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FOGLIAZZA
  26.08.2007 | 20:43
PARENTESI...
 
 

Se ti dicessi che dopo Cingia dè Botti c'è Motta Baluffi penseresti che è una filastrocca. Invece a Motta Baluffi, pochi km dopo Casalmaggiore (CR) c'è uno splendido Acquario del Po, immerso in una verdissima golena, lontano dalla strada e a un passo dal Grande Fiume.
http://www.pescareonline.it/archivio/2005_news/acquario_motta_baluffi.htm
La cosa mi sorprende ancor più sapendo che questo acquario esiste dal 2004 ed è veramente un luogo dove gli ambienti sono ricostruiti in modo impeccabile e le specie presenti, una sessantina, fanno davvero un figurone. Questa parentesi per invitarti a farci un giro, magari portandoti una bottiglia di vino rosso, un salame e qualche micca di pane (ancora non c'è ristoro) perchè davvero il giro vale la pena di essere fatto. Dimenticavo: c'è davvero la tartaruga di palude, sotto stava la femmina e sopra il maschio. Chiedo "sono in amore?" risponde la ragazza "no, la femmina scorrazza il maschio finchè lui non è soddisfatto, alla femmina tocca sempre il lavoro pesante, come da noi!". Sono io che comincio a pensare che l'evoluzione sia stata fatica sprecata.
Per info acquario: 348.5634093

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  21.08.2007 | 15:56
CITTADELLA DUE
 
 

Non tutti mettono il cardiofrequenzimetro nello stesso posto: alcuni lo tengono attorno al bicipite, altri attorno al torace, chi non se lo può permettere include tutto nell'orologio. Quelli della Lega, bè... loro sanno bene dove metterselo.
La cosa buffa è che esiste anche un elettroencefalogramma da corsa, che registra tutte le attività cerebrali durante l'attività agonistisca. Ma pare che in Cittadella nessuno sia interessato. Il cardiofrequenzimetro ti dice a quanto sta andando il tuo cuore e ora che sai qual'è la forbice entro la quale ti puoi sforzare, pare che molti podisti della Cittadella lo usino come deterrente per non andare più a letto con la propria compagna. Mi pare strana la combinata tecnologia/sport: ho sempre creduto alla soglia della stanchezza come a un ideale campanello d'allarme. Sei stanco/rallenti. Sei molto stanco/ti fermi. In altre parole: ascoltare il proprio corpo. Ma come si fa ad ascoltarsi con le cuffiette dell'I-pod nelle orecchie? E' sempre più difficile, ma pare che il maratoneta cittadellaro non riesca a privarsene. Sopravvive, è vero, ancora la specie "Balboa" (scarpacce da tennis mai usate nemmeno al tennis, felpaccia logora e slabbrata, braghini pezzato nel culo con padella di sugo, calzino ingiallito fu bianco), ma va estinguendosi, visto con sospetto dagli altri, anacronismo di estetica e parmigianità sportiva. La Cittadella è diventata una olimpiade pulsante, un timer ginnico, un metronomo d'élite. Questo ed altri accessori cyber-sport la fanno somigliare più a una play-station, ma chi manovra il joystick non corre affatto, anzi, sta dietro a un bancone, immobile,  e batte scontrini a non finire.

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  19.08.2007 | 10:09
CITTADELLA UNO
 
 

E io che credevo di essere diventato pigro. Di avere perso entusiasmo per la vita, l'aria aperta, il benessere, la natura, le farfalle e le violette. Credevo non vi fosse più nulla da fare che rassegnarsi a una circonferenza tipica del babbo che ingiallisce e che non darà mai l'esempio al figlio su quello che è giusto mangiare perchè non diventi come suo padre. Pensavo d'aver dimenticato quei vent'anni di agonismo su campi di pallone, prati verdi, fango e pioggia, polvere e sudore, sangue e arena (addirittura). Pensavo di essere diventato un vero sportivo italiano di quelli che l'atletica la guardano in tivvù. Mi sbagliavo.
E' stato passeggiando in Cittadella, spingendo con flemma e orgoglio il passeggino con Jacopo, che ho capito tutto, che non sono pigro, che non sto invecchiando, che non sono fiacco. Semplicemente non sono sincronizzato. Vorrei dire grazie a tutti quegli atleti che comandano i bastioni della Cittadella, che li dominano a passo deciso, che li posseggono in virtù del fatto che vanno forte e tirano dritto. Vorrei dire grazie a tutti questi per avermi aperto gli occhi. Credevo di essere un uomo finito e invece non ho l'aipòd, il cardiofrequenzimetro, il draifìtt, l'amminoacido e la macrotecnologia che mi dice quante calorie ho consumato. Ecco perchè non corro più, perchè solo così posso capire se il mio cuore batte giusto o batte in testa, che quello che ho mangiato prima l'ho squassato e più tardi ci sta un aperitivo, che il sudore che ho emesso non sarà acchiappato dalle centraline dell'Arpa. Insomma sono felice, non sto invecchiando, sono solo superato. Ma sto recuperando: ho fatto arrivare dall'America un catetere speciale che dirotta l'urina nell'intestino fino alle feci. Tutto questo mentre stai correndo. Quando sei pieno vaporizzi tutto fuori, come gli aerei e continui a correre. E' bello ritrovar se stessi e scoprire che senza tecnologia non esisti.

