Tapirelax
27.12.2012
WACKY RACE - DECIMA TAPPA
Cinefili mannari a Reggio Emilia
Autore: Wacky racers

F for fake - 07/12/2012, cinema Rosebud, Reggio Emilia

----------------------
Titolo: Wacky Racers cinefili mannari a Reggio Emilia, I **** (The Wacky Racers werewolf movie fans in Reggio Emilia, Italia 2012, col, 366')
Regia: Wacky Racer 1
Sceneggiatura: Wacky Racer 1
Interpreti: Wacky Racer 1, Wacky Racer 2, Wacky Racer 3, Wacky Racer 4, Wacky Racer 5, Wacky Racer 6, Wacky Racer 7, Wacky Racer 12.

Un manipolo di tizi strambi, in viaggio nella brughiera reggiana, si divide durante la notte: un gruppo scompare, i rimanenti vagano alla deriva. Giunti a Reggio Emilia finiscono in un cinema di periferia mentre lo spettro degli scomparsi appare in una serie di locandine...
Wacky Racer 1 (autore anche della sceneggiatura) alterna i toni grandguignoleschi a quelli cinefili, senza girare però - attenzione! - l'ennesima pellicola di tributo demenziale. Si tratta infatti di uno dei suoi film più riusciti e imprevedibili, pieno di citazioni e di trovate grottesche al limite del politically correct (i Wacky Racers che dialogano con una claudicante sul senso del cinema).
Geniale l'uso straniante della colonna sonora, composta da canzoni su vinili utilizzati come piatti da portata.
I sorprendenti effetti speciali sempre di Wacky Racer 1 (pluripremiati dalla critica) proiettano lo spettatore direttamente all'interno dei dipinti raffiguranti manifesti di film mai girati.
----------------------

