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      <title>Tapirelax</title>
      <link>http://www.tapirulan.it</link>
      <description>Pubblicazione satirica e dintorni</description>
      <language>it</language>
      <copyright>Copyright by tapirulan.it 2006</copyright>
      <managingEditor>redazione@tapirulan.it</managingEditor>
      <lastBuildDate>Thu,  2 Feb 2012 14:16:11 +0100</lastBuildDate>
      <category>Satira-Umorismo</category>
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      <docs>http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss</docs>
      <item>
         <title>E non essere più incredulo&#8230;:</title>
         <link>http://www.tapirulan.it/articoli.php?id=403</link>
         <description>&lt;p&gt;Non ci credeva.&lt;br /&gt;Le considerava pure leggende.&lt;br /&gt;Frivole dicerie da bar.&lt;br /&gt;Favole sciocche per bambini ancora pi&amp;ugrave; sciocchi.&lt;br /&gt;Non ebbe quindi alcuna difficolt&amp;agrave; ad accettare la scommessa.&lt;br /&gt;Avrebbe trascorso la notte nella Casa Maledetta.&lt;br /&gt;Quella in fondo al viale.&lt;br /&gt;Da cui nessuno era mai tornato per raccontare agli altri cosa si trovasse al suo interno.&lt;br /&gt;C&amp;rsquo;era entrato con la superbia di chi confida unicamente nella propria testa.&lt;br /&gt;Per cui ci rimase di merda quando la creatura uscita dall&amp;rsquo;Ombra gliela recise di netto.&lt;/p&gt;</description>
         <author>Abate Lunare</author>
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         <guid>http://www.tapirulan.it/artiloli.php?id=6</guid>
         <pubDate>Thu,  2 Feb 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
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         <title>Scordata:</title>
         <link>http://www.tapirulan.it/articoli.php?id=377</link>
         <description>&lt;p&gt;Non mi tocca pi&amp;ugrave; nessuno. Di tanto in tanto qualche debole sguardo mi si posa addosso come polvere, senza attraversarmi, senza superare le apparenze. Di vecchiaia si muore lentamente, sparendo a poco a poco.&lt;br /&gt;Non ho rimpianti, ho vissuto intensamente e anche se ho perso la bellezza di un tempo, non m&amp;rsquo;importa. Mi pesa di pi&amp;ugrave; starmene in disparte, in silenzio. Non so vivere senza passione, senza carezze. Si finisce per marcire come i limoni, dal didentro, intaccati dalla muffa della solitudine.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;Quel che mi manca di pi&amp;ugrave; &amp;egrave; sentirmi in armonia con un&amp;rsquo;altra persona, quella meravigliosa sensazione di completezza; essere se stessi senza dover spiegare nulla, sentirsi compresi, comprendendo. Mi bastava un tocco, una carezza per riconoscere la sintonia, quella scintilla capace di fare vibrare le corde pi&amp;ugrave; profonde della mia anima. Se l&amp;rsquo;amore come la tosse non si pu&amp;ograve; nascondere, io ho avuto pi&amp;ugrave; di una polmonite; quando ho amato si &amp;egrave; visto e si &amp;egrave; sentito. &lt;br /&gt;Ho dato pi&amp;ugrave; di quel che ho ricevuto, i vecchi tendono a fare bilanci; rimanere nell&amp;rsquo;ombra, farmi strumento della felicit&amp;agrave; altrui, permettendo di esprimersi completamente a chi ho amato di pi. E&amp;rsquo; stata una mia scelta.&amp;nbsp; Non rivendico ci&amp;ograve; che mi &amp;egrave; mancato, rivendico ci&amp;ograve; che ancora vorrei: dimenticare gli anni, la polvere, ci&amp;ograve; che si &amp;egrave; inceppato dentro di me e rompere il silenzio, tornando a regalare un&amp;rsquo;emozione. So che potrei riuscirci, con la persona giusta, con qualcuno che si prendesse cura di me.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;Invecchiare bene &amp;egrave; una fortuna che non mi &amp;egrave; toccata in sorte; c&amp;rsquo;&amp;egrave; quest&amp;rsquo;ossessione per la giovinezza, per il nuovo a tutti i costi che oltraggia i visi di silicone e dimentica il valore dell&amp;rsquo;esperienza e la sapienza delle rughe. Nessuno ripara pi&amp;ugrave; nulla, cose e persone vanno bene finch&amp;eacute; sono funzionali, produttive; poi vengono dismesse. Per gli oggetti c&amp;rsquo;&amp;egrave; la discarica, per le persone il limbo della casa di riposo, o di una badante rumena, nella migliore delle ipotesi. Vorrei tanto qualcuno che badasse a me, non m&amp;rsquo;importa se uomo o donna a questo punto.&lt;br /&gt;Certo gli uomini invecchiano meglio; alcuni diventano pure affascinanti con qualche anno in pi&amp;ugrave;. Le donne spariscono pi&amp;ugrave; velocemente invecchiando e non c&amp;rsquo;&amp;egrave; botox che tenga. &lt;br /&gt;E&amp;rsquo; sempre una questione economica, produttiva; in fondo un uomo pu&amp;ograve; avere figli fino in tarda et&amp;agrave;, mentre le donne esauriscono i loro compiti biologici entro i quarant&amp;rsquo;anni. E non lo dico io, lo raccontava l&amp;rsquo;altro giorno il Cavalier Di Gerolamo alla nuova cameriera ucraina, che di anni ne avr&amp;agrave; a mala pena diciotto. La porta spesso qui, in quest&amp;rsquo;ala dimenticata del palazzo, per dimostrarle la sua teoria.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;Forse il Cavaliere crede che io non me ne accorga, che faccia finta di niente, come fa sua moglie. Io di certo non parlo, ma ascolto e vedo tutto. Non sono certo il tipo che si scandalizza, so come vanno certe cose.&amp;nbsp; La solita musica: un maschio pu&amp;ograve; fare figli con un piede nella fossa, ma crescerli &amp;egrave; un&amp;rsquo;altra faccenda. Un maschio &amp;egrave; una cosa e un uomo un&amp;rsquo;altra.&amp;nbsp; Spero che la cameriera lo capisca presto, prima di finire scordata come una vecchia pianola a muro nell&amp;rsquo;angolo buio di un palazzo.&lt;/p&gt;</description>
         <author>A.marti</author>
         <comments>http://www.tapirulan.it/articoli.php?id=377</comments>
         <guid>http://www.tapirulan.it/artiloli.php?id=6</guid>
         <pubDate>Sat, 28 Jan 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
