Tapirelax
18.11.2009
MUSIC CORNER - 23
La recensione del concerto dei D-A-D
Autore: UfJ

D-A-D 9/11/2009 - Milano, Musicdrome

Me ne sto lì davanti, i gomiti appoggiati sulla transenna, assorto nei miei pensieri.
Sto contemplando i calcinacci ammonticchiati ai piedi del palco. Cristo, penso, certo che quando hanno cambiato gestione e, sono parole loro, “rinnovato il locale”, potevano almeno dare una ramazzata in giro. Questo posto cade letteralmente a pezzi.
Tutt’intorno si sta celebrando la fiacca cerimonia del dopo-concerto. I roadies vanno e vengono stancamente affaccendati. La maggior parte del pubblico s’è dileguata in fretta, stasera. Molti sarebbero pure restati a cazzeggiare, ma son dovuti schizzare per via del lunedì. Un pessimo giorno, il lunedì, per i concerti. Pure la band di supporto, i Markonee, ha telato alla svelta dopo l’esibizione. Sono tornati di corsa a Bologna. Tutti tranne il batterista, che ora se ne sta lassù a smontarsi la sua batteria, esalando più cancheri che molecole di CO2. Il fatto è che per qualche ragione non troppo difficile da intuire gli è toccato di prestare la sua batteria a Johann Kaskamuorten, il batterista dei D-A-D. E ora è lassù che smonta.
Poi ci sono i metallari. Un crocchietto di trenta/trentacinque tiratardi, non di più, che agitano le chiome e alzano le dita facendo le corna. Parlano poco. Più che altro bevono birra, fumano sigarette e annuiscono.
Infine ci sono le groupies. Due, per la precisione: Laura e Elena, fermamente determinate a fottersene delle mie suppliche di tornare magari un po’ prima dell’alba. Se ne stanno lì impalate ad aspettare, ché devono assolutamente incontrare la band per farci le foto.
Esce il chitarrista, Klaus Fetentminchien, e Fabio gli si para davanti, anticipando gli altri. “Non avete mica suonato bene stasera”, dice muovendo l’indice nell’aria. “No, no. Per niente”.
Fetentminchien fa un sorriso da dentista e ribatte che parlerà coi ragazzi, sicuro. Fabio incalza: “Ho visto tutti i vostri concerti. Domani verrò a Bologna, però bisogna che suoniate meglio di così”.
Forse Fetentminchien ha un po’ sonno, è lunedì per lui pure, dopotutto. Forse invece dei rimproveri di Fabio si aspettava manate sulle spalle e reggiseni in faccia. O forse semplicemente gli viene in mente una cosa da sbrigare urgente. Fatto sta che firma un paio di autografi e poi tela alla svelta pure lui.
Io mi incazzo nuovamente con Elena e Laura. Sbraito un po’ più di prima ma, no, niente da fare, non c’è verso di smuovere quelle due. Si sono messe in testa che vogliono fotografarli tutti, i membri della band: Lars Frocionazzen, il bassista, e Aarvo Fetentminchien, il cantante e secondo chitarrista, fratello di Klaus Fetentminchien. Quindi dobbiamo per forza aspettare. Sai, quei due sono i loro idoli. Proprio quei due. I loro idoli idoli idoli. Non possiamo lasciarceli scappare così. Che diamine.
Che poi, dico, le foto non le avevano fatte pure l’altra volta? Vorrei tanto sapere che cosa cambia.
Mah.
Faccio uno sbadiglio e mi rimetto a pensare. Penso al mio, di idoli. A Neil Young. Nel 2001 l’ho visto, Neil Young. A Brescia. Era sotto un pergolato che si mangiava una pizza con Talbot, Molina, Sampedro e un paio di tecnici. Mi sono avvicinato per dirgli che io lo sapevo chi era lui, che ero un suo grande fan. Poi mentre ero lì lì per dirglielo mi sono immaginato la scena a parti invertite. Neil Young che si appropinqua mentre mi sto facendo una pizza col Canna, il Maino e il Sacco. M’immagino Neil Young che attira la mia attenzione per dirmi che non ha la minima idea di chi cazzo sono, che non mi ha mai visto in giro. E io che allargo le braccia e gli chiedo gentilmente di lasciarmi finire in pace la pizza. Per dire che secondo me sono cose prive di senso, ecco.
Altri personaggi famosi.
Per esempio quella volta che mi è venuto contro Zorzi in motorino. Zorzi è alto due metri e ai tempi se ne andava in giro con questo Ciao bianco scassatissimo. Guidava che a vederlo sembrava me su un triciclo per bimbi, tutto arcuato e con le ginocchia sotto il mento. Messo in quel modo naturalmente aveva scarso controllo del mezzo, così che tutti i sabati sera, quando piazza Garibaldi era gremita di gente, lui la attraversava sfrecciando da capo a capo e regolarmente finiva contro qualcuno perché non riusciva a sterzare in tempo.
O quella volta che sono saltato addosso a Denny Mendez allo SMAU. Che storia, quella. Ogni anno io e i miei amici giravamo per gli stand, e si faceva a gara a chi vedeva la standista più fica. Io non vincevo mai. Avvistai ’sta gnoccolona allo stand della Cisco e m’intrufolai. Era avvolta in un pelliccione bianco da zoccola, ma per il resto era praticamente nuda. Si levò il pelliccione e si accinse a firmare autografi. Fu allora capii che era Denny Mendez. Fui il più lesto di tutti. Mi sorrise e mi chiese come mi chiamavo. “Ma che autografo”, dissi, e la afferrai e la strinsi e la baciai sulle guance prima ancora che la perplessità sagomasse i suoi deliziosi muscoletti facciali. Ah, Denny Mendez che supergnoccona. In genere si votava, ma quell’anno vinsi la gara delle standiste per acclamazione.
“Laura, Elena ELÒRA!” sbraito.
Finalmente, a concerto terminato da un’ora e passa, riesco a infilare Laura nell’auto e ripartire verso casa. Elena no, lei resta là, ché manca il più atteso, la star, il grande, l’immarcescibile, il divino Aarvo Fetentminchien.
Se ve lo state chiedendo, c’è giunta l’informazione che verso le due del mattino Elena sia finalmente riuscita nell'intento di fotografare il suo Fetentminchien. Nella foto qui sopra lo potete ammirare in tutta la sua statuaria possanza vichinga. Concludendo, possiamo dire che tutto è bene ciò che… ah, no, diamine, che sbadato: dimenticavo la recensione del concerto dei D-A-D.
Ebbene, eccola: il concerto dei D-A-D ha fatto cagare.

