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  11.08.2013 | 11:59
Aiuto mi sono perso tour
 
 

Lo so, la mia indolenza nell'aggiornamento del blog è indescivibile. Eppure di progetti, realizzati o da realizzare, ce ne sarebbero molti, tanto che gli aggiornamenti potrebbero essere quasi quotidiani. Non posso non parlare della guida turistica illustrata della Provincia di Cremona. Non posso, proprio non posso.

Qualche mese fa incontrai Chiara Bondioni la quale mi spiegò che a Cremona c'è anche una provincia piena di paesi grandi e piccini, e che in questa provincia c'è anche un Distretto Culturale. Chiara Bondioni era ed è la responsabile del Distretto Culturale. Mi disse che aveva visto la guida turistica di Cremona che avevo realizzato insieme a Robirobi nel 2011. Mi chiese se si poteva fare qualcosa di analogo per descrivere la provincia piena di paesi grandi e piccini. Si poteva.

Ho sintetizzato un po' per non tediare i lettori, in realtà questo dialogo è durato diversi giorni ed è stato assai più ricco di frasi.

Da allora è iniziata la consultazione di libri, opuscoli, cataloghi per studiare quella anomala zona che si distende tra Casalmaggiore e Crema passando per Cremona. Infine, pochi giorni, orsono è iniziato il tour "Aiuto - Mi sono perso". Lo chiamiamo tour e non giro perché fa più rock star. Ma sostanzialmente è un giro per i paesi che fino a qualche anno fa portavano sulla targa dell'auto la sigla CR.

Veniamo agli impegni concreti: è mia intenzione tenervi aggiornati (il più possibile) sull'evoluzione di questo ambizioso progetto. Avete mai provato a scrivere una guida turistica?

Miei compagni di avventura saranno Robi (ben più solerte di me a scrivere il proprio diario di bordo), Topus e lo Zino (assente nella prima tappa del tour).

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  08.07.2012 | 13:04
Perdere
 
 

Sono sempre stato convinto che la vera diferenza tra una persona e l'altra sia il grado di concentrazione e attenzione che si riesce a raggiunegere. Le persone che riescoo a rimanere concentrate più a lungo raggiungono risultati notevolmente superiori di chi si distrae continuamente. Il distratto può essere inteligentissimo ma senza concentrazione non è nulla. O forse si è intelligenti se si riesce a concentrarsi. Se è vero che di norma un essere umano utilizza mediamente solo il 10% del proprio cervello, si potrebbe dire che i "concentrati" riescono a mantenere una soglia elevata in maniera costante e quindi performante.

Non sapete quanto li invidio. Purtroppo non faccio parte di quella categoria e spesso la mia percentuale si abbassa vertiginosamente, non ho dati ovviamente da fornire ma sarei tentato di sostenere che la percentuale scenda quasi rasoterra. E allora succedono i disastri: decisioni avventate e sbagliate, dimenticanze clamorose, amnesie inspiegabili.

Questa lunga e forse inutile premessa è per dire che, qualche giorno fa, in uno dei suddetti momenti in cui il mio grado di concentrazione rasentava lo zero ho compiuto un bellissimo tuffo (esteticamente nulla da eccepire) in acqua di mare con il cellulare incorporato nella tasca dei boxer. L'acqua salata ha disinfettato la mia storica rubrica inopinatamente salvata sul telefono e non sulla simcard (in questo caso non per colpa mia, lo giuro). Chi volesse ridarmi il proprio numero di telefono è pregato di scrivermi o telefonarmi (il mio numero non è cambiato).

Di seguito un piccolo elenco di altre cose perse in momenti di bassa concentrazione:

1 _ Almeno 3 cellulari sfiilatisi dalla tasca, me ignaro.
2 _ La mia fidatissiama tenda con cui ho fatto gran parte dei viaggi giovanili, probabilmente lasciata sul tettuccio dell'auto (episodio controverso in corresponsabilità con lo Zino)
3 _ L'automobile
4 _ un'infinità di documenti
5 _ Un cappello tipo borsalino a cui tenevo moltissimo
6 _ Una camicia bianca di lino

Se qualcuno vuole fornire la propria classifica si faccia avanti...
Se qualcuno vuole visitare la mostra "Affiche" si faccia un giro per Cremona dal 14 al 29 luglio, potrà vedere le opere di Shout affisse su pannelli di 140x200 cm (nella foto di Nicola Boccaccini uno dei manifesti accanto al Furgonzino). Eh, le opere di Shout... Quelle sì, non si possono perdere!

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  15.10.2011 | 16:44
Il rochenrol e' morto
 
 

C'è stato un periodo, dopo la metà degli anni Novanta, che andavo ai concerti con molta facilità. Prendevo il treno o la macchina, arrivavo davanti al locale o al palazzetto, acquistavo il biglietto. Entravo. Concerti rock, o punk o heavy metal. Alla fine del concerto avevo perso 10 chili di sudore e me ne tornavo a casa con i timpani spappolati e l'adrenalina financo sotto le unghie. Non è che ho visto solo gruppi di nicchia, ma anche grandi nomi: Iron Maiden, Ramones, Offspring, per dirne alcuni.

