Tapirelax
25.01.2011
ONIROWOYKA
Autore: Zumba

“Il ragazzo e la ragazza stavano facendo colazione. La ragazza a un certo punto disse qualcosa sulle formiche. Il ragazzo ebbe solo un sussulto. Una specie di ricordo di qualcosa riguardante la notte. Aveva sognato formiche? Non si ricordava. E la ragazza? Neanche lei si ricordava. La volta dopo erano ancora a letto, erano le otto di mattina. Sai di cosa ho voglia? Disse lei. Di cosa? Disse lui. Di crostata alla ciliegia. Disse lei. Buffo. Disse lui. Perché? Disse lei. Anch’io ne ho voglia. Disse lui. Anzi, mi sembra di averla proprio sognata. Aggiunse. Anche a me sembra di averla sognata. Disse lei. Poi si alzarono.
Fu dopo un mese, più o meno, che il ragazzo capì che sognava le stesse cose che sognava la ragazza. Capì ma non le disse nulla. Se una mattina lui si svegliava con l’angoscia e la sensazione di essere sepolto vivo, non appena apriva gli occhi cercava la mano di lei e la svegliava. Sai, ho fatto un incubo. Diceva lei col respiro corto. Che incubo? Diceva lui che lo sapeva già. Ero in una bara, viva. Diceva lei. Oh. Diceva lui.
Da un lato gli sembrava solo una coincidenza, dall’altro aveva deciso di usare questa cosa, coincidenza, magia o telepatia notturna che fosse, per conoscere meglio la sua ragazza. Gli capitò anche di sfruttare, per così dire, la situazione. Si svegliò una volta con l’idea o il ricordo di una corsa tra i girasoli. Lei quella mattina non parlava granché, ma aveva un’aria beata. La sera lui le comprò un mazzo di girasoli. Grazie amore, non avresti potuto farmi regalo migliore, credimi. Disse lei. Lui, che ci credeva, sorrise compiaciuto.
Tutto andò abbastanza bene per un paio di mesi. Finché in sogno non arrivò Woyka. Una mattina il ragazzo si svegliò con una specie di malessere che non riusciva a spiegarsi. Non ricordava bene cosa aveva sognato. Ricordava solo che doveva avere a che fare con la parola Woyka, perché solo questa parola gli veniva in mente ripensando alla notte appena trascorsa. Cos’era Woyka: un luogo, una persona, un oggetto? Non lo sapeva. La ragazza quella mattina era sottosopra. Lui aveva quasi paura a guardarla. La notte successiva tutti e due risognarono Woyka, e questa volta il ragazzo capì un po’ meglio. 
Woyka era un ragazzo biondo, coi capelli sporchi, il naso all’insù e un cardigan verde scuro bucherellato. Un bel ragazzo? Si domandò lui cercando di considerarlo con gli occhi di lei. Sì, forse sì. Si rispose. Il genere un po’ maledetto che piace alle donne. Nel sogno il ragazzo, e quindi anche la ragazza, era in una taverna fumosa. In piedi vicino ad un tavolo. C’era un gruppo di ragazzi tra i quali era riconoscibile solo Woyka, che stava un po’ in disparte. Woyka fumava una sigaretta. Guardava il ragazzo, e quindi la ragazza, con una sufficienza che sembra progettata per interessarlo, cioè interessare lei.
Il ragazzo si svegliò arrabbiato. Attese accigliato che anche lei si svegliasse per fare le sue valutazioni. Lei si svegliò dopo mezz’ora, stiracchiandosi col torpore soddisfatto che aveva tutte le mattine seguenti una notte di sesso con lui. Cos’hai? Chiese lei. Niente. Disse lui alzandosi.
Passarono un paio di settimane prima del ritorno notturno di Woyka. Questa volta erano per la strada. Camminavano vicini. Facevano battute imprecisate sui tombini. Woyka continuava ad avere quell’aria insopportabile. Il ragazzo nel sogno lo detestava, ma nello stesso tempo gli sembrava di trovarlo interessante. La mattina sgattaiolò fuori dal letto senza girarsi verso di lei.
Ma Woyka esiste per davvero oppure no? Questo si chiese il ragazzo quel pomeriggio. E poi, cambia qualcosa se esiste o non esiste? Il ragazzo non aveva risposte per le sue domande.
Fu solo dopo il primo sogno erotico che iniziò a preoccuparsi sul serio. La settimana seguente il ragazzo  sognò di essere in autobus. Seduto. Nel sogno due mani da dietro cominciavano a toccargli le spalle, poi abbassandosi si appoggiavano sul torace che non era un torace ma un petto, e non un petto qualsiasi ma il petto florido di lei. Nausea ed eccitazione si mischiavano. Il ragazzo nel sonno si autoimpose di svegliarsi, riuscendoci. Poi toccò lei che ancora stava dormendo. Era bagnata. La svegliò e fecero l’amore con furia. Appena finito lei gli disse ehi amore stavolta era meglio del solito vero? Lui grugnì.
Due giorni dopo fu ancora peggio. Il ragazzo sognò di essere sul loro letto. Indossava la biancheria di lei, aveva i capelli di lei, in tutto e per tutto era lei. Abbracciava se stesso ma con un certo disgusto, o forse con noia. A un tratto saliva su di sé, si lasciava penetrare ma sempre controvoglia. Gli venivano in mente le faccende domestiche da sbrigare, notava nella penombra la polvere accumulata sul comodino. Dopo alcuni minuti di questo rapporto meccanico si sentiva preso e schiacciato, dopo di che provava una specie di fitta e girandosi scorgeva Woyka che lo infilzava da dietro. Aveva l’aria stropicciata ed il consueto cardigan verde. Il ragazzo si svegliò mentre sentiva, inesorabile, arrivare una polluzione.”
Cosa stai scrivendo? Chiede una ragazza a un ragazzo.
Una cosa. Risponde lui.
Che cosa?
Una cosa su un’idea che mi è venuta.
Che idea?
Un’idea che c’entra con un sogno che ho fatto.
Che sogno?
Ho sognato che i nostri sogni si incrociavano.
Cioè?
Che sognavo quello che sognavi anche tu.
Mi sembra una storia già sentita.
Già, anche a me. Dimmi solo una cosa.
Sì.
Conosci un certo Woyka?
La ragazza fa una faccia strana e va via.

ZUMBA [casamichiela@gmail.com]

 

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Commenti [2 commenti]

secondo me lavori in un garage pieno di punteggiatura per inchiodare le parole nei pomeriggi di noia, o su una terrazza arieggiata per farle volare prima che si posino (così per fare...) e secondo i giorni e l'ispirazione ti sposti ora qui ora là. Riesci sempre a spiazzarmi e a divertirmi, ma mi lasci turbato, come se sotto il racconto ne avessi scritto un altro che non ho saputo leggere.
criptico, psichedelico, ineffabile anche nella carnalità

robirobi | 30.01.2011  23:24 

Bello davvero, complimenti.
Saverio

gricio | 25.01.2011  15:18 

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