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FOGLIAZZA
  27.10.2008 | 16:26
VIVA LA SQUOLA!!!
 
 

Ricevo e volentieri pubblico:

"Dico: "sono laureato e a 1.200 euro al mese non ci arrivo nemmeno". Potrei considerare che il mio titolo vale meno di zero, ma non è così vero. Tutto il tempo che ho studiato mi ha lasciato molto e mi ha lasciato la capacità di fare quello che mi piace al di fuori dell'orario di lavoro.
Il sistema economico funziona così: chi produce (gli operai) vive di stenti; chi distrugge (i manager) nuota nel lusso.
La scuola, la scuola.... Ci vorrebbe un po' di onestà intellettuale da entrambe le parti. La cara Gelmini dovrebbe ammettere che questa riforma ha un solo motivo: spendere meno soldi. La pianti con 'ste stronzate del bambino che ha bisogno di una figura unica di riferimento, dell'effetto anti-bullismo del voto in condotta e di amenità simili che di pedagogico non hanno nulla. La scuola costa troppo? Va bene, ammettiamolo serenamente. Ammettiamo che non ci sono i soldi per i ricercatori e che i professori universitari costano l'iradiddio. E' molto più onesto e più verosimile che sbandierare una riforma che riforma non è.
Anch'io non amo questi studentelli che vanno in televisione a riempirsi di paroloni di cui non sanno nemmeno la portata. Però preferisco vederli lì, che in fila per le selezioni del grande fratello; preferisco lì, che a scambiarsi sms in sovrimpressione mentre scorrono i video di All-music; preferisco lì che ad impasticcarsi o ad alcolizzarsi prima di mettersi al volante.
La società, alla fine, vive sul conflitto generazionale. Non solo è naturale che i figli contestino i padri, ma è anche salutare, vitale, direi.
Uno dei più grossi errori della nostra epoca è la tendenza ad annullare la conflittualità
giovanile (e in Italia la televisione ha fatto un gran lavoro), di fatto aumentandone la devianza e la tendenza all'abuso di droghe e alcool.
Ti lascio con un'ultima considerazione: il sessantotto era una ribellione studentesca che ha approfittato delle circostanze per diventare qualcosa di più.
Il settantasette è una ribellione spontanea, non organizzata, vera; per questo più violenta e distruttiva. E' stato il momento in cui i giovani si sono accorti di non avere più in mano il loro futuro e hanno cercato un ultimo strappo per riconquistarselo.
Fallendo."

Andrea Fenti, autore dello spettacolo teatrale "sei77otto - le strade occupate dai sogni"

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  25.10.2008 | 22:45
BUON VIAGGIO
 
 

Perchè l'Italia è un paese bello e inutile.
Perchè nelle piazze si urla e non si parla più.
Perchè la memoria è finita.
Perchè non ne vale la pena.
Perchè l'Italia è infestata da Italiani falsi.
Perchè l'Italia non era questa ma la è diventata... ammesso che sia stata qualcos'altro.
Perchè anche di fronte a questa dichiarazione... http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/JMS/JMSRA.pdf non cambierà nulla.

Per questo e per altro ancora auguro a Roberto Saviano di fare buon viaggio e di continuare a scriverrci da ovunque ricomincerà a vivere.


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  23.10.2008 | 09:07
L'USO INTELLIGENTE DEI FOGLI DI VIA
 
 

Voglio attirami l’ira di tutti i parmigiani. Voglio proporre al sindaco un nuovo balzello. Una nuova tassa.

Ho visto nei giorni scorsi Ferdinando Carretta. Stava mangiando. Come me, del resto. Era circondato, penso, da assistenti sociali (e penso anche che siano pagati da noi contribuenti). Si lamentava per la qualità del cibo, per la non perfetta purezza dell’olio per condire l’insalata. Faceva i capricci, come un bambino viziato. Aveva un che di alterigia nei suoi atteggiamenti e un che di sprezzante nel suo sguardo. Inutile ricordare di che cosa è colpevole, Ferdinando. Ma lui ha il diritto di rifarsi una vita, ci mancherebbe altro. Il sacrosanto diritto. Lontano da Parma, però, fuori almeno dal perimetro cittadino. Dove pochi sanno a chi ha sparato vent’anni fa.

