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FOGLIAZZA
  30.11.2009 | 23:41
CAMBIO DI INDIRIZZO
 

Il nuovo indirizzo di questo blog è

www.fogliazza.wordpress.com



Ringrazio l'Associazione Tapirulan per avermi ospitato fino ad oggi in questo spazio.
In accordo con l'Associazione stessa, questo blog 
resterà attivo in forma di archivio e sarà linkato anche da quello nuovo.

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  22.11.2009 | 22:39
UN PASSO INDIETRO
 
 

La Ragazzetta di Parma, in un articolato di Federici, parla ripetutamente della sede poundina in Via Mascherpa. Boh... con quella di via Jacchia fanno due. Dallapina, lì di fianco, scrive "Franco" Lori invece di Renato. Giovanni Cola intervista EiaEIannone "Siete fuori dalla Costituzione?" e aò je risponne "No". Sito de Gianlù Iannò... punto 18 (disciotto) de er programma: riscrive a costituziò. Aò. Vede pé crede.
Refusi. Pazienza.
Il negozio del PD in via Montanara è chiuso. Si vede che tiene aperto il giovedì pomeriggio. Una signora di Bologna mi chiede come mai non c'è nessuno. Le rispondo che non deve mettere in imbarazzo un grande partito (perso) d'opposizione.
Quanti giovani nel corteo, pure presenze illustri sulle astine degli occhiali Armani. Molti nemmeno ventenni, ma già ferratissimi sui simboli e strofe gagliarde di canzoni che interpreteranno a malapena in una passeggiata. C'è una bandiera nera, sventolata da un ragazzino allampanato e talmente annerito negli abiti che più di uno fatica a distinguerne la matrice. Chiedo cosa fa quella bandiera. Un ventenne imbottigliato nella sua birretta mi risponde consumato nel suo vissuto che è anarchica. Una ragazza mi mette in mano un volantino (ho raccolto mezza sequoia di cellulosa intanto) che invita a una serata Antifa... con dj-set e musica. Un gruppetto davanti a me gorgheggia qualcosa e non finisce la strofa perchè gli viene da ridere.
Poi gli adulti con la bici a mano, Adelmo Cervi inesauribile avanti e indietro, le signore, le persone comuni. Un bel ciòppo di un migliaio di persone. Per la questura ventitrè, con la tessera del Conad per le svendite. Ad ogni palazzo qualche finestra aperta, curiosi che osservano, alcune donne applaudono. Un paio di vecchiette, scosale in vita, a pugno chiuso. Il quartiere popolare e popoloso è spettrale, quasi nessuno, ferragosto invernale, avrei paura anch'io.
Forze dell'ordine sparpagliate in giro, nei punti giusti, qualche cazzone c'è sempre.
Dal furgoncino in testa al corteo, alla fine del tragitto, si alternano alcune voci, riconosco quella di Renato Lori, il partigiano Crik. Mi avvicino, ce l'ho di fronte. Sono ammirato e commosso.
Penso a quelli che parlano di CasaPound come quattro coglioni. Quattro coglioni che prima non c'erano. Penso a dove si dirà NO la prossima volta... in via Jacchia? Perchè non in Piazza Garibaldi... è lì che amministra chi consente senza buttare il naso in strada, il Vignaio, che deve fare i conti con gli amici di maggioranza come Moìne e il cugino De Matteis, sindaco disertore alla celebrazione di Corniglio, Provincia di Parma, abitata dall' altro assente Vincenzo B.
Mi allontano dal corteo, costeggio un gruppo di Carabinieri, dal bar esce il ragazzetto dall'ugola facinorosa e il grande stilista fra le orecchie, non credo abbia sentito le parole di Lori. Peccato. 

