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Tapirelax
17.04.2006
I MIEI PRIMI TRENT'ANNI - 2
Due giorni in politica
Autore: French

Il tutto ha inizio con una fastidiosa anomalia: sveglia alle sette e trenta di domenica. A quell'ora mi mancano alcune cognizioni essenziali per la sopravvivenza: dove sono, chi sono, perch mi sto alzando dal letto? So solo che il mio imperioso desiderio di rimanere sotto le coperte non pu essere accondisceso. Tre ore di sonno accumulate, gola secca, gambe rigide, dopo qualche minuto intendo chi sono: sono uno scrutatore del seggio elettorale n2 di un piccolo paese di provincia. Non ricordo il mio nome. Dove sono? Sono ancora a casa. Perch mi sto alzando dal letto? Appunto perch sono uno scrutatore, indi devo prontamente uscire da casa, che tardi, e devo raggiungere il seggio n2 del piccolo paese di provincia.

Prima al bar per un caff, per. Un sorso caldo e ricordo perfino alcuni dati anagrafici che mi riguardano, lentamente maturo un certo livello di lucidit. Noto un figuro che sorseggia del bianco: o gi l'ora dell'aperitivo, oppure quel tizio nutre un amore passionale per i derivati del mosto d'uva. Al secondo sorso di caff tutto chiaro: avvinazzato, lui, io sono in ritardo. Scappo al seggio.

Ogni volta che devo compiere il mio dovere di scrutatore incontro prima il balogio al bar, poi il primo elettore, in attesa, di fronte alla porta del seggio. Solitamente si tratta di un anziano che, non sapendo esattamente quanto tempo gli resta da campare, non vuole rischiare che poi sia troppo tardi. Di l a poco arriva anche il tizio del bar, l'esigua porzione del suo cervello ancora in funzione non comprende pi le nozioni di spazio e tempo, la deambulazione in linea retta stata ormai sostituita da curve algebriche matematicamente incalcolabili, che lo conducono costantemente fuori dalla rotta corretta. La sua testa destinata inesorabilmente a colpire qualche spigolo della stanza.

Comincio a ricordare che il 9 aprile. Si stanno svolgendo le elezioni politiche, un avvenimento importante, ne uscir il governo italiano dei prossimi cinque anni. Forse. Eccoli, arrivano gli elettori in massa, il nostro seggio schierato: presidente, segretario, io e altri tre scrutatori. Tre ragazze. Dare la scheda rosa, e la scheda gialla, la matita, ricordarsi di farla riconsegnare, se no multa salata, timbrare la scheda elettorale, firmare il registro. Nel frattempo arrivano i rappresentanti dei partiti, sostano corvini dietro le spalle, sospettosi e arcigni. Sono stati inviati dai rispettivi partiti per controllare la regolarit delle votazioni, che droghe hanno assunto per essere cos svegli a quell'ora?

Arriva il farmacista con moglie e bambino, la nuora del gommista, l'amante del calzolaio che si separato dalla moglie e adesso sta con un'altra ma non con quella, il fornaio che adesso non fa pi il pane buono come una volta, la figlia della suocera della nonna dell'edicolante. Per il solo fatto di essere entrati nel seggio, non si pi semplici elettori, bens i protagonisti di una breve biografia, stilata in tempo reale dalle tre scrutatrici, agiografe o diffamatorie, grandissime esperte di discendenza e ramificazione delle stirpi. Storie d'amore, tradimenti, casi umani, vicissitudini economiche, stato patrimoniale, un turbinio di notizie m'informa sulla vita del piccolo paese di provincia.

Il tempo fluisce, accompagna chi non trova l'ingresso dell'urna, chi non ha ancora capito che il voto segreto e sta per votare proprio di fronte a me, chi brontola che tanto sono tutti uguali, chi si presenta ogni sette minuti per chiedere come sta andando l'affluenza. La mia prima giornata in politica volge al termine.

Affrontando ogni legge statistica, per la seconda mattina consecutiva riesco a svegliarmi ad un orario in cui nessun essere umano dovrebbe trovarsi allo stato eretto. La seconda giornata elettorale trascorre con gli stessi rituali della prima, con la sola eccezione che i rappresentanti di partito stanno elevando a livelli parossistici la propria apprensione per il risultato finale.

