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FOGLIAZZA
  29.03.2008 | 15:02
VERA BUFALA ITALIANA
 
 

Poche balle: la vera mozzarella siamo NOI, la vera mozzarella è l'Italia intera e gli Italiani i suoi fermenti lattici morti.
Poco importa se Berlusconi è il casaro di questo immenso consorzio: è la mandria di Italiani che in sufficiente maggioranza porta le proprie vacche a farsi mungere da un Presidente Vaccaro.
Siamo un paese libero e democratico: ci facciamo spremere liberamente e democraticamente e tra quote latte e quote rosa perdiamo quota, raccattando il consenso letamaio di un popolo in vacca.
Ben venga un vaccaro come Berlusconi, almeno facesse in fretta come un dentista: uno strattone e via: cazzo è stato?!?!
Invece stiamo talmente al giogo che fino a quando non avremo arato col culo questo paese marcio fino all'osso, non ci renderemo conto che anche troppa acqua può fare male: quando si annega.
Un vecchio adagio dice "nel bisogno si galleggi anche sulla merda", una canzone di DeAndrè "dal letame nascono i fior".
A Parma si raccontava questa storia: un ricco possidente va dal contadino e gli chiede del buon concime. Quello, forte della sua competenza, gli mostra la merce. Il ricco possidente, forte della sua arroganza, gli chiede "ma è roba buona?". E il contadino "Questa è merda. Qui non ci sono porcherie!"

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  25.03.2008 | 15:18
LIBRIeFORMICHE
 
 

Non esistono libri per bambini. Esistono quelli per adulti, perchè quelli di questo tipo quasi sempre non vanno bene per i più piccoli.
Quelli per bambini, invece, hanno sempre qualcosa di utile per quelli come noi che siam cresciuti e magari ci abbiamo la memoria corta.
I libri per bambini ti fanno fare i conti con quello che eri e se davvero non lo sei stato ti costringono a fare i conti con quello che ti sei perso: te stesso che volevi solo essere grande. Che poi... arriva così in fretta quel momento che ti ritrovi a dire "tutto qui?"
Nei libri per bambini e per ragazzi c'è la storia che avresti voluto leggessero a te, le illustrazioni che avresti voluto disegnare al posto delle migliaia di parole noiose dei libri costretti a suola, c'è la fantasia che hai scordato esistere.
In questi libri c'è ancora tutta la bellezza della lettura, fatta di parole e immagini, ancora intatta prima che  si perda nell'ignoranza collettiva che devasta la cultura di questo paese.
In questa città, Parma, c'è un posto in cui i libri sono aperti come le braccia di un amico che non vedi da tempo... ma che importa: ci si ritrova e stavolta per non lasciarsi.
C'è un posto dove i libri sono garantiti da ragazze appassionate che ti presentano il libro come loro amico speciale, del quale avere cura, come quando ti si affida cosa preziosa.
C'è un posto in cui trovi tutti quei bambini che non siamo stati e che ci ostiniamo ad ignorare: lì puoi sofgliare te stesso e scoprire che i libri non ti insegnano a chiuderli ma a voltare pagina se vuoi andare a avanti.
C'è questa libreria...


"Libri e formiche"
via Cairoli 13 -
tel/fax 0521.506668
libreria@librieformiche.it

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  22.03.2008 | 13:12
ORIZZONTE INCERTO
 
 

Spesso rientro a Parma venendo da Langhirano, percorrendo la tangenziale del Campus.
Ricordo che vedevo campanili, anni fa, qualche antenna dell'alta tensione, pali della luce, ma con tale modestia di questi che i campanili non ne sentivano l'invadenza.
Ora vedo un orizzonte incerto, come se l'orizzonte frastagliato di ciò che lo seghetta fosse molto più che lo sky-line di una micròpoli che non si accetta piccola.
L'orizzonte confuso è fatto non più da quei campanili, ma da torri ripetitori di telefonia, un insulto strallato che non si spiega se non nell'esaltazione di chi l'ha voluto, palazzacci assedianti come Tartari che hanno percorso il deserto e impolverano il benvenuto.
Salgo sulla rampa della tangenziale (orgoglio di un'amministrazione che s'è detta soddisfatta d'aver "chiuso" tale stradaccia in dieci anni... ) e sulla destra di sera s'illumina e di giorno è lo scheletro di un bizzaro sfasciacarrozze: "ai miei" tempi erano i baracconi, la Fiera di S.Giuseppe in via Kennedy, tripudio di luci colorate anche al sole! Oggi solo le giostre, baraccone viaggiante, presepe rugginoso dai pochi pastorelli. Da lontano la ruota panoramica, brilla di verde al buio, archeologia industriale di giorno.
Da lassù cosa si vede? Di panoramico c'è una ruota, che gira e rigira mostra un orizzonte incerto: non più campanili di sasso e mattoni, ma di ferro, cemento e telefonia immobile. Da lontano l'orizzonte sembra un letto da fachiro sui quali aghi il cielo non riposa. 

