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FOGLIAZZA
  28.09.2007 | 15:04
REALITY SHIT
 
 

Doveva succedere. Non bastava che fossero i format responsabili del peggior abbassamento di livello culturale televisivo, nè che di realistico questi show avessero solo l'ignoranza di chi li segue. Non bastava che Tv Parma vantasse un palinsesto con mattatori del calibro di Nello Finesse Fochetti e Luca Piacione (ormai dirottato agli Eventi Sommi). Non bastava che Ciuffo Gavazzoli fosse direttore di tanta emittente, tant'è che l'idea di questa trasmissione l'ha avuta lui. Se la matematica non è un'opinione allora pure io posso aspirare a pettinarmi come un direttore televisivo.
In tutto questo riscaldar di brodo e zuppa, c'è una lieta novella: Francesca Strozzi, per gli amici Franceschina.
Dopo anni di militanza dietro il bancone del tiggì locale come mezzobusto e mezzo no (mai un capello fuori posto, mai una papera, mai un orgasmo), una proposta from Emilio Fede rispedita al mittente perchè non riusciva a cambiare colore come meteorina, dirette alle prime del Regio miseramente arenate perchè mimetizzata con gli arazzi e i drappi del teatro, ecco una grande occasione di riscatto (ammesso che qualcuno lo voglia pagare): non la conduzione di un semplice reality show, no: uno psyco reality fly.
Sulle prime, Franceschina (per gli amici) ha avuto una reazione fredda (per gli amici freddina). Passato il brivido ha compreso essere per lei l'occasione che aspettava: far decollare la sua carriera alla faccia di chi le rimprovera di sorridere come una pattinatrice su ghiaccio e di bucare il pavimento invece del teleschermo.

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  27.09.2007 | 14:12
in VIGNO VERITAS n. 1
 
 

Caro Sindaco,
diamoci del tu!
L'idea è brillante!!!! Hai presente dove c'è Cagna&Benelli, il fruttarolo, di fronte al Barilla Center, che c'è quel baretto che vedi in foto che fa angolo dove avevi il tuo quartier generale durante le elezioni? Bòn, lì.
Non godendo di mezzi con pedalata assistita, ma godendo di camminata a gestione muscolare, quella mattina transitavo, nel rispetto delle norme della strada e del prossimo, dove vedi quel baretto in foto.
Giuro, camminavo. Mi hanno offerto un pit-stop ai tavolini, mi son trovato il rifornimento di noccioline, un camparino tra le dita, discorrendo di effe e motori. Tutto questo senza averlo chiesto e senza aver colpestato la ciclabile che rasenta pericolosamente la libertà di cibarsi in pubblico. 
Il servizio è stato ottimo e volevo chiederti: il rinfresco rientra nel servizio di percorso pedonale oppure è stata una botta di c...? Non si potrebbe fare in modo di riproporre il ristoro, di cui non ho omaggiato (si paga l'aperitivino) ma goduto, in più punti del percorso ciclopedonale? Camminare fa bene, ma stanca pure. La tua amministrazione intende fare qualcosa per replicare il civile esempio di questo comodo e fruibile baretto? Ripeto: è un'idea brillante camminare e trovarsi in linea con i tavolini di un bar.
Nell'attesa mi bevo un Cynar.

Autore: fogliazza | Commenti 2 | Scrivi un commento

  25.09.2007 | 19:00
PER LA MADONNA... HIP HIP... URRA'!!!
 
 

Ricevo e, con entusiasmo mangiaprete, pubblico due righe di un amico (la vignetta è roba mia):