Signor sindaco, le propongo di istituire una nuova tassa per evitare di incontrare per la nostra strada i vari Carretta, Alessi-Conserva-Raimondi, Cagna, Rossi. E qualcuno dei loro avvocati, anche, così pronti a pietire “comprensione” per gli assassini, senza spendere nemmeno una parola per le vittime, massacrate a pistolettate, coltellate, pedate. Una specie di foglio di via obbligatorio e illimitato. Quel tipo di documento, per intenderci, che viene puntualmente rilasciato alle prostitute pizzicate sulle vie del sesso; ragazze picchiate, sfruttate, calpestate e anche allontanate dal territorio cittadino, perché deleterie al decoro comunale.

Loro, le lucciole africane, non sono desiderate nemmeno a mangiare un primo in un self service cittadino. Ci scommetto che non si lamenterebbero nemmeno per la scarsa qualità del cibo. Loro, le lucciole africane, non hanno ucciso nessuno.

Signor sindaco, si ingegni a trovare un modo perché chi ha pugnalato alla schiena la città, non calpesti più il territorio cittadino. Che ne so, potrebbero essere considerati alla stregua di un impatto ambientale: la presenza di Carretta in via Rimini è, a buon titolo, un abuso edilizio. Si ingegni signor sindaco. Sono sicuro che troverà la soluzione. 
 

Lettura consigliata: Spingendo la notte più in là – Mario Calabresi.
                                                                                   AlBoh

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  22.10.2008 | 11:00
UOMO AVVISATO...
 
 

Marione Resisti, il Chianu Rìv dei poveri, il periodista di RepPar.it (nell'immagine esclusiva, e non autorizzata da Contentino Monteverdi, con l'impermeabile d' ordinanza alla Matrix)  è stato raggiunto (non perchè abbia rallentato il passo) da un avviso di garanzia. Si tasta il polso del ragazzo, si misura la sua statura, si quantifica la portata del suo pannolino.
Non è il solo a cimentarsi con la politica del terrore (si veda "L'era glaciale" quando Sid il bradipo chiede a Diego la tigre "Mi stai minacciando?!"): Molossi della Gazzetta, anch'egli raggiunto dall'avviso, attraversa un quarto d'ora da imodium (aleggia il sospetto del reality scoop); Pipeto Gavazzoli è stato raggiunto da un "buono pasto" della mensa Unione Industriali ParMense; Adrastico Ferraguti è stato raggiunto e superato come "persona disinformata dei fatti". PolisQuotidiano attende un cenno di considerazione, se non dai lettori, almeno da parte del PM.
Da sottolineare che Marione Resisti è stato iscritto nel registro degli indagati per tentata violenza: secondo le prime indiscrezioni sarebbero coinvolte le sue poesie.
Qualora venisse provato che il Resisti ha effettivamente usato violenza, per i mattatori di Emmanuel, nel caso venisse provata anche la loro responsabilità, si teme una severa imputazione proporzionata al reato: macinato di carne.

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  21.10.2008 | 13:22
CHI SA PARLI
 
 