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  16.03.2008 | 12:37
SCATTO BRUCIANTE DELL' ATLETA TIBETANO
 
 

In queste Olimpiadi l'atleta da battere è il Tibetano: pare sia dotato di uno scatto bruciante.
Per questo, gli atleti stranieri, sostengono che tutte quelle calorie bruciate così rapidamente sarebbero frutto dell'uso di doping.
Secca smentita del Governo Cinese: i Tibetani non bruciano calorie più rapidamente. Bruciano e basta.
I Governi del Mondo, con l'appoggio incondizionato degli sponsor, solidali con il paese del Sol Levante.

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  13.03.2008 | 15:56
HANNO ESONERATO IL TARDINI
 
 

L'allenatore dell'Inter si dimette dopo che il Liverpool gli ha fatto un dispetto: broncio, sculacciata del presidente Moratti, concesso il mommo, pace fatta. E la notizia fa scalpore.
A questi non basta prendere già un sacco di soldi. Ci tengono  a prendere anche per il c...
Ora hanno esonerato il Tardini e qui a Parma la costernazione è grande. Dove andrà a giocare il Parma Calcio? Dove troverà uno spazio utile? Al Regio? Pare che il fuaié sia idoneo secondo i parametri della Strozzi. Sotto i Portici del Grano? Pare che Ciccio Emmicca ci veda l'Evento Sommo. Nell'ExBormioli? La Sex&theSassi smentisce che i giocatori siano dopati con amianto. Arriva Coper, c'è sempre bisogno di un salvatore della patria, specie quando la patria non esiste più. Esonerano il vecchio e arriva il nuovo. Ogni anno sempre più vicini alla serie B. Come faremo noi città del mondo, noi Parma d'Europa, noi Città Globale, noi che qui che là... che ne sarà della nostra immagine nel mondo? E se finisse davvero in serie B questo Parma? Per restrci come una volta, un bel po' di anni, ai bei tempi andati, quando almeno i tubi dello stadio erano innocenti? Come faranno quelli che abitano attorno allo stadio a soprvvivere alla vivibilità domenicale senza coglioni da stadio dell'una e dell'altra sponda? Come faranno i tutori dell'ordine ad ignorare tutte le multe che NON DANNO MAI alle auto parcheggiate sulle piante, sui lampioni, sulle aiuole, sulle palle di chi ha diritto di abitarci? Come faremo a specchiarci in noi stessi con una manica di calciatori operai che giocano contro il Krotone? Un minuto di silenzio per tutti i giornalisti e opinionisti che opinioniscono e giornaliscono ogni lunedì sera, tra TvParmaLetale e TeleBucato, al capezzale del morto: niente fiori ma opere di bere, almeno daremmo la colpa all'ebbrezza.

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  09.03.2008 | 22:49
JAKO e NIKO
 
 

Ci sono Starschi e Atch, Stanlio e Olio, Prodi e Veltroni, Mork e Mindi, Bò e Liùk, Bonni e Claid, Ficarra e Picone, Obama e Illary... Ma pure, ci sono, Jako e Niko.
Potrebbe essere una fiction di due ragazzini che a mò di "Camera Cafè" lavorano in una rosticceria, in un forno, una pasticceria, dove si mangia, che cercano di non fallire perchè invece di vendere... mangiano quello che hanno nel bancone.

