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Tapirelax
01.03.2006
MISS, PETALI E NOTE
Autore: Fratearrigo

Ci sono alcune manifestazioni che non seguo pi da ere geologiche. Miss Italia. Sanremo. Le evito come il pi brutto dei mali. E se ci finisco sopra per sbaglio, cambio canale. All'istante. Non voglio vedere. Non voglio sentire. Non voglio sapere.
La vena di masochismo che affligge il ramo maschile della mia famiglia, non tale da spingermi a subire le nefandezze televisive di cui sopra. Forse non possiedo anticorpi abbastanza forti da uscirne indenne. O forse colpa del mio impianto gastrico. Da ragazzo digerivo pure i sassi. Adesso, certe cose non le mando gi nemmeno se mi bevo un intero barattolo di bicarbonato.
Parliamoci chiaro. Miss Italia dura un'eternit? . Cinque serate (o quelle che sono) rappresentano ai miei occhi (e spero non solo ai miei) uno sproposito. Tolgono spazio a programmi pi tollerabili. Che purtroppo non esistono.
Non parliamo poi del conduttore. Da un po' hanno affidato la diretta televisiva a Carlo Conti. Un uomo che trovo insopportabile. Si comporta come se lo spettatore dovesse pisciarsi addosso ad ogni fesseria che dice. Be', a me non viene da ridere. Il gigione bisognerebbe saperlo fare. Se si considera, per, che conduce un programma intitolato Raccomandati, pi d'un tassello rischia di trovare la propria giusta collocazione. Qualcuno ha battezzato questo impedito il successore di non ricordo pi chi (devo avere rimosso il contenuto di questa informazione). Ma se gli eredi sono questi, meglio rimanere senza discendenza.
E le concorrenti? La pi bella non vince MAI. O quasi. Arriva, seconda. O terza. Quando non la segano via prima. Dev'essere una disposizione emanata dal patron della manifestazione. Quelle due o tre volte che successo, il sangue di San Gennaro ha rifiutato categoricamente di sciogliersi.
Le vincitrici durano un anno. In tutti i sensi. Poi, se non si mettono a lavorare (si fa per dire) in televisione (come la Chiabotto, che dovrebbe farsi una full immersion di dizione e recitazione), uno se le scorda. Il giorno dopo la serata finale, guardo il giornale, prendo atto della nomina, e asporto all'istante dalla mia massa cerebrale volto e nome di colei che ha vinto. Salvo felicissime e miracolose eccezioni, queste fanciulle hanno la personalit? di un organismo unicellulare. E il talento della Lecciso (una sola, che basta e avanza).
Rimanendo in tema di vittorie immeritate, il pensiero corre al Festival della Canzone Italiana. Gi? . Sta per cominciare Sanremo. Se non era per la caciara messa in piedi da Al Bano, il Grande Escluso, manco me ne accorgevo. Avrei preferito continuare a vivere nella mia crassa e beata ignoranza, ma ci sono cose che quando te le vengono a dire non puoi pi ignorarle.
Sanremo raggruma intorno a s il peggio dell'italica discografia. Di pi: il refugium peccatorum dei cantanti dimenticati da Dio e dagli uomini. Quelli che presto o tardi finiscono alla Music Farm della Ventura. Ci trovi gente che si fa sentire giusto una volta l'anno. La partecipazione del desaparecido culmina nella pubblicazione di un album. Nel quale l'unica cosa nuova il brano presentato al Festival, accompagnato da qualche altro inedito e dalla tragica sequela del meglio di. Riproposto, magari, con un arrangiamento nuovo di pacca, per non farlo sembrare la solita zuppa riscaldata.
Non basta: spesso tra i big vengono inflitti al pubblico illustri sconosciuti di cui fino a quel momento tutti avevano provvidenzialmente ignorato la trascurabile esistenza. Tipo i Jalisse, che dopo avere vinto con i loro rigagnoli di parole, sono rientrati nell'anonimato dal quale avevano impunemente cercato di fuggire. Poi tra gli esordienti spunta qualche povero diavolo che si sbatte da una vita, ma che gli organizzatori mica si decidono a promuovere fra Quelli Che Contano. E non lo so fino a che punto un male.
Come in Miss Italia, ragionevolmente improbabile che il primo posto se lo guadagni il migliore. una pia illusione che tutti faremmo meglio a levarci dalla scatola cranica. La canzone pi bella, se c', non vince. Sar? anche qui una disposizione del responsabile. O una circolare emanata dal ministero competente.
Quest'anno ho un motivo in pi per eludere la kermesse sanremese: il conduttore. Qualcuno, in preda a evidente delirio d'incompetenza, ha stabilito che Giorgio Panariello era pi che adatto, poich rappresenta il meglio del meglio del meglio. Ve lo dico senza star l a girarci tanto intorno: costui mi fa ridere quanto un colpo ben assestato alla bigiotteria di famiglia. C' pi talento nel pelo pubico di un barboncino nano che nella sua zucca.
Panariello un bluff. Un artista assemblato a tavolino. Un talento fittizio, simulato in maniera oltretutto maldestra. Uno dei tanti equivoci contrabbandati dalla televisione italiana. A me non dispiaceva quando si esibiva come imitatore. Da quando pretende di imporsi al pubblico come showman e comico, mi andato di traverso. E non mi si raddrizza pi.
Ho una sola arma a mia disposizione per difendermi da questo millantatore e dalle Miss. Il telecomando. O cambio canale, o metto su uno dei filmacci che piacciono a me, o spengo. E mi leggo un libro. Se devo cavarmi gli occhi, preferisco farlo con profitto.