Poi internet ha cominicato a diffondersi e qualcuno si è inventato Ticketone che permette di comprare i biglietti in prevendita direttamente online. Da quel momento non so quanti concerti mi sono perso perché il secondo giorno che iniziavano le prevendite era già tutto esaurito. Parallelamente i prezzi si sono gonfiati a dismisura (in alcuni casi fino a 5 volte tanto, a parità di gruppo, sebbene a distanza di dieci anni), tanto che tre anni fa, dopo il concerto dei Kiss - costato un occhio della testa - mi ripromisi di non andare più ai concerti che eccedessero i 25 euro. Le solite promesse del cazzo che faccio a me stesso e che poi non riesco a mantenere, infatti di eccezioni ne ho fatte un bel po', ma insomma in linea di principio sono quasi sempre d'accordo con me stesso e cerco di ascoltarmi il più possibile soprattutto quando esprimo concetti saggi e arguti.

Ieri sera ho fatto una delle suddette eccezioni e sono andato a vedere Alice Cooper (35 euro, va beh dai...), indubbiamente un altro musicista che ha segnato la mia spensierata giovinezza. Sicuramente uno dei grandi del rock, se non altro per anzianità, oltre che - a mio parere - per talento e per influenza sui tanti (troppi) musicisti che si sono ispirati a lui.

Riesco fortunosamente a rimediare un biglietto e parto con un'allegra comitiva per il Live di Trezzo d'Adda. Per mia disgrazia, nella suddetta comitiva c'era anche chi aveva portato ben 6 panini al camembert che hanno letteralmente devastato il ristretto abitacolo dell'automobile, oltre che aver notevolmente affievolito il tasso di rock & roll deila comitiva stessa.

Non nutro grandi aspettative sul concerto, il pensiero di un ricco signore di 63 anni che sale sul palco riproponendo uno show glorioso, sì, negli anni Settanta, ma quasi inalterato a distanza di 40 anni, mi sembra quasi ridicolo. L'inizio del concerto è puntualissimo e accecante. La sala del Live, ricolma di centinaia di persone si è illuminata grazie ai monotor di altrettante fotocamere digitali. Sarebbe consolante, seppur triste, dirvi che il mito dello shock rock Alice Cooper era fuori forma e spompato a causa dell'oggettiva anzianità. Ma la realtà è che ad essere spompato è il pubblico. Qualche coretto e qualche timido applauso e nulla più. Del pogo, "ballo" tradizionale degli amanti del rock e del metal (sì, anch'esso ridicolo, a pensarci, lo so, ma mai quanto l'esercito di fotoreporter improvvisati) non si vede neanche l'ombra, sono quasi tutti troppo impegnati a scattare una fotografia dietro l'altra, a filmare, a postare su facebook in tempo reale. Meglio non muoversi troppo che si rischia di disturbare chi sta scattando, di far venire mossa la foto o peggio di danneggiare gli strumenti.

Detesto essere nostalgico, forse proprio perché lo sono, davvero non digiresco i discorsi che tendono a idealizzare il passato a discapito del presente. Quindi mi sto fortemente trattenendo dal dire non ci sono più i concerti di una volta. Non ce la faccio: non ci sono più i concerti di una volta. Il rock and roll è morto.

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  13.09.2011 | 19:30
Passi piu' lunghi della pancia
 
 

Sarà l'età che avanza, sarà che il polo nord magnetico terrestre si sta spostando più del normale, sarà per la crisi economica, sarà tutto quello che volete, ma ultimamente sono circondato da persone che prendono delle decisioni importanti. Gente che decide di avere un figlio e poi ce l'ha. Gente che decide di compare casa e poi la compra. Gente che decide di sposarsi e poi si sposa. Per esempio Topus. Lo conobbi quando avevo quattordici anni, il primo giorno di scuola della prima liceo. L'unico posto libero della classe era di fianco a lui. Un altro compagno, Matteo Filippini, gli disse "Oh, che faccia da topo!", un altro ancora - Del - lo ribattezzò Topus. E ancora viene chiamato Topus. Un altro ancora quando lo vide disse "Oh, come sei tozzo!". Quello ero io. E tutti pensano ancora che sia tozzo. Nonostante ciò ha incontrato un'altra persona, anni dopo, Petra, che deve avergli detto "Vah che tipo da sposare", e lui si è sposato (con lei).

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  27.05.2011 | 16:56
Rockstar
 
 

Come molti sanno, è assai difficile che si riesca a fare il lavoro che si desidera. Ad un certo punto ci si trova a fare il tal lavoro e ci si adatta, più o meno bene. Io faccio il grafico, un mestiere che purtroppo è corroso da insediosissimi batteri che si chiamano "loghi", i quali infettano ogni lavoro e hanno la perniciosa tendenza a diventare sempre più grandi. Ma in realtà io volevo fare la rockstar. Malauguratamente sono più bravo, pare, a tenere a bada il batterio "logo" piuttosto che a cantare e suonare e quindi per un pelo, ma solo per un pelo, non ce l'ho fatta. Comunque sia per un po' di tempo ho fatto parte di una band underground che si chiamava Phacoceros. Veramente underground perché il ritrovo è stato quasi sempre la cantina di Topus a Quinzano d'Oglio (BS). Sull'importante ruolo svolto da questa band nel panorama musicale italiano e internazionale parlerò in un secondo momento. Per adesso pubblico solamente la copertina di un album mai uscito. Credo che il disegno risalga al 93 e rappresenta tutti e 4 i fantomatici componenti: Del, il sottoscritto, Topus, Juan. E il facocero, naturalmente.

