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FOGLIAZZA
  25.01.2007 | 22:45
LA FIERA DEL GUSTO...
 
 

... perchè così si chiama quel posto appena nato e già grande, un'osteria dei tempi andati, andati perchè qualcuno ha sputtanato e mandato aff.... quelle di una volta. Un angolo di tavolo apparecchiato dove le briciole parlano e raccontano che in cucina c'è la mamma di Crio che garantisce che si mangia bene e quel che mangi è buono per davvero e quel che spendi l'hai speso bene.
Qualche mese fa raccontavo di un posto dopo Bari, che si mangiava in strada la carne più squisita come fosse un gelato da passeggio.
Con orgoglio oggi racconto che sulla strada di Roncopascolo, dopo Fognano, venendo da Parma, alla rotondina si gira a dx e poche centinaia di metri sulla dx c'è il cartello. Fiera del Gusto, c'è scritto e quello che si mangia finisce che poi lo si racconta.
Come racconta il disegno di cui sopra, non troverete mai una mosca nel piatto, ma lo stare tanto bene che può succedere di uno squalo che naviga nella minestra....

tel. 0521.647342
via Vallazza 53/A
Roncopascolo-Parma

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  23.01.2007 | 15:18
DA GRANDE
 
 

Diciamo la verità: l'adrenalina iniziale si esaurisce in tre giorni. Poi, la gioia estatica della nascita di un figlio lascia il passo al vegetale che "comunica" attraverso il pianto, per comunicare sonno, fame, cacca.
E' una fase, passerà. E' dura trovare segnali sentimentali, filosofici, etici, ma soprattutto romantici in questo frangente primoridiale.
E' una fase, passerà. La cacca si fa giallina, poi tende al marrone. Poi non starà più nel pannolino. Tutta salute.
Il piccolo cresce bene, mangia come un lupo, se scompare il biberon o la tetta della mamma... facile ritrovarli nel pannolino, assieme alla cacca, tanto ha fame, tanto rischia di ingoiare pure quelli.
Strilla eccome, piange poco, ma ha una voce che nemmeno Tiziano Ferro impiccato per i testicoli tira fuori.
E' una fase, passerà. Tutto qui. Io lo guardo, lo annuso, vedo un sorriso, anche se è solo istinto di una scoreggia ben assestata. Lo osservo, lo ammiro, lo ascolto far la telecronaca di una cagata in diretta, anche se si tratta solo di un riflesso cavernicolo.
Dormire, mangiare, cagare. E' una fase. Passerà.
Eppure la maggior parte delle persone, oggi, aspira a questo solo: dormire, mangiare, cagare.
E' una fase, passserà.

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  16.01.2007 | 09:47
SIA LODE ORA A UOMINI DI FAMA
 
 

Non è facile riprendere dopo aver lasciato che il tempo ci si mettesse in mezzo. Non è facile riprendere sperando che qualcosa sia cambiato o meglio ancora che ci abbia ripensato. La realtà è perfetta, quella sì. Quella fa e disfa ed è sempre quella. Non la correggi.
Non è facile riprendere per raccontare. Ma si deve. O i ricordi finisco inutili foto a ingiallire in qualche cantina della memoria.
La vità è un baule pieno, pieno di niente, pieno di tutto. La vita è un baule vuoto che fa paura guardarci dentro. La vita è un baule chiuso, in soffitta, ci son le cose con le quali fare i conti. Un giorno, un nipote un po' curioso andrà a rovistare, come avesse messo mano a un tesoro, sepolto e dimenticato da viaggiatori terresti, nascosto perchè nessuno potesse far domande, imboscato come i segreti che un domani il vento spolvera.
"Sia lode ora a uomini di fama" è un gran bel libro, un viaggio nella Grande Depressione americana degli anni quaranta, fra gente povera, distrutta dalla fatica, di campagne arse dal sole.
Solo questo mi è venuto in mente per riprendere. Forse dovrei raccontare il viaggio. Ma un viaggio non si spiega, si fa. Altrimenti perde il senso, come quando si cerca di spiegare una poesia.

