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Tapirelax
07.03.2006
MICROCOSMI - 2
Le code stradali
Autore: Pigi

MICROCOSMI
ovvero
il goffo Tapiro alla scoperta dei misteri della societ? contemporanea


Cari amici lettori, benvenuti a questa seconda goffa puntata di Microcosmi.
Lo spunto per questo articolo avvenne tempo fa, quando mi capitò per motivi lavorativi di dover far visita ad un cliente. L'appuntamento era a Milano per le nove del mattino e io avevo ingenuamente scelto la mia macchina come mezzo di trasporto, non ricordando quanto pericoloso, difficile e trafficato fosse l'universo delle tangenziali meneghine in certe ore del giorno.
Inutile dire che l'incontro con quel cliente saltò perché non riuscii a presentarmi in tempo, e quando finalmente rientrai in azienda trentasei ore dopo la mia partenza, venni licenziato in tronco perché quel cliente aveva deciso di rivolgersi ad un fornitore concorrente.
Partendo da questo caso umano e allargando il campo di studio, un pool di scienziati è stato inviato dalla redazione di Tapirulan ad indagare il congestionato mondo del traffico, analizzando l'universo che viene a crearsi ogni qual volta si forma una coda e le variegate forme di vita che lo abitano, il tutto visto alla luce delle più moderne teorie scientifiche.

Le code.

Esiste un mondo i cui abitanti vivono in un groviglio di veicoli che avanzano, di veicoli che si arrestano, per poi ripartire a passo d'uomo e quindi, di nuovo, fermarsi.
Questo mondo odora di frizioni abbrustolite e di gas di scarico, brilla di costellazioni dalle luci gialle, rosse, arancio e blu, e poggia su un solido e ruvido manto di asfalto, calpestato da copertoni in caucciù ed in cui crescono filari di pareti in lamiera. E' un mondo governato dalle leggi fisiche dell'attesa e dell'immobilit? , in cui le dimensioni spazio-temporali si annullano e dove l'indefinito regna sovrano.
Questo mondo è il mondo degli automobilisti in coda, di chi è costretto a vivere in colonna, di chi sa quando entra in autostrada o in una tangenziale metropolitana, senza conoscere quando e se mai ne uscir? . E questi che seguono, sono i suoi membri più caratteristici.

I milanesi, così denominati per essere spesso originari della capitale italiana del traffico, sono talmente abituati a stare incolonnati in qualsivoglia momento della giornata, che affrontano la coda stradale rilassati, quasi felici di ritrovarsi imbottigliati tra strette mura di lamiera, asfalto, puro smog e luci multicolore di lampeggianti e fanali, il tutto condito da una cacofonia di clacson e bestemmie di chi invece abituato non lo è per niente.
I più estremi tra questi individui sono così assuefatti da questo ecosistema, che invece di trascorrere le vacanze con la famiglia a Sharm-El Sheik, preferiscono passarle in tangenziale, magari sfruttando il proprio camper per godersi al meglio il soggiorno.

I trovatori. Questi individui escono dai propri mezzi di locomozione solo quando l'attesa in coda diventa interminabile e la speranza di rimettersi in marcia è ormai abbandonata. Come gli antichi cantori che percorrevano le strade di Francia narrando di valorosi cavalieri e amori leggendari, i trovatori stradali cantano alle platee in coda dell'epico eroismo di chi, in un giorno ormai dimenticato nel tempo, riuscì persino a mettere la terza.

I clacsofonisti. Non appena i clacsofonisti si trovano imbottigliati in coda, la loro prima reazione è quella di premere ripetutamente il clacson con una frequenza superiore a quella con cui un incallito videogiocatore pigerebbe i pulsanti della playstation. E così, sperando che la potenza dei loro decibel riesca a smuovere l'ingorgo stradale, si arrivano a contare, nei minuti iniziali di una coda, tra i 100 e i 200 colpi di clacson al minuto; ma via via che l'attesa aumenta, il numero di colpi di clacson tende a diminuire di pari passo con l'intensit? del loro suono, fino ad assumere, quando ormai questi individui si rassegnano al loro triste destino, la stessa tonalit? dei barriti emessi dagli elefanti in punto di morte.

I mimi sono individui di poche parole ma dallo spirito circense e goliardico, facilmente riconoscibili per avere il braccio perennemente fuori dal finestrino, sempre pronto a dare spettacolo, mimando ombrelli, corna e simboli fallici, in un colorito crescendo di oscenit? .

