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Tapirelax
11.12.2012
CARA SANDY
Autore: Zumba

Cara Sandy,
scrivo alla tua posta del cuore perché è da un po’ di tempo che mi girano per la testa delle idee “particolari”, e se non mi aiuti tu ho paura di non farcela da solo a capire cosa mi sta succedendo. Lascia che prima ti racconti qualcosa su di me, e poi ti spiegherò meglio quali sono queste idee “particolari”.
Sono uno stilista, e ho molto talento. Il mio talento l’ho preso tutto da mio padre, che non è il mio vero padre ma ha comunque molto talento, al contrario di mio fratello, il mio finto fratello, che non ha talento anche se è figlio naturale del mio finto padre. Anche il mio vero padre ha molto talento, ma non nel campo della moda. E’ un talentuoso capitano d’industria. E’ da un po’ che ci siamo persi di vista, ma gli vorrò sempre bene: è mio padre. Anch’io per un certo periodo sono stato capitano d’industria, e con molto talento; devi sapere infatti che sono molto versatile. Inoltre so suonare la chitarra, ho un portamento invidiabile e sono molto bello.
Ho un figlio che è figlio mio e di mia moglie.  E’ mio figlio naturale, e quindi il suo vero padre sono io. Si chiama come me. Avrà ereditato oltre al nome il mio talento nella moda e nell’industria? E’ presto per dirlo ma io credo di sì. E’ bello quasi come suo papà, che, ti ricordo, sono senz’altro io, e dall’anno prossimo gli insegnerò a suonare la chitarra.
Questo mio figlio ha diversi fratelli e sorelle, ma nessuno di loro è un suo vero fratello. Una delle più vere sorelle che ha è quasi una mia vera figlia, ma io non sono il suo vero padre. Il vero padre è un poco di buono che stava con la figlia di mia moglie quando anni fa approfittò di un momento di debolezza di mia moglie, e così dopo nove mesi nacque lei, la vera figlia di mia moglie e del poco di buono (mia moglie, nonostante qualche debolezza una volta ogni tanto, è una persona molto forte. Inoltre è bionda, è elegante, è bellissima e il sesso con lei è un’esperienza mistica, o almeno è la cosa più vicina al misticismo che un uomo come me possa provare).
La figlia di mia moglie (non parlo della figlia di mia moglie e del poco di buono, seguimi. Parlo della figlia di mia moglie che stava col poco di buono) non è una mia vera figlia, anzi non è quasi nemmeno una mia finta figlia. La figlia di mia moglie è figlia di mia moglie e del mio finto e talentuoso (nella moda, non nell’industria) padre. Non ho con lei alcun legame di sangue, e infatti alcuni anni fa, per circa sei o sette settimane, mi innamorai di lei. Era però un innamoramento platonico, e il bacio che ci demmo in quel periodo in una grotta sotterranea serviva solamente a rianimarla: sai, faceva così freddo che mi si erano indolenziti anche i capelli, che tra l’altro sono tanti, bellissimi e lucenti. Si tratta ad ogni modo di cose superate, ora la figlia di mia moglie sta con mio fratello (questa volta parlo di fratello vero, non finto, l’altro figlio del talentuoso capitano d’industria scomparso non so bene dove), che dopo aver cercato un paio di volte di rubarmi la moglie ha finalmente capito che tra me e mia moglie non finirà mai a meno che non lo decida io o al limite lei, ma non lui.
Mia moglie ha avuto anche un altro figlio dal mio finto padre: è alto, ha un corpo molto ben formato (mi secca ammetterlo ma è così) e non gli sono mai andato a genio. Eppure molto tempo fa, quando era solo un ragazzino, finii in galera per colpa sua: per evitargli un trauma che comunque si sarebbe meritato, mi presi la colpa della pistolettata che lui aveva tirato al marito di sua mamma. In quel periodo per fortuna non ero io il marito di sua mamma, era uno sciocco con un nasone che ti raccomando. Prima di morire per un cancro ai testicoli che l’aveva colpito per lo scarso utilizzo sessuale, o forse per le mie maledizioni, questo nasone trovò il tempo di farsi scaricare da mia moglie e di risposarsi con l’ex moglie del mio finto fratello, che come ti ho già detto ha sempre avuto poco talento, sia nel disegnare abiti che nello scegliere donne. Per amore di verità, devo però dirti che i suoi deltoidi (del mio finto fratello, non della sua ex moglie) sono da sballo. Appena meno definiti dei miei.
Attualmente vivo con mia moglie, con nostro figlio e con la figlia del poco di buono. Mia moglie è la donna della mia vita, mi conosce meglio di quanto mi conosco io e la amo ogni giorno di più, ma, sai come si dice?, non si può mai sapere.