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  06.01.2007 | 00:00
ITALO
 
 

Ancora stordito per l'inizio di una nuova vita, dopo pochi giorni mi ritrovo stordito per la fine della vita di un amico. Non che lo frequentassi, non che fossimo amici per la pelle, mai che si fosse fatta una vacanza insieme. Ma Italo è una di quelle persone che se sai che c'è allora sai anche che sei meno solo, che ti basta anche non vederlo, perchè hai comunque la certezza che esiste e con lui il senso della giustizia e l'amore di un viaggio che non finisce nemmeno a morire. Non so che dire né cosa pensare, mi vengono in mente bestemmie che non posso pronunciare o dovrei ammettere l'esistenza di quel dio al quale affidare tutta la colpa. Ma dio non c'è, lui no. Il cancro sì.
Italo e sua moglie Nelly mi hanno insegnato la favola della codina di nuvola, quella scritta dal Sub Comandante Marcos, la favola che insegna che non importa quanto sei piccolo per cambiare le cose. Una favola che racconto sempre, anche questa volta.
  "c'era una volta una nuvoletta tanto piccola che tutti la prendevano in giro perchè voleva piovere. Ogni volta le grandi nuvole la prendevano in giro, ma lei non si dava per vinta. Un giorno decide di andarsene dove nessuno le romperà le scatole. Se ne va nel deserto. Lì si concentra a tal punto che si trasforma e diventa una gocciolina, ma tanto era piccola come nuvola che per diventare gocciolina la nuvoletta scompare. Precipita e va a finire su un sasso. Essendo nel deserto questa gocciolina fa molto rumore e tutti i fili d'erba, nascosti per ripararsi dal sole, pensano che sta per piovere e decidono di uscire allo scoperto. In un istante il deserto si ricopre di verde. Da lontano, le grosse nuvole che prendevano in giro la codina, decidono di trasferirsi a piovere là dove c'era solo sabbia. Insomma, le nuvole si formano si dissolvono e riformano, i fili d'erba e i fiori come le piante crescono e muoiono e rinascono lasciando il posto ad altre piante, ma la pietra, quella sulla quale è caduta la gocciolina di nuvola, la pietra dura in eterno e racconterà a tutti, per sempre, che una gocciolina ha saputo trasformare un deserto in un prato verde".
All'improvviso quella gocciolina di pioggia è una lacrima ed è difficile distinguerla da quella di gioia per la nascita di mio figlio, che ho pianto appena il giorno prima della morte di Italo.
Una volta Italo mi disse "spero saprai indignarti allo stesso modo anche tra cinquant'anni". Solo ricordando si smette di morire e sono certo che continuare ad indignarmi per tutte le ingiustizie sia il modo più giusto per non far morire del tutto un amico.

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  02.01.2007 | 22:38
DUEGENNAIODUEMILASETTE
 
 

E poi arriva, quel momento, quel momento mezzo lungo e mezzo no in cui ti passa la vita addosso e ti ritrovi a guardare il cielo perchè la vita può essere anche un treno che ti investe e non è detto che a guidare sia un macchinista. E' lo stesso momento che hai pensato, una volta che ci hai fatto i conti, avresti potuto vivere aspettando seduto in sala d'attesa, scivolandoti via l'ansia degli altri, che a te ti fanno un baffo. E' quel momento che da lontanto sembra piccolo ma quando si avvicina ti accorgi che quello piccolo sei tu e ti stende, ti passa sopra senza rallentare. Arriva quel momento che dopo due secondi che hai fatto finta di essere un vero duro... non ce la fai più e cammini avanti e indietro come un pendolo in bambola.
Poi il momento passa, mi passa sopra, mi passa addosso, insomma mi attraversa da parte a parte e capisco che anche se so fare la punta alla matita... una immagine così bella non l'avrei mai saputa disegnare.
Non io. .. Anna sì.

Meno male!

Autore: fogliazza | Commenti 9 | Scrivi un commento

  01.01.2007 | 12:10
A NASCITURA MEMORIA
 
 

Al galoppo. Semplicemente al galoppo. E la corsa, a dire il vero, non finisce mica.
Il fatto è che son cambiate un sacco di cose, che io non ci tengo dietro, ma galoppo.
Da ragazzino aspettavo arrivasse l'ultimo giorno dell'anno per comprare quanti più botti potessi. Soldi spesi male, ma la soddisfazione di fare rumore nelle orecchie non aveva prezzo.
Tuttavia è solo questo il ricordo più forte che mi resta di ogni ultimo giorno dell'anno.
Poi sono cresciuto, almeno abbastanza per smettere di accendere micce per vedere che fuoco che fa.
La verità è che l'ultimo dell'anno non esiste più, ma l'ultimo degli anni vissuti fino a qui.
Da domani continuo a galoppare, con l'augurio a me stesso di rimanere ragazzo, fiero di una nuova compagnia, di un ragazzino che non so se mi somiglierà, ma in nove mesi di prima vita non s'è girato, che quasi lo ammiro per la coerenza: mio figlio. Forse è già testardo, una qualità che gli sarà utile.
Oggi è l'ultimo giorno degli anni, appena in tempo per continuare quelli a venire, quelli in cui, oltre a cercare di restar me stesso, sarò babbo... Babbo Fogliazza.

Autore: fogliazza | Commenti 2 | Scrivi un commento

   
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