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... è una merda. Sgarbi invece è assessore alla Cultura del Comune di Milano. E non è una stronzata. Caso mai una StronzArte, presentata al PAC di Milano, con Oliviero Toscani. Io vado spesso a cagare, due volte al giorno almeno e il conflitto interiore non è quello di farla tutta, ma tirare l'acqua. Sto male all'idea di di separarmi da pezzi di autentico merdariato, sapendo che un uomo colto come Vittorio li saprebbe valorizzare. Una web-cam puntata contro il mio signor culo per un reality-shit è una performance da non escludere. Non nuova, ma una cagata da non sottovalutare. Occorre qualcosa di più originale, qualcosa che sorprenda, che colpisca l'intestino dell'opinione pubblica... Sì, una web-cam puntata contro la faccia di Sgarbi Vittorio, dove il fatto veramente nuovo e depurativo è lo sciacquone che si porta via tutta la merda, quella vera, una volta tanto.
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fogliazza
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Ne ho sentito parlare parecchie volte, è diventato famoso durante ManiPulite, ricordi Citaristi? Quando avanzava un avviso di garanzia e non sapevano a chi darlo... lo davano a lui. I collezionisti sono gente strana. L' avviso di garanzia dovrebbe essere l'inizio di qualcosa, un processo, un'indagine. Un percorso legale. Qualcosa, insomma. Eppure sembra essere solo un corollario, una riga in più sul curriculum di qualcuno, meglio se pezzo grosso. L'avviso di garanzia è un atto dovuto ai grandi manager che non sanno fare il loro lavoro e quando non se ne può più lo vanno a fare altrove. L'avviso di garanzia farà presto le scarpe alla laurea ad honorem. Quando parlo di fumetti mi guardano strano, forse perchè non disegno tette. Forse perchè non disegno tette ma ho i capelli lunghi. Forse perchè non ho ancora avuto il mio avviso di garanzia e non posso sorridere come un ladro. Una volta si diceva "mi vergogno come un ladro". Oggi, davanti al flash, si sorride. Non ci si vergogna più.
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fogliazza
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A mezzanotte di qualche giorno fa, leggevo questa notizia, l'assassinio di una grande e vera giornalista, mentre gli altri disegnatori continuavano a disegnare lungo una festa del fumetto di 24 ore che si svolgeva contemporaneamente con altre città italiane e del mondo. Avevo chiesto ai miei colleghi di disegnare una storia che meritasse di essere raccontata, una di quelle storie che non si pensa si possa raccontare a fumetti. Insomma, una di quelle storie importanti che racconti degli altri per continuare a reggere voci altrimenti destinate all'oblio. Mentre raccontavo a disegni un fatto di cronaca della mia città, pensavo ad Anna, questa incredibile donna che sapeva primo o poi sarebbe successo, di morire così, molto più che una morte fisica, molto più che un regolamento di conti di stato. Sapeva che dopo di lei la voce dei Ceceni non l'avrebbe raccontata più nessuno. Anna Politkovskaja diceva che la Cecenia serve a Putin come monito ai propri Russi nel caso gli venisse voglia di democrazia. Fa ribrezzo sapere che anche questa storia sarà dispersa nella memoria inutile delle tante cose vuote e nuove di oggi. Ma va bene così, anche questo ribrezzo durerà il tempo di scriverlo o pronunciarlo, con la fretta di chi ha urgenza a giustificarsi perchè non sapeva..
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fogliazza
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Era ora che la moda prendesse posizione su un tema forte, importante e serio. E l'ha fatto Jean Paul Gaultier. A Parigi, il grande e sensibile e intelligentissimo stilista, ha mostrato tutta la sua solidarietà ai titolari di SUV Italiani, costretti a farsi carico di un super-bollo come sta scritto nella nuova finanziaria, mettendo in scena un cetaceo di 180 kg (nella foto la modella che si è arenata sulla passerella, un istante prima dell'intervento di GreenPeace). Poi il colpo di scena: quando Gaultier ha saputo che il super-bollo scatta dai 2.600 kg in su (per fare un esempio un bilocale a quattro ruote come il Porche Chayenne non lo paga...), ha deciso di immolarsi a una causa ancora più nobile, perseverando con lo stesso capodoglio, contro l'anoressia. La moda, troppo spesso causa di ideali estetici adolescenziali devastanti, ha troppe volte esortato molte ragazzine a un dimagrimento esasperato fino alla malattia fatale. Ringrazio personalmente Jean Paul Gaultier per essersi speso in questa campagna con una cicciona di 180 kg, avendo mostrato che esiste un'altra faccia dell'anoressia: la bulimia.
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fogliazza
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E' solo un fatto anagrafico, nulla più. Questo solo mi constringe a dire "la mia città". E di mio ha solo i natali. Sabato matttina a Parma, non è un giorno come gli altri, no, è il giorno in cui la peggio parmigianità si riversa nel tinello cittadino e si dà convegno andare e venire, come un enorme fallo che va su e giù dalle stesse identiche strade del centro, in un orgasmo cosmico di sventolio della contrada domestica, eiaculando splendore strofinato a lustro. Vedi miracoli gravitazionali di tette in bilico che sfidano la caduta libera, vedi ritocchi plastici che un domani non si saprà dove smaltire il cadavere, vedi sfarzo in costume ciondolare davanti alle vetrine il cui stilista sembra Sperlari , vedi baci e abbracci tra negozianti che da cinque minuti non vedono amici emigrati sull'altro marciapiede, vedi adolescenti cinquantenni così ben conservate che ti verrebbe voglia di darci un colpetto se non fosse che poi ti resta tutto in mano, vedi maschi trentenni affumicati e accomunati da due cose: il suv e la calvizie, vedi adolescenti maschi quarantenni rotear la testa a mo' di gufo dietro a ragazzine transumanti, vedi tavolini in strada con i bicchieri in mano senza che nessuno abbia sete, vedi giovani irriconoscibili clonati negli occhialiborsescarpepantalonecintura che fatto uno fatti tutti. E vedi margherite ovunque. Ovunque margherite. Ma non in terra, in piedi, addosso alle persone, tante margherite. Perchè il concime è il miglior fertilizzante e Parma è un campo fiorito. Vedi una città finta, che non sa guardare oltre nemmeno alle vetrine: perchè è lei in saldo.
ps. Parma è divisa in due dal torrente omonimo e quella che ho descritto non è l'Oltretorrente.
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fogliazza
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