Già che ci sono, vorrei che si sapesse, quali sono - in ordine sparso - alcune delle mie canzoni preferite:
Laugh'n A half (D.A.D)
Losing my religion (R.E.M)
The house of the rising sun (Animals)
Nothing else matters (Metallica)
Hotel California (Eagles)
Burn (Deep Purple)
Shine on you crazy diamond (Pink Floyd)
The trooper (Iron Maiden)
Hell's bells (AC-DC)
Sound of Silence (Simon & Garfunkel) 

Ne seguiranno altre...

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  31.12.2010 | 15:55
Bilancio o bilancia
 
 

Di solito a fine anno facevo un bilancio. Economico, di relazioni personali, di soddisfazioni sul lavoro, ecc. Iniziavo a fare i conti poi, inevitabilmente, mi incasinavo e lasciavo perdere. Bilancio in pareggio. Che poi non so neanche come si fa un bilancio. Ora uso la bilancia. E' molto più veloce e più precisa. Ogni fine anno ci si pesa e si segna il risultato. Non si rimane delusi: c'è una crescita continua.

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  18.08.2010 | 14:24
15 chilometri
 
 

Lasciate per favore che questo spazio serva anche a glorificare le mie qualità.
Per esempio quelle di grande camminatore e scalatore di montagne. Generalmente vengo additato (ingiustamente) come una persona pigra, poco amante del movimento. Il mio crescente girovita e le numerose immagini che mi ritraggono mentre banchetto avidamente o sono spaparanzato con una birra in mano non mi agevolano nel controbattere a tali infamanti accuse. Ma ora posso sbandierare ai quattro venti di aver fatto ben 15 chilometri a piedi per raggiungere la cima del monte (e vulcano) Etna e per ridiscendervi. Nella foto le pendici del cratere Bocca Nuova raggiunto dopo inenarrabili fatiche (mie, il resto della comitiva era fresco come una rosa).

Inutile dire che al termine dell'epica scalata (durata quasi cinque ore) mi sono dovuto ristorare mangiando tre granite.

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  12.08.2010 | 16:51
Furgonzino in riva al mar
 
 

Annuncio il mio rientro ufficiale da un breve periodo di ferie.
Anche quest'anno il Furgonzino ha macinato chilometri attraverso la costiera amalfitano, la Calabria e la Sicilia. Ogni tanto però anche lui si è preso qualche momento di pausa, cogitabondo ammirava il mare sognando di avere le pinne.

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  21.06.2010 | 17:49
Altri quattro anni d'attesa...
 
 

Io vivo per i Mondiali di calcio. Attendo con trepidazione, ogni quattro anni, il loro inizio: finalmente posso tifare per la MIA squadra. Naturalmente non mi perdo una partita e vivo ogni secondo di gioco esattamente come se fossi il dodicesimo uomo in campo anche se, in realtà, al massimo posso essere il dodicesiomo uomo sul divano con in mano birra e patatine. Ma sudo anch'io. E soffro, impreco, esulto se ve n'è motivo... Quando finiscono i Mondiali sono disorientato, svuotato. Insomma, come li riempio altri quattro anni senza Mondiali? Per me però i Mondiali non finiscono con la finalissima, no, purtroppo finiscono quando la MIA squadra viene eliminata. Fuori lei, Mondiali finiti.

E sapete qual è la mia squadra? La Francia. Ebbene, dopo solo due partite giocate in maniera a dir poco imbarazzante, la MIA squadra è praticamente eliminata. Solo due partite...

Si badi che non sono un appassionato di calcio qualsiasi, di quelli che seguono il campionato la domenica, si ciucciano la Champion's League, la coppa Italia e via dicendo. Questi sono dei privilegiati: se la loro squadra perde, può vincere la domenica successiva (solo sette giorni d'attesa), o al limite potrà vincere il campionato successivo che inizia tre mesi dopo la fine di quello precedente. E anche le coppe: sono tante e ci sono tornei ogni stagione.

Invece io devo attendere altri quattro anni! Dico quattro anni!

Così, com'è consueto quando si soffre, si va a ripensare ai momenti felici. Per consolarsi un po'. Ed ecco, allora, questa foto un po' sbiadita e rovinata che risale al 1998, quando la MIA squadra vinse i Mondiali battendo 3 a 0 lo squadrone brasiliano... Io vidi la partita nella piazza principale di Nizza. Una serata indimenticabile. Alla mia destra lo Zino col quale ero in viaggio (tanto per cambiare); alla mia sinistra non saprei, un tizio trovato lì. Durante i festeggiamenti io e lo Zino fummo spinti in una fontana e poi vagammo fino alle sei di mattina, tutti bagnati, alla ricerca della macchina che non ricordavamo più dove fosse parcheggiata. Al risveglio, mentre ancora ci stavamo sgranchiendo le ossa, passò una vecchietta che sorridendo urlò "Allez les bleus!".

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  07.09.2009 | 13:57
Il Furgonzino
 
 

Ed ecco a voi il Furgonzino, che fedelmente mi accompagna negli ultimi viaggi.
L'ho sognato per anni, poi finalmente l'occasione di comprarlo si è presentata. Raramente sono stato altrettanto convinto e sicuro di un acquisto. Pensate che il Furgonzino, oltre ad essere piccolo, bellissimo e maneggevole, può ospitare tranquillamente quattro persone nei suoi comodi letti. Gli elogi si potrebbero sprecare però... però oggi gli si è spaccata la frizione al maledetto Furgonzino. Caro Furgonzino, perché mi hai fatto ciò. Caro Furgonzino, quanto mi costi!

