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Tapirelax
20.02.2006
IL CRITICATUTTO - 2
Vita da cani, vita da donna
Autore: Pigi

Più fastidioso di un Tampax nelle mutande, più velenoso di una punizione di Pirlo e più doloroso di un calcio negli stinchi, il criticone criticatutto è finalmente ritornato sulle pagine di Tapirulan ed è già pronto a fare coriandoli della Rete.
Se siete analfabeti o avete fegato da vendere, andate pure avanti a leggere, gli altri è meglio che si sintonizzino su Passaparola e quel bambacione di Gerry Scotti.

VITA DA CANI, VITA DA DONNA.

Ma vi rendete conto!?
Giornali, telegiornali, radio e quanto altro ancora, non fanno che scagliarsi contro la condizione delle donne nei cosiddetti paesi incivili: donne che non possono studiare, donne che non possono votare, donne costrette a nascondere la propria femminilità sotto soffocanti burka come fosse una colpa o un reato.
Così ti guardi attorno, in una tipica giornata invernale qualunque, per vedere quanto invece sia bello essere donna in paesi civili e moderni come il nostro.
E poi finisci per ringraziare Dio di essere nato uomo.
Perchè basta veramente poco per comprendere quale sia il modello di donna prescritto e accettato dalla nostra società, un modello che non si rifà certamente a quelle bacucche di Rita Levi Montalcini e Margherita Hack, ma piuttosto a Flavia Vento o alla Lecciso.
Una donna moderna, per apparire tale, deve obbligatoriamente essere alta e magra, mediamente popputa, con due canotti al posto delle labbra e un culetto a mandolino. Insomma, sul suolo italico, la parola "donna" è spesso sinonimo di velina o letterina; tutto ciò che è femmina e non finisce in "-ina", non è altro che una cozza o un insipido surrogato di donna, come lo è la margarina per il burro o l'olio di colza per il gasolio.
Quindi, per quelle sfortunate con già qualche chilo di troppo, o un seno incapace di sfidare la gravità e lontano anni luce dalla turgidezza in acciaio inox di quello della moglie di Mazinga Z, le chance di successo all'interno della nostra supercivile società moderna potrebbero essere già sfumate da un pezzo!
Esiste un modo con cui le donne possono sfuggire a questo triste destino?
Bhè, certo che c'è! Ed è lo stesso adottato da un'automobilista dopo un incidente stradale.
Si va dal meccanico a farsi dare una bella sistemata alla carrozzeria!
E, quindi, ecco che quelle creature infelici, pur di vincere la propria frustrazione, sono pronte a ricorrere al bisturi per raddrizzare setti nasali, siliconare labbra e seni, eliminare borse dagli occhi e rughe dalla faccia, aspirare adipe e chi più ne ha, più ne metta.
E se per caso le incontri per strada dopo che l'operazione di restyling è terminata, ti aspetti quasi di trovare da qualche parte, sul loro nuovo corpo perfetto, il marchio "Pininfarina" o la scritta "Made in China".
Ma se il pit-stop estetico interessa solo una minoranza, passiamo ora a parlare di una calamità che sicuramente colpisce la stragrande maggioranza delle donne: la moda femminile.
Eh, sì, amici miei, se in certi paesi si impone il burka, da noi la moda impone la nemesi del burka: i pantaloni a vita bassa!
I pantaloni a vita bassa, come dice il nome stesso, vanno tassativamente portati a vita bassa, bassissima, tanto che quando va bene, si ancorano sulle sporgenze ossee del bacino di chi li indossa, lasciando scoperti pancia e ombelico, e quando va male si aggrappano sulle ginocchia o le caviglie, rivelando un film di Tinto Brass.
Ma la sfiga per le donne non finisce qui: i pantaloni a vita bassa vanno messi in tutte le stagioni, e così non importa se fuori è inverno e ci sono 10 gradi sottozero, le donne devono per forza indossarli, augurandosi nel migliore dei casi di essere colpite da meteorismo e non dalle ben più lancinanti coliche intestinali.
E se avete qualche dubbio sulla comodità dei pantaloni a vita bassa è perché non avete mai provato a far raccogliere qualcosa ad una donna che li porta.
Ogni volta che si china, la poveretta deve preventivamente guardarsi alle spalle, perchè la sottile linea rosa delle sue chiappe puntualmente deborderà dai jeans, allargandosi in un simpatico sorriso senza denti.
E se gli indumenti a vita bassa sono un problema, non avete ancora visto come se la spassano i piedi delle donne. Gli stilisti, meglio sarebbe chiamarli aguzzini, hanno infatti ideato uno strumento di tortura degno erede della Vergine di ferro: le famigerate scarpe a punta.
Prima di tutto, per poterle calzare, una donna deve come minimo temperarsi le punte dei piedi, perché altrimenti col cavolo che ci entrano tutte e cinque le dita nella scarpa.
Poi, quando finalmente il piede è dentro e tutto sembra filare liscio, c'è subito un'altra complicazione.
I tacchi. Obbligatoriamente a spillo e dalle altitudini vertiginose, che per poterci camminare senza finire al pronto soccorso, si deve almeno aver frequentato un corso da trampoliere al circo di Moira Orfei.
E la biancheria intima? Anche in questo campo la normalità non esiste: quello che dovrebbe essere un banale reggiseno, in realtà è spesso un'invenzione della NASA atta a violare le leggi Newtoniane, mentre le vecchie mutande sono ormai sostituite dal più moderno tanga, indumento multiuso che assicura una continua irritazione del deretano nonché un'ottima cura della propria igiene orale.
A questo punto, cari amici lettori, non vi assale il dubbio che forse la donna moderna dovrebbe ribellarsi agli stereotipi imposti dalla società?
Non desiderate vederle finalmente libere di indossare pantaloni sformati e scarpe da tennis, mandando a quel paese la moda e le ultime tendenze del momento?
Non vi piacerebbe sfuggissero dalle terribili costrizioni imposte da esotiche diete a base di banane, yogurt e aria, per dedicarsi a lasagne, chianine e fiumi di vino rosso?
La risposta è semplice, cari amici lettori, se vi piace accompagnarvi a degli scorfani, liberate pure le vostre donne da questo fardello.
Io, nel frattempo, continuerò a far guardare Passaparola a mia moglie!

PIGI [pigi@tapirulan.it]

 

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Commenti [6 commenti]

... per evitare di essere poi apostrofate come Cecco, il nipote del fornaio sottocasa, un orrendo butterato di 26 anni, con il culo molto basso e un alito agghiacciante, tipo fogna di Calcutta...

Del | 03.03.2006  16:25 

Curiose associazioni di idee.
Mi è venuta in mente quella pubblicità (poi, tanto per cambiare, censurata) del wonderslip, che diceva: «Culo basso addio!»...

fratearrigo | 02.03.2006  08:19 

I pantaloni a vita bassa nemesi del burka...che idea balzana!!!

Jojo | 21.02.2006  04:8 

Ma va là!!!Non siamo noi maschilisti, sono loro che sono donne!:-)))

Harry79 | 20.02.2006  23:25 

Che dire?
L'articolo coglie nel segno!
È chiaro che viviamo ancora in una società prevalentemente maschilista.
;)

Mr.tetsuo | 20.02.2006  17:04 

E tre... ragazzi, avete dei problemi con le donne?!?

Lorenzo | 20.02.2006  15:30 

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