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         <title>Echi di celluloide - 18:Il Rene' l&#8217;e' bel...</title>
         <link>http://www.tapirulan.it/articoli.php?id=388</link>
         <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il Ren&amp;eacute; l&amp;rsquo;&amp;egrave; bel! Il film, l&amp;rsquo;&amp;egrave; &amp;lsquo;n cicin&amp;igrave;n meno bel&amp;hellip; &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;(&amp;ldquo;Vallanzasca &amp;ndash; Gli Angeli del Male&amp;rdquo; di Michele Placido)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Articolo pubblicato su &quot;La lanterna di Born&quot; n. 7, fascicolo 41-62&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia di Renato Vallanzasca si presta come poche altre alla trasposizione cinematografica. Violenta, divertente, scatenata, ironica, rappresentativa di una citt&amp;agrave; (Milano) e di un intero periodo (gli anni tra i &amp;rsquo;60 e i &amp;rsquo;70), la vicenda del bandito della Comasina &amp;egrave; un soggetto perfetto. E Vallanzasca &amp;egrave; un protagonista meraviglioso, basta pescare nella sua biografia per trovare ad ogni passo episodi interessanti; un personaggio che s&amp;rsquo;impone all&amp;rsquo;attenzione e s&amp;rsquo;inscrive nella memoria dello spettatore assai meglio dei pi&amp;ugrave; anonimi banditi romani di &lt;em&gt;Romanzo criminale &lt;/em&gt;(sempre di Michele Placido, 2005). &lt;br /&gt;Allora, diciamo pure che per Placido questo film &amp;egrave; un passo avanti rispetto a&lt;em&gt; Romanzo criminale&lt;/em&gt;: &lt;em&gt;Vallanzasca, gli Angeli del Male &lt;/em&gt;&amp;egrave; pi&amp;ugrave; sentito, pi&amp;ugrave; &amp;ldquo;vero&amp;rdquo;, ma non esente da difetti. Anzi! Placido commette di nuovo l&amp;rsquo;errore di atteggiarsi a &amp;ldquo;Scorsese de noantri&amp;rdquo;, ma non ne ha la capacit&amp;agrave; narrativa ed espressiva. Sceglie di raccontarci la storia di Vallanzasca ma non sceglie in che chiave: il film che ne risulta &amp;egrave; fatalmente cronachistico, pedissequo, incerto; affastella date, luoghi, volti ed episodi senza una linea narrativa certa, sorretto solo dall&amp;rsquo;ottima interpretazione di un Kim Rossi Stuart quasi perfetto, di gran lunga superiore a quello visto in &lt;em&gt;Romanzo criminale&lt;/em&gt;. La scelta di puntare decisamente, nell&amp;rsquo;interpretazione, sull&amp;rsquo;inflessione milanese, rispettando cos&amp;igrave; la verit&amp;agrave; storica del personaggio Vallanzasca, &amp;egrave; vincente, e non pregiudica l&amp;rsquo;atmosfera gangsteristica del film, comicizzandola troppo. Al contrario, nasce cos&amp;igrave; un gangster movie squisitamente milanese dominato da un Vallanzasca credibile, merito di per s&amp;eacute; non da poco. &lt;br /&gt;L&amp;rsquo;avvio, col lungo flashback in voce off dello stesso Vallanzasca, &amp;egrave; efficace e teso; ma ecco che subentra il problema narrativo. Siccome Placido non sceglie la chiave con cui raccontarci la lunga e complicata vicenda del bandito, il suo film passa via troppo velocemente su interi blocchi che sarebbe stato assai meglio approfondire. Ad esempio, l&amp;rsquo;infanzia di Renato. Ma anche i volti dei comprimari e dei suoi soci storici &amp;ndash; nonch&amp;eacute; degli avversari &amp;ndash; faticano ad imprimersi come dovrebbero nella memoria dello spettatore, e la sarabanda di rapine fino al primo vero arresto, nel 1972, &amp;egrave; una sequela di scene vuote, ripetitive, che non lasciano tracce. &lt;br /&gt;Il difetto principe del cinema italiano d&amp;rsquo;oggi, tolti pochi nomi (Sorrentino, Garrone, forse Costanzo), si conferma quello di non saper raccontare. Scimmiottiamo i ritmi indiavolati del cinema americano, ma lo facciamo senza consapevolezza e senza criterio. Basta guardare i serial televisivi. In quelli americani, 42 minuti bastano per raccontare, compiutamente e con chiarezza, vicende complesse e dense di significato; nei nostri, 2 ore spesso non sono sufficienti o, peggio, annoiano mortalmente, adagiate come sono su stilemi narrativi triti e ritriti, sulla ricerca del bel volto di turno (sia esso quello del &quot;tronista&quot; o della &quot;gieffina&quot; o della &lt;em&gt;starlette&lt;/em&gt;) pi&amp;ugrave; che sulla proposizione di meccanismi di racconto accattivanti, e su trame interessanti. &lt;br /&gt;Il cinema non &amp;egrave; tanto diverso. Ed &amp;egrave; un vero peccato, perch&amp;eacute; un gangster movie su Vallanzasca potrebbe difendersi anche all&amp;rsquo;estero in modo egregio, nonostante l&amp;rsquo;ostacolo del dialetto milanese. Peccato che la vicenda, se lo spettatore non ha letto, in precedenza, almeno uno dei tanti libri pubblicati sulla vita del celebre bandito, sia spesso ardua da seguire, troppo veloce, frenetica. Colpa del montaggio, certo, ma anche di una regia che non sa scegliere i suoi ritmi e i suoi punti di interesse, terrorizzata dall&amp;rsquo;idea di annoiare, e perci&amp;ograve; portata ad un&amp;rsquo;accelerazione continua che non d&amp;agrave; il tempo di riflettere sul personaggio, sulle sue tante zone d&amp;rsquo;ombra, e sulla Storia. &lt;br /&gt;I buoni momenti non mancano: l&amp;rsquo;inizio, col pestaggio in cella da parte degli agenti; tutta la parte nel carcere di Badu&amp;rsquo;e Carros; l&amp;rsquo;incontro con Consuelo, la prima moglie di Renato, e il finale, ben giocato. Ma troppo spesso la narrazione non d&amp;agrave; il tempo di soffermarsi sull&amp;rsquo;importanza di tali momenti, e di determinati eventi (il rapporto con Turatello, ad esempio, o con la seconda moglie Antonella&amp;hellip;). &lt;br /&gt;Il punto pi&amp;ugrave; basso Placido lo tocca con la sequenza, davvero brutta, dell&amp;rsquo;assassinio del dottor Premoli da parte di Vito Pesce. Un celebre omicidio gratuito, compiuto sotto l&amp;rsquo;effetto degli stupefacenti da uno dei pi&amp;ugrave; temibili sodali di Vallanzasca, che fece tanto parlare di s&amp;eacute; nella cronaca nera milanese degli anni &amp;rsquo;70. Un ottimo episodio per restituire la dimensione