In effetti c’è un’altra donna che è stata anche lei l’amore della mia vita, oltre ad essere stata anche lei mia moglie, ma solo per due volte (la mia moglie attuale invece l’ho sposata cinque volte, quindi è mia moglie circa il doppio, e dico circa il doppio e non più del doppio perché lei, la moglie che ho sposato solo due volte, stavo per sposarla una terza volta ma poi mentre eravamo all’altare arrivò l’altra mia moglie, a cavallo di una puledra, tutta impolverata e piena di sudore sensuale – l’altra moglie, quella bionda, non la puledra -, e ne seguì un pandemonio che ti risparmio; per cui è un po’ come se l’avessi sposata due e volte e mezza che è precisamente la metà di cinque). È mora (la mia ex moglie, non la puledra), è elegante, ma quello che mi piace di più in lei è senz’altro il cervello: pensa che è addirittura laureata! Nella sua vita sono successe tante cose, è stata anche per diversi anni in Libano, o forse era in Yemen, o magari in Indonesia (non sono molto pratico, ho degli assistenti che si occupano per me della distribuzione geografica dei miei capi, e comunque l’Arabia islamica non è un continente che tira in fatto di haute couture, lo sai meglio di me), ma la cosa di sicuro più sensazionale della sua vita, oltre all’avermi rubato il cuore, è stata l’essere sopravvissuta alla morte certa in almeno due occasioni, di cui una certa e l’altra certissima. Te l’ho detto, è molto in gamba, ma non è una di quelle intellettualoidi noiose e un po’ pelose, no. Lei è davvero sexy, e una delle due volte che era praticamente morta (se ben ricordo la volta che la morte era certissima), per diversi anni non ci vedemmo naturalmente più, ma quando poi tornò tra i vivi pur non essendo mai del tutto morta e ci incontrammo al cimitero (indossava una tunica di chiffon così bella che sembrava disegnata da me) aveva un paio di taglie di reggiseno in più, e labbra extragiganti: che donna, che abito e che cervello!
A quest’altra donna non mi legano sono tanti ricordi, due matrimoni e mezzo e un funerale (il suo) celebrato per nulla: abbiamo anche avuto tre figli di cui due ancora vivi.
Il più grande è molto serio e coscienzioso. Ma non solo. Anche se non lo dice, perché è molto riservato, in terza liceo ha vinto il premio per la migliore tartaruga addominale della sua classe (tiene il trofeo a forma di carapace in camera sua, su una mensola; tra la Bibbia e il diario segreto). Nonostante la sua serietà anche lui, come tutti gli adolescenti, ha i suoi chiari di luna: per esempio una volta poco tempo fa ha dato fuoco alla macchina del figlio di mia moglie, quello a cui non vado a genio. Detto tra noi, il figlio di mia moglie se l’era cercata. E fossi stato io, gli avrei dato fuoco anche alle mutande che portava addosso, che se non sbaglio erano di tessuto sintetico a cucitura incrociata, di quel genere che calza benissimo a chi come lui, come dire, è ben fornito.
Oltre al primogenito da quella donna ho avuto due figlie gemelle. Una di queste morì qualche anno addietro in un incidente causato dal figlio di mia moglie (e da chi sennò?) durante un litigio. Quei due  avevano avuto una relazione, e mia figlia ce l’aveva con lui perché quel ragazzo dopo la fine della loro storia non aveva trovato nessun’altra donna da corteggiare se non sua mamma: voglio dire, non la mamma di quel ragazzo, che è la donna della mia vita, quella che mi conosce più di me, la donna che ho sposato cinque volte; intendo la mamma delle mie due figlie e di mio figlio, l’altra donna della mia vita, quella che mi capisce anche quando capirmi è una faccenda complicata, quella che ho sposato la metà quasi esatta delle volte.
L’altra figlia non ha avuto molta più fortuna di quella morta. Certo, è ancora viva, ma a che prezzo? Al prezzo di farsi anche lei abbindolare dagli occhi magnetici e i dorsali spettacolari di quel moccioso che continua a guardarmi di traverso, quando sarei io ad avere mille motivi per farlo picchiare dalle guardie private della mia azienda (a proposito, mi ha anche rubato la presidenza della casa di moda, e ha fatto finta di essersi rotto tutte le ossa quando l’ho buttato giù da un tetto; io per un attimo avevo addirittura provato un goccino di senso di colpa … ah, se ci ripenso!).
Ma, cara Sandy, non ti scrivo per parlarti della mia famiglia, anche perché ci sarebbe tanto altro da aggiungere (per esempio, solo ora mi accorgo di non averti detto nulla sulla mia splendida, imponente e influente madre; beh, sarà per la prossima volta).