Si scava nel passato di Bonsu. Si scava perchè l'amministrazione locale, non contenta del fondo, ne ha bisogno. Ormai non ci sperava nemmeno più, tanto che le bombe carta appaiono come una manna dal cielo: "finalmente un attacco al cuore dei vigilai tanto bistrattati che solidarietà per solidarietà per tre e quattordici...". Approfitto per ingraziare i presunti attentatori che hanno attentato alla quiete della città: si tratta di un gruppetto di anarco-para-filo-anti-isti in vena di bravate. Potevano pensarci prima, qui a Parma non si sa più dove sbattere la testa per prendere una posizione concreta, fosse anche solo quella, su un caso che si spera finisca nel dimenticatoio. Le bombe carta, ovviamente, non bastano, ma spostano l'attenzione.
Quindi, chi sa parli? L'appello che il VignoVeritas ha girato a tutti i Parmigiani per bene non è caduto nel vuoto. Arrivano così le prime segnalazioni su Emmanuel: pare che all'età di 15 anni abbia sorbito uno yogurt ricco di fermenti lattici vivi. Alcuni di questi fermenti lattici, sopravvissuti all'eccidio, e oggi più che maggiorenni, avrebbero deciso di parlare su pressanti istigazioni alla confessione ad opera di un periodista di RepubblicaParma.it. Un escremento di cane, ha sporto regolare denuncia nei confronti di Emmanuel per essere stato calpestato da un piede dello stesso all'interno del parco Falcone-Borsellino. L'escremento è ancora ricoverato in stato pomatoso. Alcuni telespettatori, insospettiti dal colore della pelle di Emmanuel (ricordo che è cittadino diversamente bianco) avrebbero inutilmente cercato di modificare le impostazioni della propria tv senza esito: il ragazzo resta nero nonostante la tv sia ormai universalmente a colori.
Finalmente la Disamministrazione locale ha qualcosa di concreto per dimostrare le responsabilità del Bonsu e tornare alla cultura con la "L" maiuscola di Lalagna .
A questo proposito, in uno spirito di fratellanza e solidarietà con le comunità dei diversamente bianchi, l'Assssorissimo Lalagna inaugurerà il concerto dei "Neri per Caso" e "Negramaro".

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  17.10.2008 | 11:25
IL SERGENTE KOSTANTIN
 
 

Il sergente Kostantin dormicchiava sull’aereo. O meglio aveva gli occhi chiusi. Sembrava sempre che dormisse; questo lo fregava. Lui non dormiva, si rilassava. L’adrenalina era a mille. Il suo superiore, Bob O’Mahron, gli aveva affidato la missione più importante dall’operazione Desert Storm: quella di entrare nell’enclave malavitosa dell’Oltretorrente, nella pericolosissima Parma. Nessuno da anni c’era più entrato: i parmigiani erano banditi (nel senso che non ci potevano mettere piede). E così sarebbe stato ancora per molto tempo, senonché bande di venditori di accendini avevano preso in ostaggio tre parmigiani Doc: Vanni di Corcagnano, Wolfram il meccanico (nato a Reggio Emilia, ma residente da anni alla Crocetta) e Ok Frambati. Troppo, anche per il più tranquillo dei mangiatori di tortelli di erbetta. Il sergente Kostantin si fece paracadutare (sempre con gli occhi ridotti a una fessura, questo lo fregava sempre) nei pressi del Ponte di Mezzo. La limitata visione ottica fece sì che il suo atterraggio avvenisse proprio nel bel mezzo di un pentolone pieno di Cous-cous. «Cazzo - disse - tutta questa verdura. E nemmeno un bicchiere di Lambrusco». Pattuglie di pensionati, ex-sorvegliatori di cantieri, ex-visionatori di terminali fuori dalle banche, ora, grazie alla flessibilità voluta dal Governo, si erano trasformati in controllori della linea rossa di Parma. Nessuno sfugge al loro controllo. Solo uno c’era riuscito. È SuperMarioBros, catalogato dalle truppe di Bob O’Mahron come scattatore di foto fallaci (nel senso di non veritiere) e specializzato in fotomontaggi e contraffazioni calligrafiche. Il sergente Kostantin fece vedere l’abbonamento annuale del Teatro Regio e fu fatto passare tranquillamente. La scena che gli si parò davanti fu agghiacciante: decine di negri che parlavano al telefonino negli spiazzi erbosi, ucraini che pisciavano contro il muro, albanesi con la maglia del Sassuolo. Kostantin vomitò per la rabbia. In un attimo SuperMarioBros lo abbagliò con un flash. Il giorno dopo uscì la foto del sergente in microslip in una stanza del comando della polizia municipale. Fu altresì pubblicata la busta che conteneva gli oggetti personali del militare; sull’intestazione campeggiava la scritta “Krostatin Reggiano”. SuperMarioBros fu destinatario di un provvedimento di custodia cautelare e messo agli arresti domiciliari al parco ex Eridania pattugliato da vigili in borghese (un inferno).La fronte del sergente era rigata da rivoli di sudore. Si appoggiò al muro con la sigaretta in bocca come aveva visto fare nei telefilm americani. Questa postura gli fece ritornare un minimo di tranquillità. Ma fu solo una tregua. Nell’aria aleggiavano le note di una orchestra etnica: era una dolce musica tzigana. Kostantin seguì come un cane da tartufo quelle sgradevoli note e arrivò in un attimo in piazza Picelli. Perse i sensi e dovette attaccarsi ad un palo, dopo aver scostato un montenegrino che urinava. Vanni e Wolfram il meccanico erano in mezzo alla pista e stavano limonando sulle note della ballata con due ragazze di etnia Rom. L’orchestra era quella di Ok Frambati. Calde lacrime salarono la guancia del cazzuto sergente. «Al confronto Bagdad era Mirabilandia», sussurrò prima di avere un mancamento. 