tragica e incomprensibile, psicotica, della malavita, e per preconizzare quella trasformazione che porter&amp;agrave; dall&amp;rsquo;etica delle bande alla criminalit&amp;agrave; senza criterio degli anni &amp;rsquo;80 e pi&amp;ugrave; ancora dei &amp;rsquo;90. Occasione persa: l&amp;rsquo;assassinio di Premoli &amp;egrave; messo in scena malissimo, la situazione resta oscura perch&amp;eacute; i personaggi degli assassini (Vito Pesce e Claudio Gatti) non sono stati debitamente costruiti in precedenza, e in conflitto che ne consegue con capo banda Vallanzasca &amp;egrave; risaputo e banale, non assurge alla dimensione tragica che uno Scorsese avrebbe saputo cogliere. Spendere minuti e minuti di film per questa sequenza avrebbe dovuto portare a ben altri risultati narrativi e, pi&amp;ugrave; ancora, evocativi. Placido d&amp;agrave; l&amp;rsquo;impressione di non saper dare una forma al suo film, che si riduce ad un accumulo di situazioni perlopi&amp;ugrave; scontate inframmezzate da qualche riuscito momento comico (uno per tutti, Vallanzasca in carcere alle prese con le numerose lettere delle sue ammiratrici). &lt;br /&gt;Buona recitazione e poca regia: ecco il dramma di certo cinema italiano. Anche i comprimari non sfigurano per quanto, con tutto il bene che si pu&amp;ograve; volerle, Valeria Solarino nei panni della quindicenne Consuelo Ripalta Pioggia &amp;egrave; davvero un po&amp;rsquo; troppo da far digerire allo spettatore! E che dire di Paz Vega relegata in una particina tanto insulsa? Non sembra il tentativo di mostrare i muscoli sperando che basti a catturare l&amp;rsquo;attenzione dello spettatore, in assenza di talento narrativo? &lt;br /&gt;Resta da affrontare, in chiusura, il problema dell&amp;rsquo;apologia di Vallanzasca, accusa mossa al film da pi&amp;ugrave; parti. Occorre partire dal presupposto che da sempre il cinema tende ad esaltare i &amp;ldquo;cattivi&amp;rdquo;. Ne offre un grande &amp;ndash; anzi, forse il pi&amp;ugrave; grande &amp;ndash; esempio l&amp;rsquo;Alex di &lt;em&gt;Arancia meccanica &lt;/em&gt;(Kubrick, 1971), personaggio sulla carta detestabile eppure divertente quant&amp;rsquo;altri mai. Ma volendo andare ben pi&amp;ugrave; indietro nel tempo, e tralasciando i film sui supereroi con annessi avversari pittoreschi e generalmente assai divertenti, potremmo fare l&amp;rsquo;esempio del &lt;em&gt;Dottor Mabuse &lt;/em&gt;(Lang, 1922), grande poliziesco d&amp;rsquo;annata dominato dalla figura del malvagio psichiatra assai pi&amp;ugrave; che dal suo avversario per bene, il procuratore Wenck. &lt;br /&gt;Anche nel film di Placido, dunque, &amp;egrave; ovvio che, in un certo senso, si parteggi per Vallanzasca, senza che ce ne si debba vergognare: da una parte, perch&amp;eacute; la sceneggiatura non gli assegna alcun vero antagonista &amp;ldquo;positivo&amp;rdquo;, dall&amp;rsquo;altra parte perch&amp;eacute; la schietta milanesit&amp;agrave; e la spavalderia del personaggio sono proverbiali e innegabilmente divertenti. Non mi accodo alle accuse di &amp;ldquo;apologia di reato&amp;rdquo;, insomma, anche perch&amp;eacute; a Placido preferisco muovere un altro rimprovero, quello di non aver saputo scavare a sufficienza nel suo personaggio. Ha fatto benissimo il regista a chiudere il film sul sorriso beffardo del Bel Ren&amp;eacute; (sorta di Gioconda del crimine, personaggio ineffabile e alfine inesplicabile, nel suo charme perverso), ma si faccia caso a come si arriva a quel sorriso: attraverso una sarabanda troppo scanzonata, troppo veloce, a tratti del tutto acritica, esteriore e indolore, incapace di affrontare i veri risvolti &amp;ldquo;neri&amp;rdquo; e profondi dell&amp;rsquo;anima del protagonista e degli altri personaggi. &lt;br /&gt;Ecco perch&amp;eacute; il senso del film resta relegato in quel velleitario sottotitolo, &amp;ldquo;Gli Angeli del Male&amp;rdquo;, che lascia intuire il pensiero di Placido (ovvero: scordatevi che il Male abbia sempre un volto terrificante. Pu&amp;ograve; avere anche l&amp;rsquo;aspetto guascone e lo sguardo magnetico del Bel Ren&amp;eacute;!) senza per&amp;ograve; realizzarlo cinematograficamente.*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-----&lt;br /&gt;* Nota di demerito per il cinema &lt;em&gt;Anteo&lt;/em&gt;, uno dei templi cinematografici milanesi, l&amp;rsquo;unica sala che proiett&amp;ograve; i sei episodi di &lt;em&gt;Heimat 3 &amp;ndash; Cronaca di una svolta epocale&lt;/em&gt; (Reitz, 2004). D&amp;rsquo;accordo, Michele Placido non sar&amp;agrave; Edgar Reitz (e vorrei vedere!), ma proiettare Vallanzasca &lt;em&gt;&amp;ndash; Gli Angeli del Male&lt;/em&gt; per quasi tutto il primo tempo fuori schermo di un buon mezzo metro, &amp;egrave; mancanza di rispetto. Per l&amp;rsquo;Autore e, prima ancora, per l&amp;rsquo;opera. Lo direi (quasi) per qualunque regista&amp;hellip;&lt;/p&gt;</description>
         <author>Matteo Fontana</author>
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         <pubDate>Sun, 22 Jan 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
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         <title>Viaggio:</title>
         <link>http://www.tapirulan.it/articoli.php?id=386</link>