No, io ti scrivo per farti una confessione. E’ circa un mesetto che mi sento un po’ “particolare”. Sai, è molto difficile per me aprirmi su questa cosa, ma non posso più rimandare … allora: una mattina, verso le undici, mi stavo facendo la doccia, e mentre mi massaggiavo i pettorali facendomi i complimenti a bassa voce per la tenuta muscolare veramente eccezionale, e mi sfioravo i capezzoli con le dita insaponate, per una volta non mi sono messo a fantasticare sulle due donne della mia vita che mi fanno insieme un lavoretto che non sta bene specificare a te che sei una gentildonna. Quella volta invece mi è venuto in mente il tenente B., un omone nero che avevo conosciuto ai tempi in cui mi ero accusato della pistolettata al canappione impotente per proteggere quel bastardo del figlio di mia moglie, e che poi avevo rivisto (il tenente, non il canappione) quando per sbaglio sparai (e per sbaglio poi gettai il cadavere nella baia) al giardiniere pazzo che faceva la corte a mia figlia, quella che poi morì, non farmi dire per colpa di chi. La faccia espressiva e il corpo d’ebano del tenente mi si sono insinuati nella testa piena di shampoo e, mi vergogno un po’ a dirlo ma è così, a quel punto la mia mano è scesa e tutto è stato molto dolce e naturale, ma al tempo stesso selvaggio e torbido. Insomma, un’esperienza fantastica e profumata. E naturalmente molto “particolare”.
Quello è stato solo l’inizio, da allora mi sono fatto tante altre docce, anche tre al giorno, ed è sempre stato come se fossi in compagnia del tenente. La mia immaginazione nel frattempo è diventata anche molto più raffinata, e alle volte, se non arriva l’amore della mia vita a reclamare il bagno libero, riesco a vedere con gli occhi mentali tutta una scena in cui quel tutore dell’ordine mi sbatte in cella e poi da sotto il pancaccio estrae un manganello nero quasi come lui. A volte anche il figlio del tenente (che fa lo stesso lavoro del papà) si trova ad avere un ruolo in queste fantasie, ma di solito puramente contemplativo. E’ tutto molto delizioso, dico davvero; anche se in maniera molto “particolare”.
Il problema è che ormai vivo solo per questi miei momenti solitari. Il sesso con la donna della mia vita è diventato un po’ meno mistico. L’altra donna della mia vita non è più la tentazione ricorrente e a tratti irresistibile che era un tempo. Non riesco neppure più a detestare il figlio di mia moglie. Credimi, sono troppo preso dalla voglia di chiudermi nella doccia per provare altri sentimenti, non so se mi spiego.
Sandy, dolce e saggia Sandy, dimmelo tu: cosa devo fare? Cerco di parlarne col tenente B. o è meglio se vivo la mia condizione “particolare” nella toilette, e da solo? Devi sapere che nella mia vita sono successe tante cose (a proposito, la prossima volta che ti scrivo, oltre a raccontarti della mia mamma, ti racconto anche della fornace accesa in cui caddi senza ovviamente né morire né soffrire né scottarmi granché: che avventura, Sandy!), ma questa cosa, non sto scherzando, è una cosa ancora più grande, e ancora più dura, di tutte le altre che mi sono accadute. Io non conosco nessuno che ha interessi “particolari”, anche se di gente in vita mia ne ho conosciuta davvero tanta: una volta, per dire, ho conosciuto perfino uno psichiatra che faceva snorkeling in una piscina sopra il suo ufficio insieme a un nano che cercava di ipnotizzare di nascosto mia moglie per convincerla a disprezzarmi (parlo della moglie che mi capisce benissimo, quella che è quasi doppiamente morta e ho sposato due virgola cinque volte, non della mia finora ultima, definitiva e quintupla moglie). Ma di “particolari” nemmeno uno.
Ti prego, Sandy, aiutami a capire. Sono “particolare” o non sono “particolare”? Sarà un periodo? Sarà lo stress? Sarà lo shampoo? Sarà il nano? Che dici, vado a fare un giro al comando di polizia e cerco di scoprire che cosa mi succede (voglio dire, cosa mi succede “dentro”)? Io quasi quasi vado. Ma se mi dici che è meglio di no e che secondo te non sono “particolare” ma solo molto fantasioso non vado. Vado? O no?
Aspetto il tuo parere e intanto di mando un bacino e una mia bella foto autografata.

Elegantemente tuo

Ridge F. Senior

p.s. La pettorina che indosso nella foto l’ho disegnata io un giorno che ero molto ispirato.

ZUMBA [casamichiela@gmail.com]

 

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Commenti [1 commento]

what a BEAUTIFUL tale!

cherigrent | 28.12.2012  14:26 

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