"Il vescovo Bonicelli è salvo. E in partenza per Lourdes per ringraziare la Madonna.
Per l'amor di Dio (è proprio il caso di dirlo) andare a pregare la Madonna è sacrosanto (anche questo è proprio il caso di dirlo) e per un cattolico pure doveroso. Ma credo che Bonicelli, così come la Chiesa, dovrebbero ricordarsi "anche" dei medici. Magari andare in pellegrinaggio all'ospedale Maggiore, o al Centro Tumori di Milano o al Gaslini di Genova (qui ci sono stato, se volete che vi racconti cosa ho visto...).
Allora, andare in giro per ringraziare la Madonna mi sembra un po' riduttivo e pure pericoloso, soprattutto perché questi consigli vaticani arrivano soprattutto a chi li segue "alla lettera". Poi ci lamentiamo che non arrivano soldi per la Ricerca e a casa ci riempiono di bollettini per aiutare le varie Associazioni. Ma andiamo pure a Lourdes!"
                                                                       Lettera Firmata

Autore: fogliazza | Commenti 11 | Scrivi un commento

  21.09.2007 | 00:10
UDIENZA
 
 

Accetto con piacere la proposta di PolisQuotidiano, partecipare tra il pubblico all'udienza da botteghino per il bambino ammazzato. Ritratti veloci, schizzi frettolosi, bozzetti stentati. Molti, troppi voyeur della terza età, abbarbicati alla balaustra che divide il popolo garante dalla legge emessa e deficiente.
Frotte di giornalisti o cose così, impiegati del trafiletto, statali della cronaca, mendicanti della dichiarazione. Cronaca diretta del realismo da spettacolo. I giornalisti si atteggiano a depositari della storia. I più accreditati (perchè di quell'emittente o di quel giornale) ostentano il loro poco più degli altri. Nessuno scava, le pale e i picconti della curiosità intelligente ammuffiscono assieme alla comodità di riferire quello che già duecento persone sentono in aula. Informazione a chili, mercato da notizia, taccuini comprati di fresco, soldi spesi male. Il pubblico lusinga i genitori con parole di solidarietà, lei sorride come una smorfia paralitica, lui si concede ufficio stampa di sè medesimo. Ammiro il costante impegno che distrae costante dai suoi gusti per foto pedoporno (sei mesi patteggiati). Ma non è lui l'imputato, anche se atteggia pose da scatto che immortalano la sua condanna. I giornalai della carta stampata  e gli strilloni della televisione brulicano al minimo cenno, fermento da bottegai lusinghieri. Chi vanta il toscanello quale unica erezione della propria modestia, chi la forma impeccabile del proprio culo alla faccia degli anni che passano, chi la pensione che rifiuta pur di incatenarsi al mestiere di 'sta ribalta. Giornalisti e pubblico si contendono il pasto caldo, mentre la legge è uguale per tutti: basta patteggiarla. 

ps. nell'immagine il padre di Raimondi tra il pubblico, almeno finchè fa notizia.

Autore: fogliazza | Commenti 1 | Scrivi un commento

  20.09.2007 | 23:06
VERDI CHE RIDE
 
 

Perchè Verdi è sempre triste, con quell'aria da funerale? Ci sarà pure un'immagine che lo ritrae sorridente. Scelgono sempre quella. Come mai?
Eppure il Festival Verdiano è stato presentato a Roma, con Rutelli, Lasagna (impeccabili i suoi gessati di 012), Luca Sommi (scriverà poi la ballata "Che ci faccio qui?"), il presidente Mediaset Confalonieri (Fedele a chi?) e Meli (il simpatico sardo Regio in falsetto). La faccia di Giuseppone è sempre triste. Come mai? Eppure la città di Parma non perde un'occasione per ricordarlo, celebrarlo, osannarlo, mungerlo e festeggiarlo. Forse perchè Verdi con Parma non ha mai avuto nulla a che spartire con quella che si definisce la "sua città". Primo perchè il Beppe Nazionale non è nemmeno del sasso, manco del giarrone, neppure pulviscolo portato dal vento: è arioso, ma tanto arioso che è quasi piacentino... Roncole, mica di là dall'acqua: di là da Busseto. Poche balle: se non sei della città non sei Parmigiano, al massimo Grana Padano (vedi Calisto Crak e la fretta dei ducali nel dichiarare che non era parmigiano perchè residente in campagna). Forse Giuseppone è triste perchè l'unica (UNICA) volta che si è offerto di scrivere un'opera per il Regio... ancora aspetta una seduta spiritica perchè gli diano una risposta. Forse è triste perchè il monumento che tanto lo celebrava allora, dal dopoguerra ad oggi, se non ha l'aurea di un pisciatoio poco ci manca. Forse è triste perchè da Cigno di Busseto... Parma l'ha trasformato in Gallina dalle Uova d'Oro.
Ecco perchè il Maestro è sempre triste, perchè a Parma non ci sta bene e non c'è mai stato. Anche se il mangime che se ne ricava ne fa razzolare di polli...

