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Tapirelax
01.03.2012
PEZZETTI - PARTE QUARTA (E ULTIMA)
Autore: Zumba

Altro uomo – Le stavo dicendo: i signori non sono dei bruti. Se lo fossero, l’avrebbero fatta sbranare a sua volta. Cosa che non vogliono, va bene?
Uomo – Fin qui, certo.
Altro uomo – (con voce burocratica) Allo stesso tempo però non reputano giusto che lei, che finora ha goduto di tutta una serie di vantaggi, vedi l’astensione dal lavoro e l’esilio dorato nella propria abitazione … Uomo – Sì?
Altro uomo – Che lei muoia così.
Uomo – Così come?
Altro uomo – Così dolcemente.
Uomo – Ma poco fa diceva che i signori non vogliono farmi soffrire …
Altro uomo – Mi lasci finire, forse mi sono spiegato male. I signori ritengono che lei debba decidere in autonomia se soffrire o meno.
Uomo – Cosa significa?
Altro uomo – Significa che come ha appena deciso in autonomia che è giusto morire e non sopravvivere, lei ora debba decidere se è giusto morire senza soffrire o soffrendo. E per quanto.
Uomo – Per quanto cosa?
Altro uomo – Per quanto tempo dovrà soffrire. Se deciderà di soffrire.
Uomo – Parla sul serio?
Altro uomo – Ovviamente.
Uomo – Non mi sta prendendo in giro?
Altro uomo – No.

L’altro uomo estrae dalla tasca della giacca un’altra pillola e la mette vicino alla prima pillola, sul tavolino.

Uomo – Questa cos’è?
Altro uomo – Questo (indica la pillola che era già sul tavolo) è cianuro di potassio. Con questa pillola avrà trenta secondi al massimo. Trenta secondi di intorpidimento, poi vertigine, poi dispnea, poi convulsioni, poi basta. Fine. Trenta secondi.
Uomo – Sì, so come funziona il cianuro.
Altro uomo – Come lo sa?
Uomo – Perché in passato … aaahhh! (fa una smorfia)
Altro uomo – In passato … ?
Uomo – Lasci stare.
Altro uomo – In passato aveva pensato di usarlo?
Uomo – S … sì.
Altro uomo – Per sé?
Uomo – Certo, per me.
Altro uomo – Perché non voleva dirlo?
Uomo – Perché se gliel’avessi detto lei avrebbe pensato che era un modo per apparire sofferente. Per … alleggerirmi. O per fare pietà.
Altro uomo – Si sbaglia. Avrei solo pensato che il minimo che può aver fatto un uomo nella sua posizione è aver pensato al suicidio tre o quattro volte in questi sedici anni. Di cui una o due con discreta convinzione. E l’altra o le altre due, tanto per pensare a qualcosa. Lei era convinto?
Uomo – No. Sennò sarei già morto.
Altro uomo – E allora mi spieghi, perché non si è suicidato? Se è così sofferente come dice, anche se fa finta di non dirlo, perché lei è vivo?
Uomo – Non lo so.
Altro uomo – Avanti, lei deve saperlo. O almeno deve avere delle … ipotesi (sorride).
Uomo – Forse perché sono un vigliacco.
Altro uomo – Per questo? Perché è un vigliacco?
Uomo – Sì.
Altro uomo - Oppure perché non voleva togliere ai signori il diritto di decidere quando doveva finire la sua vita.
Uomo - Sì, può essere.
Altro uomo – O forse, perché lei si odiava così tanto che voleva continuare a vivere per odiarsi e sentire il suo odio.
Uomo – Sì, sì.

(Pausa.)