FRATEARRIGO [fratearrigo@hotmail.com]

 

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Commenti [6 commenti]

Egregio e barbarico Pigi, temo che la sua disamina sia incorretta, o almeno incompleta. Misterioso in questo suo sistema complesso sarebbe il motivo per cui Passaparola ha ricevuto encomio assai per la maggiore vestizione delle letterine. L'audience è una coperta troppo corta, se la tiri da una parte, perdi copertura dall'altra...

Delevisivo | 10.03.2006  17:27 

Cari i miei Fratearrigo e Delevisivo, affinchè si metta tutti d'accordo su Miss Italia e Sanremo, basta aumentare il numero di cosce e petti desnudi femminili.
Allora anche voi come il pensionato di 78 anni, non potrete fare a meno di tali programmi, anzi, arriverete persino a chiedere di propinarceli con cadenza mensile!!!

pigi | 09.03.2006  10:19 

Scusa se ti rispondo adesso, Delevisivo, ma sono stato incasinato.
Quel che dici è vero: nell'esprimere giudizi estetici e qualitativi, io mi riferisco inevitabilmente ai miei gusti e alla mia sensibilità.
Miss Italia e Sanremo sono inutili perché sostengono di voler promuovere e premiare la qualità... ma non lo fanno.
Ci sarebbe quasi da denunciare la Rai alle associazioni dei consumatori per turffa.
O si riduce il numero di serate, o si comincia a mandare avanti chi lo merita, o si trasmettono programmi più interessanti.
Si vede che mi piace la fantascienza?...

fratearrigo | 08.03.2006  10:14 

Per quanto mi trovi abbastanza d'accordo, voglio però dirti: non è il tuo giudizio influenzato da te stesso? Mi spiego meglio: festival e missitalia sono per te programmi inutili, ma non pensi che persone molto diverse da te, che ne so, un pensionato solo di 78 anni, per esempio, possano voler vedere questo tipo di trasmissioni e non, per esempio, un film come Fight Club o un programma sulle tecniche di sopravvivenza dei lepidotteri tropicali?

Il vero problema, secondo me, non è la presenza di questi programmi, ma l'assenza di Fight Club o dei lepidotteri tropicali, che a me potrebbero interessare.

Delevisivo | 03.03.2006  11:13 

Queste trasmissioni fanno parte di qualcosa che ci è imposto, ma che non ha motivo di esistere. Come il lavoro, per esempio.
Sono il riflesso incondizionato di una società asfittica, sono le preghiere in latino che i nostri nonni spesso ripetevano per assonanza, e non per sintassi.
Sono il vuoto allo stato puro, e non mi devo sforzare di evitarle, tanto non guardo più nemmeno la televisione. Purtroppo le crisi di audience penso siano dovute a nuovi format, altrettanto imbecilli, di tv concorrenti.

robirobi | 02.03.2006  23:34 

San Remo e Miss Italia sono le vestigia di un'epoca che in Italia non esiste più. Un'epoca di boom economico, tanto per cominciare, dove la gente non aveva niente ma poteva sognare tanto. Oggi abbiamo tanto ma non sognamo più niente.

Sono i rimasugli di un'epoca in cui qualcuno era giovane, e si sente ancora un poco (poco poco) giovane guardandole con malinconia.

Un po' come faccio io, nato a metà degli anni 70, quando ascolto canzoni di cartoni animati di robottoni giapponesi che riguardati oggi paiono abbastanza nefandi.

Hanno ancora senso come trasmissioni? Vale la pena di cercare di salvarle? Meglio cercare di abbatterle?

Non lo so, ma temo che il porsi stesso della domanda ne giustifichi in qualche modo l'esistenza.

Delevisivo | 02.03.2006  15:21 

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