Tapirelax
16.01.2013
MUSIC CORNER - 48
Metafora viva Vs. the Kordz - parte I
Autore: UfJ

La deposizione di Ufj

“Giuri di dire la verità e soltanto la verità. Dica lo giuro”.
“Lo giuro”.
“Le ricordo che le dita incrociate non hanno alcun valore giuridico. Neanche le mani sui maroni. Ora gentilmente la smetta di fare il buffone, appoggi la mano su questo libro e giuri di dire la verità”.
“Arcana editrice?”
“Dica lo giuro”.
“Ne hanno fatta di strada”.
“La smetta di temporeggiare”.
“Va bene, lo giuro”.
“La parola all’accusa”.

“Signor Ufj per favore spiegherebbe a questa onorevole corte come ha conosciuto i Metafora viva?”
“Tutti nel faentino conoscevano i Metafora viva. Non so se mi spiego”.
“Signor Ufj, come devo interpretare quella strizzata d’occhio?”
“Come un invito a cena, se lo desidera, oppure come un gesto ammiccante per sottolineare il fatto che i Metafora viva, tra il 1994 e il 1999 sono state la più importante band della scena indie rock faentina. Un eminente critico locale scrisse sul giornaletto delle superiori che i Metafora viva erano gli Stone temple pilots della Romagna. Scrisse anche che se Henry Rollins fosse stato di Bagnacavallo probabilmente Guido Casamichiela canterebbe nel Velvet revolver”.
“I Velvet revolver non sono che una riprovevole operazione commerciale di discutibile gusto per riportare in auge quei parassiti di ex-membri dei Guns n’ roses. Scott Weiland farebbe bene ad uscire dal progetto finché è in tempo”.
“Questa non è che la sua opinione. Mi permetta di obiettare due cose. Una, che Scott Weiland ha già lasciato i Velvet revolver nel 2008. Due, che non ha mai scritto liriche del calibro di Ali della deflagrazione”.
“Scott Weiland non ha mai scritto niente. Scriveva tutto Robert DeLeo. E poi c’entra Henry Rollins, scusi?”
“Si sbaglia, mia cara, si sbaglia. Ciò che sostiene è abbastanza vero per i primi Stone temple pilots, quelli della fase post-grunge, ma già a partire dal terzo album, quello della svolta glam, Scott Weiland ha contribuito attivamente alla stesura delle liriche. E qui veniamo al punto”.
“Quale punto?”
“Sa quando è uscito Tiny music, songs from the vatican gift shop?
“Nel 1996?”
“Esattamente, nel 1996. Che, guarda combinazione, è l’anno in cui i Metafora viva propongono per la prima volta dal vivo Ali della deflagrazione”.
“Questo non spiega come ha conosciuto i Metafora viva”.
“Perché ancora deve sentire il resto. Mi lasci continuare”.
“La prego”.
“Allora, il 1996 è l’anno in cui gli Stone temple pilots pubblicano Tiny music e i Metafora viva eseguono per la prima volta dal vivo Ali della deflagrazione. Mi segue? Sa con quale canzone chiusero il concerto quella sera i Metafora viva? Le do un aiuto. Si tratta di una cover”.
Big bang baby?”
“No! Chiusero con Interstate love song. Una canzone scritta due anni prima. Ora le è chiaro il nesso?”
“Certamente. Ma ancora non capisco come ha conosciuto i Metafora viva. E la smetta di fare l’occhiolino”.
“Ci siamo quasi. Stia a sentire: nel 1995, cioè soltanto un anno prima, i Ramones pubblicano l’ultimo album della loro carriera con il malinconico titolo di Adios amigos. Si ricorda di quella canzone, quella sulla ragazza che parla con le cose?”
She talks to rainbows?”
“Proprio quella. Quella canzone fu scritta da Joey Ramone appositamente per me”.
“Per lei?”
“Esattamente”.
“Non sapevo che Joey Ramone fosse…”