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  10.06.2009 | 13:19
Il disinteresse dell'anestesia
 
 

C'è chi ha paura dei ragni, chi ha paura del vuoto, chi di volare, chi dell'acqua... Io ho paura - tra le altre cose -, molta paura, dei dentisti. Così, prima che mi decida di andarci, devo prima patire le pene dell'inferno ed essere in condizioni di non poterne proprio fare a meno.
Ieri era arrivata la mia ora, non potevo più rimandare. Visita di controllo. Sapevo che le notizie riguardo la mie condizioni sarebbero state sfavorevoli. Dentro di me pregavo di dover patire meno dolore possibile e di spendere il meno possibile. Il dentista mi analizza la bocca un po' schifato, mi spiega cosa bisogna fare.
«Bene» dico «mi faccia un preventivo di quanto verrò a spendere»
«Circa 1200 euro»
«Bene» dico. Bene un cazzo, penso mentre mentalmente visualizzo 120 banconote da 10 euro che fuoriescono dal mio portafoglio, mentre 2 denti spariranno dalla mia bocca.
Oggi si opera, meglio non tergiversare e andare subito al dunque.
Anestesia. Potente, devo dire: non sento nemmeno più il naso.
Il dentista inizia a trapanare, levigare, scalpellare. Ci sta mettendo tutte le sue energie, sta sudando, come si suol dire, le sette camicie... Io sono riverso sulla poltrona, indifeso, con i miei solitari e lugubri pensieri.
«Il preventivo sarà più alto eh!» dice mentre sta ancora tentando di estrarmi il dente.
Il mio sguardo si rabbuia, come posso controbattere?
«Non di tanto però: due o trecento euro...»
«Bhhhenhhehhh» sibilo sommerso dal brusio dell'aspiratore di saliva. Bene un cazzo.

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  06.05.2009 | 16:11
Sono eccellente
 
 

Lo sapevo. Visto: prima o poi l'impegno viene ripagato... E a tributarmi ciò che mi spetta è niente meno che il ministro Brunetta, uno che i lavoratori li sa valutare bene. In visita a Parma, il ministro sventola sorridente un mio depliant. Questa foto era sulla prima pagina della Gazzetta di Parma di ieri. «A Parma l'eccellenza» dice. Quello non è certo uno dei miei capolavori ma non importa: l'impronta, la professionalità, il talento emergono comunque. Guardate che meraviglia, sembra dire il ministro. Certo, qualcuno contesta, dei tali del Cgil e Rdb - non so chi siano, probabilmente degli invidiosi, studi grafici concorrenti - mettono in dubbio che io sia eccellente. Ma il ministro mi difende: «Sono quattro gatti».

Grazie! Davvero, da oggi riprendo il mio lavoro più carico e più consapevole delle mie capacità.

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  21.04.2009 | 23:37
Sono sensitivo
 
 

Ormai mi è chiaro: sono sensitivo. Sono di quelli che, in pratica, hanno dei sogni premonitori. Si dice sensitivo, no? La notte scorsa è stata terribile, un continuo susseguirsi di incubi apparentemente casuali ma, in definitiva, che sono risultati avere un preciso nesso con la realtà. Succedeva che qulacuno mi rubava nella macchina e me la spostava in mezzo alla strada (perché poi non si sa...), indi arrivava un vigile che, vedendola fuori dagli spazi tracciati, verbalizzava una multa. Poi arrivavo io, oltre al danno del furto trovavo la contravvenzione... Infine, sempre nel sogno, mi accorgevo che stavo semplicemente vivendo un sogno, mi tranquillizzavo ma, ahimé l'intera sequenza si riproduceva con sempre nuove e drammatiche varianti. Tutta notte così.

Da circa tre o quattro mesi avevo ripreso a parcheggiare l'auto nel mio borghetto. C'è divieto di sosta, sì, ma pareva che i vigili lo avessero dimenticato. Be', oggi se lo sono ricordati... Tornando a casa dal lavoro ho trovato la loro sorpresina. Sono sensitivo. Preso dallo sconforto, ho acceso la tv e mi sono autoinflitto Gigi D'Alessio che cantava in duetto con una tizia. Poi ho scoperto che cantare con Gigi D'Alessio era il sogno nel cassetto di questa tizia. Sono sintonizzato con un programma che si chiama "I sogni sono desideri" o viceversa non lo so, e quel siparietto era stato messo in piedi da un tizio innamorato della tizia sperando di farle piacere. E infatti la tizia era contenta. Il tizio le ha chiesto se voleva passare tutto il resto della sua vita insieme a lui. La tizia ha declinato l'invito perché era innamorata di un altro. Il tizio c'è rimasto di sasso. Nel frattempo Gigi D'Alessio tentava di convincerla a mettersi con il tizio. Niente da fare, nemmeno Gigi ce l'ha fatta. Che tristezza.

