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Tapirelax
01.03.2010
APPUNTAMENTO AL BAR
Autore: Andrea

Ore 18, via del Popolo, puntualissimo. Pure troppo, l'appuntamento è fissato per le sette ma non ce la facevo più ad aspettare. E' vero che dovrò attendere comunque, se non a casa prima di uscire, al bar ma essere qui, più vicino, mi fa stare più tranquillo e mi rilassa. Decisamente. Strano per me arrivare ben un'ora prima. Già dovrei stupirmi col solo essere puntuale. Il mio curriculum parla chiaro: perennemente in ritardo, un fattore cronico, fisiologico, temo pure psicosomatico. Ormai la gente mi guarda in volto e mi dice: "Puntuale, mi raccomando" e nemmeno mi conosce. E' solo Elena che mi fa questo effetto, non sgarro di una virgola. Rispondo sempre al telefono al primo squillo, anche al lavoro sissignore e il capoufficio può dirmi ciò che vuole che non mi importa. In realtà quando sono al telefono con lei non lo sento proprio e la ramanzina è tutta in differita. Ma dopotutto è un buon'uomo e mi capisce. Anche lui ha avuto la mia età, dice, e termina sempre dicendo: "Trattala bene 'sta ragazza. Non come me". E così eccomi qui, appoggiato al bancone del bar, "da Piero" mi sembra, un paio d’isolati da casa sua ad aspettare che arrivi. Anche stavolta ho insistito per potermi presentare alla porta e suonare il campanello come un vero gentiluomo ma lei niente. Nessun contatto con i suoi, per ora, è troppo presto. Sostiene che se mi vedessero gli prenderebbe un colpo e quantomeno avrebbero da ridire sul suo abbigliamento costringendola a capi più castigati. Devo dire che l'ipotesi mi ha convinto e l'idea di non vedere più i suoi vestitini mi trattiene tranquillo a sorseggiare birra chiara, palesemente annacquata, con contorno di patatine stantie.

