Tapirelax
12.10.2012
MUSIC CORNER - 45
Zumba refused by Wacky racers
Autore: Zumba

Refused - 07/10/2012, Estragon, Bologna

Zumba, seduto sul suo trono di zinco, stava scrivendo un racconto autoreferenziale in terza persona sfruttando il ricordo di quella volta che l’aver solo pensato alla possibilità di assumere il terribile DMZ di cui parla DFW gli aveva scatenato un disturbo dissociativo severo/molto severo della durata di una notte lisergicamente orrenda almeno quanto l’assunzione non solo immaginata del terribile DMZ di cui parla DFW, quando aveva sentito WR1 ruttare con la bocca obliqua mentre parlava con WR2, entrambi poco distanti dal trono.
WR2, istupidito dall’ascolto ossessivo di band black metal finlandesi ad un volume quantificabile con l’utilizzo di almeno tre cifre di decibel – ossessione spiegabile unicamente alla luce del fatto che, come è noto non solo ai WR, WR2 si odia almeno quanto odia sentirsi dire che si odia – aveva equivocato, interpretando il rutto come una sorta di neologismo dotto di stampo germanico.
“Ur-WR? Tu? Col cazzo.  Il WR primigenio sono io.”
“Tu? La fava. Tu senza di me vali quanto il due di coppe quando mi sono già rotto i coglioni di giocare a carte.”
“Ecco qual è il tuo problema”
“Quale?”
“Cosa?
”Quale problema?”
“Di che cazzo di problema parli?”
A quel punto Zumba, scese dal trono: la sua soglia di tolleranza al conflitto si era abbassata moltissimo da quando aveva smesso di frequentare il suo terapeuta comportamentista per nessun buon motivo.
“Ragazzi, per cortesia. Provate ad andare d’accordo. Pensate alle cose che vi uniscono, non a quelle che vi separano.”
Frattanto WR1 e WR2, in silenzio, lo guardavano come si guarda il pezzo di carta igienica sporco un attimo prima di lasciarlo cadere nel cesso.
“Tutti e due amate indossare biancheria femminile a buon mercato nelle occasioni importanti, tutti e due avete la discutibile abitudine di pulirvi le unghie col coltello quando vi trovate al ristorante…”
WR1, intimorito dalla prospettiva che Zumba gli ricordasse che un’altra delle cose che l’accomunavano a WR2 era l’aver comprato un paio di pantaloni ampi alla MC Hammer il giorno dopo aver visto il video di U can’t touch this, lo interruppe.
”Senti, Zumba, stasera io e WR2 andiamo a vedere il concerto dei Refused. Vieni?”
WR2 non diede il tempo a Zumba di rispondere, impermalito per il fatto che avrebbe desiderato passare la serata solamente con WR1 e magari risolvere una volta per tutte la questione della leadership all’interno della loro relazione controversa.
“Ti sta invitando solo perché sa che dirai di no.”
“Non è vero, lo sto invitando perché se viene scriverà sul concerto un altro di quei racconti tipo quello che descriveva Vanilla Ice come trait d’union tra Ice T e i Milli Vanilli. Cazzo, era così bello che sembrava scritto da me.”
“Tu scrivi di merda.”
“Che cazzo vuoi capire tu di scrittura?”
“Che cazzo capisco di scrittura? Io? Cosa sentono le mie orecchie?”
“Le tue orecchie sentono le merdate dei Tulikkituytitto, e poco altro.”
“Lascia stare i Tulikkituytitto, il loro ultimo album è uno dei seicento migliori album delle ultime tre settimane, perlomeno tra quelli che ho ascoltato io. Sono dei fottuti pionieri nell’uso dell’arpa wah wah. Se non ci arrivi da solo allora fai meglio a smettere di venire ai concerti con me perché vuol dire che non hai imparato un cazzo. Zumba, dico bene?”
Zumba stava per dire qualcosa ma fu interrotto prima di cominciare.
“Guarda che al limite sei tu che smetti di venire ai concerti con me”.
“Di’, Zumba, ma tu i Refused li conosci, sì?”
“No.”
“Per niente?”
“Meno ancora.”
“Sai solo che esistono?”
“Esistono chi?”
“Maledetto Zumba. Così ti vogliamo. Ignorante come una cazzo di capra lobotomizzata. Siamo da te alle 10. Fatti trovare di sotto.” Dissero i due WR sorridendo a Zumba, dopodiché si sorrisero l’un latro e infine si allontanarono mano nella mano.

Quel pomeriggio Zumba si sentiva molto allegro mentre stirava le pinces dei suoi pantaloni da concerto preferiti.
Aveva anche preparato una bella frase da dire entrando nella vettura di WR2.
Allora, ragazzi, non mi avete rifiutato per il concerto dei Refused?
Continuava a ripetersi questa frase al ritmo di una volta ogni sette minuti guardandosi allo specchio, trovandola sempre più accattivante. Aveva deciso di abbinare alla facezia un movimento particolare, qualcosa come una mossa di kung fu accompagnata da un urlo in falsetto. Se conosceva i WR come credeva, il kung fu unito al falsetto gli avrebbe garantito un abbraccio ammirato dei due amici.

Alle 19,01, riposta dietro l’armadio l’asse da stiro, inviò per scrupolo un sms a WR2.
“Allora tutto pronto?”
“Cosa?” scrisse WR2 alle 19,34.
“Il concerto” scrisse Zumba alle 19,34.
“Parli del concerto dei Refused?” scrisse WR2 alle 20,19.
“Sì” scrisse Zumba alle 20,20.
“Quindi vieni anche tu?” scrisse WR2 alle 20,55.
“Pensavo di sì” scrisse Zumba alle 20,55.
“Non è più bello se scrivi un racconto senza aver assistito al concerto? In fondo il concerto di Vanilla Ice mica l’hai visto.” scrisse WR2 alle 22,08.
“Invece sì, l’ho visto. Capelli da sballo e spalline all’altezza, il favoloso Vanilla. Ma se è un problema stasera non vengo. Dopotutto le pinces le avevo anche stirate di merda.” Avrebbe voluto scrivere Zumba.
“Ok, alla prossima.” scrisse invece, alle 22,11, dimostrando per una volta di saper aspettare fino a tre minuti prima di rispondere ad un sms contenente una domanda, seppure vagamente provocatoria.

Alle 00,37 arrivò un nuovo messaggio al cellulare di Zumba, questa volta da parte di WR1.
“Figata di concerto. Ci aspettiamo un racconto dei tuoi al massimo per dopodomani. Ti diremmo qualcosa in più sullo show, ma non vogliamo influenzarti. Mi raccomando la track list. Sei sempre il migliore. Dopo di me. E dopo WR2. Comunque sei meglio di WR3, a parte quando si ubriaca. Stima e rispetto – non del tutto immeritati”

Zumba, che pure si era imposto di non controllare il cellulare fino alla mattina successiva, si alzò dal letto alle 00.59, lesse il messaggio, pianse un pochino e si chiese se almeno la mossa di Kung fosse riciclabile per altre occasioni simili, senza riuscire a definire meglio il concetto di occasione simile.

Tracklist
1.Exclusion
2.My first teacher’s faults
3.Are you sure that I don’t bother you?
4.Forgive me for existing
5.Bullet and bullism
6.I take to me and I don’t know how to answer
7.Someone was waiting for me but now he’s gone
8.I’ll never denounce you, I swear
9.Next time, or maybe never
10.Used to 36 no by day
11.Nomen omen

(l'immagine qui sopra raffigura la prima formazione dei Refused)

ZUMBA [casamichiela@gmail.com]

 

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