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  06.04.2009 | 16:00
Il motore dell'economia
 
 

Siamo in un periodo di crisi economica. Ogni giorno, dico OGNI GIORNO, politici e dintorni ci rimbambiscono proponendoci le proprie ricette anticrisi. Bisogna sostenere le famiglie e incentivare i consumi, dicono. Poi le imprese, gli artigiani, i commercianti, gli anziani. Nessuno che vuole sostenere anche chi abita da solo? I single? Eppure proprio i single sono il vero motore dell'economia. Le famiglie sono risparmiose, ammortizzano i costi di affitti e mutui, spendono meno per mangiare, per viaggiare. I single invece sono i polli da spennare, quelli che spendono in cibarie malsane e bibilte: qualcuno ha riflettuto che sorte avrebbero i produttori di patatine e birra se non ci fossero i single? Escono di più e sono i principali frequentatori di bar, osterie, pizzerie, locali d'ogni sorta. Sono costretti a comprare confezioni di cibo sempre in formato famiglia che immancabilmente marciscono nel loro frigorifero; indubbiamente hanno bollette telefoniche più salate perché per uscire dalla propria solitudine sono più inclini alla comunicazione. Ma nulla di tutto ciò è sufficiente. Non è previsto nessun contributo. Ma lì ai piani alti c'è qualcuno che ci capisce qualcosa di economia?

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  11.09.2008 | 16:12
Buon appetito!
 
 

Avete presente la frustrazione di quando si fa un lavoro, ci si impiega un sacco di tempo, e poi questo lavoro risulta inutile? Sì? Avete presente quando, alla sera, arrivate a casa affamati - più che affamati - e allora vi viene in mente di farvi una bella pasta con i pomodorini? Sì? Però avete anche presente quanto cazzo di tempo ci mettono a cuocersi i pomodorini? Ieri sera l'ho sperimentato: dopo un'ora di cottura erano ancora belli che uguali all'inizio. E la fame cresceva. Va beh, li pianto qui sul fuoco un'altra ora e intanto faccio dell'altro...


Ed ecco a voi, il piatto è servito. Guardate come sono venuti ben cotti.
Anche ieri sera ho cenato a ghiaccioli all'arancia.

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  16.06.2008 | 17:33
Gli effetti nocivi delle commesse...
 
 

sul mio quieto vivere


Appena mi vedono, capiscono subito con chi hanno a che fare. Persona sola, impacciata, vulnerabile, indecisa, poco avvezza agli acquisti. Un cliente perfetto, questo me lo rigiro come mi pare, pensa la commessa di turno. Sono furbe, me lo leggono negli occhi che sono un allocco, che se solo mi dicessero che sto bene con un perizoma leopardato, io ci crederei, magari non subito, ma poco dopo ci crederei e lo comprerei pure.

Un mese fa circa, sono entarto in un negozio di articoli sportivi per comprarmi un paio di scarpe. Trovo il mio numero e vado alla cassa. Forse questa volta la faccio franca. Invece no, quella commessa ha fugacemente intravisto una mia pupilla, lì dove ci sta scritto che sono il cliente perfetto. "Sono 60 euro" dice, "Ma lo sa che se spende almeno 80 euro le facciamo un buono che vale la metà di quello che lei ha speso e che potrà spendere dal 1 al 15 giugno". Avevo capito solo "buono acquisto", il ragionamento mi sembrava troppo complicato. Non mi interessa. "Guardi che è un peccato, le basta spendere altri 20 euro... Si faccia un giro per il negozio e vedrà che troverà di sicuro qualcosa che le può servire"

Figuriamoci. Faccio un giro: non c'è nulla che mi interessa. Torno risoluto alla cassa: "Non c'è nulla che mi interessa", dico. "Impossibile, ha gurdato bene?"

In quel momento ho capito che non sarei uscito tanto facilmente. Dopo un'ora e mezza di ricerca sono riuscito a trovare merce per un valore di 18,80 euro: ciabatte infradito e calze. La commessa mi rifila un'altra confezione di calze e saliamo a 83,70. E pensare che mia madre vende calze. "Ecco," mi dice "visto che ce l'abbiamo fatta?". Sono completamente in sua balia, potrebbe anche tentare di vendermi una panca per fare gli addominali e una maschera da sub, sarei pronto a darle retta. Ma, forse mossa a pietà, mi lascia andare.

Ieri, 15 giugno, in maniera del tutto inaspettatata, mi sovviene che sto vivendo un giorno fatidico: è il termine ultimo per spendere il sospirato buono acquisto. Ma è domenica! Il negozio è chiuso.

Oggi chiamo, chiedo se è possibile spendere il buono oggi.
"No, mi dispiace, ma le regole sono regole e vanno rispettate. Lei ha avuto due settimane per venire" mi dice la commessa
Non riesco nemmeno ad obiettare che ha già riattaccato. Sedotto e abbandonato.
Oh, io sarò coglione che mi ricordo - quando va bene - le cose all'ultimo minuto, ma voi, voi, tu, quanto siete stronzi a fissare un termine nel giorno di chiusura?

Ho deciso: adesso vado là e pretendo il pagamento del buono. Chi pensa che ne uscirò con un paio di guanti da sci in promozione imperdibile?

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  06.02.2008 | 13:35
Sono un coglione
 
 

Sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione sono un coglione...


"Sai che novità..." dirà qualcuno.
E infatti non è una novità, è la seconda volta nella mia breve e disonorevole carriera di docente che mi capita di essere quel genere di coglione che sbaglia l'orario in cui deve essere nella tal scuola e nella tal classe.

Non che io sia solo "quel genere" di coglione, sono anche molti altri generi che non mi attento nemmeno a elencare. Questo è solo il genere odierno, quello con cui ho iniziato la giornata.

Devo trovare un modo opportuno per autopunirmi, che so: digiunare due giorni, non bere più birra per un mese, rompermi un dito, infilarmi un appendino nelle orecchie... Suggerimenti?

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  30.01.2008 | 14:48
Questa volta ho centrato l'obiettivo...
 
