche capire: erano praticamente tutti minorenni.
Ritorno al mio posto con le pive nel sacco e una certa secchezza delle fauci.
Poco più tardi inizia il concerto.
Il primo a venir fuori, chitarra al braccio, è Lenny Kaye, il compagno di merende di P.S. da una vita. Ma che tipo. Lo guardo stranito. Mai visto nulla del genere. Immaginatevi uno scopettone in giacca e camicia che dondola come un’alga nel mare per tutto il tempo del concerto. Ostenta una checcaggine tale che a confronto Jon Anderson pare un grezzo metallaro omofobo e birromane. In quanto alla chioma, qualcuno che dovrebbe farsi un po’ di più i cazzi suoi spergiura che è pettinato proprio tale quale me. A me non sembra proprio, veh.
Contemporaneamente esce lei, la poetessa maledetta del rock, stivali, jeans, una t-shirt impadellata e una giacca nera sfilacciata che ha la forma (e probabilmente l’odore) di una tovaglia della festa dell’Unità.
Due o tre pezzi che non riconosco, poi esce Jesse Smith, la figlia di Patti, e si siede al piano. Capelli graziosamente raccolti, un’ombra di trucco sul viso, golfino carino sulle spalle, un vestitino verde un po’ scollato, mica tanto. Una tipica fighettina parmigiana da aperitivo del giovedì sera, al barino. Uguale uguale. Lancia fulminee occhiatacce alla madre a ogni suo gesto sguaiato, palesando un evidente complesso adolescenziale ancora lontano dal risolversi. Post-adolescenziale, direi, giacché la graziosa vira ormai per i trenta.
Il quarto e ultimo viene fuori soltanto verso la fine. Faccio un’ovazione interiore. Direttamente da Sacramento, California, ecco a voi Frangia, il nono figlio della famiglia Bradford.
Li guardo strimpellare per un po’.
Non ho mai visto una band così scalcinata.
Forse i Supertramp nel 2001.
No, no. Questi son peggio.
A ogni canzone Patti fa ciao con la manina come una vecchia babbiona all’ora del tè, di quelle che popolano i libri di Foster o i film di Ivory; inciampa nei fili, le casca il microfono, scende tra il pubblico e perde la strada, di tanto in tanto scatarra sul palco, si scorda i testi e pure gli accordi. Una presenza scenica paragonabile a quella di Ozzy Osborne, col quale evidenzia pure una sinistra somiglianza somatica.
Insomma: un spettacolo desolante.
Sono spiacente di annunciarvi che la poetessa maledetta del rock è entrata in menopausa. E’ così, signore e signori. Rassegnatevi. Dopotutto doveva succedere, prima o poi.

Per un po’ mi agito sulla sedia. Delusione? Sete? Non so bene che fare.
Poi mi viene un’idea.
Semplice. Ma come ho fatto a non pensarci prima?
Chiudo gli occhi.
E cogli occhi chiusi dondolo il capo e mi lascio cullare da quella voce misteriosa e potente, inimitabile oggi così come allora. Ecco Ghost dance, allora; ecco Dancing barefoot, ecco People have the power, ecco Because the night. E cogli occhi chiusi finalmente mi commuovo nell’incanto di quel pugno di canzoni – perdonate, non ho altri aggettivi – semplicemente perfette.
Rimane il fatto che servire Tourtel a un concerto rock è un crimine al cospetto di Dio oltre che una violazione della convenzione di Ginevra.

Setlist
Beneath the Southern Cross
Pissing in a river
Grateful
Birdland
My blaken years
Redondo Beach
Kimberly
Ghost dance
Dancing barefoot
People have the power
Because the night
Wing (encore)
Gloria (encore)

UFJ [ufj@tapirulan.it]

 

Scrivi un commento | Torna all'inizio | Archivio articoli

Commenti [0 commenti]
Scrivi un commento | Torna all'inizio | Archivio articoli
 
Tapirelax | Articoli recenti
22.07.2013
Echi di celluloide - 23: "Dexter"
[Autore: Matteo Fontana]
30.04.2013
Io come te sono
[Autore: Zumba]
08.04.2013
Echi di celluloide - 22: ''The closer'', gliallo slapstick
[Autore: Matteo Fontana]
02.04.2013
La seconda linea
[Autore: A.marti]
25.03.2013
Music corner - 51: La band pi? media del mondo
[Autore: UfJ]
11.03.2013
Cin cin
[Autore: Mr. Orpo]
01.03.2013
Music corner - 50: Famosa rock band italiana. Tre lettere
[Autore: UfJ]
25.02.2013
Echi di celluloide - 21: ''The mentalist'', il fascino dei prestigiatori
[Autore: Matteo Fontana]
05.02.2013
La citt? degli angeli
[Autore: A.marti]
Archivio articoli
 
 

Associazione Culturale Tapirulan
C.F. 90006350194
P.I. 01521680197

Sede legale
Via Platina 21
26034 Piadena (CR)



Sede operativa
Corso XX Settembre 22
26100 Cremona



Webmaster
French+Coma

Contatti
info@tapirulan.it

Tapirulan su Facebook
Tapirulan su Twitter
Blog.Tapirulan.it

Privacy Policy
Area Privata