Un passo indietro: era il 18 maggio 2005, Casa della Musica.
L'allora qualcosa, oggi qualcuno nel grappolo del Vignaio, Lorenzo Lasagna nome di battaglia "Oplà", leggeva brani di racconti partigiani scritti a quattro mani con l'amico poeta pasticcere.
Renato Lori presentava il suo libro "C'era un ragazzo... un partigiano". Valerio Varesi leggeva il suo Soneri, io celebravo Nardo Tarantini.
Alla fine della serata, mentre Lori firma le copie del proprio libro, Lorenzo Lalagna "Oplà" gli dà pacche nella schiena e, con la confidenza di chi ha fatto la resistenza insieme, "Oh Renato... sei contento?!".
Un passo avanti: oggi.
Qesta città, fenomeno per nulla originale, non è affetta da rigurgiti nostalgici (piuttosto da vuoti siderali di conoscenza) ma da entusiasmi arrivistici e la sindrome della lasagna rappresenta al meglio il peggio di un periodo che di storico ha il cambiamento. In negativo.

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  20.11.2009 | 11:44
BLACK X-MAS
 
 

Segnali di crisi. Ogni dittatura, presto o tardi (presto speriamo) cade.
Per esempio
http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/immigrati-13/viaggio-paese/viaggio-paese.html 
l'amministrazione di Coccaglio ha sniffato l'idea del Uàit Crismass alla nostra città, Parma.
Si prestava così bene, noi che siamo imbiancati tutto l'anno, anche al sole...
Pazienza: c'è il Nero Natal e il nero è la summa di tutti i colori, basta mescolarli insieme: spacciatori, stupratori, truffatori, molestatori, puttanieri, tossici, se ben miscelati il risultato è nero. A patto che siano tutti rigorosamente neri. Qualche balcanico, per mulattare la tinta, per non apparire razzisti del tutto.
I Cinesi? si fanno i cazzi loro, lavorano, si riproducono, non muoiono... meglio di così?
Black X-mas: è la grande tolleranza ducale, un leggero leggerissimo aumento di palline tartarugate che si stanno lentamente mangiando l'albero. Black X-mas e' il natale CasaPound in collaborazione con il consenso popolar/amministrativo: all'addobbo natalizio voleva partecipare anche il PD, ma era senza palline.

Quest'anno Natale sarà più nero del solito, non è meraviglioso?
La Carta di Parma sulla Sicurezza, al Teatro Uìlliam Scekkspìiir, in collaborazione col Parma Poesia Festival: "Parma Più Nera Facciamo Primavera" raccolta di sonetti, ottave, ballate, cazzate di un tempo che fu... riesumato e tollerato.

Adotta una tartarughina: lascia anche tu che si mangi le nostre radici!

http://www.youtube.com/watch?v=qe5ztZdYvPg Sandro Pertini ai giovani

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  19.11.2009 | 18:55
CHI E' SENZA PECCATO
 
 

La mia vicina emette ululati appassionati. Invoca dio, fa così "O DIO... OH DIOOO OH... SI' SI' OOOHHH... OHOOHH SI' SI' SI'..." eccetera eccetera.
Casa mia ha un isolamento acustico da far ridere, ma in compenso fa sentire tutto. Temo per la mia reputazione ogni volta che mi siedo sul water.
Non mi sento di dire che sono molestato dai rumori della mia vicina. Nè che sia il caso di denunciarla per questo. Forse le dovrei io qualcosa, in modo anonimo, per questo audio porno, ma d'amore, lo fa col suo ragazzo, quando i genitori non ci sono. Penso piuttosto al Vignaio e a Fecci Volare, che multano chi si prostituisce in casa. E' tutta invidia.  
Un sindaco tanto freddo da aver scritto in fronte "Per me il primo cittadino sono io" e un assessore alla sicurezza che vorrebbe rassicurare la cittadinanza dalle copertine di VanityFair: uniti nella rampanza carrierista dei giovani e capaci.
Perchè allora non multare chi lecca i piedi o chi cala i pantaloni o chi la da via o chi si prostituisce al miglior offerente: ci sono metafore illegali e contro la morale. L'amministrazione può scagliare il primo sasso? 
A me tutto questo sa di bigotto: tanto più la città è corrotta tanto più è moralista. Tanto più è ambigua tanto più assegna a un Nobel per la Pace il premio "Libertà Parmigiana". Tanto più è tollerante tanto più l'ivoriano  Kouame è stato assolto. Tanto più si fa la Metro tanto più se la beve a Litri.
Scopare. Un imperativo. Sniffare: eccone un altro.
Tutti a fare il tifo per la vita onesta, ma appena ne pizzicano uno con le mani nelle mutande o il naso nella farina... ci indignamo, denunciamo, ci dissociamo.
Vuoi mai che quello che han beccato faccia anche i nostri nomi!

