Tapirelax
28.11.2011
QUASI ALL'INFINITO
Autore: Zumba

Prendere la bottiglia d’acqua, il caffè e la caffettiera non necessariamente in quest’ordine, versare l’acqua nella caldaia della caffettiera fino all’altezza della valvola, stare attenti a non superare questo livello per così dire di guardia al fine di evitare l’allagamento del filtro, se per caso si supera il livello di guardia e si allaga il filtro svuotare la caldaia e ricominciare da capo ma solo dopo aver asciugato il filtro con uno straccetto, riempire il filtro con la polvere di caffè tenendo a mente che esistono diverse scuole di pensiero relativamente alla quantità ottimale di caffè da collocare nel filtro, una delle quali è la cosiddetta scuola della collinetta, che suggerisce di aggiungere polvere di caffè fino a creare una sorta di collinetta, un’altra delle quali è quella della collinetta pareggiata, che consiglia di mettere la stessa quantità di caffè suggerita dalla precedente scuola ma provvedendo a schiacciare il caffè per esempio col fondo del cucchiaino prima di avvitare il brico, e la terza è la cosiddetta scuola del filtro parzialmente vuoto, che rivendica le sue ragioni spinta non da taccagneria, come insinuato talvolta dagli esponenti delle altre due scuole di pensiero, ma dalla consapevolezza, o presunta tale, che mettere troppo caffè nel filtro peggiora il gusto dello stesso e che, come si dice, qualche volta meno è meglio, se durante tali operazioni si versa un po’ di polvere di caffè fuori dal filtro della caffettiera, eventualità tutt’altro che da escludere in special modo se si appartiene a una delle prime due scuole di pensiero, passare con una spugnetta bagnata sulla polvere di caffè caduta sul banco della cucina o altrove e poi risciacquare la spugnetta sporca di polvere di caffè per rimuovere la polvere di caffé altrimenti destinata a giacere per sempre sulla spugnetta, posizionare la caffettiera in modo che la fiamma del fornello non rischi accidentalmente di squagliare il manico, per esempio collocando la caffettiera non esattamente sopra il fornello ma leggermente scostata da un lato, accendere sotto la caffettiera il fuoco del fornello che taluni, assai pazienti, raccomandano debba essere lento e talaltri, più frettolosi ma non per questo meno diligenti, acconsentono possa essere anche medio, fare attenzione a spegnere il fuoco sotto la caffettiera prima che escano le goccioline incandescenti di caffè dal beccuccio o dal centro della caffettiera se per disattenzione la si è avvitata male, fare attenzione d’altro canto a non farsi prendere dall’ansia, a non fraintendere i primi gorgoglii della caffettiera e conseguentemente spegnere troppo presto il fuoco del fornello a meno che non si sia amanti del caffè cosiddetto basso, se si è incorsi nel primo errore allora pulire subito i fornelli con un panno in microfibra perché se si aspetta troppo si è poi costretti ad usare un detersivo scioglimacchia, di quelli che a volte danneggiano i fornelli, se invece si è incorsi nel secondo errore accettare più serenamente possibile il passo falso e forse la voglia di un bel caffè lungo rimasta parzialmente insoddisfatta, versare in ogni caso il caffè nella tazzina con mano il più possibile ferma, tenere a mente che il manico della caffettiera, anche se non squagliato, sviluppa in certi frangenti la capacità di trattenere calore come pochi altri oggetti in natura, ragione per cui è necessario mettere in atto misure precauzionali per scongiurare la scottatura dei polpastrelli, quali per esempio l’utilizzo di presine o di straccetti ripiegati, aggiungere o non aggiungere lo zucchero a seconda dei propri desideri ma se si decide di zuccherare il caffè non dimenticare per nessun motivo che far cadere anche solo qualche grano di zucchero sul banco della cucina o altrove equivarrebbe a ripartire con una serie di pulizie del banco con la spugnetta e conseguenti risciacquature della spugnetta stessa, bere il caffè piuttosto in fretta in modo che la bevanda non rimanga troppo tempo a contatto con la ceramica della tazzina ricordandosi della relazione di proporzionalità diretta tra porosità della ceramica e indelebilità della macchia di caffè, collocare la tazzina nella lavastoviglie non prima di averla sciacquata per sicurezza sotto il rubinetto; dopo di che occuparsi del riempimento della lavastoviglie con la medesima devozione e precisione dimostrata fino a questo punto, e fare sostanzialmente in modo che tutti gli elementi del sistema siano a punto, tutti i denti dell’ingranaggio siano oliati e non certo con olio scadente, e così assicurarsi che tutte le manovre riguardanti il farsi un caffè a casa propria non provochino danni più o meno irreparabili alla pulizia e alla gestione domestica in alcun passaggio, dal primo all’ultimo(1).
Oppure andare al bar.

---

(1) Se anche si è giunti fino a quest’ultima fase senza compiere errori, evitare di cullarsi sugli allori: la caffettiera è ancora sul fornello o nel lavello della cucina, ed è proprio quando si abbassa la guardia che si commettono i passi falsi peggiori (per esempio lavare la caffettiera, orrore!, col detersivo).

ZUMBA [casamichiela@gmail.com]

 

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Commenti [2 commenti]

con l'ultima riga hai cercato di sminuire il livello di consapevolezza raggiunto, come se ci potesse spaventare. E infatti spaventa il mondo dei superficiali, cioè la quasi totalità. Io metterei nelle tue mani il mio destino, senza paura di cadere sul fornello, però ti prego, non zuccherarmi mai.

robirobi | 01.12.2011  18:50 

Grazie Gu, ne terrò conto per la prossima preparazione del Cazz'èCaffè

Andrea | 28.11.2011  20:15 

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