Pomodoro spaccato.
Steso sul graticcio di canne,
nudo e cosparso di sale
espone le proprie viscere
e si contorce al sole d’agosto.
Bocca rosso sangue
spalancata nell’urlo afono.
S’introflettono i bordi
a proteggere il taglio vivo,
si prosciuga
fino al coagulo,
si fa rugosa pelle,
carne sottile
cui si ostinano ad aggrapparsi,
tenaci,
sterili i semi.
Io l’ortaggio.
Tua la mano che spacca
che espone al sole e alle vergogne,
osserva
e leggiadra se ne va
portandosi la sua interezza.
(Edita in “controversi oltrelatoga” di Enrica Morgese – Giulio Perrone Editore Lab 2009)
