Conchita

Alla mia bambina
A me bambina

Quando mi svegliai le onde mi sfioravano appena. Non so quanto tempo avevo dormito, ma di sicuro non mi trovavo a Playa del Sol. Mi ero persa e mi ero anche addormentata.
La traversata era passata senza problemi e con essa la notte. Una notte buia e lunghissima. Non ero abituata a stare sola in certe situazioni, ma non avevo paura; ero solo un po’ disorientata.
Ora dovevo andare al Ritrovo, ma come?
Per fortuna il sole era ancora basso e potevo godermi il rumore del mare per qualche tempo.
Mi piaceva giocare con le onde, da bambina mi lasciavo trasportare dalla risacca fin quasi a riva, nonostante i rimproveri di mio padre. Ora lui non c’era e potevo fare i miei giochi anche per ore.
Strano. In quella situazione non provai nessun piacere, anzi, una certa nostalgia. Che gusto c’è a disobbedire se nessuno può saperlo?!
Me ne stavo ferma sulla riva a ripensare ai miei giochi di bimba quando dovevo essere a Playa del Sol!
“Muoviti!” Mi ripetevo
“Muoviti…”
Poche cose possono essere più tristi di un gioco che non diverte più…
“Diventare grande…” l’avevo desiderato per tanto tempo, pensando che finalmente avrei avuto delle certezze ed il potere di decidere. Adesso invece avevo delle responsabilità ed un sacco di domande…
Mi ero quasi decisa quando arrivò quella bimbetta fastidiosa. Non volevo ascoltarla ma era impossibile: voleva fare il bagno.
Sentivo la sua allegria che si avvicinava minacciosa.
“Solo un plicciaploccia?!!” la sentivo vociare.
Io ero stata lei in passato, ma quanto tempo era trascorso? In fondo non molto.
Quell’allegria che era stata così mia un tempo, ora era lì, potevo quasi toccarla!
Non lo feci. Non ce ne fu bisogno, infatti fu Lei a sorprendermi all’improvviso (l’Allegria a volte fa così…).
“Dai! Mi bagno solo i piedi?!
SPLASH!!!!!!! (un tuffo in piena regola)
Un attimo dopo era seduta accanto a me.
“Ciao, non ti avevo vista prima!”
Non sapevo cosa dire, come risponderle…
“Che bella che sei, ti faccio vedere ai miei genitori!”
Conchita si diede uno sguardo nello specchio d’acqua. Non era certo una perla,

lei, con quelle curve fuori posto…
Sentivo che doveva cambiare qualcosa. Subito. Prima che la sabbia m’inghiottisse. Mi resi conto che non tutte le strade erano state un percorso e non m’importò più nulla di Playa del Sol e dell’appuntamento. Ero ancora in tempo. E poi se la bimba dalla sana allegria si era tuffata, potevo farlo anch’io. Anch’io meritavo un tuffo. E mi decisi.
Restai con lei. Rimasi legata a lei come un filo di perle al collo di una bella signora.

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Lisa Biggi
Lisa Biggi

Nasce a Reggio Emilia nel 1975. Dopo gli studi di filosofia, Lisa scopre la scrittura che ama sperimentare in molteplici forme. Viene selezionata in concorsi di poesia, collabora con magazines e riviste letterarie, pubblica un libro di racconti tragicomici e diversi album per bambini, sia in Italia che all’estero. Lisa scrive la notte, perché di giorno lavora in una scuola di Milano, dove si occupa di formazione e progettazione didattica.

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