Nei luoghi dell’assenza
hanno confuso l’orma dei tuoi passi
là dove dormi e tu non sei
vado cercandoti
in grovigli confusi di viottoli inghiaiati
e negli spazi usuali divenuti immensi
tra le gemme e il nettare di miele
avvinto a boccioli di rose ormai di cera
Convinta che verrai
silenzioso e assorto
a tracciar confini divelti dall’assenza
resto immobile
e nessuna voce s’alza ancor
nell’aria troppo azzurra e tersa
eppur stridono le note
da gabbiani in volo
come unghie sui vetri
e tuonano palpiti sull’aura mia
Schegge di suoni esplodon negli occhi
nell’abbaglio d’ombre alla finestra
e nell’incessante attesa
inchiodo i piedi tra i sassi come radici eterne
e attendo…

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