Chi mantiene un atteggiamento costante in strada, sia essa completamente sgombra o totalmente ingolfata di autoveicoli bloccati in coda, è la vecchina. Questa arzilla creatura, nata dall'infelice incrocio tra un automobilista anziano e una qualsivoglia donna al volante, oltre ad andare più piano di un triciclo, qualunque sia la condizione di traffico, generalmente si avvede di una coda solo nel momento in cui si ritrova nel bagagliaio di chi le sta davanti.

Il curioso è, per antonomasia, l'esploratore della comunit? .
E' fisicamente riconoscibile per il tipico collo a giraffa, perennemente proteso a scrutare l'orizzonte in cerca delle cause che hanno portato all'intasamento della strada. Questa sua innata vocazione, nel caso non riesca ad appagare la sua insaziabile curiosit? di viabilit? , lo porta solitamente a lasciare incustodito il suo veicolo nel traffico per esplorare lo spazio esterno. Accade troppo spesso, però, che le sue missioni finiscano in un nulla di fatto e che, anzi, il traffico tenda a ripartire proprio quando il curioso è lontano dal suo veicolo.
Cinquanta volte su cento il curioso viene spiaccicato sull'asfalto nel tentativo di rientrare verso la sua macchina, nelle restanti cinquanta, il curioso ritorna sano e salva, ma la sua macchina non c'è più, infatti, quando va bene, gli è stata grattata dall'infido venditore ambulante, quando va male, giace ai margini della corsia di emergenza in un irriconoscibile groviglio di lamiere, dopo essere stata centrata dal primo Tir impaziente di aspettare il ritorno del curioso.

Il venditore ambulante. Questo viscido individuo, figlio del commercio itinerante e del liberismo estremo, suole comparire sull'asfalto solo in occasione di traffico immobile e altamente congestionato, per poi sparire all'orizzonte non appena i primi autoveicoli danno segno di muoversi.
Il suo compito, all'interno della comunit? , è quello di infastidire chiunque incroci la sua strada offrendo i suoi servigi o la sua mercanzia, ma il suo vero scopo è quello di fregare il prossimo, sempre e comunque.
Se vi propone di lavare i vetri, lo far? con acqua putrida; se cerca di vendervi CD e DVD, oltre a non funzionare, essi immancabilmente guasteranno i vostri lettori, se vi vende jeans di marca, è sicuro che saranno dei tarocchi dozzinali, che al primo lavaggio vi si scioglieranno nell'acqua. Ma oltre al commercio truffaldino, l'ambulante si dedica con profitto anche al furto vero e proprio: basta che si accorga di un veicolo incustodito, magari abbandonato da un curioso in esplorazione, per farlo sparire dalla circolazione in un battito di ciglia.

Il volpone è la personificazione della furbizia: se c'è una coda, lui ha sempre un'idea per aggirarla.
Generalmente questa creatura, non riuscendo a sopportare un incolonnamento per più di due millisecondi, tenta di evitare la coda sfrecciando in corsia di emergenza, una mano sul volante e l'altra fuori dal finestrino a irridere quegli esseri inferiori che bovinamente se ne stanno incolonnati.
E se per caso lo sbirro lo ferma in questa manovra, il volpone avr? sempre una scusa pronta da raccontare, da "sono in riserva e stavo andando a fare benzina" anche quando mancano ancora 40 Km alla prima stazione di servizio, a "mia moglie è incinta, devo correre in ospedale" anche se sul sedile del passeggero c'è unicamente il suo collega baffuto.

Lo sbirro. Questo essere, conosciuto più per le barzellette sulla sua intelligenza che per l'effettiva utilit? del suo mestiere, rappresenta la legge ed è universalmente riconosciuto come sceriffo della strada con pistola, gazzella e divisa.
Il suo compito è quello di salvaguardare l'incolumit? di chi è al volante, ma in realt? riesce solo a rompere i maroni ai poveri automobilisti, che devono sopportarlo quando, credendosi Han Solo di Guerre Stellari, spara a destra e a manca col suo telelaser, e anche quando, in situazione di traffico intenso, usa la paletta con le movenze del direttore di orchestra esibendosi in strabilianti concerti con tamponamenti a catena.

PIGI [pigi@tapirulan.it]

 

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Commenti [2 commenti]

Solitamente clacsoneggio, slalomeggio come Tomba tra le auto in coda, ma soprattutto gesticoleggio.
Ma ora che la mia patente ha meno punti del Treviso in campionato, prendo il treno!

pigi | 07.03.2006  15:18 

E tu? Come ti comporti in coda?

Descolador | 07.03.2006  08:44 

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