 

Ogni tanto qualche piccola soddisfazione bisogna togliersela.

Ogni tanto la giustizia deve pur trionfare.
Ogni tanto anch'io ho le mie ragioni.
Così ha detto, anzi ha sentenziato, il giudice di pace. E giustizia è stata fatta.
Insomma: ho vinto! Ho vinto il mio primo ed unico ricorso da che sopravvivo sul pianeta Asfalto. Un pianeta sempre più insidioso e infido, fatto di incroci ambigui, righe blu, bianche, gialle, bicolore, fatto di multavelox che si mimetizzano, di telecamere che spuntano improvvisamente, semafori beffardi che repentini balzano da un colore all'altro; pianeta di pedoni distratti, motorini suicidi, SUW d'assalto, di petrolio alle stelle e di segnaletica cangiante.
Forse qualcuno ricorderà - ne ho parlato in questo blog - di tale ricorso, della prima udienza avvenuta oltre due mesi orsono... Poi ho iniziato il silenzio stampa. Nessuno ne ha saputo più niente, anche perché a nessuno glien'è mai fregato niente. Purtuttavia lasciate che ora divulghi la mia gioia, oggi c'è stata la seconda e definitiva udienza: vedere il vigile che aveva emesso la contravvenzione uscire mestamente dall'aula è stata una piacevolissima sensazione...

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  06.12.2007 | 02:39
Io e Tony
 
 

A questa foto, scattata da Mario Robusti, mi sento molto legato, anche se sembra che abbia la pancia gonfia come una mongolfiera. Accanto a me c'è Tony Wolf (alias Antonio Lupatelli), siamo ripresi subito dopo la premiazione del concorso per illustratori Calendario Duemila7. Antonio era il presidente di giuria. Trattasi di una persona davvero deliziosa, che non ama assolutamente le luci della ribalta, un artista che pur avendo una carriera di oltre dieci lustri, con i suoi libri che si trovano in tutte le librerie d'Italia, mantiene una modestia quasi eccessiva. Tanto che ci rimasi di sasso quando mi disse che, onestamente, non si considerava un artista ma un semplice artigiano dell'illustrazione. Poi quest'anno, sempre grazie al concorso, ho conosciuto Milo Manara. Abbiamo inizato a guardare le immagini dei concorrenti e, non di rado, rimaneva incuriosito a vederne qualcuna: "ma come ha fatto? io non ne sarei capace..." gli è scappato detto più di una volta. Sembrava non si sentisse all'altezza. Lui! 


Sempre più spesso, nella vita di tutti i giorni, mi capita di incontrare o lavorare con persone cariche di arroganza e supponenza, giustificate da un piccolo balzo fatto sulla scala sociale, da insignificante posizioni di prestigio, da qualche incarico mediamente importante. Robetta in confronto a quei due là. Quanto stride con la semplicità e la modestia che hanno mostrato questi due grandi artisti! E in questa foto si percepisce, guardate quanto sembro arrogante rispetto a Tony Wolf...

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  14.11.2007 | 22:15
Alla vigilia
 
 

Forse qualcuno ricorderà di quando presi una multa per divieto di sosta e manifestai il mio irritato dissenso sulle pagine di questo blog. Feci ricorso al giudice di pace e l'udienza mi fu fissata per il 20 di novembre alle ore 10. Siccome ben conosco le mie difficoltà organizzative, che nessuna agenda al mondo è riuscita a colmare, chiedo umilmente aiuto: ricordatemelo! Mandatemi un messaggio, chiamatemi, mettetemi una bomba carta sull'uscio di casa, fate quello che volete, ma io devo assolutamente ricordarmi di andare all'udienza dal giudice per sottoporgli lo schemino che vedete qui sopra e che descrive in maniera esemplare il gioco di prestigio che hanno fatto i vigili per dare la multa a me e ad un'altra sfilza di malcapitati. In cambio della cortesia siete formalmente invitati a venire domani sera a casa mia, più o meno per l'ora di cena a festeggiare il mio "non compleanno".

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  17.10.2007 | 10:12
La cucina dello chef
 
 

Chi è rimasto attonito dall'ordine superlativo che regna in casa mia, rimarrà ancora più stupito dallo stato di perfezione dell'angolo cottura... Degni di nota sono soprattutto la celebre macchina di caffé non funzionante (al centro della foto), e il conseguente accumularsi di barattoli di caffé (in alto a sinistra). Sempre in alto a sinistra, sul mobiletto rosso in stile belle epoque, campeggia lo sciroppo alla menta, indispensabile ingrediente estivo per le mie fantastiche granite e per il poco digestivo latte e menta che suole prepararsi lo Zino. Dentro il frigorifero è pronto il caricatore di birre che normalmente si esauriscono durante le frequenti incursioni di Ufj. 

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  04.10.2007 | 09:58
Casa dolce casa
 
 

In questi giorni si è consumato un evento di portata epocale: ho fatto le pulizie in casa. In realtà dovrei dire "hanno fatto le pulizie in casa" perché a farle sono state due mie impietosite amiche: Laura e Sabrina, come furetti, s'intrufolavano in ogni anfratto per smacchiare e sgrassare mentre io, completamente in balia di me stesso, non trovavo una collocazione precisa all'interno del contesto domestico.


Mi sono limitato a imbottire il divano, che era sfondato, con un metodo molto efficace. Ve lo consiglio qualora abbiate un divano sfondato in casa: prendete della carta, accartocciatela, e infilatela nelle zone bisognose di riempimento. Farete anche un utile servizio ecologico riciclando efficacemente la carta.