         <description>&lt;p&gt;E&amp;rsquo; un marted&amp;igrave; mattina quando sali su un autobus e dopo un attimo vedi una ragazza. La guardi e non la guardi. La guardi e poi non la guardi pi&amp;ugrave;. E poi la riguardi. Ti guarda anche lei. E non ti guarda nemmeno lei. E ti riguarda anche lei. I vostri sguardi si toccano sempre per pochissimo. Che la guardi o non la guardi &amp;egrave; uguale. E che lei ti guardi o non ti guardi &amp;egrave; identico. In un modo o nell&amp;rsquo;altro, gi&amp;agrave; la ami. C&amp;rsquo;&amp;egrave; poco da dire, la ami. La ami gi&amp;agrave; moltissimo. E lei ti ama quanto la ami tu. Non hai alcun dubbio. Che vi guardiate o non vi guardiate ormai non conta pi&amp;ugrave; nulla. L&amp;rsquo;amore &amp;egrave; partito. Neanche impegnandovi potreste fermarlo adesso. Neanche snaturandovi. Lei pensa le cose che pensi anche tu. Non c&amp;rsquo;&amp;egrave; alcun pericolo di fraintendere. Vi amate. &lt;br /&gt;Se non ti avvicini a lei, e lei non si avvicina a te, non &amp;egrave; per vigliaccheria. E non c&amp;rsquo;entrano altre donne n&amp;egrave; altri uomini. Semplicemente, gi&amp;agrave; vi amate. E non serve altro. Non avete bisogno di parlarvi, di conoscervi, di corteggiarvi, di scoprire somiglianze e di ignorare differenze. Voi saltate tutta questa parte. Non vi occorre neppure guardarvi per essere certi che siete d&amp;rsquo;accordo anche su questo. E&amp;rsquo; ovvio. Sorpassate tutti per profondit&amp;agrave; e determinazione. Non vi serve niente. Non vi servite neppure voi stessi. Passate oltre tutto ci&amp;ograve; che &amp;egrave; oltrepassabile. E siete dentro un sentimento che ingoia tutto come un buco nero. &lt;br /&gt;Ci sono altre ragazze sull&amp;rsquo;autobus. Alcune sono carine. Le guardi appena appena. Non di pi&amp;ugrave;, perch&amp;eacute; non vuoi che lei se ne accorga. E&amp;rsquo; una piccola premura inutile, perch&amp;eacute; lei non ha bisogno nemmeno di questo. Lei sa benissimo che anche se guardi le altre tu pensi unicamente a lei. Che anche se pensi alle altre tu pensi unicamente a lei. Si irriterebbe con se stessa anche solo a temere qualcosa da questi sguardi. E da questi pensieri. Allora la guardi ancora un po&amp;rsquo;, di striscio. E sorridi. E anche lei sorride, ma senza guardarti. Perch&amp;eacute; sorridersi apertamente a questo punto sarebbe volgare. Banale. Un dare certezze, un richiedere certezze che viaggia a bassa quota. Al contrario di voi due. Voi due che viaggiate al di l&amp;agrave; dell&amp;rsquo;atmosfera. Tanto veloci da sembrare fermi.&lt;br /&gt;E persino l&amp;rsquo;idea che tutto potrebbe finire ti sfiora senza spaventarti. Sei pieno di lei, al tuo interno non hai spazio per altro. Non esiste minaccia possibile. Sei sicuro. Sei tranquillo. La consapevolezza della condivisione ti colma fino a farti galleggiare in una sorta di plasma gelatinoso. Lei ti ha dato tutto ci&amp;ograve; che pu&amp;ograve; essere dato. Ti ha tolto il superfluo. Ti ha insegnato ogni cosa. Hai raggiunto un livello di gratitudine che ti commuove. &lt;br /&gt;L&amp;rsquo;autobus frena. Si aprono le porte. Lei non ti guarda. Scende.&lt;/p&gt;</description>
         <author>Mr. Orpo</author>
         <comments>http://www.tapirulan.it/articoli.php?id=386</comments>
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         <pubDate>Thu, 19 Jan 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
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         <title>Wacky race - sesta tappa:Un giorno nella vita</title>
         <link>http://www.tapirulan.it/articoli.php?id=401</link>
         <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Cremona 3 dicembre 2011 - Inaugurazione &lt;em&gt;Privacy&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ero eccitato e contraddittorio come chi vuole e non vuole essere eccitato e al contempo non intende ma dentro un po&amp;rsquo; desidera sembrare contradditorio, curioso di rivedere persone che conoscevo, di conoscere persone che non conoscevo, accartocciato in un duplice buchetto nero a forma di mascherina situato nell&amp;rsquo;orbita del grande sole nero tapirulante.&lt;br /&gt;C&amp;rsquo;era molto spazio, uno spazio che aveva tutta l&amp;rsquo;aria di essere per se medesimo e non quello spazio solito tra una cosa e l&amp;rsquo;altra, e c&amp;rsquo;era gente, molta gente, abbastanza gente, gente che aveva l&amp;rsquo;espressione come di essere l&amp;igrave; per qualcosa, e non per qualcos&amp;rsquo;altro magari di secondario, e c&amp;rsquo;erano maschere, c&amp;rsquo;erano dei capelli che uscivano dalle maschere, degli sguardi che uscivano dalle maschere, degli occhiali che coprivano&amp;nbsp; buona parte delle maschere, e poi seni che uscivano dalle maschere, sederi che uscivano dalle maschere, sensazioni che uscivano dalle maschere e c&amp;rsquo;erano i vincitori, tanti vincitori, almeno due, e c&amp;rsquo;erano i perdenti, pi&amp;ugrave; di due, e i pareggianti, tantissimi, e c&amp;rsquo;erano delle minigonne nere con scritto priv*** e io continuavo a guardarle, tutte quante ma una soprattutto, e c&amp;rsquo;erano dei libri con scritto ****acy, e c&amp;rsquo;erano dei cartelloni, scusami, totem, che spiegavano, s&amp;igrave;, ma con una certa discrezione, e c&amp;rsquo;erano gli illustratori con l&amp;rsquo;accento toscano, i presidenti di giuria con gli occhiali alla enrico ruggeri, i batteristi col tunnel carpale, i fotografi col dito ingessato, c&amp;rsquo;erano quelli che venivano da molto lontano, quelli che venivano da molto lontanissimo, no, joao non c'era mica, c&amp;rsquo;era per&amp;ograve; lorena, il rinfresco, i ringraziamenti, guido, il gobbo privo di lampostil e una pioggia di foto come coriandoli.&lt;br /&gt;
&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img src=&quot;../immagini/immagini-articoli/tapirelax_401.jpeg&quot; border=&quot;0&quot; hspace=&quot;0&quot; vspace=&quot;0&quot; width=&quot;300&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;
E nello specifico, tra le persone che sapevo che avrei conosciuto, un posto che sarebbe stato di rilievo se solo non fosse stato rilevante in quel contesto l&amp;rsquo;assenza di posizione di rilievo, ecco, un posto di rilievo l&amp;rsquo;avrebbe avuto Wacky racer *** (un po&amp;rsquo; di privacy ecccheddiamine).&lt;br /&gt;E c&amp;rsquo;era dentro questo subbuglio patetico, vacca che freddo, la voglia di pettinarsi ma la calvizie, accidenti, e poi questa cosa dell&amp;rsquo;eterosessualit&amp;agrave; ancora da superare a quest&amp;rsquo;et&amp;agrave;. E soprattutto chi cazzo era Wacky racer ***,&amp;nbsp; perch&amp;eacute; io non sapevo nemmeno che faccia avesse WR***, e poi una volta saputo non l&amp;rsquo;avevo mica perso d&amp;rsquo;occhio, gli giravo alla larga, ah s&amp;igrave;, e cercavo di capire come presentarmi, e quando, e facevo finta di guardare le illustrazioni o le minigonne ma in realt&amp;agrave; sotto sotto guardavo WR***, e mentre lo guardavo mi sentivo sempre pi&amp;ugrave; patetico, e guardarlo e sentirmi patetico mi faceva precipitare in un subbuglio fatto di occhiate in tralice e di autocommiserazione, finch&amp;eacute; forse a una spanna dallo sfracellamento era arrivato da me WR### che mi aveva detto: ehi, ma tu lo conosci WR***, e io, come non dando peso alla cosa, avevo detto, oh sai che non me lo ricordo cos&amp;rsquo;avevo detto?&lt;/p&gt;</description>
