Tapirelax
16.05.2011
COME CI SI VESTE
Autore: Zumba

Amiche, amici, ben trovati. Mi permetto quest’oggi di darvi qualche dritta sull’abbigliamento più indicato nelle occasioni importanti. Ascoltatemi e farete un figurone, parola di Belinda Chic.

A. Se siete invitati a una cena elegante e siete uomini vi consiglio l’abito lungo, meglio se satinato. Quest’anno va molto il marrone cacca di cavallo, a patto che sia l’autentico, deciso cacca di cavallo, quello che Jada Puré nel suo ultimo editoriale ha definito “il cacca di cavallo che ha mangiato una testa di moro“,  e non (cito sempre J.P.) “lo slavato cacca di cavallo diarroico che ha mangiato troppe teste di moro“, colore che andava l’anno passato e quest’anno è visto dai più, e non dalla sola Jada P, come qualcosa di tremendamente agé. Naturalmente anche il nero catrame va benissimo, ma se volete stupire fareste appunto meglio ad indossare un abito lungo satinato color cacca di cavallo. C’è chi si arrischia a consigliare una lunghezza diversa, al polpaccio: scelta azzardata ma sfiziosa (avrete senz’altro visto qualcosa del genere all’ultima collezione di Matsubashi). Ricordate soltanto che per ogni lunghezza dovete dotarvi delle scarpe giuste. Andiamo con ordine:
1°. Con l’abito lungo color cacca di cavallo, satinato o non satinato, il must è il mocassino senza punta con frange laterali. Se non avete intenzione di indossare il mocassino senza punta con frange laterali, o tutt’al più il mocassino senza punta e senza frange, tanto vale che lasciate perdere anche l’abito cacca di cavallo. Per quanto riguarda il colore del mocassino, ricordiamo che sono banditi i colori cosiddetti classici. Fossi in voi sceglierei il turchese, il cipria o il color pernice. In ogni caso, tutto ma non il classico nero, il classico grigio e così via.
2°. Se scegliete il più rassicurante abito nero catrame, l’abbinamento più indovinato della stagione è con lo stivaletto basso sciancrato, delizioso soprattutto con l’aggiunta dello speroncino d’avorio (le stesse calzature indossate da Vincent Putrella alla sfilata di Pancho Ming, per intenderci). Mi raccomando, però: non fate l’errore di abbinare la cravatta sbagliata (mi riferisco in particolare alle noiosissime cravatte regimental, ormai definitivamente out). Con lo stivaletto provvisto di sperone si indossa la cravatta di juta o tutt’al più la cravatta di carta cinese. Non scordatelo se non volete essere additati con obbrobrio da chi sa cosa si porta e cosa assolutamente no.
3°. Avete indossato l’abito al polpaccio? Complimenti! Adesso però non smettete di essere audacemente à la page, eh! Con l’abito al polpaccio la scelta è segnata: calzettoni di raso color zabaione e zoccoli di velluto opalescenti (meglio se Chaltron). Esiste il modello bombato e quello molto bombato. Sono ottimi prodotti entrambi – che Chaltron lavori molto bene non lo scopro certo io -, ma personalmente prediligo i molto bombati, che costano un po’ di più, ma per la bombatura extra un piccolo sacrificio si può anche fare. Con l’abito al polpaccio e gli zoccoli, inutile dirlo, non si porta mai la cravatta. Come succedaneo potete scegliere tra:
1aa. Lo scialle trapuntato Zinzerberg, specie se nella variante con diamanti applicati sui bordi: favoloso!
2aa. La corda al neon Ghiar, che sta spopolando nei locali più cool dell’upper east side.
3aa. Il fazzolettone da boy scout (vostro o di vostro figlio) tornato prepotentemente alla ribalta dopo l’apparizione in tv di John John Masculazzo su cui saprete senz’altro già tutto.

B. Se invece siete donne, la novità di stagione è il tubino di spugna misto-ciniglia, in special modo il modello a rigoni bianco nuvola e rosso mirtillo - ormai universalmente noto come marveille sur la plage - che fa tanto Morte a Venezia. Care amiche, però, non cadetemi sugli accessori: sarebbe assolutamente imperdonabile! Ecco un breve vademecum per chi sceglie proprio il tubino di spugna misto-ciniglia; seguitelo e sarete sulla bocca di tutte, invidiatissime.
1°. Le scarpe da abbinare, attente, sono le espadrillas di ferro e bronzo lavorate in filigrana, scomode ma splendide (se bella vuoi apparire…!). Ricordate che lo spiritosissimo Ramòn Puntera le vende in coordinato con la crema emolliente al cardamomo: approfittatene!
2°. La Borsa con la B maiuscola, almeno per questa primavera-estate, è la borsa di piume detta anche la tacchina svuotata, con o senza testa. Preferisco il modello senza testa, ma se scegliete il modello con la testa non posso che dirvi… wow!
3°. La collana più stupefacente che possiate azzardarvi ad indossare con questa mise è la collana di ossi di seppia di Mortimer Findus: l’odore è forte, certo, ma il successo è assicurato (sovrastatelo, care amiche, con una fragranza di Otto Yank: la mia preferita è suggestioni di tundra, ma comunque scegliete scegliete bene,  ça va sans dire). Immancabile in questo caso il filiforme bracciale lenza con amo in tungsteno temperato (ma non andate troppo vicine ai vostri ammiratori se non volete che facciano la stessa fine di Priscilla Beaurdel al party organizzato da Natty Boy … ahi!).
4°. Il cappello, ragazze, il cappello: non cadetemi sul cappello! Col tubino di spugna misto-ciniglia, le espadrillas in filigrana, la borsa tacchina, la collana seppiata e il bracciale a filo avete una sola possibilità: un favoloso Chablinskij a tesa spiovente con nastro imbevuto di melassa e piuma di vetroresina che richiama le piume della borsa. Più che un cappello, una poesia.
Una validissima alternativa al tubino di spugna misto-ciniglia è rappresentata dal camicione di seta con inserti a spirale di terracotta e azoto (negli armadi delle nostre amiche londinesi ne troverete almeno due: uno di color polvere e uno – decisamente più coraggioso – di color tramonto invernale [tramonto invernale in Costa d’Avorio in un tripudio di fenicotteri librantisi in volo armonico, come recita nel penultimo editoriale Jada]). D’obbligo in questo caso il piede nudo (lo smalto dovrà essere di una tinta più simile possibile al pervinca sfumato: ho detto sfumato, non il semplice pervinca così démodé), la spilla di corteccia di betulla ad altezza aorta e il fez screziato color bile.

Per quest’oggi abbiamo finito, adesso vi lascio a Vivienne che vi dirà tutto quello che dovete sapere sul make up. Au revoir dalla vostra Belinda!

ZUMBA [casamichiela@gmail.com]

 

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Commenti [2 commenti]

Mah...

LVI | 18.05.2011  17:38 

cara Melinda,
voglio esprimerti tutta la mia ammirazione per la tua nuova linea interregionale autunno-Italia. Quando aprirai una boutique a Milano? Ti prego di farmelo sapere, così vengo diretto in via Montenapolecoso. Mi venderesti eventualmente anche i manichini? Mi servono per tenermi compagnia.
Melinda, sei geniale, e anche se i tuoi capi denotano la presenza di lievi disturbi pre-traumatici da stress stilistico - dovuti sicuramente all'eccesso di lavoro - la tua creatività mi provoca vertigini, capogiri e altri sintomi post traumatici.
Il mondo è fatto di fatti e tu, Melinda, sei il migliore esempio.

robirobi | 18.05.2011  16:18 

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