Questa foto inquadra il mio tinello a profilassi e riordino avvenuto, in particolare l'angolo TV e alta fedeltà. Sullo sfondo due bellissimi quadri di Faber, dei regali molto importanti che mi sono stati fatti a distanza di qualche anno l'uno dall'altro. Adesso Faber è emigrato a Barcellona a cercare fortuna come artista e questa foto è dedicata a lui.

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  30.04.2007 | 18:09
Le vie del Rock
 
 

Matteo Filippini era uno dei miei compagni di banco in prima liceo. Quello di destra. Quello di sinistra era Topus. In questa foto invece, ormai d'epoca, ci siamo io (a sinistra), il barone Juan (al centro con l'immancabile Coca Cola) e appunto Teo Pini a destra. Sembriamo quasi dei bravi ragazzi. Poi Teo Pini fu bocciato e ci si perse un po' di vista. Proprio quell'anno aveva iniziato a suonare la chitarra e ricordo perfettamente che ci invitò al suo compleanno, a casa sua, dove con un batterista improvvisato e un bassista altrettanto occasionale, suonò "Smoke On The Water" dei Deep Purple, ripetendo il riff per un quarto d'ora di fila. Il batterista stava collassando. I Deep Purple naturalmente erano il suo gruppo preferito.

Ma perché scrivo tutto ciò?

A distanza di non pochi anni ho casualmente rivisto Teo Pini, o meglio Matt Filippini (attuale nome d'arte), suona ancora la chitarra e ho appreso con grande piacere che ha recentemente pubblicato un album con una band fondata da lui: i Moonstone. Lo stupore non sta tanto in questo, quanto nel fatto che alla realizzazione dell'album hanno contribuito (e hanno suonato...) alcuni dei suoi, e non solo suoi, miti: Ian Paice (batterista dei Deep Purple), Eric Bloom (cantante dei Blue Oyster Cult), Steve Walsh (Kansas), Glenn Hughes (Trapeze, Deep Purple, Black Sabbath), Carmine Appice (Vanilla Fudge), solo per citarne alcuni! Non ho ancora ascoltato le canzoni dell'album (anche se dato il calibro dei musicisti promette bene...), ma trovo che questa sua esperienza sia eccezionale. Nel contempo lo invidio un po': ora nelle sue foto compaiono persone che hanno una faccia un po' meno da bravo ragazzo, ma che nella storia del rock hanno posato una pietra piuttosto importante. Complimenti.

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  06.04.2007 | 01:40
Un lustro quasi esatto da quel giorno
 
 

Per me le ricorrenze sono sacre. Bisogna onorarle. Io per esempio le onoro, anche se non di rado me ne scordo. Infatti, il 4 aprile 2007, avrei dovuto festeggiare il primo lustro da che mi sono laureato. Sono, come sempre, in ritardo... Cinque anni or sono abitavo con quel galantuomo che vedete qui al mio fianco, ovvero Angelo. Io sono, per chi non mi conosce, quello alla destra dello schermo, che sembra si sia appena alzato dal letto. La leggenda narra che abbiamo trascorso mesi intensi di studi e letture preparando le nostre tesi, la mia sulla "storia della moneta fiduciaria" e la sua su "Pinocchio", lunghe notti insonni sui tomi di economia e teatro, talvolta confondendo la mia materia con la sua e viceversa. Il nostro sogno era quello di partecipare alla laurea dell'altro, ma un destino avverso ci attendeva: quello di doversi laureare lo stesso giorno alla stessa ora! E così, alle 14 in punto, siamo scesi di casa e un paparazzo ci ha immortalati nei momenti antecedenti all'ultimo atto. Poche ore dopo facevamo ritorno per un trionfale festeggiamento.

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  19.01.2007 | 15:32
36 euro
 
 

Una dura giornata di lavoro ? terminata. E' davvero tardi. Mentre apro la porta di casa, il mio sguardo si rivolge casualmente verso la mia fiammante automobile, parcheggiata l? a pochi metri. Com' ? bella, penso. Un foglietto bianco ? stato infilato sotto il tergicristalli. Chi ha osato toccare il mio bolide? Pubblicit?? Vado a vedere. Una multa! 36 euro. Non pu? essere, c'? il cartello che indica che si pu? parcheggiare! Sono tre anni che parcheggio qui. Mentre rifletto alzo il capo verso il cartello. Non c'?. E' sparito, anzi ? stato nottetempo rimosso. Le bestemmie si susseguono a raffica, anche contro la mia stessa volont? che sarebbe quella di mantenere calma e applombe. Cerco di riflettere sul da farsi. Sono tranquillo, pacifico. La spiegazione ? semplice: hanno tolto il cartello che consentiva il parcheggio e il giorno dopo sono passati a mettere le multe. Vedete il personaggio dell'immagine? Sono io. Quel pugno alzato non ? il saluto comunista come qualcuno potrebbe erroneamente pensare, bens? un gesto d'affetto che rivolgerei volentieri ai vigili urbani: Il braccio si rivolge al cielo perch? ha gi? accarezzato la mascella del vigile che mi ha rifilato la contravvenzione. Attenzione che tra poco parte anche l'altro braccio che gli accarezzer? il naso. Sempre con affetto.

