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Lasciate per favore che questo spazio serva anche a glorificare le mie qualità. Per esempio quelle di grande camminatore e scalatore di montagne. Generalmente vengo additato (ingiustamente) come una persona pigra, poco amante del movimento. Il mio crescente girovita e le numerose immagini che mi ritraggono mentre banchetto avidamente o sono spaparanzato con una birra in mano non mi agevolano nel controbattere a tali infamanti accuse. Ma ora posso sbandierare ai quattro venti di aver fatto ben 15 chilometri a piedi per raggiungere la cima del monte (e vulcano) Etna e per ridiscendervi. Nella foto le pendici del cratere Bocca Nuova raggiunto dopo inenarrabili fatiche (mie, il resto della comitiva era fresco come una rosa).
Inutile dire che al termine dell'epica scalata (durata quasi cinque ore) mi sono dovuto ristorare mangiando tre granite.
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Annuncio il mio rientro ufficiale da un breve periodo di ferie. Anche quest'anno il Furgonzino ha macinato chilometri attraverso la costiera amalfitano, la Calabria e la Sicilia. Ogni tanto però anche lui si è preso qualche momento di pausa, cogitabondo ammirava il mare sognando di avere le pinne.
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Eccomi di ritorno da una tre giorni romagnola trascorsa tra Forlì, Savio, Lido di Classe, Cervia e Milano Marittima. Non pensavo che in vita mia sarei mai andato a Milano Marittima. E infatti avrei fatto molto meglio a non andarci visto che ho pure preso l'ennesima multa di questo infausto 2010. Pensate un po': in quel fetente gloviglio di asfalto e condomini che si affaccia sullo stagno Adriatico il parcheggio si paga sino a notte fonda. Non essendomene accorto è arrivata la punizione...
Torno in tempo per l'inizio del Festival Internazionale dei Burattini di Parma. Il programma prevede tra oggi e il 4 luglio diversi spettacoli di compagnie assai interessanti ed eterogenee. Personalmente ho curato la parte grafica della comunicazione, ma il pezzo forte è sicuramente l'illustrazione di Arianna Papini che caratterizza l'evento. Agli organizzatori era piaciuta la sua immagine apparsa sul Calendario Duemila10 di Tapirulan e Arianna ha mantenuto uno stile fortemente apparentato a quel disegno.
Per chi fosse interessato eccovi il programma del festival (l’ingresso a tutti gli spettacoli è gratuito):
Giovedì 1 luglio
Dalle ore 17 Via Cavour, via Farini, piazza Garibaldi Luplatrup Passanti Piccolo Teatro Itinerante Chi ha tempo... Burambò A caccia del bruco
Ore 19 Giardino di San Paolo Patrizio Dall’Argine Il Florindo innamorato
Ore 21.45 Via Cavour Piccolo Teatro Itinerante Chi ha tempo...
Ore 22.30 Giardino di San Paolo I Burattini dei Ferrari Il gatto con gli stivali
Venerdì 2 luglio
Ore 10.30 Giardino di San Paolo Burambò ...altrimenti arriva l’Uomo nero!
Dalle 17 alle 21 Parco Ducale, viale Centrale Scolpendo nel Parco
Ore 17 Parco Ducale, Teatro al Parco Incontro con Ivan Raykov, regista e direttore del Sophia Puppet Theatre:Tecnica e creatività tra presente e futuro
Ore 18 Parco Ducale, Teatro al Parco L’Ateuchus No Rose...
Ore 19 Parco Ducale, Mura Farnesiane Vladimiro Strinati Fagiolino e Sganapino contro la Zanzara Tigre
Ore 21.30 Parco Ducale, Corale Verdi Teatro alla Panna L’erba diavolina
Ore 22.30 Parco Ducale, Teatro al Parco Sophia Puppet Theatre La grande chisciottata
Sabato 3 luglio
Ore 10.30 Giardino di San Paolo Laboratorio creativo Zazì Laboratorio per bambini...
Dalle 17 alle 21 Parco Ducale, viale Centrale Scolpendo nel Parco
Ore 17 Parco Ducale, Teatro al Parco Incontro col burattinaio Moreno Pigoni: Evoluzione del burattino tra terapia e jam session; un’esperienza a Madrid di Moreno Pigoni
Ore 18 Parco Ducale, Mura Farnesiane Romano Danielli & Compagnia di Fuoriporta I due dottori
Ore 19 Parco Ducale, Bosco Antiche Querce Vladimir Zakharov The story of one puppet
Ore 21.30 Parco Ducale, Teatro al Parco Sophia Puppet Theatre La gabbianella e il gatto
Ore 22.30 Parco Ducale, Tempietto Arcadia Stephen Mottram In suspencion
Domenica 4 luglio
Ore 10.30 Giardino di San Paolo La Fiaberie Diavolo di una poesia
Dalle 17 alle 21 Parco Ducale, viale Centrale Scolpendo nel Parco
Ore 18 Parco Ducale, Mura Farnesiane I burattini di Riccardo Il sicario e il prepotente
Ore 19 Parco Ducale, Bosco Antiche Querce Teatro del Drago Il rapimento del principe Carlo
Ore 21.30 Parco Ducale, Teatro al Parco Sophia Puppet Theatre Pinocchio vietato ai bambini
Ore 22.30 Parco Ducale, Tempietto Arcadia Stephen Mottram In suspencion
Maggiori informazioni sul sito www.castellodeiburattini.it Qui il pdf del libretto.