                                                                                             AlBoh

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  16.10.2008 | 15:09
DIFETTO DI FABBRICA
 
 

link http://difettodifabbrica.blogspot.com/


promo YouTube http://it.youtube.com/watch?v=GKJc82vaBYA


Spettacolo teatrale, atto unico.
Progetto, testo e disegni: Gianluca Foglia “Fogliazza”
Interprete: Umberto Fabi
Con la partecipazione straordinaria di Adriano Zamperini
Regia: Fogliazza e Umberto Fabi
Collaborazione creativa: Loredana Scianna
Video: Luca Busi
Musica: Emanuele Cappa

www.festivaldirittiumani.it

In Italia non esiste il reato di tortura. Ciò che più vi si “avvicina” è l’abuso d’ufficio. Il ruolo del torturatore è l’esempio più efficace per mostrare le dinamiche dell’obbedienza all’autorità, aspetto sul quale si è fondato il celebre esperimento di Stanley Milgram, nei primi anni ’60 all’Università di Yale, New York.
Figlio di ebrei immigrati dell’Est Europa, cresciuto nel Bronx con i racconti delle persecuzioni razziali nei confronti dei parenti rimasti in Europa, Milgram si è chiesto come potesse un popolo intero seguire un pazzo come Hitler.Gli esiti dei suoi esperimenti hanno creato il caos là dove doveva regnare la tranquillità morale.Il suo esperimento è stato replicato in più parti del mondo confermando sempre gli stessi risultati.La sua ricerca dimostra scientificamente che la maggior parte delle persone, posta in condizioni particolari, è indotta a compiere azioni contro la sua stessa morale, “giustificate” dal contesto sociale. Le azioni di una persona non dipendono tanto dal tipo di carattere che può avere, ma dalle condizioni in cui si trova ad agire.“Obbedienza all’autorità” ha avuto un così forte successo da oscurare tutto ciò che Milgram ha fatto nel campo della psicologia: fu un pioniere nella produzione di film educativi per la divulgazione degli insegnamenti della psicologia oltre le aule universitarie, si occupò degli effetti negativi della televisione sul comportamento antisociale, scrisse testi per bambini e libretti per musical.

Su Stanley Milgram
http://it.wikipedia.org/wiki/Esperimento_Milgram

Sinossi 
Un uomo comune racconta il suo lavoro: è un torturatore. Il protagonista, con l’esempio della propria esperienza, mostrerà le opportunità professionali che tale ruolo riserva all’interno di una struttura sociale e, grazie all’esperimento  Milgram, come chiunque possa ricoprire questo ruolo professionale proprio per le risorse “nascoste” della natura umana. I contributi disegnati, e proiettati, saranno altrettanto determinanti per capire, senza alcun dubbio, che un torturatore non è un mostro né un sadico, ma una “semplice persona comune”.




Adriano Zamperini, professore di psicologia sociale all’Università di Padova, saggista per Einaudi nella collana “PBE Psicologia”, sarà parte in causa dello spettacolo con alcuni video contributi. A questo link un dettaglio biografico e sue pubblicazioni: www.psicologia.unipd.it/home/personale.php?idalberomaterie=49&idalbero=51&idpers=19&lingua=1

Umberto Fabi http://umbertofabi.blogspot.com/
Loredana Scianna http://loredanascianna.blogspot.com/
Luca Busi http://www.zeroframe.it/
INFO:  340.9092080
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  15.10.2008 | 16:10
SILENZIO CHE TACE
 
 