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  12.11.2009 | 17:17
SE LO DICE LUI...
 
 

Una volta tanto sono d'accordo con Silvio. Non c'è nulla di peggio che averlo alle spalle. A meno che... non si vada in retro consenzienti.
Gli Italiani stanno all'emergenza come la TAV sta all'Italia: prima ci facciamo fottere... poi vediamo, magari non brucia nemmeno tanto.
L'Italico Culo ha dell'incredibile: fagocita tutto, dai rifuuti tossici all'impunità, dalla camorra alla disinformazione. La vaselina è un abbronzante. Il nostro retto la corsia preferenziale di chi vuol viaggiare comodo. La cosa che poi funziona di più è che in Italia facciamo a turno, non parlo di culi alterni nè di culi catalitici. Parlo di predisposizione ormai culturale a lasciare il nostro retro a disposizione.
Si può fare a pezzi la dignità di un paese, ma il paese ha tali risorse che riesce a fare a brandelli quel che resta. Si può entrare in carcere per aver stuprato un parchimetro, anche poche ore. E non uscirne più. Si può andare avanti e indietro dalle aule giudiziarie o dalle comunità di disintossicazione restando sereni: se non è l'età che ti salva è il reality. La legge è uguale per tutti, la vaselina no.
Un uomo solo al comando: la legge è uguale per voi tutti. Ma i gregari, poichè abbiamo voluto la bicicletta quanti sono?
Tra i busoni attivi, è famosa la battuta "comodo fare il gay col culo degli altri": forse il peggio è davvero alle spalle e l'economia del paese ha ripreso a tirare. Pianino ma tira.
E meno male, non abbiamo più il culo di una volta.

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  05.11.2009 | 18:55
NOSTALGIA DELL'INFINITO
 
 

Avrei voluto scriverne prima, ma Jacopo aveva la febbre, io sonno e cose così. Differita di martedì scorso, Parma e Uropa, la trasmissione di approfondimento scavato di Adrastico Ferraciuci. Si parla di cultura. Pardòn: Cultura. Una delle prime battute di Ciccio Ammicca è “Nostalgia dell’infinito”. Mi sento già una merda. Nostalgia dell’infinito. Non riesco a parlare, mio figlio mi guarda serio (ha tre anni), mi chiama papà papà papà e io rinvengo a fatica. Reggo la trasmissione per un’ora, poi, stanco di sentirmi un fertilizzante, spengo. Ho un ricordo di quell’ora, un ricordo netto, preciso: CiCCio AmmiCCa, sguardo che sbottona, overdose da citazionismo: dà lezione a tutti, a tutti, di Baci Perugina. Un loop di aforismi inseriti come spot tra un concetto con la C maiuscola e l’altro: pure Meli e Le Moli (provate a ripeterlo all’infinito, senza nostalgia, e avrete il rap della prossima estate), presenti in studio, hanno l’aria di sentirsi dei trilobiti. Ciccio Ammicca: o lo ami o lo odi. Io lo amo. Là dove la Cultura con la C maiuscola si produce e si consuma, come Vignoveritas dètta, CiCCio è il venditore Sommo. Di quell’ora ho il ricordo potente: si parla di Cultura come cosa che non può rispondere all’economia, che poi non è più arte. Basta fare i brillanti coi soldi degli altri. Soldi soldi soldi soldi. In un paese che della cultura, fatto salvo per quelli che senza la C maiuscola gli toccherebbe andare a lavorare davvero, non gliene frega più un cazzo a nessuno. In un paese reso imbecille da anni di tv spazzatura e dove chi legge è inversamente proporzionale a chi scrive. In un paese dove di fronte all’ignoranza conclamata degli Italioti c’è ancora chi gioca a fare il Colto come se ciò fosse un bene di prima necessità.. E Ciccio Ammicca, garzone capace ma pur sempre sul libro paga del Vignaio che mesce Cultura, interpreta alla perfezione la disperata necessità di continuare a fare i Còlti. Con le mani nel sacco dei soldi pubblici.
Oggi ho comprato un Bacio Perugina, l’ho scartocciato con l’ansia di sapere il mio futuro, ho ingoiato il bolo con la nocciolina e ho letto l’aforisma “Quando due più due faranno tre io mi scorderò di te, firmato Giacomo Casanova”. Letto da Ciccio in tivù mi sento una merda. Letto nella cartina… è solo un cioccolatino.

