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  15.10.2011 | 16:44
Il rochenrol e' morto
 
 

C'è stato un periodo, dopo la metà degli anni Novanta, che andavo ai concerti con molta facilità. Prendevo il treno o la macchina, arrivavo davanti al locale o al palazzetto, acquistavo il biglietto. Entravo. Concerti rock, o punk o heavy metal. Alla fine del concerto avevo perso 10 chili di sudore e me ne tornavo a casa con i timpani spappolati e l'adrenalina financo sotto le unghie. Non è che ho visto solo gruppi di nicchia, ma anche grandi nomi: Iron Maiden, Ramones, Offspring, per dirne alcuni.

Poi internet ha cominicato a diffondersi e qualcuno si è inventato Ticketone che permette di comprare i biglietti in prevendita direttamente online. Da quel momento non so quanti concerti mi sono perso perché il secondo giorno che iniziavano le prevendite era già tutto esaurito. Parallelamente i prezzi si sono gonfiati a dismisura (in alcuni casi fino a 5 volte tanto, a parità di gruppo, sebbene a distanza di dieci anni), tanto che tre anni fa, dopo il concerto dei Kiss - costato un occhio della testa - mi ripromisi di non andare più ai concerti che eccedessero i 25 euro. Le solite promesse del cazzo che faccio a me stesso e che poi non riesco a mantenere, infatti di eccezioni ne ho fatte un bel po', ma insomma in linea di principio sono quasi sempre d'accordo con me stesso e cerco di ascoltarmi il più possibile soprattutto quando esprimo concetti saggi e arguti.

Ieri sera ho fatto una delle suddette eccezioni e sono andato a vedere Alice Cooper (35 euro, va beh dai...), indubbiamente un altro musicista che ha segnato la mia spensierata giovinezza. Sicuramente uno dei grandi del rock, se non altro per anzianità, oltre che - a mio parere - per talento e per influenza sui tanti (troppi) musicisti che si sono ispirati a lui.

Riesco fortunosamente a rimediare un biglietto e parto con un'allegra comitiva per il Live di Trezzo d'Adda. Per mia disgrazia, nella suddetta comitiva c'era anche chi aveva portato ben 6 panini al camembert che hanno letteralmente devastato il ristretto abitacolo dell'automobile, oltre che aver notevolmente affievolito il tasso di rock & roll deila comitiva stessa.

Non nutro grandi aspettative sul concerto, il pensiero di un ricco signore di 63 anni che sale sul palco riproponendo uno show glorioso, sì, negli anni Settanta, ma quasi inalterato a distanza di 40 anni, mi sembra quasi ridicolo. L'inizio del concerto è puntualissimo e accecante. La sala del Live, ricolma di centinaia di persone si è illuminata grazie ai monotor di altrettante fotocamere digitali. Sarebbe consolante, seppur triste, dirvi che il mito dello shock rock Alice Cooper era fuori forma e spompato a causa dell'oggettiva anzianità. Ma la realtà è che ad essere spompato è il pubblico. Qualche coretto e qualche timido applauso e nulla più. Del pogo, "ballo" tradizionale degli amanti del rock e del metal (sì, anch'esso ridicolo, a pensarci, lo so, ma mai quanto l'esercito di fotoreporter improvvisati) non si vede neanche l'ombra, sono quasi tutti troppo impegnati a scattare una fotografia dietro l'altra, a filmare, a postare su facebook in tempo reale. Meglio non muoversi troppo che si rischia di disturbare chi sta scattando, di far venire mossa la foto o peggio di danneggiare gli strumenti.

Detesto essere nostalgico, forse proprio perché lo sono, davvero non digiresco i discorsi che tendono a idealizzare il passato a discapito del presente. Quindi mi sto fortemente trattenendo dal dire non ci sono più i concerti di una volta. Non ce la faccio: non ci sono più i concerti di una volta. Il rock and roll è morto.

Autore: french | Commenti 1 | Scrivi un commento