Che gran cinema il Rosebud.
Ci sono andato anche tre sere alla settimana, con doppia proiezione 20.30- 22.30, per almeno 4 o 5 anni. Ero praticamente sempre lì, rigorosamente da solo perché mal sopporto la compagnia quando voglio vedere un film. Non mi interessa sapere cosa ne pensano gli altri, dov'è il bagno, le poltrone sono scomode, ma quello non poteva mettersi un po' più in là? Non le tollero proprio ‘ste cose.
Indipendenti sloveni, autori di culto giapponesi, esploratori della cinematografia danese: mi sono visto tutte le monografie immaginabili. E, di tanto in tanto, qualcosa di normale.
Come quando morì Stanley Kubrick e fecero Il dottor Stranamore e a seguire, con inizio credo attorno alle alle 23, 2001 odissea nello spazio. A 15 minuti dal termine prende fuoco la pellicola.
Che gran cinema il Rosebud.
E’ la prima volta che ci torno da quando l’hanno rinnovato. E stavolta nemmeno per vedere un film.
Dopo aver schivato ogni singolo fiocco di neve facendo lo slalom gigante con le mie ruote termiche da urlo appena montate con tempismo svizzero, arrivo a destinazione. Nel parcheggio la graziosa accoglienza si concretizza in due tizi che mi pisciano a un paio di metri dalla macchina, cantando L’odore del sesso di Ligabue. Dentro va un po' meglio, nessuno che che canti L'odore del sesso, ma soprattutto nessuno pisci in giro.
Baci e abbracci si protraggono per diversi minuti e con genti diverse (venute dall'est direbbe De André), ma niente lingua purtroppo (chissà se De De André direbbe anche questo).
La serata fila liscia, le opere dell’autore sono ovviamente superbe, French è French, le sinossi fanno ridere un casino, Franzi mi domanda come si fa a fare una madida fotografia e io rispondo pronto che basta essere un po' idioti e il gioco è fatto. Si congeda assicurandomi che ci penserà tutta notte e al mattino produrrà la miglior foto madida di sempre e me la invierà.
Quando calma e cordialità parevano regnare tutt'attorno però accade l'imprevedibile.
Si scatena la rissa.
Quasi ci scappa il morto.
Dopo aver ispezionato alcuni 45 giri satanicamente sacrificati ad uso di piattini da pasto, il Calorosi dichiara che Miguel Bosé ha scritto Noi Ragazzi di oggi, il brano che avrebbe poi proposto a Sanremo.
Lo scrivente inizi a sudare rabbia. Risponde che quel pezzo era stato magistralmente portato sul palco dell'Ariston da un quasi omonimo, ovvero Luis Miguel. Nel frattempo stringe i pugni e scrocchia le dita.
Calorosi afferra una bottiglia di spumante Fantesini, la spacca sul tavolo e brandisce il collo frastagliato di cocci davanti al collo del sottoscritto, mentre l'oracolo French fomenta odio emettendo sentenze come fossimo a Delfi o meglio ancora a San Giovanni Rotondo e lui fosse una sorta di Padre Pio però un po' più glam.
A quel punto il qui presente ribadisce le proprie idee, facendo scattare il serramanico che porta negli stivaletti, e invitando tutti i presenti a esprimere una loro opinione.
La morte è li, a pochi passi da noi.
Ed in quell'istante che il parmense ha un barlume di ragionevolezza e ritorna sui propri passi, leva dal collo del sottoscritto il collo della bottiglia, ammette che “Forse era proprio Luis Miguel l’autore di Noi ragazzi di oggi” e mi invita a bere un altro bicchiere di ottimo spumante Fantesini. Sollievo tra i presenti, delusione per i tre rumeni testé sopraggiunti i quali, tirapugni in mano, non vedevano l’ora di spaccare qualche osso.
Ecco come hanno commentato l’episodio.
Rumeno #1: “Andrea Gualandri è un artista a tutto tondo, ma con la testa un po’ quadrata, con la sua mano tremula dall'alcool e dalle sigarette conferisce un tocco squisitamente retrò alle sue croste”.
Quando gli ho fatto notare che Gualandri è astemio il rumeno #1 mi fatto un occhio nero con il suo tirapugni.
Rumeno #2: “Io credo che l'iniziale periodo "giallo" dell'artista sia riconducibile a gravi problemi di itterizia poi superati con un trapianto di organi provenienti da una favela brasiliana. Una volta recuperata la forma fisica l’autore è giustamente ritornato a forme di pittura più colorate. So che molti attori apprezzano il modo in cui assorbe le sfumature dei loro caratteri per poi riversare sulla tela come fossero un torrente di emozioni”.
Quando gli ho detto che Gualandri non ha mai avuto gravi problemi di itterizia il rumeno #2 mi ha spaccato il setto nasale con una testata.
Rumeno #3: “Il binomio donne/macchine/armi è ispirazione costante per il suo pennello che miscela assieme forme figure e colori per ottenere una fusione di emozioni che fanno letteralmente saltare fuori dalle scarpe”.
Quando gli ho detto che donne/macchine/armi semmai è un trinomio, non un binomio, il rumeno #2 mi ha aperto da rene a rene con il suo coltellino a serramanico.
Prima di perdere i sensi ho scritto con il mio sangue sul pavimento F for fake e sotto TANTA ROBA!

(lo scatto è di WR6)

WACKY RACERS [racconti@tapirulan.it]

 

Scrivi un commento | Torna all'inizio | Archivio articoli

Commenti [1 commento]

Ci sarò!

Matteo | Homepage | 19.03.2013  12:30 

Scrivi un commento | Torna all'inizio | Archivio articoli
 
In evidenza
tapirulan ciaoo
Tapirelax | Articoli recenti
22.07.2013
Echi di celluloide - 23: "Dexter"
[Autore: Matteo Fontana]
30.04.2013
Io come te sono
[Autore: Zumba]
08.04.2013
Echi di celluloide - 22: ''The closer'', gliallo slapstick
[Autore: Matteo Fontana]
02.04.2013
La seconda linea
[Autore: A.marti]
25.03.2013
Music corner - 51: La band pi? media del mondo
[Autore: UfJ]
11.03.2013
Cin cin
[Autore: Mr. Orpo]
01.03.2013
Music corner - 50: Famosa rock band italiana. Tre lettere
[Autore: UfJ]
25.02.2013
Echi di celluloide - 21: ''The mentalist'', il fascino dei prestigiatori
[Autore: Matteo Fontana]
05.02.2013
La citt? degli angeli
[Autore: A.marti]
Archivio articoli
 

Associazione Culturale Tapirulan
C.F. 90006350194
P.I. 01521680197

Sede legale
Via Platina 21
26034 Piadena (CR)



Sede operativa
Corso XX Settembre 22
26100 Cremona



Webmaster
French+Coma

Contatti
info@tapirulan.it

Tapirulan su Facebook
Tapirulan su Twitter
Blog.Tapirulan.it

Privacy Policy
Area Privata