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  01.11.2009 | 18:32
PARMA, CITTA' AD ARTE
 
 

Ah l'esercito! Dev'essere il fascino della divisa... ma l'esercito a Parma è una buona idea. Per quanto inutile e obsoleta.
Fecci Sognare ci pensa (la Lega si arrabbia, vorrebbe pensarci lei, ma ce l'ha duro e tutto il sangue gli va a finire lì).
I legaioli fan le ronde, Fecci il Piacere s'è messo avanti. A Parma c'è già un esercito di cugini, amici degli amici, nipote dello zio del parente conoscente che non c'è caserma abbastanza grande. C'è un esercito che trasuda da ogni poro cittadino. Il piano triennale della cultura sbandierato è come l'influenza (ma guai a vaccinarsi): il VignoVeritas continua a parlare di cultura come un bottegaio "a Parma si produce e si consuma cultura": deve avere un rapporto organico con 'sta roba, ogni volta che tira in ballo la cultura sembra che parli di evacuazioni al kg. L'esercito ducale vanta generali (ricordate gli stati generali che poi parlavano solo i generali, organizzati da Ciccio Ammicca (Luca Sommi)?) come Meli, arrabbiatissimo perchè nei benefit non ci sono i maloreddus, incazzatissimo perchè Parma è poco generosa e magari vorrebbe portare all'opera loggionisti disoccupati o fare entrare la lirica nelle fabbriche.
Parma vanta un esercito di convenzionati che possono contare sui tradizionali finanziamenti: per qualcuno c'è DIECI. Per qualcuno c'è ZERO. Sempre. E il mistero s'infittisce.
E poi l'esercito... per mazzuolare gli extracmunitari... Cambi, Bubi Bormioli e cumpa non vanno certo in via Palermo: per loro un esercito di "amici". Calisto fa la spesa col macchinone, prepara dolcetto e scherzetto: per lui un esercito di risparmiatori truffati. Barilla non dice BAU sul nuovo inceneritore: un esercito di particelle condite con i fumi del saccottino. Una vigilenza in borghese multa i parcheggi selvaggi al venerdì sera: l'esercito di vitelloni sorride alla movida.
Tolleranza zero: io ci provo con 'stì Fecci un Panino e Mezze Leghe... mi ci vorrebbe un esercito di pazienza.

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  20.10.2009 | 18:19
LIBERTA' DI FORMAZIONE
 
 

