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  24.06.2008 | 17:39
Percorsi diversi
 
 

Per "Percorsi diversi", rassegna di spettacoli teatrali e di film sulla "diversità", ho fatto questo disegnino. Anche se non so spiegarla senza scadere nella banalità, dentro di me una spiegazione c'è. Ma se qualcuno vuole offrire la propria...

Autore: french | Commenti 2 | Scrivi un commento

  16.06.2008 | 17:33
Gli effetti nocivi delle commesse...
 
 

sul mio quieto vivere


Appena mi vedono, capiscono subito con chi hanno a che fare. Persona sola, impacciata, vulnerabile, indecisa, poco avvezza agli acquisti. Un cliente perfetto, questo me lo rigiro come mi pare, pensa la commessa di turno. Sono furbe, me lo leggono negli occhi che sono un allocco, che se solo mi dicessero che sto bene con un perizoma leopardato, io ci crederei, magari non subito, ma poco dopo ci crederei e lo comprerei pure.

Un mese fa circa, sono entarto in un negozio di articoli sportivi per comprarmi un paio di scarpe. Trovo il mio numero e vado alla cassa. Forse questa volta la faccio franca. Invece no, quella commessa ha fugacemente intravisto una mia pupilla, lì dove ci sta scritto che sono il cliente perfetto. "Sono 60 euro" dice, "Ma lo sa che se spende almeno 80 euro le facciamo un buono che vale la metà di quello che lei ha speso e che potrà spendere dal 1 al 15 giugno". Avevo capito solo "buono acquisto", il ragionamento mi sembrava troppo complicato. Non mi interessa. "Guardi che è un peccato, le basta spendere altri 20 euro... Si faccia un giro per il negozio e vedrà che troverà di sicuro qualcosa che le può servire"

Figuriamoci. Faccio un giro: non c'è nulla che mi interessa. Torno risoluto alla cassa: "Non c'è nulla che mi interessa", dico. "Impossibile, ha gurdato bene?"

In quel momento ho capito che non sarei uscito tanto facilmente. Dopo un'ora e mezza di ricerca sono riuscito a trovare merce per un valore di 18,80 euro: ciabatte infradito e calze. La commessa mi rifila un'altra confezione di calze e saliamo a 83,70. E pensare che mia madre vende calze. "Ecco," mi dice "visto che ce l'abbiamo fatta?". Sono completamente in sua balia, potrebbe anche tentare di vendermi una panca per fare gli addominali e una maschera da sub, sarei pronto a darle retta. Ma, forse mossa a pietà, mi lascia andare.

Ieri, 15 giugno, in maniera del tutto inaspettatata, mi sovviene che sto vivendo un giorno fatidico: è il termine ultimo per spendere il sospirato buono acquisto. Ma è domenica! Il negozio è chiuso.

Oggi chiamo, chiedo se è possibile spendere il buono oggi.
"No, mi dispiace, ma le regole sono regole e vanno rispettate. Lei ha avuto due settimane per venire" mi dice la commessa
Non riesco nemmeno ad obiettare che ha già riattaccato. Sedotto e abbandonato.
Oh, io sarò coglione che mi ricordo - quando va bene - le cose all'ultimo minuto, ma voi, voi, tu, quanto siete stronzi a fissare un termine nel giorno di chiusura?

Ho deciso: adesso vado là e pretendo il pagamento del buono. Chi pensa che ne uscirò con un paio di guanti da sci in promozione imperdibile?

Autore: french | Commenti 5 | Scrivi un commento