C'è uno strano silenzio in giro, rotto solo da Panorama Travel che bonifica Parma come culla del bel vivere. C'è uno strano silenzio che pesa come un monumento di Cascella. Un silenzio cortese, garbato, confacente alla civiltà parmigiana.
Sarà per questa caratteristica tutta appartenente ai diversamente bianchi, che difficilmente riescono a mostrare variazioni cromatiche sulla pelle, a differenza dei diversamente neri, che si abbronzano per solidarietà ai neri. Ops... Sarà per questa loro durezza somatica, come gli animali vivisezionati, privi della bianca facilità d'espressione, che non riescono a mostrare quanto dolore vi sia. Sarà che non siamo abituati a un'indignazione composta, noi che diversamente neri non ci pensiamo su due volte a far baracca e burattini per urlare anche l'inaccettabile del superfluo. L'idiota dibattito parma-che-sì-parma-che-no-razzista... Come no? Solo che mica tutti son così. I peggiori stanno proprio in silenzio, che del colore della pelle non gli frega proprio nulla, che la bandiera è uno straccio appeso a un'asta, che il colore è un arcobaleno in bianco e nero. Vabbè... qualcosa dicono, bollettini, atti d'ufficio. Aspettano una manna che non arriva, un sogno che non si avvera ancora, un auspicio che sciolga la vergogna che toglie la ribalta al Correggio. Contro il ragazzo ghanese ancora nulla. Ancora un altro po' di silenzio e sarà nulla anche questa storia, dai panni lavati in tempo. La superiorità della razza è un fatto comune: qualcuno aveva voglia di menare le mani e ha finito con lo sporcare la giacca di qualcuno che deve sempre apparire lindo.  Penso a quelli come Emmanuel e sono sereno: per fortuna sono bianco.

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  10.10.2008 | 12:49
ESCLUSIVO: KALIMERO sul caso EMMANUEL
 
 

Nascosto in una località segreta a causa delle restrizioni morali, Kalimero (nome di fantasia per questioni di sicurezza) oggi vive sottoscorta e con una nuova identità. Il giornalista M. ha realizzato questo documento/intervista che nessuno (manco Report) ha voluto pubblicare o mandare in onda.
In esclusiva per FogliazzaBlog.

M. - Come va?
Kalimero - C... di domanda è?
M - Pardòn. Tutto bene?
K - Ha mai visto questo video su iùtubb? http://www.youtube.com/watch?v=BlM--m-AELY Veda un po' lei...
M - Cosa ne pensa del problema dei "diversamente bianchi"?
K - Penso che molti diversamente neri, in realtà, vivano sotto altre identità: sono le identità che davanti devono truccarsi secondo la meglio opinione pubblica e che nel privato, quando un gatto nero gli attraversa la strada... non si toccano per scaramanzia nè per allergia al pelo. Ma per intolleranza.
M - Che idea s'è fatto del caso Emmanuel?
K - Io credo che l'Amministrazione locale dovrebbe fare qualcosa e subito, dedicargli una via... Via di Qua... o un festival collaterale... "Festival (sorci) Verdi". Per quanto non scarterei anche l'ipotesi di fargli un monumento. Magari sopra. Paff... in mezzo a 'na rotonda...
M - E le ferite che il ragazzo ha riportato?
K - Beh... succede quando si dà un'occhiata alle nocche degli altri.
M - Due giorni fa, il tiggì di TeleBucato ha aperto con "Colpo di scena!!! Il pusher dichiara che non sa chi sia Emmanuel!!!"
K - Il vero colpo di scena è che roba come TeleBucato invece di aprire non abbia chiuso e basta.
M - E della donna uruguayana che avrebbe smontato la foto della donna nigeriana?
K - Mai andato con le uruguayane e manco con le nigeriane. Certo, anch'io mi sento solo, ammetto che qualche pollastra...
M - Priscilla?
K - E' solo un'amica.
M - Il Papero Piero?
K - Per favore...
M - Torniamo alla donna uruguayana.
K - Una donna che professa un mestiere illegale e che va a una trasmissione pubblica... come se io fossi un banchiere e andassi a Carràmba che sorpresa a chiedere scusa ai miei risparmiatori. C'è sotto dell'altro. Secondo me... è un' ammucchiata maldestra: non si può smontare una cosa con una che per lavoro è solita montare
M - Cosa è cambiato in lei dopo tutti questi anni e soprattutto dopo gli allarmismi che si susseguono?
K - Voto a destra.
M - Un altro mondo è possibile?
K - Sì, in peggio.
M - In che senso?
K - Io, come diversamente bianco, sono una vittima dell'intolleranza... eppure faccio una fatica boia a non diventare razzista a mia volta. Ma resisto. 
M - Su PolisQuotidiano è uscito un bell'editoriale di Armando Orlando, dove invita chi ha sbagliato ad ammettere le proprie colpe. E' d'accordo?
K - Come no?! Orlando è un meridionale. Dovrebbe costituirsi.
M - Kalimero, Parma è una città razzista?
K - No, molti coglioni hanno trovato asilo politico.
M - La domanda era mal posta: Parma è una città tollerante?
K - Quando si è disposti a tollerare un clistere grosso come una metropolitana...

