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KABARE' VOLTAIRE
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kabarevoltaire@libero.it >>
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349 5721708


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www.kabarevoltaire.it

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::2 righe::

I Kabaré Voltaire nascono nel 2002. Sono formati da Andrea Bersellini alla voce, Marco Bersellini e Mirco Ghizzoni alle chitarre, Filippo Gardoni al basso, Luca Maccanelli alla batteria e Maria Cristina Bonati al violino. La fusione di esperienze personali diverse (la Bonati e Ghizzoni vantano una formazione classica, mentre gli altri membri provengono dalle varie forme del rock) e di importanti collaborazioni (sempre la Bonati ha suonato per vari artisti della scena musicale italiana) ha portato alla creazione di un folk volutamente anticonvenzionale, che ama citare e riutilizzare - in un'operazione, spesso, scopertamente ironica - gli stilemi tipici del genere. Ad una musica dunque che si richiama alla tradizione italiana meno standardizzata (Caputo, Capossela, Cammariere, gli Avion Travel, gli espliciti modelli), si unisce anche una cura particolare nella stesura dei testi, che ambiscono a seguire - ancora una volta - la scia tracciata dal migliore cantautorato italiano e francese in un gioco di rimandi e citazioni fra il mondo musicale e letterario. Grazie a queste peculiari caratteristiche, riescono, in breve tempo a conseguire importanti risultati quali il secondo posto al IX premio "Augusto Daolio" nell'estate 2003, il primo posto nel premio "Sheherazade" (che proponeva una rielaborazione di un pezzo eseguito dai "Violini di Santa Vittoria") collaterale al premio "Daolio", e un premio alla prima edizione degli "Oscar della musica" di Parma" per il miglior testo, ottenuto per il loro brano "(Le ultime pagine del) Don Chisciotte". Vantano una buona serie di esibizioni live - durante le quali risaltano in modo particolare le caratteristiche del gruppo - a Parma e nelle provincie limitrofe: tra questi ricordiamo la doppia partecipazione alla "Settimana della Musica d'Autore" di Colorno (PR - nel 2003 e nel 2004) e
l'esibizione presso la fondazione "Casa della Musica" di Parma (estate 2004).
Hanno all'attivo un demo autoprodotto ("Kabaré Voltaire", 2003) contenente 8 pezzi inediti, alcuni dei quali hanno di recente avuto frequenti passaggi su Radio Rai Tre riscuotendo positivi apprezzamenti di critica e pubblico. Nell'agosto 2004 hanno l'occasione di frequentare il seminario musicale e aprire il concerto di
Mat Maneri, uno dei maggiori musicisti free-jazz mondiali. Sempre nell'estate 2004, partecipano al "Festival delle Arti" organizzato da Andrea Mingardi: si piazzano fra i finalisti aggiudicandosi il "Premio Originalità" nella categoria "Gruppi Pop-Rock".

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::Discografia::

KABARE' VOLTAIRE

Mari' [testo] [scarica mp3]
Tango per te [testo]
(Le ultime pagine del) Don Chisciotte [testo]
L'orecchio di Van Gogh
Le lumache di Prevert [testo] [scarica mp3]
Io mi piace
Cosa sei per me
Sherazade

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::Testi::

Mari'

Mari',
non sai che pena averti accanto
e gia' pensare a quante volte poi
t'avrei rimpianto
Cherie,
amarsi e' un gioco di passioni
bastava prendersi ogni colpa e darti
tutte le ragioni

'ma passano - mi dissi - passano
certi momenti di tristezza
sorvolano le nuvole
come la brezza
libero sentirsi libero
e' in fondo un po' saper giocare,
e' piangersi un po' addosso
per poi farsi consolare...

Mari',
mi conto in tasca quel che resta
fra le monete, le illusioni
e questo forte mal di testa
eh si',
forse son quello che ha sbagliato
ma avevo amore in abbondanza
e trattenerlo era un peccato

'ma passano - mi dissi - passano
anche le nuvole nel cielo
si rompono di luce a volte
anche in mezzo al nero
e libero sentirsi libero
le mani in tasca e passeggiare
con la speranza assurda
di evitare il temporale

Mari',
sai, t'ho cercato anche stasera
la tua vicina poi mi ha detto
che eri fuori ma rideva
cosi',
resto a aspettarti sconsolato
come in quel disco di Bongusto, sai
che non mi hai piu' ridato...