“Omosessuale? No, no, a Joey Ramone gli piaceva la figa, e non immagina quanto”.
“Non capisco”.
“Non capisce? Certo che no. Lei sa con quale canzone aprirono i concerti i Metafora viva nel corso di quel fatidico 1995?”
“Forse con Poisoned heart?”
“Esatto, esatto! Vede che comincia a capire? Io andavo a letto con Joey Ramone e i Metafora viva suonavano Poisoned heart!”
“E quindi…”
“E quindi arriviamo al 1994. L’anno della svolta. Il chitarrista dei Metafora viva entra in un negozio di dischi e ruba una copia di Decade of decadence”.
Decade of decadence? Il discusso live degli Slayer?”
“Macché quello è Decade of aggression. Io parlo di Decade of decadence dei Motley crue, mi capisce? I Motley crue”.
“Credo di sì”.
“In quell’anno i Metafora viva eseguono Home sweet home, che guarda caso è la traccia numero 5 della raccolta. La traccia numero cinque. Le dice niente tutto ciò?”
“Vada avanti”.
“Fu nel 1994 che decisi di diventare una groupie. Pensai subito ai Motley crue, loro erano particolarmente sensibili al problema groupies. Poi però ci fu quel famigerato concerto a Faenza”.
“Quello in cui i Metafora viva proposero per la prima volta Home sweet home?”
“Esattamente. Fu allora che decisi di diventare una groupie dei Metafora viva”.
“Fece sesso con il cantante?”
“Con il cantante? Feci sesso con tutta la band. Ripetutamente. Nel backstage. Ah, che serate, quelle, che serate. Fu proprio una di quelle notti che Cuffiani e Casamichiela scrissero Ali della deflagrazione. Non le dico cosa gli stavo facendo, a quei due, mentre scrivevano il pezzo. Quella canzone è dedicata a me, sa?”
“Pensavo si trattasse di un coraggioso atto di denuncia sociale. Mi risulta che un eminente critico locale abbia scritto sul giornaletto del liceo che la canzone parla di…”
“Stupidaggini, stupidaggini. Quella canzone parla di me. Vuole vedere il tatuaggio che ho qui sul gluteo?”
“No, credo di no”.
“Be’ allora dovrà credermi sulla parola. Sa cos’ho tatuato qui sul gluteo?”
“Che cos’ha tatuato?”
“Una farfalla, mia cara, una farfalla. E sa dove me lo sono fatto questo tatuaggio?”
“In Europa?”
“Esatto, capisce ora?”
“Quindi anche i Kordz…”
“La tournée estiva dell’anno scorso a supporto dei Deep purple. Le dice niente?”
“Era tutto un trucco per sviare l’attenzione…”
“Continui pure. E’ sulla buona strada”.
“Ma non capisco… e i Metafora viva?”
“Amareggiati cercavano altre strade, senza successo”.
“Sì, ricordo quella brutta faccenda del Music Planet di Faenza e della rissa con i Gem boy. Era tutto per…”
“Indovinato”.
“Ma come è possibile?”
“L’intro. Poi ascolti il ritornello di Ali della deflagrazione. Ha sentito? Che roba, eh?”
“Ma il plagio…”
“E ora ascolti Deeper in. Da Take it high again in poi. Ci crederebbe?”
“Effettivamente il cantato dei Kordz ricorda Layne Stayley degli Alice in chains”.
“Dice pure imita, dica pure imita. Ha colto in pieno. Sa quando è uscito Beauty and the east, il loro primo album? Provi a dire”
“Nel 2011?”
“Esatto, guarda caso proprio lo stesso anno in cui gli Alice in chains terminavano la loro ultima tournée. E’ tutto chiaro, ora?”
“Tutto chiaro, sì”.
“E quindi?”
“E quindi cosa?”
“E quindi ci viene a cena con me, sì o no?”
“Solo se mi rivela in quale anno ha cambiato sesso”.
“Assolutamente no. Non me lo chieda. I Metafora viva non me lo perdonerebbero mai”.

UFJ [ufj@tapirulan.it]

 

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