UFJ [ufj@tapirulan.it]

 

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Commenti [7 commenti]

senza pretesa alcuna di chiarire alcunché in merito alle obiezioni di elena, metto online nel mio blog un'altra foto del concerto, anch'essa gentilmente concessa da elena. è una bella foto, secondo me.

UfJ | Homepage | 23.11.2009  11:30 

non solo la più bella recensione che abbia mai letto, ma anche un pezzo di letteratura

robirobi | 20.11.2009  21:53 

Come sempre SOLO una persona coglie i miei meta-messaggi (CRIBBIO)

Porkett@ro | 20.11.2009  16:03 

caro ufj...ti riporto il mio commento che inizialmente doveva essere inter nos...ma dato che ci tieni...eccotelo:

certo che poveracci..gli hai appioppato dei nomi assurdi..e Lars Frocionazzen non mi sembrava frocissimo...povero mi ha fatto pure la dedica e me lo sminuisci cosi!!!!....poi x mettere i puntini sulle "i" ti ricordo che chi ho aspettato con tanta foga fuori dal locale era il bassista..il super biondazzo fisicato e non il cantante (pure lui cinquantenne figazzo, ma 1 po' meno fisicato!!!!)...ma forse era x completare al meglio la tua storia che hai messo "Aarvo" come vichingo finale!?!Beh comunque il racconto mi è piaciuto (forse si perde un po con la gnoccolona di Denny Mendez e il pezzo che mi piace meno è la parte del tuo idolo Neil Young...)...scusa, la mia ovviamente nn è 1 critica da tenere in considerazione, xchè è solo 1 accento all'interno di 1 paragrafo! ....cmq a me nn hanno fatto cagare del tutto...a parte la prima fase del concerto in cui ci sono stati problemoni con l'audio o con quelcavolo che era!!!!
..PS: non fare la vittima..xchè ai concerti a cui siamo andati assieme ti abbiamo sempre fatto divertire io e laura!!!!

Elena | 20.11.2009  12:16 

Posso garantire che a Bologna, il giorno dopo, il concerto è stato molto meglio... Rimane il fatto che non mi fanno mai la mia canzone preferita e che suonano per un'oretta e mezza che mi passa troppo alla svelta. Il Porkettaro, con il suo intervento, cita un loro brano storico: ahimé, manco quello hanno suonato.

French | 20.11.2009  09:06 

SIMPATICO

Porkett@ro | 18.11.2009  10:58 

nel recensire i d-a-d sono stato lapidario anche se, devo ammetterlo, i ragazzi non meritavano tanto. da un lato l'ho fatto per mere esigenze di copione, dall'altro perché mi piace contraddire fabio ogni volta che ne ho loccasione. in realtà non conosco i d-a-d se non per una manciata di canzoni ascoltate frettolosamente nei giorni antecedenti il concerto su stimolo, appunto, di fabio. lui considera i d-a-d la sua band preferita in assoluto; io non credo che mai giungerò a tanto. ma devo ammettere che il loro ultimo "monster philosophy" (l'unico che ho ascoltato con un po' di attenzione) è un album tutt'altro che banale, che oltre ai soliti riff/coretto/scaracchio-di-batteria lascia intuire una certa dimestichezza con sonorità ben più sofisticate. al punto che, in diverse occasioni, mi hanno fatto pensare a certe cose degli altrettanto nordici deus.
sta di fatto che io a vedere un concerto con quelle due non ci vado più. nossignore. men che meno di lunedì. sono troppo vecchio ormai per cose del genere.

UfJ | 18.11.2009  09:05 

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