Due figli da tirar su non sono uno scherzo. Jako, da subito, ha avuto bisogno dell'aggiunta. Per chi non lo sapesse l'aggiunta è la compensazione del poco latte materno: acqua e latte artificiale. Lo scopo del  latte artificiale è quello di anabolizzare i bambini e renderli molto simili a "Ciccio Bello". Jako comincia a somigliare a HeMan.
Niko, al mondo da appena sei giorni, pare suggerisca che da grande farà l' idrovora: al posto dei capezzoli di Anna sono due hamburger, uno per tetta. Anche Jako ha già bisogno dell'aggiuntina. Forse dovremmo sospendere il latte artificile "HappyMilk" di McDonald's.

Due figli da tirare su non sono una passeggiata. Certo, sono straordinari, la cosa più bella del mondo. Ma la carenza di latte da parte di Anna, ci costringe a somministrare ai piccoli cetaci piccole dosi di prodotti caseari: piccoli cubetti di pecorino, tomini col miele, scaglie di parmigiano, ricotta con marmellata, besciamella. E' tutto a base di latte. Non può succedere nulla.

Due figli che ci stanno dando grasse soddisfazioni. Peccato non possano donare il sangue: hanno un colesterolo a 420. Forse lo giochiamo al lotto.

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  07.03.2008 | 08:44
contatti
 
 

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  05.03.2008 | 14:01
NICOLO'...........................................
 
 

"Vivo a Parma con Anna, Jacopo, Nicolò e Cirano. E ho due chitarre che non son capace."
Adesso, finalmente, posso aggiungere un dettaglio pesante alla mia biografia.
Avere un figlio può essere la cosa più bella del mondo. Averne due ti fa sentire eroe dei due mondi senza essere minimamente Garibaldi.
Avreste dovuto vedermi, l'altra mattina, con Jacopo a fare il vaccino: io, unico babbo, fra tante mamme. Sembravo un pavone con la coda a ruota panoramica.
Faccio auting: son bis-babbo e me la tiro un sacco.
Approfitto, e poi torno in ospedale di corsa, per ringraziare tutti quelli che ancora non hanno portato un simpatico omaggio floreale per celebrare la visita del nuovo nato. Il mio appello "Niente fiori o statevene a casa" sta funzionando. Non capisco la mania di regalare una piantina, un tronchettino della felicità (del fiorista) o un ciclamino quando poi tocca a me farle morire (TUTTE), che mi tocca portarle a casa (in portineria cominciavano a fissarmi con lo sguardo di chi ti sta per chiedere la bolla d'accompagnamento) perchè mi scordo di annaffiarle.
Approfitto per ringraziare anche quelli che non hanno potuto fare a meno (una minoranza) di omaggiarci con un simpatico presente botanico barra floreale: li ringrazio da parte di quelli della stanza accanto, che con somma civiltà si danno convegno ad ogni orario di visita con un branco di parenti, ai quali ho rifilato le simpatiche piantine. Nel bordello non si sono accorti di nulla.

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  02.03.2008 | 20:44
BIS-BABBO SI DIVENTA
 
 

Penso con incertezza al futuro. Penso che le certezze migliori siano appunto quelle che vanno perseguite. Anche se in quasi due anni di blog di certezze ne ho descritte:
Adrastico Ferraguti e il posto fisso da cameriere;
Cicccio Ammicca  e l'outlet degli Eventi Sommi;
Francesca Strozzi (per les copains Strozzina) e le grandi inchieste "Che ci faccio qui?";
Ciuffo Strallato Gavazzoli docet: Cepu mi fa 'na pippa ;
Trentapertrentanonfantrentuno ma AssessoreCultura e AffariSociali
PolisQuotidiano a 4 pagine che piegato in due fan già 8;
la Gazzetta di Parma quotidiano più antico d'Italia che continua ad esserlo;
inVignoVeritas: il sindaco imbronciato che vuole i Lego della Bohigas
la retropolitana perchè siamo una city europea;
lo scambiatore Verdi: lasci giù la macchina e prendi la navetta per andare dove non decolla l'aereo; 
il Parma Calcio che ci veicola l'immagine nel mondo: perchè siamo da serie B?
il Premio S.Ilario: non si nega a nessuno;
e tanto altro...
Sto per diventare bis-babbo e non è poco in questo mondo piccolo di certezze rurali. Divento babbo per la seconda volta alla faccia del precariato. Dopo Jacopo arriva Nicolò: e sono felice che crescano a Parma.
L'elenco di cui sopra è puro ottimismo: c'è posto per tutti.

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