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  01.06.2015 | 18:12
Castelponzone
 
 

Questa foto è stata scattata a Castelponzone, in provincia di Cremona, a inizio 2014. In quel periodo stavo realizzando una guida tursitica illustrata della provincia di Cremona e la foto sarebbe servita all'illustratore per fare il disegno da pubblicare. L'illustratore in questione era Dimitri Fogolin, che tra l'altro realizzò un'immagine molto bella ed evocativa. Pubblico ora questa foto perché una piccola richiesta di un'amica mi ha fatto tornare un briciolo di voglia di lavorare ad un libro di fotografie sui luoghi della mia provincia. Vista la mia tendenza a diminticare i miei stessi progetti e propositi, la pubblico qui come pro memoria. Mi do tempo una decina di anni per completare il progetto.

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  28.06.2014 | 17:11
Stradivarifestival
 
 

Avete presente Stradivari, quello bravo a costruire i violini? Cremona (precisamente il Museo del Violino) gli ha giustamente dedicato un festival ricco di concerti di grandi autori. Io mi limito a dedicargli una locandina, ma lo faccio con molto affetto e con immensa stima.

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  21.05.2014 | 09:24
Viaggio nel mondo del libro
 
 

Con una frequenza insolita per i miei standard decisamente lassisti, pubblico un nuovo lavoro realizzato per la Rete Bibliotecaria della provincia di Cremona. Si tratta del manifesto di "Un viaggio nel mondo del libro". L'illustrazione è di Guido Scarabottolo. Quando di si può disporre di un'illustrazione di Scarabottolo per fare un manifesto, l'unica cosa a cui bisogna stare attenti è quella di non rovinarla, il resto è già tutto fatto.

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  15.05.2014 | 20:28
Aiuto mi sono perso
 
 

Devo confessare che è stato uno dei lavori più faticosi degli ultimi tempi ma, tutto sommato, anche uno dei più appaganti. Sto parlando di "aiuto mi sono perso", progetto nato come "semplice" guida turistica illustrata della provincia di Cremona per poi diventare anche una bella (mi auguro) mostra al Museo del Violino. Dico faticoso perché nei quattro mesi prima della presentazione del 19 aprile, nelle mie giornate esisteva solo ed esclusivamente la guida, non riuscivo a parlare d'altro che della guida, persino nelle poche ore di sonno mi appariva la guida che mi incitava a sbrigarmi a completarla. Agli amici che intavolavano piacevoli discorsi su cinema, mostre o teatro, io dicevo che stavo facendo una guida e che non m'interessava null'altro. Ora non voglio più sentire nominare la parola guida per almeno un paio di mesi. Da quello che ho potuto capire tutte le persone che conosco sperano che io stia lentamente uscendo dalla monotematicità della guida. Giusto per dare qualche informazione, la guida è stata scritta dal sottoscritto, insieme a Roberto Stradiotti e Topus. All'interno ci sono le illustrazioni di 35 autori, le opere dei quali si possono visitare nella mostra di cui accennavo in apertura. C'è tempo fino a domenica 18 maggio. L'allestimento è stato curato, oltre che da me, dallo Zino, da mia sorella Elena, da Fabio Brancaccio e da Ettore Comelli.





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  11.08.2013 | 11:59
Aiuto mi sono perso tour
 
 

Lo so, la mia indolenza nell'aggiornamento del blog è indescivibile. Eppure di progetti, realizzati o da realizzare, ce ne sarebbero molti, tanto che gli aggiornamenti potrebbero essere quasi quotidiani. Non posso non parlare della guida turistica illustrata della Provincia di Cremona. Non posso, proprio non posso.

Qualche mese fa incontrai Chiara Bondioni la quale mi spiegò che a Cremona c'è anche una provincia piena di paesi grandi e piccini, e che in questa provincia c'è anche un Distretto Culturale. Chiara Bondioni era ed è la responsabile del Distretto Culturale. Mi disse che aveva visto la guida turistica di Cremona che avevo realizzato insieme a Robirobi nel 2011. Mi chiese se si poteva fare qualcosa di analogo per descrivere la provincia piena di paesi grandi e piccini. Si poteva.

Ho sintetizzato un po' per non tediare i lettori, in realtà questo dialogo è durato diversi giorni ed è stato assai più ricco di frasi.

Da allora è iniziata la consultazione di libri, opuscoli, cataloghi per studiare quella anomala zona che si distende tra Casalmaggiore e Crema passando per Cremona. Infine, pochi giorni, orsono è iniziato il tour "Aiuto - Mi sono perso". Lo chiamiamo tour e non giro perché fa più rock star. Ma sostanzialmente è un giro per i paesi che fino a qualche anno fa portavano sulla targa dell'auto la sigla CR.