Uomo – L’altra pillola cos’è?
Altro uomo - Cantarella.
Uomo - Cantarella.
Altro uomo – Conosce?
Uomo – No. Mi sembra di no. (Occhio vacuo.) Cantarella … un nome così dolce, come una caramella … cosa fa la cantarella?
Altro uomo – Sicuro di volerlo sapere?
Uomo – A questo punto …
Altro uomo – (con voce scientifica) La cantarella è un veleno molto diverso dal cianuro. Si ottiene versando dell’arsenico sulle budella dei maiali. Poi si lascia essiccare, e putrefare. Poi si riduce in polvere. Sembra zucchero.
Uomo – Che effetto ha?
Altro uomo – La cantarella ha un effetto più lungo. Uccide in ventiquattr’ore.
Uomo – E come?
Altro uomo – Brucia l’intestino.
Uomo – Dolori?
Altro uomo – Tremendi.
Uomo - Ventiquattr’ore di dolori tremendi?
Altro uomo – Più o meno. Se è fortunato posso essere solo diciotto. Se è sfortunato trenta-trentasei al massimo.
Uomo – Ho capito.
Altro uomo – Mi lasci dire solamente che, dati i gravi problemi addominali della signora, un suo autodistruggersi l’intestino sarebbe molto ben visto.
Uomo – Sì.

L’uomo avrà l’aria un po’ assente da qui in poi.

Altro uomo – Una forma di ulteriore risarcimento che potrebbe forse farle guadagnare il rispetto di entrambi i signori.
Uomo – Sì. Capisco.
Altro uomo – In fin dei conti, se considera tutto …
Uomo – Tutto?
Altro uomo – Se considera la morte del bambino. Voglio dire, se considera veramente la morte.
Uomo – Sì, certo.
Altro uomo – Ricorderà senz’altro il signore che raccoglie da terra l’orecchio. Quello che rimane dell’orecchio. E che cerca di … riappoggiarlo sulla faccia. E prova e riprova finché smette e resta con l’orecchio tra le mani. Ricorderà la signora che tenta di mettersi in borsa alcuni pezzi che sembrano essere pezzi del polpaccio. Ma non riesce ad aprire la borsa.
Uomo – Era una borsa con la fibbia un po’ difettosa.

L’uomo prende in mano le due pillole.

Altro uomo – Ricorderà quel suono. I signori mi hanno parlato del suono.
Uomo – Il suono, sì.

L’uomo chiude gli occhi e le mani e rigira le due pillole tra i palmi.

Altro uomo – Il bambino steso a terra. Con le gambe aperte maciullate. La pelle del tronco scorticata. E quel suono che esce dalla sua bocca che non è più una bocca. Un squittio quasi quieto. E insopportabile perché quasi quieto. Mentre il naso …

L’uomo nel frattempo ha aperto le mani, ha preso una pillola a caso, l’ha ingoiata, ha bevuto un sorso di latte e ha appoggiato l’altra pillola vicino al bicchiere. Tutto con grande calma. L’altro uomo che si era distratto raccontando torna in sé.

Altro uomo – Quale pillola ha preso?
Uomo – Non lo so. Le ho mischiate.
Altro uomo – Ah. Quanto tempo è passato da quando l’ha ingoiata? Sei secondi?
Uomo – Anche otto.
Altro uomo – Quindi …
Uomo – Quindi.
Altro uomo – Lei non è morto.
Uomo – No. Ho ancora ventiquattro ore. Di vita. Tremenda.

(Pausa.)

Altro uomo – Perché le ha mischiate?
Uomo – Non … non lo so. Una distrazione, credo.
Altro uomo – Crede? O forse voleva fare una sorta di roulette russa.
Uomo – Non proprio. Semmai una roulette russa col caricatore pieno. E tre dei sei proiettili dum-dum.
Altro uomo – Dice?
Uomo – Grossomodo.

L’uomo appare meno assente rispetto a prima.

Uomo - Allora adesso comincerò a morire? A soffrire e poi morire? Tra poco comincerà a squagliarsi l’intestino? Quanto mi resta di … di pace?

L’altro uomo sorride.