         <author>Wacky racers</author>
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         <pubDate>Mon, 16 Jan 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
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         <title>Colpo d'inguine:</title>
         <link>http://www.tapirulan.it/articoli.php?id=399</link>
         <description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;Gli organi genitali hanno sempre avuto una grande importanza nella vita dei popoli latini, e specialmente nella vita del popolo italiano [&amp;hellip;] La vera bandiera italiana non &amp;egrave; il tricolore, ma il sesso, il sesso maschile.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Colette&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cerco dei bicchieri. Non per me. Per mio padre. Gli &amp;egrave; venuta la mania di bere l&amp;rsquo;acqua nei calici. Per&amp;ograve; li vuole di una forma particolare. E siccome nei negozi non si trovano, mi tocca girare nei mercatini dell&amp;rsquo;usato.&lt;br /&gt;Vado in quello che si trova poco distante da casa. Hanno roba bella che non costa tanto. Pochi euro e si possono fare figure discrete.&lt;br /&gt;Faccio per entrare nella stanza dove tengono i libri. No. Meglio di no. Ci sono stato da poco. Impossibile abbiano gi&amp;agrave; qualcosa di succulento.&lt;br /&gt;Vedo il tavolo dove tengono i bicchieri. Mi avvicino.&lt;br /&gt;Non mi accorgo subito di lei, concentrato come sono su un&amp;rsquo;offerta molto interessante.&lt;br /&gt;Casualmente alzo lo sguardo. &amp;Egrave; in piedi vicino a un tavolo ingombro di porcellane. Le guarda con attenzione. E io guardo lei.&lt;br /&gt;Non vistosa, n&amp;eacute; sfacciata. Capelli castani. Chiari, direi. Non lunghi, ma abbastanza mossi. Indossa qualcosa di grigio. Ricorda una specie di pelliccia. Sotto indossa qualcosa di nero. E scollato. Non si vede nulla. Ma a me non importa. Nel senso che non fa differenza.&lt;br /&gt;Vederla e desiderarla &amp;egrave; un tutt&amp;rsquo;uno. Mi eccito senza pensarci due volte. L&amp;rsquo;erezione &amp;egrave; quasi immediata. Non me l&amp;rsquo;aspettavo. Mai successo di bramare una sconosciuta con tanta e tale intensit&amp;agrave;.&lt;br /&gt;Ho voglia di prenderla qui. Adesso. Incurante dei presenti.&lt;br /&gt;Avvicinarmi. Abbracciarla. Intrecciare la mia lingua alla sua. Favorire il contatto dei corpi, sebbene arginati dagli abiti. E riempirmi la bocca di lei.&lt;br /&gt;Mi vedo avvinghiato a lei. Mentre la trascino fra piatti e stoviglie varie. Travolgendo ogni ostacolo incontrato sulla Via che mena all&amp;rsquo;Inguine.&lt;br /&gt;Sento i suoi sospiri. La sua voce che mi prega di prenderla come capita. Una posizione, poi, la si trova. Contano solo manodopera e impegno. Mi prega di farla godere. Giura che &amp;egrave; mia. E di nessun altro.&lt;br /&gt;La fantasia mi scuote per intero. E non dura tanto. Giusto una manciata di minuti. Mi risveglio di colpo. Torno con i piedi sul pavimento del mercatino. Esausto. Come l&amp;rsquo;avessi posseduta per ore e ore senza stancarmi di lei e delle sue nudit&amp;agrave;, che immagino invitanti, sode, prepotenti.&lt;br /&gt;La tentazione &amp;egrave; forte. Sono l&amp;igrave; l&amp;igrave; per avvicinarmi e insinuare un piccolo tarlo nelle sue orecchie: scommetto che a letto sei&amp;hellip;&lt;br /&gt;No. Stai calmo. Non andare da lei. E tieni la bocca chiusa. Che a fare certe figure di merda sei sempre in tempo. Le occasioni non mancheranno e tu lo sai.&lt;br /&gt;Bene. Molto bene. Ho ripreso il controllo. Fermo uno dei gestori. M&amp;rsquo;interessano quei bicchieri, dico indicandoli.&lt;br /&gt;Detto fatto. Li prende. Li porta al bancone. Li avvolge uno per uno in ci&amp;ograve; che resta di un quotidiano locale, chiss&amp;agrave; di quando. Li mette in un sacchetto fuorilegge.&lt;br /&gt;Pago e vado verso l&amp;rsquo;uscita.&lt;br /&gt;Prima di uscire, la cerco con lo sguardo. Non c&amp;rsquo;&amp;egrave; pi&amp;ugrave;. Svanita.&lt;br /&gt;Forse un ologramma indotto dal solito uragano ormonale. Arriva quando gli pare, provoca un po&amp;rsquo; di danni, poi se ne va.&lt;br /&gt;Non importa. Io non ho alcun rimpianto.&lt;br /&gt;Se era un&amp;rsquo;allucinazione, pazienza.&lt;br /&gt;Se invece era una persona di carne, meglio. Io qui ci torno spesso.&lt;/p&gt;</description>
         <author>Abate Lunare</author>
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         <pubDate>Thu, 12 Jan 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
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         <title>La tal band:</title>
         <link>http://www.tapirulan.it/articoli.php?id=398</link>