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Io vivo per i Mondiali di calcio. Attendo con trepidazione, ogni quattro anni, il loro inizio: finalmente posso tifare per la MIA squadra. Naturalmente non mi perdo una partita e vivo ogni secondo di gioco esattamente come se fossi il dodicesimo uomo in campo anche se, in realtà, al massimo posso essere il dodicesiomo uomo sul divano con in mano birra e patatine. Ma sudo anch'io. E soffro, impreco, esulto se ve n'è motivo... Quando finiscono i Mondiali sono disorientato, svuotato. Insomma, come li riempio altri quattro anni senza Mondiali? Per me però i Mondiali non finiscono con la finalissima, no, purtroppo finiscono quando la MIA squadra viene eliminata. Fuori lei, Mondiali finiti.
E sapete qual è la mia squadra? La Francia. Ebbene, dopo solo due partite giocate in maniera a dir poco imbarazzante, la MIA squadra è praticamente eliminata. Solo due partite...
Si badi che non sono un appassionato di calcio qualsiasi, di quelli che seguono il campionato la domenica, si ciucciano la Champion's League, la coppa Italia e via dicendo. Questi sono dei privilegiati: se la loro squadra perde, può vincere la domenica successiva (solo sette giorni d'attesa), o al limite potrà vincere il campionato successivo che inizia tre mesi dopo la fine di quello precedente. E anche le coppe: sono tante e ci sono tornei ogni stagione.
Invece io devo attendere altri quattro anni! Dico quattro anni!
Così, com'è consueto quando si soffre, si va a ripensare ai momenti felici. Per consolarsi un po'. Ed ecco, allora, questa foto un po' sbiadita e rovinata che risale al 1998, quando la MIA squadra vinse i Mondiali battendo 3 a 0 lo squadrone brasiliano... Io vidi la partita nella piazza principale di Nizza. Una serata indimenticabile. Alla mia destra lo Zino col quale ero in viaggio (tanto per cambiare); alla mia sinistra non saprei, un tizio trovato lì. Durante i festeggiamenti io e lo Zino fummo spinti in una fontana e poi vagammo fino alle sei di mattina, tutti bagnati, alla ricerca della macchina che non ricordavamo più dove fosse parcheggiata. Al risveglio, mentre ancora ci stavamo sgranchiendo le ossa, passò una vecchietta che sorridendo urlò "Allez les bleus!".
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Ogni mestiere ha le sue pecche, lo so. Alcuni sono estremamente pesanti per orari e fatica fisica. Altri sono noiosi, altri ancora pericolosi. Altri troppo stressanti, ecc. Di alcuni sembra assai duro trovare le controindicazioni, ma ci saranno sicuramente: volete che anche Mick Jagger non si lamenti di qualcosa? Bene, avrete intuito che sto per lamentarmi, dunque se non gradite le lagne, cambiate indirizzo.
Ce l'ho con i tipografi (intendo chi gestisce le tipografie, da non confondersi con i macchinisti che attivano e controllano le macchine da stampa). Nel corso degli anni ne ho conosciuti diversi, alcuni sono pure simpatici e si è diventati addirittura amici. Altri sono esseri loschi e viscidi. Avere a che fare con questi ultimi è la situazione più sconfortante del lavoro di un grafico.
Ho cambiato idea, non ho più voglia di parlare dei tipografi. Anche loro poveretti sono sempre costretti a fare i salti mortali perché gli arrivano le commesse l'oggi per il domani, devono fare tutto di fretta e quant'altro.
Ma la prossima volta che cercano di fregarmi e non usano la carta che chiedo loro di usare divento una bestia...
Parliamo di poesia e del Parmapoesia Festival del quale - per la prima volta - ho curato la veste grafica. L'illustrazione è di Françoise Petrovitch.
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Quado un lavoro non mi convince divento indeciso. Mi torturo, quasi sempre vanamente, per fare in modo di arrivare ad una soluzione appagante prima di mandarlo in stampa. Raggiungere un risultato che mi piaccia o quantomeno che non mi dispiaccia. Ma poi, quando un lavoro nasce male, la soluzione non arriva mai e il lavoro deve essere comunque stampato. Allora, non pago, passo al piano B: ovvero fisso insistentemente il lavoro sgradevole - ormai stampato - cercando di farmi convincere che mi piace. Voglio attribuirgli delle qualità seduttive che per sua natura evidentemente non possiede. Lui mi sussurra "Sono bello eh? Dillo che ti piaccio..." ma io resisto: "No, non mi piaci affatto" "Guarda che bel verde che ho... Ti piace, vero?" "Guarda, se c'è un colore che mi fa schifo è il verde..." "E allora perché mi hai fatto verde? In fondo ti piaccio, no?" E la pantomima va avanti all'infinito perché entrambi, sia io che il mio lavoro, siamo testardi, ma veramente testardi. Ad un certo momento, lui sbotta stizzito: "Beh, alla fine se non ti piaccio sono cazzi tuoi. Tanto ormai mi hai stampato così come sono."
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