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  28.11.2006 | 17:14
Largo al Professore
 
 

Da qualche anno tengo dei corsi di grafica nelle scuole. L'idea di insegnare mi ha sempre affascinato molto, esser chiamato "professore" ? una delle cose pi? gratificanti in assoluto. Ancora non mi ? capitato, per la verit?, perch? al massimo mi si chiama "prof", si vede che istintivamente nessuno riesce a completare la parola. Io, i mei professori, li vedevo tutti deformati, delle caricature viventi. Grazie a loro, se non si pu? dire che abbia imparato qualcosa, si pu? certo dire che abbia iniziato a disegnare assiduamente (in qualche modo dovevo pur riempire le lunghe ore di lezione). Forse, grazie a me, qualcun altro inizier? a disegnare. Pubblico un disegno datato 1992, quando scarabocchiavo i volti dei miei professori: per me erano proprio cos?...

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  22.11.2006 | 17:33
Piccoli incubi quotidiani
 
 

Ormai ? assodato: il mio sonno ? tormentato da incubi. Probabilmente ho qualcosa sulla coscienza. Proprio ieri, a pranzo,?parlavo con amici dei miei timori di prendere delle multe. Insomma che mi vengano recapitate a casa delle multe che ho preso chiss? quando e chiss? dove, con qualche infida telecamera che mi ha ripreso mentre entro in zone proibile alle 4 ruote; o qualche malvagio multavelox che immortala la mia velocit? a beneficio dei posteri e a maleficio del mio portafoglio. E poi stanotte, di rito, il sogno, anzi l'incubo: entro in una strada, una paletta mi blocca e mi intima l'alt. Compare subito la faccia sorridente di Massimo, l'amico con cui discorrevo di multe al ristorante, che mi dice: "questa volta la patente non te la salva nessuno!" (garantisco che normalmente ? molto pi? simpatico...). Avevano fermato anche lui. Poi scompaiono tutti, rimaniamo solo io (disperato, angosciato, incazzato nero) e una vigilessa niente male. Ci manca poco che mi metto a piagnucolare come un bambino proprio di fronte a lei. Ma accade l'imprevisto: abituato agli incubi, non avvezzo al lieto fine, pensavo di essere catapultato in una claca di guai. Invece la vigilessa, in continuo, iperbolico miglioramenteo estetico, dapprima mi consola pazientemente, poi ci prova in maniera sorprendente. La fase REM ? ancora in grado di riservarmi piacevoli sorprese. Non ricordo per?: la multa poi me l'ha data lo stesso?

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  15.11.2006 | 12:23
Il non compleanno
 
 

Oggi festeggio il mio "non compleanno". Che roba ?? No, non sono nato il 15 novembre, sono nato il 16 marzo. Tuttavia ? da anni che festeggio questa data. Volevo uscire a cena, stare un po' in compagnia, e quel giorno, 15 novembre di chiss? quando, in pochi mi davano corda. Allora per convincere gli indecisi, quelli che erano stanchi e volevano starsene a casa, dissi che era un proprio un peccato che non uscissero proprio il giorno del mio compleanno... In molti allora, sebbene stupiti, cambiarono programma: si organizz? una bella cena, mi tocc? offrire da bere e ricevetti anche qualche regalo. I miei amici pi? intimi, presenti alla serata, sapevano che si trattava di uno scherzo, ma rimasero giustamente omertosi. In fondo, che male c'? a festeggiare una volta in pi?. La tradizione ? rimasta, tanto che alcuni, ormai, confondono il compleanno vero da quello fasullo. Per l'occasione pubblico un manifesto che risale alla fine del 2005, allora era la "Biblioteca di Alice" a compiere 5 anni, credo 5 anni veri. Il disegno ? colorato a pastello. Tra poco inizier? a organizzare la cena di questa sera, rigorosamente all'ultimo minuto.

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  07.11.2006 | 20:37
La fatica di comunicare
 
 

Mi capita spesso di sentirmi come un naufrago della comunicazione. Non mi mancano gli strumenti, ma le condizioni idonee alla comunicazione. Cellulari che non prendono, la batteria che si scarica, sms che non giungono a destinazione, rete internet ultra lenta, e-mail con virus, poste distratte, una coalizione micidiale che si abbatte contro di me. Non che io ami particolarmente "il comunicare", il contatto sempiterno col mondo mi angoscia. Per questo, l'isolamento talvolta ? ricercato. Avevo deciso di imbracciare i remi del canotto e di spostarmi verso la riva, far due chiacchiere con gli abitanti della costa. Insomma, volevo mettere il telefono fisso in casa, ho firmato il contratto un mese e mezzo fa. Sono tuttora alla deriva. Oggi ho telefonato per avere chiarimenti: hanno perso il mio contratto. Li detesto.

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  15.10.2006 | 15:46
Innanzitutto
 
 

Mi sembra corretto iniziare un blog presentandomi. Esteticamente sono più o meno come nella foto che vedete dato che risale a poco più di un mese fa. Come potete vedere appaio come una persona distinta e rassicurante, quegli occhi che sembrano persi nel vuoto a causa di abusi di sotanze alteranti, sono in realtà sognanti e speranzosi di un grandioso futuro.
Ho 30 anni, lavoro: faccio il grafico. In questo spazio albergheranno prevalentemente i prodotti delle mie fatiche professionali, potrò forse riceverne giudizi, consigli, opinioni. Vedremo.
Chiudo qui, è vero che come presentazione è un po' stringata, ma avrò certamente modo di aggiungere tasselli di me stesso col tempo.

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