'ma passano - mi dissi - passano
certi momenti di tristezza
che spettinano testa e cuore
come la brezza
e libero sentirsi libero
e' un po' voler sottilizzare
distinguere fra merda
e semplice letame

Tango per te

Ho scritto un tango per te perche'
Perche' e' la musica che ha piu' calore
quella che piu' di tutte si adatta
alle stagioni del cuore
Tu che piangi di pioggia
e ridi di raggi di sole
se ti sbuffa la gonna
un sospiro di vento d'aprile

Ho scritto un tango per te perche'
Perche' e' la musica che ha piu' dolore
quella che sola sa spargere sale
sulle ferite del cuore
E nei nostri silenzi
tu restavi perplessa e pensosa
con le labbra forate
dalla spina di un gambo di rosa

Ho scritto un tango per te nella stanca illusione
che quest'ultimo giro di danza
potesse darmi la sensazione
di riavvolgere il tempo che avanza
fra tutti i passi intrecciati e sbagliati
fra piedi pestati a vicenda
fosse nascosto alla fine il segreto del nostro casque'

Ho scritto un tango per te perche'
Perche' e' la musica che ha piu' rancore
l'unica che fa flettere il corpo
ai movimenti del cuore
Tu che guardi nel vuoto
mentre scivoli e scarti di lato
poi ti lasci cadere
fra le braccia di chi ti ha guidato

Ho scritto un tango per te
per lo sciocco motivo
che quest'ultimo giro di danza
potesse farmi sentire piu' vivo
perche' forse non vivo abbastanza
fra tutti i passi imparati intrecciati e sbagliati
fra cuori incrociati a vicenda
fosse nascosto alla fine il segreto del nostro casque'

Ho scritto un tango per te
Perche' piu' di tutte e' la musica adatta
ai movimenti del nostro amor

(Le ultime pagine del) Don Chisciotte

Ho combattuto i grattacieli come fossero mulini a vento
e adesso che sto per morire finalmente mi sento contento
perche' vi ho visto sparire dal viso quel sorriso che rassicura
ho capito che quando ero matto - forse - facevo meno paura

Ho combattuto il "sistema" armato solo della fantasia
personaggio d'un poema che trasformato nella vita mia
forse e' piu' facile controllare chi, pazzo di vita, schiuma di rabbia
chi crede d'essere libero e invece ha solamente allargato la gabbia

Sancho mio Sancho - demone viaggiatore
cos'e' questa storia "mollare tutto e fare il pastore"?
Sancho mio Sancho - con tutto quello che resta da fare
vorrei avere il mio Ronzinante e come un tempo ancora gridare:

Son Don Chisciotte
il Re della Mancia
e statevi attenti perche'
la mia Dulcinea non sa
di guerre passioni dolori duelli di sangue che ho vinto per lei
mentre da solo son qua
a fare cabaret

El ingenioso hidalgo Don Quijote de la Mancha e' giunto all'ultimo atto
del suo spettacolo viaggiante, ai margini del letto sta il fedele Sancho Panza
col quale ha condiviso le risate della gente...
Matto e' il nome di chi - gli dice - succhia alla vita come da un fiore
matto e' il nome di chi accende un fuoco scagliando un estintore

Ho combattuto le strade, i volti falsi di mille cassieri
taglienti come le spade, come gli assalti dei cavalieri
matto e' il nome di chi cede all'inganno del proprio cuore
matto e' il nome di chi ritorna savio nel giorno che muore

Sancho mio Sancho demone viaggiatore
hai proprio ragione il vero inganno e' lasciarsi morire
Sancho mio Sancho con tutto quello che resta da fare
vorrei aprire ancora i miei occhi
e come un tempo ancora sognare...

Son Don Chisciotte...

Giace qui l'hidalgo forte
che i piu' forti supero'
si' che anche nella morte
la sua vita trionfo'
fu del mondo ad ogni tratto
lo spavento e la paura
fu per lui la gran ventura
morir savio
e viver matto.

Le lumache di Prevert

Due lumache si misero in marcia, per andare al funerale
Di una foglia amica morta durante un temporale
E partirono ch'era d'autunno e arrivarono ch'era di marzo
Che la morte era gia' piU' lontana e il dolore era scomparso...

Foglie nuove colori nuovi riempirono loro gli occhi e i cuori
Capirono in un istante che la vita va sempre avanti comunque
Fecero un sorriso largo come tutta la stagione
E quando riaprirono gli occhi Autunno aveva gi? coperto il sole

Le lumache guardarono il cielo nero sopra tutta la radura
Videro soffi di lampi ed ebbero paura allora
Le uccise una goccia di pioggia che cadde proprio su di loro
Da un albero scese una foglia come una coperta d'oro...

 

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