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  11.01.2013 | 01:49
Forse vince
 
 

Ci sono dei momenti in cui mi disprezzo. Uno di questi momenti è quando mi metto a guardare i talk show politici. Il motivo per cui mi disprezzo è che di norma, proprio mentre li guardo, mi trovo a meditare sull'assoluta vacuità dei discorsi che vengono imbastiti, di conseguenza mi domando per quale assurda ragione, se li considero tanto vacui, mi sono piazzato lì a guardarli. E nel frattempo il tempo passa e il disprezzo verso me stesso cresce. Da un lato mi interessa vederli perché la politica mi appassiona, dall'altro sembra che più che appassionarmi mi ipnotizzi.

Questa sera c'era una di queste trasmissioni, una delle più note: Servizio Pubblico. L'ospite era Silvio Berlusconi. Va beh, per quanto tenga ad apparire politicamente non schierato (e davvero penso di esserelo molto poco), non posso negare la mia potente insofferenza per il personaggio. Si aggiunga che ormai da giorgi (ma forse mesi o anni) lo si sente ripetere più o meno le stesse cose e tanto basterebbe per trascorrere una serata alla larga dalla suddetta trasmissione.

Invece no.

Perché dall'altra parte c'erano Michele Santoro e Marco Travaglio, comunemente ritenuti giornalisti a lui ostili, mica Barbara D'Urso, perciò si poteva ben sperare che qualcuno finalmente gli facesse delle domande pungenti, domande "serie" si potrebbe dire. La curiosità c'era, insomma, unita a una lieve patologia di dipendenza ai talk show televisivi mi ha condotto direttamente davanti alla tv.

Se le ragioni per cui quella trasmissione ospitava Berlusconi in prima serata mi erano ben chiare (e quando gli ricapiteranno certi picchi di ascolto!?), assai più nebulose mi apparivano le motivazioni del Silvio. Perché infilarsi nella fossa dei leoni? Lo massacreranno, gli faranno, appunto, le domande serie auspicate... Sarà un bagno di sangue, pensavo, oppure se andrà dallo studio, pensavano molti altri.

Dopo un'oretta di trasmissione, ho capito - credo - le motivazioni che hanno spinto Berlusconi a gettarsi in pasto al nemico. Secondo me, a conti fatti, si è rivelata, per lui, una buona strategia. Servizio Pubblico è un programma seguito soprattutto da un certo tipo di elettorato, non certo filoberlusconiano, ma potrei scommettere che la trasmissione di ieri sia stata guardata da molte persone, tra cui:
1 - lo zoccolo duro degli spettatori abituali, che di certo non si sarebbero fatti abbindolare dalle chiacchiere trite di Berlusconi
2 - qualche elettore di centro destra, forse per solidarietà, sostegno o adulazione
3 - parecchi elettori di centro sinistra, speranzosi di vedere Silvio umiliato (categoria 1 e 3 probabilmente in buona parte coincidono)
4 - una quantità smisurata di quelli che vengono definiti "gli indecisi", ovvero coloro che ormai hanno i maroni che toccano terra, ma erano comunque curiosi di capire cosa poteva dire a sua discolpa uno dei principali responsabili del progressivo ribassamento testicolare

Un politico deve cercare nuovi elettori: nelle prime tre categorie di certo non c'era trippa per gatti, ma nella quarta sì, molta trippa. La maggiorparte della trippa, a mio avviso. E a quella trippa bisognava dimostrare la faziosità e l'arroganza del contendente per riabilitare la propria immagine. Se chi ti critica e ti accusa appare fazioso e approssimativo, la sua credibilità scema e - come su una bilancia - può cominciare a salire la tua di credibilità.

Mi duole dirlo, ma Silvio ci è riuscito e ha vinto la sua sfida. Non perché abbia raccontato alcunché di nuovo o di interessante ma - anche in questo caso - per l'inaspettata pochezza dell'avversario. Il punto partita c'è stato quando Santoro ha tuonato "Si vergogni" mentre tentava di arginare la sua (prolissa, va detto) lettura delle condanne di Travaglio. Una mossa falsa terribile che ha dato buon gioco a Silvio di accusarlo di illiberalità. Ma la partita si era messa male, a mio avviso, fin da subito: incipit con un editoriale sconclusionato di Santoro, seguito da un servizio altrettanto sconclusionato. Poi Silvio perde qualche punto, ma suscita innegabile ilarità, quando afferma che stava per abbandonare la politica a favore della costruzione di scuole e ospedali nei paesi poveri (i docenti sarebbero niente popo di meno che Putin, Chirac, Clinton...). Ma poi arriva arriva l'errore più grave, quello di aver mantenuto i consueti monologhi di Travaglio (per la verità un po' sgonfi rispetto al solito) piuttosto che metterlo in attacco a fare le domande, quelle che servivano, quelle "giuste"?

Alla fine entrambi hanno avuto quello che volevano: Santoro lo share da record e un po' di applausi facili per la sua indignazione di maniera e una sostanziosa dose di arroganza e aggrassività; Berlusconi sono convito che abbia ottenuto qualche buon voto in più grazie all'imbarazzante comportamento dell'antagonista [oggi, 12 gennaio, la mia previsione pare azzeccata secondo i nuovi sondaggi: ha gudagnato  uno o due punti...].

Io ho buttato nel cesso una serata. E come al solito mi disprezzo.

Autore: french | Commenti 0 | Scrivi un commento