Tapirelax
18.12.2012
ECHI DI CELLULOIDE - 20
''Human Target'', un bel gioco durato poco
Autore: Matteo Fontana

Non era niente di straordinario, Human Target, intendiamoci. Una onesta serie action, forse un pizzico più autoironica della norma, con scene d’azione e di combattimento solitamente ben congegnate (per quanto abbastanza assurde a livello di realismo!) e personaggi non troppo monolitici. Insomma, pregi e difetti di una buona serie action, che diverte senza impegnare troppo, e si basa su un plot gradevolmente “retrò”, un po’ da feuilleton e un po’ da fumetto. Del resto, la serie è tratta dall’omonimo fumetto della Vertigo creato da Len Wein e Carmine Infantino.
Ebbene, Human Target è stato ufficialmente cancellato dopo sole due stagioni. Peccato, perché il personaggio di Christopher Chance (rudemente ma efficacemente interpretato da Mark Valley) era divertente, e più ancora erano riusciti i comprimari: l’ingombrante Winston (Chi McBride), la bella ladra Ames (Janet Montgomery), la aristocratica mecenate Ilsa Pucci (Indira Varma) e soprattutto il misantropo e scostante Guerrero (un bravissimo Jackie Earle Haley). Certo, la trama non nascondeva insidie né particolari colpi di scena (come invece avviene in una serie geniale come Dexter, per intenderci); ma il serial non puntava troppo in alto, sapeva stare al suo posto, missione: divertire senza troppo impegno. Per questo era lecito aspettarsi che durasse un po’ più di due misere stagioni, per un totale di appena 25 episodi. Ricorderemo Human Target come un tentativo, purtroppo bocciato dal pubblico, di mescolare action puro e commedia, con quel sapore fumettistico che forse, dopotutto, è stato l’ingrediente di troppo. Perché il fumetto bisogna saperlo trattare, altrimenti prende la mano! Si pensi a quanti fallimenti puri si contano nel cinerma contemporaneo, quando si misura col fumetto. Altre volte, ovviamente, la riuscita è migliore, e chi scrive continua a pensare che John Carpenter sia il regista americano che meglio si trova nel misurarsi col fumetto (quel mirabile film che è 1997 – Fuga da New York sta lì a dimostrarlo). Human Target, come si è detto, non volava così alto, e forse non sarebbe mai arrivato a vette supreme; ma chiudendolo dopo due sole stagioni gli si è, per così dire, impedito di decollare. 

MATTEO FONTANA [lanternadiborn@libero.it]

 

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