Negli anni Settanta e Ottanta per Bud Spencer e Terence Hill disegnai quasi tutti i manifesti. Li conoscevo molto bene ed ero legato soprattutto a Mario Girotti (Terence), mentre Carlo Pedersoli (Bud) mi dava sempre un po’ di soggezione; quando lo vidi per la prima volta pensai subito, con un po’ di apprensione, ai suoi pugni. Bud mi raccomandava sempre di dipingerlo con poca pancia e mi mostrava scherzosamente il pugno minaccioso. Terence era sempre sereno, positivo. Il viso di Bud contrastava con la stazza: era bonario, a volte ingenuo, mentre disegnavo l’altro con un aspetto assonnato o distaccato, ma pronto all’azione e ad approfittare della situazione per il proprio vantaggio.

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