Veniamo agli impegni concreti: è mia intenzione tenervi aggiornati (il più possibile) sull'evoluzione di questo ambizioso progetto. Avete mai provato a scrivere una guida turistica?

Miei compagni di avventura saranno Robi (ben più solerte di me a scrivere il proprio diario di bordo), Topus e lo Zino (assente nella prima tappa del tour).

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  16.05.2013 | 00:22
La collana Impronte
 

Questo è il progetto grafico della collana "Impronte" di Edizioni Tapirulan.





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  24.04.2013 | 02:01
Mrk
 
 

In foto l'ultimo libro di cui ho curato la grafica. Si intitola Mrk. Sì, anche il titolo l'ho deciso io. Significa eclisse in sloveno. Paolo Briganti, nela sua prefazione che - come di consueto - è piuttosto ironica, scrive che mentre gli proponevo il titolo durante una conversazione telefonica precaria e disturbata, cercavo di giustificarmi sostenendo che aveva dei riferimenti con la situazione attuale. Non ricordo se è così. Ma è vero. Suvvia, non siamo troppo pessimisti, in fondo questa piccola collana di libri, tra antologie di racconti e di poesie, ha festeggiato la sia decima uscita, e se l'eclisse avrà la bontà di terminare (di solito termina, no?) vedrete che ne sentirete molti altri di titoli altrettanto assurdi. Mentre usciva Mrk, vedevano la luce - è il caso di dirlo - altri due libri (Malerbe di Raffaele Sabatino e Boicottando mongolfiere e ghigliottine di Matteo Pelliti) nella ridisegnata collana impronte di Edizioni Tapirulan. Per vedere le copertine vi do appuntamento alla prossima puntata.

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  06.03.2013 | 14:55
Basilico
 
 

Quando scattai questa foto era il 2001, ero appena entrato in Turchia dalla Grecia. Mi ricordo perfettamente quel momento perché mi sentivo eccitato e impaurito nello stesso tempo. E che ci sarà mai da aver paura ad andare in Turchia?, vi chiederete. E' lontana, ed io sono attratto ma anche intimorito dai luoghi lontani. All'epoca avevo una certa passione per la fotografia, ma la definirei una passione ignorante. Non conoscevo quasi nessuno dei grandi fotografi e non avevo la benché minima nozione tecnica sull'uso della macchina fotografica. Insomma scattavo foto un po' a caso, ma con grande trasporto, tanto che immancabilmente rimanevo deluso dal risultato una volta sviluppato il rullino.

Poi, l'anno dopo, ho cominciato a lavorare come grafico con un certo Angelo Rossi. Anche lui era appassionato di fotografia, solo che la sua non era una passione ignorante, anzi aveva una solida conoscenza tecnica ed era informatissimo sulle opere dei fotografi che hanno fatto scuola. Aveva appena finito di impaginare un catalogo sulla riqualificazione dall'Auditorium Toscanini di Parma su progetto di Renzo Piano e con una documentazione fotografica di Gabriele Basilico. Angelo sembrava orgogliosissimo di aver impaginato delle foto di Basilico. E chi è 'sto Gabriele Basilico?, chiesi ingenuamente. Come chi è?! E' uno dei più importanti fotografi italiani, mi spegò Angelo. Le foto del suddetto catalogo non erano nulla di che, ma quando Angelo mi fece vedere i "veri" lavori di Basilico rimasi a bocca aperta. Il 13 febbraio purtroppo Basilico se ne è andato, lo ricorderò non solo come un fotografo fantastico ma anche come il primo fotografo che ho conosciuto e non l'ho mai impaginato.

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  11.01.2013 | 01:49
Forse vince
 
 

Ci sono dei momenti in cui mi disprezzo. Uno di questi momenti è quando mi metto a guardare i talk show politici. Il motivo per cui mi disprezzo è che di norma, proprio mentre li guardo, mi trovo a meditare sull'assoluta vacuità dei discorsi che vengono imbastiti, di conseguenza mi domando per quale assurda ragione, se li considero tanto vacui, mi sono piazzato lì a guardarli. E nel frattempo il tempo passa e il disprezzo verso me stesso cresce. Da un lato mi interessa vederli perché la politica mi appassiona, dall'altro sembra che più che appassionarmi mi ipnotizzi.

Questa sera c'era una di queste trasmissioni, una delle più note: Servizio Pubblico. L'ospite era Silvio Berlusconi. Va beh, per quanto tenga ad apparire politicamente non schierato (e davvero penso di esserelo molto poco), non posso negare la mia potente insofferenza per il personaggio. Si aggiunga che ormai da giorgi (ma forse mesi o anni) lo si sente ripetere più o meno le stesse cose e tanto basterebbe per trascorrere una serata alla larga dalla suddetta trasmissione.

Invece no.