         <description>&lt;p&gt;Siamo al bar. C&amp;rsquo;&amp;egrave; un tizio che sta discutendo con un altro tizio. La discussione &amp;egrave; piuttosto accesa e sembra che nessuno dei due sia intenzionato a mollare. Nel frattempo si stanno scolando due medie. Il tizio sostiene che la tal band ha pubblicato il tal album nel tal anno. Ne &amp;egrave; assolutamente certo, accidenti, ma non ti ricordi che la primavera successiva siamo andati a vederli nel tal posto? L&amp;rsquo;altro tizio concorda con il primo tizio sul fatto che il tour abbia avuto luogo nella primavera del talaltro anno, questo s&amp;igrave;, ma ti ricordi che a un certo punto del concerto la band annunci&amp;ograve; quattro brani inediti? Questo significa, mio caro, che l&amp;rsquo;album non sarebbe uscito che l&amp;rsquo;autunno successivo.&lt;br /&gt;C&amp;rsquo;&amp;egrave; un terzo tizio nel bar. Lui non sta bevendo birra perch&amp;eacute; &amp;egrave; astemio. Sta ascoltando la conversazione degli altri due tizi. Picchietta le nocche sul bancone palesando un certo nervosismo. A un certo punto tira fuori di tasca uno &lt;em&gt;smartphone &lt;/em&gt;e si mette a consultarlo. Poi richiama l&amp;rsquo;attenzione degli altri due e sentenzia: &amp;ldquo;Il tal album &amp;egrave; uscito nell&amp;rsquo;autunno del tal anno. La tal band andr&amp;agrave; in tourn&amp;eacute;e la primavera successiva. Qui dice che, s&amp;igrave;, solevano eseguire degli inediti nel corso del concerto, ma si trattava di &lt;em&gt;outtakes &lt;/em&gt;del tal album&amp;rdquo;. Il terzo tizio fa un sorrisetto compiaciuto. Rimette in tasca lo &lt;em&gt;smartphone&lt;/em&gt;. Gli altri due si lanciano un&amp;rsquo;occhiata in tralice e ordinano un&amp;rsquo;altra birra.&lt;br /&gt;Per qualche minuto rimangono in silenzio.&lt;br /&gt;Arrivano le birre.&lt;br /&gt;I due si mettono a discutere se il tal bassista ha rimpiazzato il talaltro bassista nel tal anno o nel talaltro anno. Il primo tizio sostiene che l&amp;rsquo;ingresso in formazione del tal bassista &amp;egrave; contestuale all&amp;rsquo;incisione e pubblicazione, nel tal anno appunto, del tal album, universalmente riconosciuto come il primo album con la nuova formazione. Il secondo tizio concorda sul fatto che il tal album &amp;egrave; il primo suonato dalla nuova formazione, come no, e concorda anche sull&amp;rsquo;anno di pubblicazione, ma sostiene che il tal bassista sia ufficiosamente entrato nella band in occasione delle session relative all&amp;rsquo;album precedente, nel talaltro anno. Questo perch&amp;eacute; il precedente bassista nel talaltro anno era stato impegnato tutto l&amp;rsquo;anno con la tourn&amp;eacute;e della talaltra band. Come avrebbe potuto suonare in tour e al contempo incidere un album?&lt;br /&gt;Il terzo tizio estrae nuovamente dalla tasca lo &lt;em&gt;smartphone&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;I due tizi smettono di discutere e si lanciano un&amp;rsquo;occhiata rassegnata. Prendono i boccali, li fanno tintinnare, dicono salute e se li scolano, nell&amp;rsquo;attesa che giunga l&amp;rsquo;ineluttabile verdetto di Wikipedia.&lt;br /&gt;Il terzo tizio spiega cos&amp;igrave; che l&amp;rsquo;ingresso del tal bassista nella tal band &amp;egrave; avvenuto in un anno intermedio tra il tal anno e il talaltro anno. E&amp;rsquo; noto che il tal bassista fu frettolosamente reclutato dalla band per portare a termine la seconda &lt;em&gt;leg &lt;/em&gt;del tour americano. Dopodich&amp;eacute;, l&amp;rsquo;anno successivo, la band rientr&amp;ograve; in studio per incidere, appunto, il tal album assieme al tal bassista.&lt;br /&gt;Il terzo tizio aggrotta la fronte e fa un altro sorriso compiaciuto. Gli altri due tizi aggrottano anch&amp;rsquo;essi la fronte, ma senza fare il sorriso compiaciuto.&lt;br /&gt;C&amp;rsquo;&amp;egrave; silenzio per un&amp;rsquo;altra manciata di minuti.&lt;br /&gt;A un certo punto il terzo tizio si alza e fa &amp;ldquo;Scusatemi un istante. Devo andare in bagno&amp;rdquo;.&lt;br /&gt;Il secondo tizio lo guarda allontanarsi. Poi quando sente il catenaccio della porta del bagno si avvicina al primo tizio e gli sussurra che secondo lui il tal chitarrista &amp;egrave; il miglior chitarrista del mondo tra quelli che usano chitarre della tal marca. L&amp;rsquo;altro tizio scuote il capo e dice assolutamente no, che oltretutto saranno almeno tre anni che il tal chitarrista usa esclusivamente strumentazione della talaltra marca. Poi lancia un&amp;rsquo;occhiata alla porta del bagno e dice &amp;ldquo;Per&amp;ograve; facciamo presto, eh, prima che quello ritorni&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;</description>
         <author>UfJ</author>
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         <guid>http://www.tapirulan.it/artiloli.php?id=6</guid>
         <pubDate>Mon,  9 Jan 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
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         <title>Denti:</title>
         <link>http://www.tapirulan.it/articoli.php?id=390</link>
         <description>&lt;p&gt;L'Omino Stanco arricchisce il gusto! Hai mangiato letteratura pesante? Gli sfiziosi raccontini, con la loro leggerezza sono l'ideale per il tuo cervello intasato. Provali! Dante e Manzoni saranno solo un ricordo senza parole, anche durante un'interrogazione!&lt;br /&gt;Gabo chiuse il suo occhio a mandorla per pensare. L'altro era bendato, si diceva nascondesse un terribile segreto. Curvo, lento come la nonna della vecchiaia, Gabo si rec&amp;ograve; dal dentista e per l'ultima volta con tutta la sua fila di denti sorrise all'infermiera. L'infermiera gli regal&amp;ograve; il molare che si era fatta estrarre il giorno precedente.&lt;br /&gt;Gabo si accomod&amp;ograve; in poltrona. Il dentista, per mostrare che era un bravo dentista, aveva un paio di denti bianchi e sanissimi anche dentro le narici.&amp;ldquo;Le devo togliere il 26&amp;rdquo; disse.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Me li tolga tutti&amp;rdquo;.&lt;br /&gt;Il dentista gli fece un preventivo e Gabo, con un gesto della mano che evidenziava tutto il suo disinteresse, gli fece cenno di proseguire. Alla fine si fece mettere i denti in una borsina e li port&amp;ograve; a casa.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Fammi un brodino&amp;rdquo; disse alla moglie. Lei gli mise davanti la solita costata di manzo e lui fece un gran sorriso sdentato. Cos&amp;igrave; la moglie, per la prima volta nella vita, gli dovette preparare un brodino. Gabo ci strizz&amp;ograve; l'occhio scostando la benda. Se l'aveste visto, era una cosa da far paura, ma in apparenza non c'erano segreti terribili, solo un'orbita vuota.&lt;/p&gt;</description>
         <author>Robirobi</author>