Autore: fogliazza | Commenti 6 | Scrivi un commento

  17.09.2007 | 13:55
Caro MARIO ROBUSTI...
 
 

... hai perfettamente ragione e ti chiedo scusa.
Per farmi perdonare racconterò, brevemente, di quei catini sudati di sport e passione, dove batte il cuore, non quello al minuto nè la caloria a tutti i costi.
Per cui di quella volta che entro in Cittadella, da via Pizzi: alla mia sinistra la Fortitudo Balcani Football, ragazzi dell'ex Jugoslavia che si rincorrono a pallonate; a destra c'è l'Atletico Sahara Soccer Club, con qualche intruso sbiadito ma integrato; nel campetto ancora più a destra la Virtus Mahatma Criket; proseguendo in senso antiorario, la China Dream Team che si contende un canestro tanto alto che l'anello gli deve sembrare quello di Saturno; nel campo successivo, c'è lui... che non so come sia fatto: Mario Robusti, sudato che Beppe Grillo a confronto soffre di ritenzione idrica. Marione Robusti che dà l'anima sul cemento e non ne infila manco uno da tre punti. Mannaggia. Ma il suo sudore, come quello di tutti quelli che stanno dando l'anima per lo sport che più amano, senza fare il verso ai grandi, alle star, ai falsi vip, ma solo all'arlìa che esiste ancora in certi anfratti della nostra città, è sudore che brilla al sole e sa di sincero, di autentico. Altro che integratori: c'è la fontanella!!! E tutto questo, che stavo dimenticando, me lo ricorda Mario Robusti ovvero "Quelli del piano terra Cittadella"!
Grazie!!!

Autore: fogliazza | Commenti 1 | Scrivi un commento

  13.09.2007 | 13:42
AMERICAN DREAM LADEN
 
 

Ancora un anniversario, uno dei tanti che non mancheremo di vedere celebrati. Si conservano pezzi, residui di cose crollate, brandelli di carlinghe, foto strappate. Tutto diventa un grande evento (Sommi impara!). Tutto si spettacolarizza e fra cinquant'anni assisteremo a un concerto dell' ologramma di Elvis là dove stavano le Torri Gemelle, per ricordare. Quello che stanno facendo gli Americani è creare un nuovo grande Superbowl, anzi un Superboom, un fenomeno mediatico che possa superare in eclatanza l'olocausto ebraico. E se i duemila e passa morti nelle torri  non bastano a superare la tragedia dei seimilioni voluti da Hitler, allora sarà la qualità dei morti, la qualità di uomini migliori, di americani con il tasso di civiltà più evoluto al mondo. Una nuova razza ariana che merita d'esser pianta più di altri morti e che si propone come autentica, nuova e più meritevole shoah. Legittimata (leggere attentamente le avvertenze e le modalità d'uso degli stati canaglia) più di qualunque altro dramma alla rappresaglia su scala mondiale: arianizzare la democrazia nel mondo sulla base del sistema americano. Mentre si pronunciano uno ad uno i nomi dei caduti a Ground Zero (ci vogliono tre ore almeno), nessuno spreca sillabe per quei nomi di corpi sepolti in Iraq, che superano di almeno mille gli interrati sotto le torri, partiti per vendicare con la democrazia. La maggior parte degli americani, che non sa dove siano Afghanistan e Iraq, ha almeno l'alibi di non sapere che i civili morti durante gli effetti collaterali sono molti, molti di più e probabilmente incivili che avranno fatto qualcosa per meritarselo.
God bless America.

Autore: fogliazza | Commenti 1 | Scrivi un commento

   
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