Perché dall'altra parte c'erano Michele Santoro e Marco Travaglio, comunemente ritenuti giornalisti a lui ostili, mica Barbara D'Urso, perciò si poteva ben sperare che qualcuno finalmente gli facesse delle domande pungenti, domande "serie" si potrebbe dire. La curiosità c'era, insomma, unita a una lieve patologia di dipendenza ai talk show televisivi mi ha condotto direttamente davanti alla tv.

Se le ragioni per cui quella trasmissione ospitava Berlusconi in prima serata mi erano ben chiare (e quando gli ricapiteranno certi picchi di ascolto!?), assai più nebulose mi apparivano le motivazioni del Silvio. Perché infilarsi nella fossa dei leoni? Lo massacreranno, gli faranno, appunto, le domande serie auspicate... Sarà un bagno di sangue, pensavo, oppure se andrà dallo studio, pensavano molti altri.

Dopo un'oretta di trasmissione, ho capito - credo - le motivazioni che hanno spinto Berlusconi a gettarsi in pasto al nemico. Secondo me, a conti fatti, si è rivelata, per lui, una buona strategia. Servizio Pubblico è un programma seguito soprattutto da un certo tipo di elettorato, non certo filoberlusconiano, ma potrei scommettere che la trasmissione di ieri sia stata guardata da molte persone, tra cui:
1 - lo zoccolo duro degli spettatori abituali, che di certo non si sarebbero fatti abbindolare dalle chiacchiere trite di Berlusconi
2 - qualche elettore di centro destra, forse per solidarietà, sostegno o adulazione
3 - parecchi elettori di centro sinistra, speranzosi di vedere Silvio umiliato (categoria 1 e 3 probabilmente in buona parte coincidono)
4 - una quantità smisurata di quelli che vengono definiti "gli indecisi", ovvero coloro che ormai hanno i maroni che toccano terra, ma erano comunque curiosi di capire cosa poteva dire a sua discolpa uno dei principali responsabili del progressivo ribassamento testicolare

Un politico deve cercare nuovi elettori: nelle prime tre categorie di certo non c'era trippa per gatti, ma nella quarta sì, molta trippa. La maggiorparte della trippa, a mio avviso. E a quella trippa bisognava dimostrare la faziosità e l'arroganza del contendente per riabilitare la propria immagine. Se chi ti critica e ti accusa appare fazioso e approssimativo, la sua credibilità scema e - come su una bilancia - può cominciare a salire la tua di credibilità.

Mi duole dirlo, ma Silvio ci è riuscito e ha vinto la sua sfida. Non perché abbia raccontato alcunché di nuovo o di interessante ma - anche in questo caso - per l'inaspettata pochezza dell'avversario. Il punto partita c'è stato quando Santoro ha tuonato "Si vergogni" mentre tentava di arginare la sua (prolissa, va detto) lettura delle condanne di Travaglio. Una mossa falsa terribile che ha dato buon gioco a Silvio di accusarlo di illiberalità. Ma la partita si era messa male, a mio avviso, fin da subito: incipit con un editoriale sconclusionato di Santoro, seguito da un servizio altrettanto sconclusionato. Poi Silvio perde qualche punto, ma suscita innegabile ilarità, quando afferma che stava per abbandonare la politica a favore della costruzione di scuole e ospedali nei paesi poveri (i docenti sarebbero niente popo di meno che Putin, Chirac, Clinton...). Ma poi arriva arriva l'errore più grave, quello di aver mantenuto i consueti monologhi di Travaglio (per la verità un po' sgonfi rispetto al solito) piuttosto che metterlo in attacco a fare le domande, quelle che servivano, quelle "giuste"?

Alla fine entrambi hanno avuto quello che volevano: Santoro lo share da record e un po' di applausi facili per la sua indignazione di maniera e una sostanziosa dose di arroganza e aggrassività; Berlusconi sono convito che abbia ottenuto qualche buon voto in più grazie all'imbarazzante comportamento dell'antagonista [oggi, 12 gennaio, la mia previsione pare azzeccata secondo i nuovi sondaggi: ha gudagnato  uno o due punti...].

Io ho buttato nel cesso una serata. E come al solito mi disprezzo.

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  14.12.2012 | 19:52
Attivo
 
 

Sì, è vero, questo blog potrebbe apparire aggiornato di rado. Se poi si aggiunge che un articolo scritto mesi fa avevo addirittura dimenticato di pubblicarlo (ma del resto era l'articolo stesso che parlava di dimenticanze...) la situazione peggiora ulteriormente. Ma non si pensi che in questi mesi io non abbia combinato nulla. Eh no, non si pensi! Per esempio ho progettato la grafica delle bavaglie ritratte in questa foto di Nicola Boccaccini. Per trovare le suddette bavaglie si deve andare alla mostra "Buffet" che rimarrà aperta fino al 27 gennaio 2013 presso Santa Maria della Pietà a Cremona.

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