Devo votare anch'io, fronteggiare la scheda elettorale dopo averne consegnate tante. Mentre stingo la scheda fra le mani, penso a quanto i due poli siano quasi speculari: centro destra e centro sinistra accomunati da un ingombrante centro; estrema destra da una parte, estrema sinistra dall'altra, in quanto estremi tendono a convergere; Lega Nord da una parte, Lega Lombarda dall'altra; Ecologisti da una parte, Verdi dall'altra; Pensionati Uniti da una parte, Pensionati dall'altra. Rilevo, tuttavia, un partito presente solo da una parte: No Euro Iniquo. Allora, finalmente, mi spiego ci che non avevo compreso durante tutta la campagna elettorale: un referendum per l'abolizione dell'euro.

Lo spoglio l'atto conclusivo della battaglia, i rappresentanti di partito, agguerriti, radunano tutte le diottrie che il proprio fondo oculare pu mettere a disposizione, missione: individuare le schede nulle; osservare con attenzione la presenza di eventuali scarabocchi microscopici in grado di annullare i voti assegnati allo schieramento opposto; contestare le schede bianche sostenendo che, se pur invisibile all'occhio non allenato, esiste una croce sul simbolo del proprio partito.

Dopo sei ore di spoglio, la battaglia finita. Sul campo rimangono le schede elettorali, i verbali, i registri, le buste, i pacchi, lo scotch, cancelleria assortita, e uno scrutatore, io, che ho chiuso il cerchio di questi due giorni in politica riprendendo l'attivit che avevo interrotto con riluttanza alle sette e trenta del giorno precedente: dormire. Mi ridestano i rappresentanti dei partiti, stavo russando sulla sedia. Voglio sapere chi ha vinto. La Juventus - mi dicono - ancora prima in campionato.

FRENCH [french@tapirulan.it]

 

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Commenti [9 commenti]

Ci vedo tutta la bella Piadena. Con la capatina classica da Attilio al Bar Centrale.

kiesa | 03.12.2007  11:21 

La signora Loredana continua a fingere delle cadute nei più impensabili luoghi del paese nella speranza che tu, prima o poi, ti materializzi tra i suoi soccorritori e "così il principe azzurro raccolse la bella pricipessa, la adagiò sul suo destriero e i due partirono al galoppo, ebbri di felicità, verso il coronamento del loro amore"

Elena G. | 21.04.2006  11:09 

Non ho citato la signora Loredana perché sono una persona riservata e non espongo i miei amori (e che amori!) al pubblico che, di norma, deride i sentimenti profondi e puri, tali sono i nostri... Ma dove sarà ora la mia bella?

French | 20.04.2006  19:27 

"bensì i protagonisti di una breve biografia, stilata in tempo reale dalle tre scrutatrici, agiografe o diffamatorie, grandissime esperte di discendenza e ramificazione delle stirpi. Storie d'amore, tradimenti, casi umani, vicissitudini economiche, stato patrimoniale, un turbinio di notizie m'informa sulla vita del piccolo paese di provincia"
... il tuo ritratto delle 3 scrutatrici è diffamatorio, fazioso e non corrisponde al vero: passino le storie d'amore ed i tradimenti ma a noi delle vicissitudini economiche dei nostri cari elettori non poteva fregare di meno.
Poi noto una grande assente nel tuo resoconto: la Loredana, al secolo mamma di Walter, e la sua cotta per te.

Elena G | 20.04.2006  15:06 

Ho provato anch'io l'ebbrezza del seggio.
Come scrutatore, e come segretario.
Francamente non so cosa sia più palloso, ma non intendo scrutinare me stesso per scoprirlo...

fratearrigo | 19.04.2006  07:56 

mi piace, mi garba, bravo! simpatico e spiritoso, mi pare sia proprio il tuo ritratto.

marie | 18.04.2006  22:57 

Anch'io dovevo essere scrutatrice, ma ho rinunciato dopo che l'anno scorso i rappresentanti di lista si stavano praticamente menando davanti a me mentre ricontrollavo le schede bianche...che tensioni...e soprattutto che du palle, il tempo non passava più!

Lady Bell | 18.04.2006  12:43 

Che sfiga...per la Juve dico!!

Betty | 18.04.2006  09:46 

Anch'io ho fatto lo scrutatore!
Da voi chi ha vinto: monarchia o repubblica?

Andrea | 17.04.2006  18:25 

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