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  07.08.2007 | 14:39
CARA SALLY...
 
 

Cara Sally Incognita (vedi comm. n.6 post del 20.06.07), grazie per la tua delicatezza e il garbo col quale mi scrivi. Direi, quasi, con tale lieve diplomazia che nemmeno tu sembri convinta di quello che dici. Tuttavia mi apprezzi per quello che scrivo e disegno. C'è del buono in tutti.
Dicevo... cara Sally Ics, ha ragione Andrea (vedi comm. n.7 post del 20.06.07), altrettanto diplomatico ma più concreto. La prima serata è già andata in scena (Piazzale Picelli... facessero una menata sul calcio in via Farini volerebbero bottigliette di Ceres da tutti i cantoni) quindi si può attestare che è tutto vero ossia che l'innovazione del grande Ciccio evento Sommi si materializza in un programma sul futbol (o come c...o si scrive). Okkei, parliamone di come era una volta, ma è sempre zuppa. Possibile che siamo continuamente alla ricerca di una dose di inutile, marcio e corrotto businness (guai chiamarlo sport)? Perchè le forze dell'ordine non vanno alla caccia di partite di cultura tagliate male? Perchè non perseguono pusher dall'aria innocente e di buona famiglia che spacciano niente condito di nostalgia? E magari cogliere l'occasione per rinchiudere tutta una platea in una comunità per astinenti da vuoto culturale...
Cara Sally Ypsilon, ma c'era proprio bisogno di un'altra puttanata sul calcio, nuovo o vecchio che fosse?
Cara Sally 007... ma tu hai mai chiesto a Sommi Ammicca cosa sia il fuorigioco? Avesse organizzato una serata sul calcio per sole signore, col nostro Luca Treccani a tradurre  in sonetti i misteri della zona Cesarini, in trimetro giambico le fatiche del trequartista, in quartine sciolte le incertezze del fuorigioco, in prosa portuale la sodomia del fallo da dietro (culmine del dopocena per le signore di ogni età)... allora sì sarebbe stato un grande evento. Come saresti stata tu un grande evento, se non ti fossi lasciata sedurre da questa tonnara di sapienza.

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  03.08.2007 | 18:14
VIVA LA IVA n.2
 
 

Mi sono fatto un portachiavi in resina, l'ho modellata io: è il mezzobusto di Enrico Cuccia. Considerando che era basso e tutto curvo è alto uguale. Fa la sua figura. Come giovane imprenditore cerco di aprirmi una strada in un mare di strade già battute. Vorrei distinguermi. Avere una partita IVA stimola il dribbling legale. Sono pronto per una scalata. Vorrei quotarmi in borsa, sentir dire che le Fogliazza s.p.a. guadagnano anche oggi, che sono indagato per uno dei mille rivoli giuridici che chissenefrega che c'è l'indulto e una patria che va fiera del più furbetto. Uso la crema abbronzante di Chicco Gnutti. Pure la lacca non è male. Sa un po' di Caraibi, ma ci convivo. Avere una ditta ti fa sentire importante. Vorrei il calco in gesso dell'Unione Industriali di Parma, così, da tenere in giardino al posto dei nanetti. Vorrei incidere sull'economia di mercato e quando sento parlare di prodotto interno lordo... contribuire con uno stronzo.
Essere titolari di una ditta a Parma si complica ogni giorno di più. Ho preso il Sole, sono andato subito all'ultima pagina: manca la pagina dei morti. A Parma non conti se prima non hai verificato che sei ancora un superstite. Entro tre anni voglio il premio S.Ilario, come l'hanno avuto Tanzi e Silingardi. E come loro... conservarlo. Voglio diventare un Grande Evento.
Un saluto a Sally, alla quale risponderò (vedi commento n. 5 al post "VEDI ALLA VOCE CULTURA") appena mi riprendo dal senso di colpa.

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