Da quando c'è stato uno degli ultimi temporali, l'antenna della tivù s'è spostata: non mi permette più di vedere nitidamente nè TeleBucatoTvParmaLetale. Non è un male. Fortuna che c'è internet, i siti, l'uèbb, i video... dove si possono recuperare le cose perse (non è detto che sia un bene), tipo rivedere Gavazzoli che intervista De Bortoli http://www.tvparma.it/?parent=269 in occasione di "Impiastri d'autore", Born to write anzichè un più sobrio e onorevole "andate a lavorare".
Ferruccio ascolta l'Andrea Libero Informatore mentre il docente universitario massmediologo gli chiede della libertà d'informazione, del pluralismo, di internet, delle sovvenzioni alle reti private. E incredibilmente Ferruccio fa una cosa stranissima: risponde. E lo fa con quella serietà sussiegosa che nemmeno Cesare Geronzi ha fuori dai tribunali. Ferruccio De Bortoli risponde a GavazzoliWlaLibertàdiInformazione... prendendolo sul serio! E' straordinaria la capacità che il Direttore (maiuscolo) di TvParmaLetale ha nel rimanere serio senza che Ferruccio si accorga minimamente che lo sta prendendo per il culo. Gavazzoli per più di cinque minuti ascolta intervallando quesiti tipo "dieci domande a..." senza che gli scappi nemmeno da sfiorarsi la basetta, anzi a un certo punto si convince pure lui che ce la può fare e si convince che De Bortoli lo creda un libero pensatore. Il dito indice del Ciuffo Strallato gli puntella il mento, pronto per uno scatto da VanityFerie o per una gigantografia da testimonial Articolo 21.
Un appello agli studenti dell'Indecente Universitario: non fate gli stronzi domani quando entra in aula. Cercate di pensare a lui come a una persona che si spacca in quattro per difendere la libertà d'informazione, davvero, che non prende ordini da nessuno, giurin giuretta, e cercate di fare come lui... non vi scappi da ridere. Promesso?

Autore: fogliazza | Commenti 6 | Scrivi un commento

  17.10.2009 | 08:17
NOI SIAMO QUI
 
 

Da un po’ di tempo non tiro in ballo i miei figli, da sempre fonte di riflessione della società attuale. Questa volta tocca a Jacopo, figura di spicco della lista Civica Parmàgnèr e candidato unico alle primarie del Patito Democratico. Quella che vedete nella foto l’ha fatta lui. Sulle prime ho pensato a un momento di regressione di mia moglie, smentito dalla stessa. Quella che vedete è frutto della prepotenza organica di mio figlio, una bestia che lascerebbe basito qualunque ippopotamo. Non si tratta di un falso con lumacone di mare per farsi pubblicare la foto dalla Ragazzetta di Parma come fosse il siluro da 400 kg pescato nel tombino sotto casa. No. Quella cosa lì è opera, grande opera, di mio figlio Jacopo. Certo, nonostante la dimensione anabolizzata resta pur sempre più piccolo di un dirigibile e nonostante l’accuratezza del raggio di curvatura è pur sempre meno bello di una scultura di Cascella. L’orgoglio di un padre si manifesta sotto infinite spoglie e qui c’è tutto il mio stupore per un figlio che ha saputo superare il papà. Tanto più è sorprendente quanto più faccio alcuni calcoli rapporto peso/potenza: Jacopo, mio figlio, pesa circa 18 kg per 34 mesi. Se questo è il trend ho da guardare con fiducia al futuro: la merda non mancherà. Tuttavia c’è un fondo di rammarico in tutto ciò, ed è la constatazione che per quanto mio figlio Jacopo sia un superdotato… non rappresenti l’eccellenza nella sua categoria ovverossia che quello che vedete nella foto, per quanto sia dimensionalmente sbalorditivo e incommensurabilmente ciclopico, non riesce ad eguagliare l'apice di questo momento storico: il più grosso stronzo degli ultimi 150 anni è un altro.

Autore: fogliazza | Commenti 3 | Scrivi un commento

  15.10.2009 | 09:39
GENOCIDIO CANADESE
 
 


lunedì 19 ottobre alle ore 20.30, presso il Circolo Giovane Italia in Via Kennedy 7 - Parma

Kevin Annett
presenterà il suo documentario, che denuncia gli abusi subiti dagli aborigeni canadesi nelle scuole residenziali dalla loro fondazione nel XIX secolo fino agli anni 1980. 

                                     “UNREPENTANT” diretto da Louie Lawless

Miglior Documentario, nell’edizione del 2007 del Los Angeles Independent Film Festival ed è stato premiato al New York Independent Film and Video Festival del 2006.

per info lara.congiu@gmail.com - 347-4554920

Autore: fogliazza | Commenti 0 | Scrivi un commento

   
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