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         <guid>http://www.tapirulan.it/artiloli.php?id=6</guid>
         <pubDate>Thu,  5 Jan 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
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         <title>Gianforte e il gelato di nuvola montata:</title>
         <link>http://www.tapirulan.it/articoli.php?id=396</link>
         <description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;&quot;Ricorda se non riesci a &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;trovare il Natale nel tuo cuore, &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;non potrai trovarlo sicuramente &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;sotto un albero&quot;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Charlotte Carpenter&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C&amp;rsquo;era una volta un angioletto un po&amp;rsquo; sovrappeso di nome Gianforte. Era morbido, paffuto e biondo e seguiva un&amp;rsquo;alimentazione sbilanciata a base di nuvole e zucchero a velo. In Paradiso era una vera &lt;em&gt;star &lt;/em&gt;e anche se non &amp;egrave; difficile trovare stelle in Paradiso, lui era diventato famoso grazie allo spot dei &lt;em&gt;Pan Stelloni &lt;/em&gt;e quello dei pandori &lt;em&gt;Pandora&lt;/em&gt;. Pittori e scultori famosi facevano la fila per poterlo ritrarre nei loro quadri o intagliare la sue forme tonde in qualche cornice barocca. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I cherubini lo prendevano in giro, chiamandolo &lt;em&gt;Gian(extra-large-taglia)forte &lt;/em&gt;e dicendo che &amp;ldquo;S&amp;rsquo;era-fino&amp;rdquo; nessuno si sarebbe mai accorto di lui, ma intanto alla sera si mettevano i bigodini per ottenere i suoi stessi boccoli biondi, rodendo d&amp;rsquo;invidia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gianforte non dava retta a quei pettegoli, a lui piacevano le nuvole con lo zucchero e sopra ogni cosa gli piaceva il gelato di nuvola montata. &amp;ldquo;Un giorno&amp;rdquo;, pensava, &amp;ldquo;aprir&amp;ograve; una gelateria da Dio e lascer&amp;ograve; a bocca spalancata tutti quegli angeli magri, pennuti e invidiosi. Il mio gelato sar&amp;agrave; talmente buono che tutti si addolciranno e il Paradiso torner&amp;agrave; ad essere un posto migliore&amp;rdquo;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per fare il gelato di nuvola montata Gianforte aveva bisogno di tante nuvole e di un bel po&amp;rsquo; di aria gelida che andava a prendere sul cielo dell&amp;rsquo;Antartide. Era un lungo viaggio, bisognava scendere dal settimo al primo cielo. L&amp;rsquo;andata non era un problema, perch&amp;eacute; il peso di Gianforte lo trascinava gi&amp;ugrave; velocemente. Il difficile era risalire fino al settimo cielo, controvento, e con le alucce che reggevano a stento il peso dei suoi rotolini e delle sue gambe cicciotte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era una notte buia e tempestosa, quella, Gianforte era stato a far spesa di nuvole, ma non ne aveva trovate di buone, perch&amp;eacute; erano quasi tutte inquinate da polveri sottili. Aveva preso anche un bel po&amp;rsquo; di vento sopra il Polo Nord ed era davvero bello carico. Mentre svolazzava faticosamente in salita aveva intravisto una luce venirgli incontro. Era una di quelle stelle ad alta velocit&amp;agrave;, quelle che attraversano il cielo senza fermarsi mai, dritte per la loro strada. Gianforte tent&amp;ograve; di evitarla, ma la stella era troppo veloce e l&amp;rsquo;aureola di Gianforte ci rimase impigliata. La stella lo trascin&amp;ograve; gi&amp;ugrave;, gi&amp;ugrave; ad una velocit&amp;agrave; inaudita. Gianforte lasci&amp;ograve; andare la borsa delle nuvole e del vento che andarono perse nella troposfera. Poi la stella rallent&amp;ograve;, galleggiando nella sua luce dorata. Gianforte vi rimase appeso, impigliato nell&amp;rsquo;aureola, con i piedi dondolanti nel vuoto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quell&amp;rsquo;altezza Gianforte vide chiaramente ci&amp;ograve; che la stella illuminava e ne fu cos&amp;igrave; felice che subito sgarbugli&amp;ograve; l&amp;rsquo;aureola e vol&amp;ograve; a tutta forza verso il cielo per andare a chiamare gli altri angeli, mentre sulla terra cadevano vento e nuvole, mescolandosi in piccoli fiocchi gelati e dolci.&lt;/p&gt;</description>
         <author>A.marti</author>
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         <pubDate>Mon,  2 Jan 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
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         <title>Good morning Villa Mestizia:</title>
         <link>http://www.tapirulan.it/articoli.php?id=383</link>
         <description>&lt;p&gt;Buongiorno mesti villeggianti, chi vi parla &amp;egrave; il vostro speakeducatore, in questa&amp;nbsp; nuova, bellissima giornata che si apre alla Vuemme. Quante, quante cose ho da dirvi, ma come sempre voglio partire dalla nostra regola d&amp;rsquo;oro, vale a dire: il forte aiuta il debole, ok?&lt;br /&gt;Quindi, brontoloni, smettetela di lamentarvi e di ricordare al vostro compagno di branda che un tempo avevate degli operatori che si occupavano di voi, che non eravate costretti a fare tutto da soli, che vi toccava un materasso a testa e non uno in condivisione e altre buffe rimembranze di questo tenore; ormai il vento &amp;egrave; cambiato, le cose vanno cos&amp;igrave; e non ha senso tutta questa nostalgia per quello che accadeva chiss&amp;agrave; quante finanziarie fa; e d&amp;rsquo;altronde &amp;egrave; ora che capiate che il nuovo corso vi fa bene: finalmente state cominciando a capire quanto &amp;egrave; importante sacrificarsi gli uni per gli altri, e allora continuate cos&amp;igrave;; non ve lo dico pi&amp;ugrave;: alzatevi, pigroni, e alzate chiunque intorno a voi non abbia la fortuna di essere in grado di farlo da s&amp;eacute;. Cominciate, questo &amp;egrave; ovvio, non da chi vi sta accanto ma da chi ha pi&amp;ugrave; urgenza di andare in bagno.