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KAMALAFILM
  23.06.2012 | 21:00
Tre idee sbagliate e Robert Capa
 
 

Se dovessi fare una classifica delle tre idee sbagliate di domenica scorsa, le ordinerei nel seguente modo: visita all'IKEA di Brescia alle 10 del mattino, passeggiata per il centro storico di Verona alle ore 13, panino rapido in un bar con vista Arena di Verona. Il risultato di queste idee è che all'Ikea vago senza meta tra mobili dagli assurdi nomi nordici, con la palpebra che mi si chiude ripetutamente in stile clèr. Almeno si fossero chiamati Thor, Loki o qualsivoglia divinità asgardiana, l'avrei anche potuto sopportare, invece mi arrendo alla noia e devo battere in ritirata. Ma ritirata dove?
Bhè, Verona è ad uno sputo, mi dico. Così nel giro di mezzora faccio ingresso in quella che, nei telegiornali serali, verrà definita la città più calda di giornata coi suoi 38°C.
Furbescamente, sfruttando l'effetto canicola per evitare la ressa, mi aggiro per le vie della bellissima città scaligera, saltando di ombra in ombra, pur di trovare un po' di refrigerio dal caldo torrido che liquefa strade e palazzi, incluso il sottoscritto. Meno male che c'è un bar all'orizzonte, dove posso trovare un po' di riposo, un posto a sedere con aria condizionata e una bella vista sull'Arena.
Meglio di così...Peccato che quel panino e quella coca mi costino come un week-end in un hotel cinque stelle. Ma almeno la vista è davvero ottima, mi dico sconsolato, mentre striscio la mia carta di credito sotto gli occhi della barista, che presto rileverà il Billionaire di Briatore, a suon di panini prosciutto e oro.
A salvarmi da una domenica che si sta mettendo di male in peggio ci pensa però Robert Capa.
Sì, proprio lui. Il fotoreporter famoso per i suoi scatti in alcuni dei più importanti teatri di guerra del XX secolo.
A Verona, oltre ad un caldo boia e panini extralusso, c'è pure una mostra su Robert Capa nella bellissima cornice del Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri, suggestiva area archeologica, ricca di testimonianze romane, longobarde e medievali.
Guidato dal mio recente interesse per il mondo della fotografia ed allettato dalla possibilità di godere della frescura dell'aria condizionata, decido di visitare la mostra.
Non ne so molto di Robert Capa a dire il vero, ma conosco alcune delle sue fotografie durante la guerra civile spagnola. Anzi, ora che ci penso bene, a Stoccarda avevo visto una mostra fotografica dedicata a Gerda Taro, che assieme a Capa, suo compagno e collega, aveva documentato la guerra in Spagna, finendo uccisa sul fronte a soli 26 anni.
Ed in effetti, passando di sala in sala, da uno scenario di guerra all'altro, si scopre quanto la vita del fotoreporter fosse pericolosa.
Gli scatti sono sempre dannatamente vicini all'azione, proprio nel mezzo delle battaglie, tanto che a volte sembra quasi di sentirsi puntare addosso la canna di un fucile o di un mitra.
Se le fotografie di Capa sono famose per aver immortalato importanti momenti di guerra, come lo sbarco in Normandia, sicuramente lo sono altrettanto quelle della gente comune, che in quel contesto si trovò a dover vivere la propria quotidianità, tra macerie, attacchi aerei e la paura di non sapere cosa sarebbe accaduto l'indomani.
Il viaggio fotografico sulla vita ed i lavori di Robert Capa parte dal suo primo reportage a Copenaghen, durante una conferenza di Trotsky, passando agli anni del Fronte Popolare a Parigi, la guerra di Spagna, l'invasione giapponese della Cina, per arrivare allo scoppio della seconda guerra mondiale, seguita su diversi fronti di battaglia. Prosegue poi con i reportage della sua visita in Unione Sovietica ed in Israele, fino a quello sulla guerra in Indocina, dove perderà la vita saltando su una mina antiuomo nel 1954.
La mostra si chiude con una serie di ritratti di amici di Capa, artisti straordinari come Hemingway, Matisse, John Huston e Picasso.
Mentre esco nuovamente alla luce bollente del sole, il mio pensiero è ancora su quelle immagini e sul coraggio di un uomo nell'affrontare così da vicino i pericoli più estremi, armato semplicemente di una macchina fotografica per dare la propria testimonianza di eventi, che hanno cambiato e spesso sconvolto la storia di intere popolazioni.
Il modo di intendere la fotografia di Robert Capa è tutto racchiuso in una sua celebre frase: "If your photographs aren't good enough, you're not close enough".

La mostra su Robert Capa durerà fino al 16 settembre 2012.

 

Pigi

Autore: kamalafilm

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