Autore: fogliazza | Commenti 6 | Scrivi un commento

  07.10.2008 | 19:31
CHI L'HA PESTO?
 
 

Finalmente un po' di chiarezza, finalmente uno squarcio di lucidità su questo momento torbido che offusca Correggio e Festival Verdi. Da "Chi l'ha visto?" le testimonianze convergenti sui fatti: avete presente quando vi serve una penna e non la trovate e quando la trovate non scrive e vi serve con urgenza? Bè... quelli della Polizia Municipale (all'anagrafe Vigili Urbani) abituati a dare multe, la sera di Italia-Ghana, "trattavasi di serio, serissimo problema di penna a sfera. Presi da forte impulso contravventivo, cercavonsi freneticamente una penna con la quale fare rapporto. Non trovandola... ecco i primi dissapori, la tensione, i rivoli di sudore. Allo scaturire dell'agognata penna ecco che la stessa si rifiutava (resistenza a pubblico ufficiale) di collaborare omettendo di scrivere sul taccuino in dotazione. Complice il primo freddo ottobrino (indagato per favoreggiamento), la penna continuava a porre resistenza nonostante i pesanti colpi di alito caldo (caldissimo) all'indirizzo della punta. E qui il patatrac! Vista la totale insubordinazione dello strumento atto alla verga del verbale, si procedeva, come da regolamento comma secondo capoverso, al reiterato strofinamento e battimento della punta bolscevica contro il foglio già lacero contuso. Ripetuta l'operazione di prassi per l'agente in possesso di penna renitente, si procedeva quindi con un più energico picchiettio e strofinazio sul cellulosico supporto. Visti e considerati l'assenza di esiti positivi, si procedeva con l'utilizzo di un più idoneo supporto. Trovandosi nei pressi l'uomo sbagliato al momento sbagliato, accingevasi a un ultimatum alla penna per constringere la medesima ad emettere regolare inchiostro. Essendo che il nuovo supporto fosse molto più adatto del precedente ma particolarmente mobile, si è convenuto mettere in sicurezza il verbale dalle improvvisazioni articolari, applicando sullo stesso numero 7 poliziotti municipali (un tempo "VOPI"). L'operazione ritenevasi conclusa con successo, al punto tale da informare tutti gli orgni di stampa con un comunicato semplice e immediato, che potesse fugare ogni legittimo dubbio sulla finalizzazione calligrafica della penna d'ordinanza. Nel comunicato si legge chiaramente: Emanuel negro."

La "emme" mancante pare sia andata persa durante la concitazione (ndr).

Autore: fogliazza | Commenti 0 | Scrivi un commento

  06.10.2008 | 10:11
E ADESSO TOLLERIAMOCI TUTTI
 
 