Uomo – Lei sorride.
Altro uomo – Sì.
Uomo – Perché?
Altro uomo – Perché secondo lei?
Uomo – Non saprei. Forse perché lei è un sadico.
Altro uomo – No. Non è questo. Pensavo ad Abramo. Ricorda la storia di Abramo?
Uomo – Di cosa sta parlando?
Altro uomo – Abramo. Padre di Isacco. La ricorda?
Uomo – Che c’entra Abramo?
Altro uomo – Abramo porta Isacco sul monte per sacrificarlo. Giusto?
Uomo – Sì.
Altro uomo – E lo sacrifica?
Uomo – Se lo sacrifica?
Altro uomo – Sì. Abramo sacrifica suo figlio?
Uomo – No.
Altro uomo – E perché non lo sacrifica?
Uomo – Perché Dio lo ferma.
Altro uomo – Giusto. E perché lo ferma?
Uomo – Perché …
Altro uomo – Sì?
Uomo – Perché non vuole che muoia un innocente?
Altro uomo – Più o meno. Ma non è questo il punto.
Uomo – Qual è il punto?
Altro uomo – Il punto è che Dio vuole sapere se Abramo è pronto a farlo. A uccidere suo figlio. Solo questo.
Uomo – Sì.
Altro uomo – E una volta che sa che è pronto, non serve altro.

(Pausa.)

Uomo – Se ho ben capito, lei è Dio. E io sono sia Abramo che Isacco.

L’altro uomo sorride.

Altro uomo – Le due pillole sono dolcificanti. Aspartame e saccarina. Quella che ha appena mangiato, se non sbaglio, è saccarina.

(Pausa.)

Uomo – E’ vero?
Altro uomo – E’ vero.
Uomo – Non sto morendo?
Altro uomo – No. La cantarella uccide in ventiquattr’ore, sì, ma i primi sintomi sono evidenti da subito. Sudori freddi, crampi. Lei sta benissimo.
Uomo – Sì. Sto bene. Era … era tutto uno scherzo?
Altro uomo – Non era uno scherzo, era una prova. I signori avevano bisogno di sapere se era pronto a togliersi la vita per pareggiare i conti. E avevano bisogno di sapere se era pronto a farlo soffrendo come un cane (l’uomo sussulta), pardon … soffrendo molto. Per pareggiare i conti con esattezza. Ora lo sapranno.
Uomo – E ora che lo sapranno? Cosa cambia?
Altro uomo – Cambia che ora potranno rispettarla. Lei da questo momento è libero. Questo significa che se decide di suicidarsi, può farlo. Ma solo per sua stessa decisione. Faccia ciò che vuole.

L’uomo si appoggia allo schienale del divano con aria riflessiva.

Altro uomo – Un’altra cosa. Domani i signori telefoneranno al maneggio. Per farla tornare a lavorare. Se se la sente.
Uomo – Io … io non lo so. Adesso, io proprio non lo so.
Altro uomo – Non decida subito. Si prenda questa giornata. Faccia passare la notte. Ripensi alla nostra discussione.
Uomo – Sì. Forse è meglio aspettare un attimo.

L’altro uomo si alza.

Altro uomo – Io, a questo punto, vado. La saluto.
Uomo – Sì. L’accompagno. (Si alza.)

I due uomini si fermano accanto alla quinta di destra.

Uomo – Quindi … finisce tutto … adesso.
Altro uomo – Sì. Tutto.
Uomo – Cosa posso dirle? Mi saluti i signori. E li ringrazi.
Altro uomo – Senz’altro.
Uomo – E gli dica che … gli dica che li rispetto anch’io.
Altro uomo – Bene. Bene. Ah. Dimenticavo. Se non le spiace riprendo il mio aspartame.
Uomo – Prego.
L’altro uomo torna al tavolino, prende la pillola e senza farsi vedere dall’uomo versa una polvere nel bicchiere di latte e mescola col dito. Poi torna vicino all’uomo.

Altro uomo – Addio.
Uomo – Addio.

Si stringono la mano. L’altro uomo esce dalla quinta di destra. L’uomo gira per la scena grattandosi la faccia. Poi torna a sedersi e fissa il suo bicchiere di latte.

ZUMBA [casamichiela@gmail.com]

 

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Commenti [3 commenti]

Potrebbe non essere esagerato sostenere che "Pezzetti" sia il momento espressivo più alto della già Himalayana rubrica Tapirelax nei sei e passa anni della sua esistenza.

UfJ | 05.03.2012  16:33 

Ne so quanto te.

Zumba | 03.03.2012  15:33 

diabolico. Geniale. Allucinante.
Sconvolgente, anche il finale, perché l'uomo avrà ancora bisogno di bere latte rancido?

robirobi | 03.03.2012  10:42 

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