"Giovanotto, ehi giovanotto!". Mi volto. Alle mie spalle, seduto al tavolino, un signore mi guarda col sorriso di chi la sa lunga. "Dice a me?" chiedo. "Proprio a te" sogghigna "sei l'unico giovane qui dentro. Gli altri ormai sono tutti andati". Dal tavolo della briscola adiacente si alza qualche rumorosa protesta e qualcuno invita l'oratore a guardarsi allo specchio. Si vede comunque che è una scenetta collaudata. "Cosa bevi?" aggiunge. "Una birra" "Ma la birra qui fa schifo, lo sanno tutti" acclama ad alta voce. Alcuni gli fanno eco e da parte mia, ma a bassa voce per non destare l'interesse dell'oste, rispondo: "Effettivamente ne ho bevute di meglio". "Lo sai cosa devi ordinare qui?" mi domanda nuovamente cercando inutilmente di sussurrare. "Devi ordinare un bel lambrusco. Anna! Due rossi per me e il ragazzo" "Ma no grazie, tra poco devo andare" accenno con poca convinzione. L'orologio sulla parete difatti segna solo le sei e un quarto. "Su su, non fare complimenti offro io. Siediti pure qui con me". Accetto dunque la proposta e mi metto al tavolino con lui. Se ne sta semplicemente in camicia, il volto paonazzo in parte colorato dal sole in parte dal nettare di Piero che sembra conoscere bene. Il suo bicchiere vuoto sta a testimoniarlo. La signora Anna arriva con un bicchiere per me e la bottiglia nell'altra mano, priva di ogni etichetta, e ci versa da bere. "Questo lo facciamo noi" mi rassicura "vedrai che differenza. Assaggialo e mi saprai dire". Mi cimento subito nella degustazione dato che la signora non sembra volersene andare prima di avere il mio parere e devo ammettere che non ha tutti i torti. "Veramente buono, signora, complimenti" "Che ti avevo detto" sorride lei e se ne va tutta contenta. Il mio compagno fa meno cerimonie e il suo sorseggio termina solo a bicchiere vuoto. Mi scruta. "Non sei di queste parti" attacca "non mi sembra di averti mai visto" "E' vero" rispondo "devo solo incontrarmi con una persona" "Una ragazza?" aggiunge alzando il sopracciglio "Già" ammetto e senza volerlo mi viene da sorridere. E' così tutte le volte che la penso ed anche se vorrei contenermi proprio non ci riesco. Il mio interlocutore si appoggia allo schienale della sedia e sospirando mi dice "Eh, che bella la gioventù. Siete insieme da poco, vero? Si vede da come reagisci. Hai gli occhi brillanti dell'amore appena nato. Anch'io alla tua età ero così. Sempre dietro alle ragazze, giorno e notte e mio padre a darmi scapaccioni tutte le sere perché tornavo tardi. Allora ero ambito sai? Ero anche un birichino, avevo morose dappertutto.” “Beato lei!” gli rispondo ma mentre lo dico non posso fare a meno di pensare che siano tutti vaneggiamenti ed il mio sguardo si posa prima sulla galoppante calvizie e poi sulla pancia strabordante. “Non ci credi eh?” mi incalza, “Guarda che ti sbagli perché la bellezza non è tutto, figliolo, bisogna saperci fare con le donne. E’ tutta questione di approccio, di strategia, sapere quando dire e quando fare. Stai attento perché i tipi bruttini come me te la possono soffiare da sotto il naso in barba al tuo bel visino”. Non afferro se mi sta prendendo in giro oppure no ma l’argomento inizia ad interessarmi ed è pur vero che Matteo, l’amico d’infanzia di Elena, passa molto, forse troppo tempo con lei e la conosce fin troppo bene. Sono sempre freddo con lui e mi ricambia ogni volta con quel sorrisino che saprei bene come togliere. Ma Elena ne ride sempre dicendo che non devo essere geloso perché è solo un amico e non prova attrazione per lui. Il mio compagno deve avere intuito che la faccenda mi riguarda da vicino e gongolante nell’avere un interlocutore interessato riprende: “Ascolta me e vedrai che non andrai in bianco. Tu che ci fai con ‘sta ragazza? “Che ci faccio?” balbetto un po’ imbarazzato. “Ci fai poco, si vede. Tu sei un bravo ragazzo, lo capisco, e questa è cosa buona perché a tutte piace incontrare qualcuno che le capisca, che le coccoli. Ma non basta” “Non basta” gli faccio eco ingenuamente e sento che anche gli altri avventori si stanno interessando alla mia causa. “Non basta perché al momento giusto bisogna passare ai fatti e prendere l’iniziativa. Ti sembrerà che lei vuole ritrarsi ma non è così, non ci abboccare, è solo un trucco per vedere se sei veramente interessato oppure no. Vai sempre avanti” e per convincermi ancora di più mi racconta di tutte le sue avventure giovanili, delle storie che aveva, delle sue capacità di seduttore. Ogni impresa veniva descritta nei minimi particolari, “a scopo didattico” diceva, come quella volta che ha concretizzato al primo appuntamento o quell’altra in cui il suo amico è dovuto partire per un viaggio… e ci ha pensato lui! Non conoscendo io bene la zona mi ha poi indicato quali fossero i locali migliori dove portare la mia ragazza ed anche i percorsi del dopocena, i punti panoramici, quelli caratteristici, quelli appartati, quelli dove era plausibile forare una gomma e restare a lungo isolati. E per ogni situazione aveva sempre qualcosa da dire senza perdere mai il controllo della situazione gestendo abilmente il climax fino al gran finale e… e le varie sconcerie che aggiungeva mi avrebbero fatto pensare in altri casi ad un poco di buono o ad un gran ciarlatano ma alcune storie particolarmente peccaminose erano state confermate col sorriso dalla signora Anna e per fortuna che il povero Piero era lontano al di là del bancone. Immerso in questi racconti vengono le sette e ad un certo punto mi squilla il cellulare, è Elena che mi avverte che sta arrivando. Il mio mentore intende e annuisce. “Ragazzo, è ora di farsi valere. Ma com’è questa ragazza, non mi hai parlato di lei. Rotonda, belle gambe?” “Sempre in minigonna” rispondo con complicità. “Buon segno”, sorride “e come si chiama?” “Eccola!”, lo fermo. Elena sta entrando proprio ora nel locale. Accidenti, sono letteralmente senza fiato e se non lo dò a vedere è solo per non fare la figura del pivello di fronte a tutta la combriccola. Però questo un po’ mi preoccupa perché non voglio che lei subisca gli sguardi lascivi dei miei compagni di bevuta, non mi va poi così bene. Eppure non sembra infastidita, solo un po’ cauta, quasi restia nell’avvicinarsi sempre più lentamente e guardarmi con quello sguardo di chi si presenta all’orale di un esame scolastico. E mentre di nascosto dò una gomitata d’intesa al mio compagno senza farmi vedere lei ci saluta con voce incerta: “Ciao Andrea, ciao papà”.

ANDREA [arivieri@yahoo.it]

 

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