Almeno proviamoci.
Per esempio: ho deciso che per una settimana non picchierò Jacopo e Nicolò, in segno di solidarietà con tutti quelli che subiscono ingiustizie. Lo sciopero della fame sarebbe troppo.
Passano i giorni, trascorrono le ore e la faccenda si intorbidisce sempre più. Una veglia per polsi e caviglie dei vigili coinvolti è stata annunciata da tutte le dissociazoni di categoria. Parma si mobilita  per un tam tam via web attraverso l'apertura di un grande forum su internet. Dapprima si era pensato di fare rete attraverso tutti i naviganti, poi divenuta retata in seguito agli ultimi sviluppi: il BLECKBLOG. Possono parteciparvi tutti i "diversamente bianchi" con le genralità di rito: foto di fronte e profilo, per una più immediata tutela del disordine.
Passano i giorni e trascorrono le ore. Tanto più questo accade... tanto meglio si avallano i peggiori sospetti.
Nell'attesa che l'inchiesta interna (una colonscopia?) voluta dall' Amministraziòn faccia chiarezza, approfitto della Gazzetta Ufficiale di Parma, che ci offre l'oppotrunità storica di comprendere il presente ripassando il passato: la primogenita uscita dell'italica collezione in video dischi autarchici su Mussolini.
Eia Eia Vamolà!!!

Autore: fogliazza | Commenti 1 | Scrivi un commento

  04.10.2008 | 18:44
OTTOBRE L' AFRICANO
 
 

Quale momento migliore, per la nostra città, di una rassegna così emancipata come quella della cultura africana?! Per di più la maggior parte degli eventi distribuiti tra Barino, piazza Garibaldi e via Farini, da sempre salotti africani. Emmanuel pare sia stato contattato come mascotte portafortuna. Diversamente converrebbe toccare ferro, purchè rivestito di gomma che non lascia il segno.
Accade questo: se una notizia appare sulla Gazzetta di Parma  è vera. Se la stessa notizia esce su PolisQuotidiano... si chiama la redazione e si chiede "ma è vero?".
La cosa è così radicata che pure il VignoVeritas esterna come prova inconfutabile una dichiarazione pubblicata dall'inconfutabile Gazzetta di Parma di un'altra prostituta che inconfutabilmente smentisce e smonta la confutabilissima foto della prostituta nigeriana. Riprendo fiato. Gli organi di stampa, quasi tutti maschi e quasi sempre senza palle, ospitano il Signor Sindaco che parte alla carica da lontano (sperando di prendere tempo per arrivare a smontare il caso Emmanuel). Resto ammirato dalla fermezza granitica del VignoVeritas, che riconosce più valore a un articolo riferito a una dichiarazione che non al codice penale e alla duttilità temeraria di Ciuffo Strallato Gavazzoli che più che intervistarlo insinua un rabbioso "si può... è permesso... prego dopo di lei... ma ci mancherebbe... no no prego prego...".
Sono giorni i cui Parma persevera nel considerarsi "bolla di felicità" e scendendo dalla montagna del sapone non si rassegna ad essere parte di un sentimento colletitvo discriminante e pure un po' stronzo.
Di più: si pensava che oltre le colonne d'Ercole non esistesse che il nulla... Meno male che oggi abbiamo la certezza delle colonne della Gazzetta di Parma.

Autore: fogliazza | Commenti 0 | Scrivi un commento

  03.10.2008 | 18:34
ANDAVA MEGLIO QUANDO ANDAVA REGGIO
 
 

"RIVOGLIAMO LE TESTE QUADRE" questo l'appello che giunge da più parti, dalle associazioni disumanitarie al disordine dei giornalisti, dalle forze del disordine alle forze della libertà.
Verrebbe da chiedersi che fine ha fatto quel sano razzismo patriottico che prendeva di mira i meridionali... Questo paese si sta frammentando in mille pezzetti allo sbando. Fratelli d'Italia... torniamo a discriminare i meridionali... Poi, vabbè, è venuta fuori 'sta storia della raccolta differenziata: chi in Campania, chi in Puglia, chi in Calabria e così via.
Pazienza. Niente più meridionali? Amarcord: ridateci i  cugini Reggiani!!! Loro, che quando uno ti tagliava la strada in auto potevi scommetterci che era targato "RE"; loro che che si son fatti fare fessi con la denominazione del Parmigiano-Reggiano nonostante sia nato a Bibbiano (RE); loro che "il 25 aprile è nata una p....... e l'hanno chiamata AC Reggiana! (saluto i tifosi del Parma Calcio, che dopo lo smacco della retrocessione hanno creato una onlus e si battono contro le ingiustizie: NO al campionato al sabato e NO allo stadio fuori città).
I Reggiani... quelli sì erano bei tempi... le teste quadre... per mandarli affanculo non dovevi nemmeno fare una spedizione punitiva, bastava affacciarsi dalla finestra in direzione Via Emilia Est e gridare.
E adesso? Abbiamo sputtanato l’ italica cultura  del maschio latino per questi "diversamente bianchi", dimenticando che quando si consuma uno stupro per il 90% dei casi è merito nostro, mica loro!