&lt;br /&gt;Vi ricordo che in sala potete gi&amp;agrave; trovare il caff&amp;egrave; e i nove biscotti della colazione; a dirla tutta i biscotti sarebbero dieci, ma visto che dividere dieci biscotti per voi che siete diciotto sarebbe complicato, e visto che stamattina sono uscito presto da casa e senza mangiare la mia solita superbrioche, i biscotti sono nove. Il caff&amp;egrave; come d&amp;rsquo;abitudine non &amp;egrave; moltissimo, o per citare quelli di voi pi&amp;ugrave; maliziosi, &amp;egrave; razionato, ma solo perch&amp;eacute; non vogliamo che vi innervosiate troppo: ci servite tranquilli!&lt;br /&gt;Dopo la colazione, non fate finta di dimenticarlo, sono previste le pulizie delle stanze. Nell&amp;rsquo;attesa che arrivino le speciali spazzole da infilare nel mozzo delle ruote di chi tra voi, come si dice, &amp;egrave; motorizzato, i turni spettano ancora una volta a chi riesce a maneggiare il mocio con maestria; e so per certo che almeno sei di voi primeggiano in quest&amp;rsquo;arte. Non costringetemi a scegliere, suvvia, dimostrate ancora una volta quel senso di responsabilit&amp;agrave; per cui vi stimo cos&amp;igrave; tanto e offritevi volontari, ok?&lt;br /&gt;Per quanto riguarda la vostra igiene, invece, voglio solo ricordarvi che la pulizia global-assistenziale della ditta convenzionata &amp;egrave; prevista per marted&amp;igrave; prossimo, e che nell&amp;rsquo;attesa, come diceva il nostro glorioso ultimo coordinatore quando ancora ne avevamo uno, un leggero odorino di sudore non ha mai ucciso nessuno. Anzi, se mi &amp;egrave; permesso chiosare le parole del maestro, una tenue sfumatura di essere umano andato a male vi rende pi&amp;ugrave; interessanti. Ma se proprio non vedete l&amp;rsquo;ora di darvi una sistemata, non dimenticate che per ragioni di tempo e di risparmio idrico la ditta marted&amp;igrave; effettuer&amp;agrave; la pulizia all&amp;rsquo;esterno dell&amp;rsquo;edificio, con getto potente ad ampio spettro. I pi&amp;ugrave; delicati tra voi faranno bene a munirsi di protezioni per il viso, per evitare gli infortuni del mese scorso.&lt;br /&gt;Alle ore dieci avranno inizio le attivit&amp;agrave; educative, che quest&amp;rsquo;oggi si svolgeranno nel ripostiglio e prevedono esercizi per il rinforzo mnemonico. Non vorrei anticiparvi troppo, ma un piccolo consiglio per partire col piede giusto mi sento di darvelo: tenete gli occhi aperti, e state pronti a effettuare calcoli e conteggi; in ogni caso, per questa volta le esercitazioni non implicheranno l&amp;rsquo;utilizzo degli insetti morti accumulati dietro le scope di saggina.&lt;br /&gt;Il pranzo a buffet quest&amp;rsquo;oggi &amp;egrave; a tema, e il tema &amp;egrave; &amp;lsquo;mari e monti&amp;rsquo;. Bastoncini di merluzzo e lo speck avanzato da ieri saranno disponibili dalle dodici meno un quarto sul tavolo meno traballante della sala. Inutile ricordarvi che tutti hanno diritto di mangiare, e che quindi se vi ingozzate con pi&amp;ugrave; dei venti grammi di speck e tre quarti di bastoncino che &amp;egrave; ci&amp;ograve; che vi spetta dimostrate un egoismo incompatibile con la logica di convivenza civile. Frutta di stagione, anche se non &amp;egrave; ancora chiaro di quale stagione, e un blando digestivo con retrogusto di detersivo al limone completeranno il pranzo.&lt;br /&gt;Il pomeriggio come di consueto non prevede attivit&amp;agrave; strutturate, ragion per cui il mio consiglio &amp;egrave; di riposarvi restando a letto dalle tredici alle diciotto e trenta, ma consideratevi liberi di inventarvi un modo alternativo di trascorrere il tempo. Vi chiedo solo, se per caso decideste di guardare la televisione, di non stare a piagnucolare perch&amp;eacute; il bianco e nero vi sembra fuori moda, o perch&amp;eacute; la programmazione prevede un unico canale e quell&amp;rsquo;unico canale trasmette esclusivamente televendite riservate a maniaci del fitness e della arrampicata libera, o perch&amp;eacute; la colonnina che reggeva la mansarda prima di spezzarsi in due copre in parte la visuale dello schermo. Un atteggiamento disfattista, lo sapete meglio di me, non serve a nessuno.&lt;br /&gt;La cena, che come sempre avr&amp;agrave; luogo per le diciotto e quaranta, sar&amp;agrave; anch&amp;rsquo;essa a buffet. Il tema sar&amp;agrave; &amp;lsquo;souvenir di mari e monti&amp;rsquo;. Protagonisti del&amp;nbsp; buffet saranno gli avanzi di bastoncini e speck. Se per caso vi sarete gi&amp;agrave; spazzolati tutto a pranzo, e non ci saranno avanzi, prendetevela solo con voi stessi e con la vostra ingordigia.&lt;br /&gt;Il dopocena sar&amp;agrave; all&amp;rsquo;insegna del relax, e ognuno potr&amp;agrave; decidere in autonomia se andare a dormire presto o discutere attorno alla tavola. Se accettate un consiglio per un&amp;rsquo;eventuale discussione, potreste intavolare un dibattito sulla possibilit&amp;agrave; di formare una piramide umana e chiudere il buco che si &amp;egrave; formato sul soffitto nella zona est-sudest della sala; e se accettate un altro consiglio, mettete due cosiddetti motorizzati a fianco della base della piramide, per puntellarla.&lt;br /&gt;Per la messa a letto, naturalmente, vale lo stesso adagio dell&amp;rsquo;alzata, cari i miei smemorati: il forte aiuta il debole: il corso di formazione di un quarto d&amp;rsquo;ora per il corretto uso del sollevatore e dei dispositivi di sicurezza che avete svolto l&amp;rsquo;anno scorso basta e avanza per improvvisarvi operatori e comunque se mai dovesse capitarvi di fare cadere un altro ospite per disattenzione o panico, state pur certi che nessuno ve ne far&amp;agrave; una colpa: sono cose che capitano anche ai professionisti del settore.&lt;br /&gt;E con questo per ora &amp;egrave; tutto, ancora buona giornata dal vostro speakeducatore, statemi bene, e buona permanenza a Villa Mestizia.&lt;/p&gt;</description>
         <author>Zumba</author>
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         <pubDate>Sun, 25 Dec 2011 00:00:00 +0100</pubDate>
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