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  26.10.2007 | 15:03
Bianco e nero (piu' o meno)
 
 

Spesso, quando qualcuno vede i miei lavori, li apprezza perché sono "colorati". Se chiedo a questo qualcuno: "cosa ne pensi?", questo qualcuno risponde "Bello, è tutto colorato..." 


Conscio che difficilmente mi verrebbe detto in mezzo ai denti che ho fatto una schifezza, le motivazioni prettamente cromatiche che influenzano il gradimento sul mio operato mi ha sempre indotto alla riflessione. Che vuol dire che è bello perché è colorato? E' sufficiente il colore per rendere appetibile un manifesto, un quadro, un disegno... Certamente no. Anche se il bianco e nero lentamente scompare dalle nostre esistenze proprio perché malvisto all'occhio comune (fotografia in bianco e nero in via d'estinzione, cinema in bianco e nero roba da intellettuali...)

Uno dei grafici che più mi affascinano è A. G. Fronzoni, noto per i suoi lavori in bianco e nero (senza grigi), che sono ai miei occhi stupefacenti. Bellissimi, essenziali, essenziali e sicuramente poco "pubblicitari", ma splendidi. Poi penso che se presentassi dei lavori del genere ai dei clienti, a parte che non ci riuscirei, ma se ci riuscissi creerei in loro dei cortocircuiti cerebrali pericolosi che potrebbero a scelta inebetirli per sempre o - più probabilmente - causare il mio licenziamento in tronco. Allora mi astengo, tanto non ci riuscirei.

In qualche caso però l'ho timidamente usato il bianco e nero, in questo caso sporcato dal grigio. Nulla a che vedere con Fronzoni, ma il bianco e nero c'è, più o meno. 

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  17.10.2007 | 10:12
La cucina dello chef
 
 

Chi è rimasto attonito dall'ordine superlativo che regna in casa mia, rimarrà ancora più stupito dallo stato di perfezione dell'angolo cottura... Degni di nota sono soprattutto la celebre macchina di caffé non funzionante (al centro della foto), e il conseguente accumularsi di barattoli di caffé (in alto a sinistra). Sempre in alto a sinistra, sul mobiletto rosso in stile belle epoque, campeggia lo sciroppo alla menta, indispensabile ingrediente estivo per le mie fantastiche granite e per il poco digestivo latte e menta che suole prepararsi lo Zino. Dentro il frigorifero è pronto il caricatore di birre che normalmente si esauriscono durante le frequenti incursioni di Ufj. 

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  04.10.2007 | 09:58
Casa dolce casa
 
 

In questi giorni si è consumato un evento di portata epocale: ho fatto le pulizie in casa. In realtà dovrei dire "hanno fatto le pulizie in casa" perché a farle sono state due mie impietosite amiche: Laura e Sabrina, come furetti, s'intrufolavano in ogni anfratto per smacchiare e sgrassare mentre io, completamente in balia di me stesso, non trovavo una collocazione precisa all'interno del contesto domestico.


Mi sono limitato a imbottire il divano, che era sfondato, con un metodo molto efficace. Ve lo consiglio qualora abbiate un divano sfondato in casa: prendete della carta, accartocciatela, e infilatela nelle zone bisognose di riempimento. Farete anche un utile servizio ecologico riciclando efficacemente la carta.

Questa foto inquadra il mio tinello a profilassi e riordino avvenuto, in particolare l'angolo TV e alta fedeltà. Sullo sfondo due bellissimi quadri di Faber, dei regali molto importanti che mi sono stati fatti a distanza di qualche anno l'uno dall'altro. Adesso Faber è emigrato a Barcellona a cercare fortuna come artista e questa foto è dedicata a lui.

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