Autore: fogliazza | Commenti 1 | Scrivi un commento

  02.10.2008 | 16:49
LA SUA PARMA
 
 

Alberto Bevilacqua è agonizzante. Ne dà il triste annuncio Antonio Battei EditoreinParmadaTroppoTempo, che ha già pronto il titolo per il prossimo, grande, unico, imperdibile, ineccepibile, inutile romanzo del grasso scrittore "LA MIA PARMA NON E' RAZZISTA".
Data la gravità della situazione si pensava ad intellettuali locali più accreditati, ma Nello Fochetti era a f... e Nando Calestani era a riposare.
Alberto Lamiaparma non ci sta (tant'è che da un pacco d'anni vive altrove) alla definizione di "razzismo" (l'ho messa tra virgolette come ha fatto "Camillo Langone" sul Giornale, perchè la parola è troppo idiota). Alberto Lamiaquesta s'indigna e butta fuori: lui che quando va in bagno ha la carta igienica con la serigrafia del Duomo e del Battistero, lui che LaSuaParma gli ha permesso di smettere con le Falqui, lui che quando ha due emorroidi si allevia con una fetta da un dito di Crudo di (suo) Parma, lui che da sempre rifiuta il "Pulitzer" per non fare dispetto a Spino Agnetti.
Milano su TvPamaLetale (lo scrivo così da molto prima del Manifesto) "Emmanuel prossimo al volontariato a Betania, dove anche Matteo Cambi..."; Adrastico Ferraguti su TeleBucato "tutta Parma deve chiedere scusa a Emmanuel" quando basterebbe un cioppo di poliziotti (vigile faceva sfigato) municipali, un assessore e compagnia bella; Costantone Monte(sorci)verdi che col suo stile dimesso non ci pensa  dimettersi... quando basterebbe si dimettesse senza pensarci.
Ora che Alberto Lamiaquella ha detto che non c'è razzismo, mi sento al sicuro, soprattutto sapendo che il grasso scrittore non vive più da 'ste parti. 
Parma il giorno dopo deve fare i conti con un interrogativo troppo grande per le sue doti di civiltà e sicurezza: com'è possibile che a un uomo nero abbiano fatto un occhio nero?
Emmanuel ha avuto culo: l'occhio s'è pure gonfiato.

Autore: fogliazza | Commenti 1 | Scrivi un commento

  01.10.2008 | 13:23
SALVIAMO COSTANTINO
 
 

No, l' Assessore all' Insicurezza Costantino Monteverdi non deve dimettersi.
E non si spiega l'ondata polemica che lo investe in queste ore, col rischio poi che tale violenza mediatica gli lasci segni evidenti di verosimile collutazione nel pieno rispetto del pacco sicurezza che faccio pure i complimenti per la brillante operazione e compagnia bella...
No, io mi schiero a favore di Costantone Monteverdi, lui che granitico dice "i cittadini ci chiedono sicurezza..." non so gli altri ma io mica ho chiesto manganellate.
"I cittadini mi chiedono sicurezza e io devo rispondere: Parmigianiii!!! Indossate il preservativo, meglio se integrale!!!"
Ma queste son piccolezze di fronte al linciaggio che sta lapidando il nostro tutore dell'Isola dei Felici.
No, Costantino Monteverdi non può e non deve dimettesi: se la violenza è la risposta alla domanda di sicurezza dei cittadini è evidente che l'Assessore si occupa di altro e quindi gli è materialmente impossibile dimettersi dal nulla.
Costantino non ti dimettere, io sono con te: anzi sai che ti dico? Io al tuo posto... mi costituirei.
Forza Costantino, non mollare!!!

Autore: fogliazza | Commenti 3 | Scrivi un commento

   
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